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il
Ducato
Periodico dell’Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino
Quindicinale - 4 maggio 2009 - Anno 18 - Numero 8“il Ducato online”: www.uniurb.it/giornalismo
   D   i  s   t  r   i   b  u  z   i  o  n  e  g  r  a   t  u   i   t  a   S  p  e   d   i  z   i  o  n  e   i  n  a .  p .   4   5   %   a  r   t .   2  c  o  m  m  a   2   0   /   b   l  e  g  g  e   6   6   2   /   9   6  -   F   i   l   i  a   l  e   d   i   U  r   b   i  n  o
L’EDITORIALE
E’ la prima volta dopo Carlo Bo. La primaelezione, il 20 e il 21 maggio, per scegliere lastrada che prenderà Urbino. GiovanniBogliolo, infatti, che ha ricoperto l’incaricodi Rettore per due volte dal 1° novembre2001, era il successore designato, il conti-nuatore naturale di Bo.I trenta allievi giornalisti del “Ducato”hanno accolto i due candidati nella reda-zione. Mauro Magnani e Stefano Pivatohanno avuto, nell’ordine, ognuno un’oraper rispondere alle stesse domande, dopouna sintetica presentazione dei rispettiviprogrammi, in 15 minuti. I problemi indivi-duati dai due sono gli stessi. Il risanamento,con i sacrifici di tutti, è avvenuto: per laprima volta il bilancio 2009 non ha debitiresidui. Si può dunque guardare avanti.L’università di Urbino negli ultimi otto anniha perso il 26 per cento di studenti. Tra i 76atenei italiani è quello che ha pagato di piùla voglia dei giovani di studiare sotto casa.Oggi gli iscritti sono 16.000. (Erano 23.000).Ma nelle classifiche della qualità Urbino sipiazza sempre nelle posizioni alte con i suoi51 corsi di laurea. Una buona premessa.Le differenze tra i due candidati? Magnanisembra muoversi in una visione fortemen-te urbinate. Pivato porta un orizzonte piùlargo che va definendosi in obiettivi. Unasintesi filmata degli incontri è sul sito del“Ducato” (www.uniurb.it/giornalismo). Volevamo anche capire bene il futuro delrapporto tra la città e l’università. Dall’8marzo 1947, giorno in cui Carlo Bo diventòrettore, sempre più Urbino e l’ateneo sonodiventate una sola cosa. Lui riceveva in unasaletta con le vetrate quasi davanti a palaz-zo Ducale, praticamente in strada, tra lagente. Le studentesse di Magistero gli sisedevano davanti, un po’ di lato. Bo riceve-va anche gli urbinati che facevano la fila peresporgli i problemi. Si scherzava sul fattoche fosse tornato il Duca di Montefeltro. Poichiamò De Carlo e l’università entrò dentroi palazzi. Con il primo piano regolatoreUrbino divenne città campus.La città risponde bene all’idea di unire cul-tura ed economia. La prova Raffaello è dav-vero incoraggiante. Con l’università è piùdifficile, ma non impossibile. La comunitàdei dipendenti appare in grado di portarequalcosa di prezioso all’unione: il centrostorico intatto e una concreta cultura, chein tempi di generale degrado certo aiuta. Inverità, per governare tutto questo ci vuoleun colpo d’ala. Far votare il Rettore a tutti gliurbinati, una testa un voto. Per esempio.
direzione.ilducato@uniurb.it 
Una sceltaper la città futura
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a qualche settimana si entra a Urbino passando per una nuova strada, la variante alla statale73 bis, inaugurata dopo lunga attesa. Il nuovo tratto è composto da una galleria e tre viadotti esi percorre anche in due minuti, a differenza della tortuosa via delle Conce. Un passo avanti per laviabilità, ma non ancora sufficiente a rendere Urbino facilmente raggiungibile. Si attende per il futu-ro la prosecuzione verso Canavaccio..
alle pagine 2 e 3
UNA BRETELLA TROPPO CORTA
In due alla conquista dell’ateneo
 Mauro Magnani: “Continuiamo il percorso”. Stefano Pivato:”Cambiamo passo”
Si vota per il nuovo Rettore il 20 e 21 maggio. Il programma dei candidati
L’ordinanza anti-burqa proposta dalsindaco di Fermignano ha creatomolte polemiche. E c’è chi accusa ilprimo cittadino di fare solo propa-ganda elettorale. Cancellieri è candi-dato con la Lega alla presidenza dellaProvincia.
a pagina 4
Il velo integraleagita la città
Fermignano
La curatrice Lorenza Mochi Onori èsoddisfatta: l’affluenza a Palazzo Du-cale sta superando le aspettative. Ac-corsi già più di 1500 visitatori al gior-no. Il direttore di Civita servizi è con-vinto aver fatto un buon lavoro sullacomunicazione pubblicitaria.
a pagina 8 
Raffaello: è giàun grande successo
Cultura
Nella prossima stagione, oltre alla tra-dizionale “Festa del Duca” e la rasse-gna “Urbino musica antica”, un con-certo in cui si fonderanno musicaelettronica e quattrocentesca. Con-fermata la quarta edizione di Ars li-braria - Parole in gioco”
a pagina 10 
Tutti gli eventidell’estate
Spettacoli
L’Università si rinnova. Dopo leelezioni dei presidi di facoltà,l’ultima tappa è la scelta delsuccessore di Bogliolo. Si vota il20 e 21 maggio. Due i candida-ti: Mauro Magnani e StefanoPivato, intervistati dal Ducato.Sfida tra continuità e rinnova-mento. Il professor Magnani,prorettore vicario, poggia il suoprogramma sui risultati del ret-tore uscente; il professorPivato, fino a pochi giorni fapreside di Lingue e letteraturestraniere, mira ad un allarga-mento della partecipazione e adecisioni condivise.Se eletto, quale sarebbe ilprimo atto? “Una conferenzad’ateneo con tutte le compo-nenti universitarie” rispondePivato. “Rendere accessibili online le delibere dell’ateneo” laproposta di Magnani.
alle pagine 12 e 13
“In dieci anni, non si èmai verificata una situa-zione del genere”, diconoi sindacati. Nel primo tri-mestre del 2009 le impre-se industriali della pro-vincia di Pesaro Urbinohanno fatto ricorso allacassa integrazione per il1291,6% in più rispettoallo stesso periodo del-l’anno precedente.L’aumento complessivo èdel 436,1% . reoccupanteanche l’incremento deilavoratori messi in mobi-lità: 1.304
a pagina 6 
Aumentanoi cassintegrati
Crisi economica
 
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retella prestoal via”. Era il1991, e il Du-cato, appenanato e in bian-co e nero, con-duceva un’inchiesta dal titolo elo-quente, “Urbino l’irraggiungibile”,e auspicava tempi rapidi e certi perla realizzazione di una strada mo-derna che collegasse la città feltre-sca alla principale arteria che lepassa accanto, la strada di grandecomunicazione Grosseto-Fano,meglio nota come E78. Ci sono vo-luti diciott’anni euna serie incredi-bile di accidenti,ma finalmente oggici si può gustare unarrivo sul velluto incittà, attraversan-do la variante,inaugurata daqualche settima-na, che va dal biviodi Borzaga alla lo-calità “Le Conce”.Una strada tuttanuova con gli ulti-mi 3 chilometri,che hanno messoun po’ da parte (ma non mandato inpensione) la vecchia statale 73 bisdenominata “di Bocca Trabaria”,panoramica e godibile strada turi-stica; un ruolo che potrà finalmen-te recuperare, dopo esser diventatainvece negli ultimi anni un traffica-tissimo percorso di guerra per au-tomobili e mezzi pesanti.Per essere comoda è comoda, lanuova Bretella, già maggiorenne.Ed è anche rapida. Ma questo sin-golo tratto non può essere suffi-ciente a risolvere i problemi di via-bilità, li allevia soltanto. Per capirlobasta semplicemente percorreretachimetro e cronometro alla ma-no il vecchio e il nuovo percorso, eraffrontare i risultati. Innanzitutto,nonostante il tragitto sia molto piùdiretto rispetto alla tortuosa e anti-ca via delle Conce, la distanza è sor-prendentemente quasi la stessa:3,2 sono i chilometri di strada nuo-va contro i 3,5 di quella vecchia. Al-meno i tempi premiano l’attesa diquasi vent’anni per vedere realiz-zato questo nuovo tratto: per per-correrlo, in condizioni di trafficonormale si impiegano tra i 2 e i 3 mi-nuti a seconda delle auto che ci sitrova davanti, mentre il vecchiotratto impone percorrenze sempresuperiori a 3 minuti e spesso anchea 5, se si ha la sfortuna di imbatter-si in qualche camion che rallenta lamarcia e non può essere sorpassa-to. Parla chiaro anche il confrontodella velocità media: sempre vicinoa 50 chilometri all’ora sulla 73 bis,tra 70 e 90 chilometri all’ora (limitemassimo consentito) invece sfrec-ciando sulla nuova variante.Un qualche guadagno per gli auto-mobilisti insomma c’è stato, anchese non clamoroso, tanto più che la
 Bretella comoda e breve,
 Premiati diciotto anni d’attesa:tempi di viaggio abbreviati,la velocità sale da 50 a 90 kmh
Con la nuova variante si arriva prima e meglio a Urbino. Impegno di Regione
strada ha una sola corsia per sensodi marcia e i sorpassi sono possibi-li in un solo tratto. Ma una voltagiunti alla fine della Bretella i ral-lentamenti ricominciano. L’im-bocco del tratto a carreggiata dop-pia della Grosseto-Fano è ancoramolto lontano. È in questo puntoche devono concentrarsi gli sforziper rendere Urbino ancora più rag-giungibile di quanto non lo sia di-ventata con la nuova strada. Lo hachiesto a gran anche il primo citta-dino Franco Corbucci: “La Bretella- ha ricordato durante l’inaugura-zione - avrà senso solo quando cipotremo collegare alla Grosseto-Fano, un’opera alservizio della na-zione. Arrivare fi-no a bivio Borzaganon ci basta, vo-gliamo anche ilcollegamento diCanavaccio”.Il collegamentotanto invocato hagià un nome, sichiama “lotto 10”del quinto trattodella E78, quellotra Selci-Lama,frazione del co-mune umbro diSan Giustino dove passa un’altragrande direttrice, la E45, e SantoStefano di Gaifa, frazione di Urbi-no, dove comincia il tratto finaledella E78 a quattro corsie. Degli ul-timi cinque lotti di questo trattodella Grosseto-Fano è già stato ap-provato il progetto esecutivo. Sitratta di un’opera colossale, che co-sterà 1,6 miliardi di euro e chissàquando verrà completata. A farsperare gli urbinati però c’è l’Attoaggiuntivo all’intesa generale qua-dro tra Governo e Regione Marche,che definisce “indispensabile” larealizzazione del lotto 10 per colle-gare la nuova Bretella alla E78,mentre l’Anas segnal “l’opportuni-tà di anticipare la realizzazione” diquesto lotto rispetto agli altri. An-che il presidente della Regione,Gian Mario Spacca, l’ha dato per“ormai scritto nel programma diopere nazionale, fondamentale acompletamento della Bretella perdare respiro a Urbino”. E renderlameno irraggiungibile.
alberto.orsini@gmail.com
L’imbocco del tratto a quattro corsie resta però ancora lontano 
I numeri della nuova strada
Costo.
Il primo lotto è costato 36,86 milioni, il secon-do 39,16
76 milioni
Anni di lavoro.
Il primo lotto da maggio 2000 a ottobre2002, il secondo da luglio 2006 ad aprile 2009
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Lunghezza.
Dal bivio di Borzaga alla località “LeConce”
3,2 chilometri
Opere realizzate.
La galleria “Ca’ Gulino” e i viadotti“Ca’ Raniero I”, “Ca’ Raniero II” e “Santa Maria”
4
Larghezza.
Carreggiata singola, una corsia per senso dimarcia larga 3,75 metri e banchine da 3 metri
10,5 metri
 ALBERTO ORSINI
In alto, l’imbocco della galleria Ca’ Gulino da Fermignano(Foto ANAS). Sopra, un dettaglio della nuova strada.
 
U
n punto di partenza per sognare unnuovo viaggio. Cinque autocarrelligialli a motore posteggiati sui binaridella stazione di Fermignano. Sono dell’as-sociazione Ferrovia Valle Metauro (Fvm),fondata il 14 luglio 2000 per “salva-guardare la memoria storica dellaFano-Urbino”, la linea ferroviaria“sospesa per scarso traffico” oltreventidue anni fa, il 31 gennaio 1987.Fvm conta 127 tesserati fra ferrovie-ri, ex ferrovieri e altri rappresentan-ti, compresi ragazzi di 18 anni. I vo-lontari si servono di autocarrelli - inparticolare un Fiat 1100 collegato aun carrello con cisterna - per spo-starsi lungo i chilometri della Fano-Urbino resi percorribili dal loro in-tervento di ripulitura dalle sterpa-glie che coprivano la sede ferrovia-ria. E per trasportare materiale uti-le per rendere fruibili i binari.Carlo Bellagamba, 62 anni, farma-cista, è il presidente di Fvm. “Finora- spiega - abbiamo ripulito 17 chilo-metri di linea: 5,5 dalla stazione diFermignano a quella di Urbino; 4,5 da Fer-mignano a Monte Polo e altri sette a Fano.Nella convinzione che venga ripristinataquanto prima. L’ipotesi, dopo anni di dis-cussioni, non mette ancora tutti d’accordo.Tante sono le polemiche. Con l’“Intesa sul-l’Atto aggiuntivo quadro sulle infrastruttu-re marchigiane” firmata il 7 marzo dal pre-sidente della Regione Spacca e dal presi-dente del Consiglio Berlusconi, è stato“previsto un finanziamento di 110 milionidi euro”. La linea ferroviaria per Spacca do-vrebbe funzionare come metropolitanaleggera ma è ancora un sogno.“Gli autocarrelli - precisa Giovanni Baldel-li, 42 anni, elettricista e socio di Fvm - fun-zionano in modo indipendente l’uno dal-l’altro. In occasione di manifestazioni so-stenute da noi sono usati per rievocare ilpassaggio del treno. Il 1° marzo, per la se-conda «Giornata nazionale delle ferroviedimenticate», a Fermignano anche alcunibambini hanno percorso a bordo un trattodi ferrovia”. “Il 20 aprile - puntualizza Bel-lagamba - si è riunita in Provincia la Com-missione ambiente, presieduta da ClaudioMari, alla presenza di Fvm, Argonauta, Lu-pus in Fabula e Legambiente, associazioniinteressate al problema trasporti e alla Fa-no-Urbino. Anche se con difficoltà - prose-gue - ormai ci sono le prerogativeper non farla chiudere”. Tra i pro-getti in cantiere c’è l’apertura di unpiccolo museo storico. “Oltre ai cin-que autocarrelli a Fermignano -spiega il presidente - ne abbiamodue a Fano. Tutti salvati dalla de-molizione. Per il restauro e la ma-nutenzione per lo più mettiamosoldi di tasca nostra”.Giuseppe Mearelli, quasi ottan-t’anni, da Cerreto d’Esi (An) si è tra-sferito a Fermignano nel 1964. Natoda genitori ferrovieri - anche il non-no lavorava nelle Ferrovie - a 18 an-ni ha iniziato la carriera come “aspi-rante assuntore”; poi è diventatocapostazione a Fermignano. “Pri-ma di fare il lungo viaggio senza ri-torno - racconta commosso Mea-relli - sarei contento di salire sul tre-no per ripercorrere questo tratto di linea. Èil mio sogno”. “Ero di turno io - prosegue -quando passò l’ultimo treno delle 20,25.Da Urbino, lungo tutta la linea, il macchi-nista suonò la tromba del treno più volte esempre più piano. Come se il treno stesselentamente morendo. Piansi”.
 giovannipasimeni@virgilio.it 
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PRIMO PIANO
ma non basta
e Anas per il collegamento a Canavaccio
Una storia lungaquarant’anni
Le tappe della realizzazione
EMILIANA PONTECORVO
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l progetto che ha portatoalla costruzione dell’at-tuale bretella nasce nel1972. L’idea di partenzaera quella di creare una viadi collegamento direttaalla Fano-Grosseto per congiun-gere la sponda adriatica e quellatirrenica.La strada avrebbe permesso diraggiungere Urbino diminuendoi tempi di percorrenza. Dopo di-verse proposte, nel 1992 il pro-getto venne presentato e finan-ziato dall’Anas. Il piano, appro-vato anche dalla Regione, preve-deva una strada a quattro corsieche da Calfurio avrebbe dovutosvilupparsi in un viadotto senzagallerie, attraversare la valle di S.Maria degli Angeli, per poi con-giungersi alla statale 73 bis BoccaTrabaria, in località Le Conce.Nel 1994 la bretella a quattro cor-sie venne inserita nel piano rego-latore del comune di Urbino e i la-vori furono avviati nel mese diaprile del 1995. Il progetto scate-nò le proteste di alcune associa-zioni ambientalistiche per lequali la realizzazione dell’operadeturpava la valle e rovinava ilpaesaggio.La mobilitazione, sostenuta an-che da alcuni parlamentari loca-li, spinse il ministero dei Lavoripubblici a rallentare la costruzio-ne, consentendo solo gli inter-venti di fondazione dei viadotti.Nel 1996 il ministero dell’Am-biente emise un’ordinanza di so-spensione dei lavori, che com-portava il blocco della ditta e laperdita dei finanziamenti stan-ziati dall’Anas. Si aprì un conten-zioso con l’impresa a cui eranostati affidati i lavori.Nel 1997 l’Anas, la Regione, i mi-nisteri dell’Ambiente e dei Lavoripubblici giunsero a un nuovo ac-cordo. L’intesa prevedeva il man-tenimento della parte iniziale deltracciato con le opere già iniziate,la costruzione di una galleria sot-to la collina di Urbino e una ridu-zione della strada a sole due cor-sie, contro le quattro precedenti.Trovati i nuovi finanziamenti, nel1999 l’Anas riavviò i lavori di co-struzione dei viadotti fino allacollina di Urbino. Per la realizza-zione della galleria, invece, fu in-detto un bando di gara per unnuovo appalto.Nel 2006 la costruzione dell’ope-ra venne assegnata alla ditta Ati-Secol, che si impegnava a costrui-re la galleria Cà Gulino e il restan-te tratto stradale di collegamentoalla statale 73 bis, decisivo per larealizzazione della bretella cheavrebbe dovuto far uscire Urbinodall’isolamento, agevolandol’accesso delle automobili al cen-tro abitato. La consegna dei lavo-ri, iniziati nel mese di luglio, fuprevista entro i diciotto mesi suc-cessivi.Per la costruzione dello svincolodi Borzaga, quello delle Conce ela galleria Ca’Gulino, la Regioneaveva stanziato 33,4 milioni dieuro. Ma i problemi non erano fi-niti.Nel 2007 il comitato in difesa de“le Conce” chiese lo spostamentodello svincolo della statale 73 bissotto la città ducale per impedirela distruzione della vasca a mon-te della Concia, antico edificioper la pulitura e la lavorazionedelle pelli da cui prende il nome lalocalità urbinate. La strutturaesterna all’immobile raccoglie leacque della fonte di S. Bernardi-no. Fino agli anni ’50 è stata unadelle principali risorse di acquapotabile dei cittadini urbinati manon è compresa nel vincolo mini-steriale nè protetta come bene diinteresse culturale.Il comitato, costituito dai pro-prietari della Concia, chiese allo-ra, nel 2007, l’ampliamento delvincolo. Grazie all’interventodell’associazione ambientalisti-ca Italia Nostra, della Soprinten-denza e dell’ispettore di zona, nelgiro di pochi mesi il comitato ot-tenne lo spostamento della bre-tella di dieci metri, sufficienti asalvaguardare la vasca a monte ela sorgente.L’ultimo episodio che ha segnatola storia della tanto attesa bretel-la risale a pochi giorni fa, quandodue famiglie con le case sopra iltunnel Ca’ Gulino hanno citato ingiudizio per 700.000 euro la Se-col, la ditta di costruzione, accu-sandola di aver danneggiato imuri delle loro abitazioni con gliesplosivi utilizzati per rompere laroccia e aprirsi un varco nellamontagna. Accusano la ditta,inoltre, di aver lavorato giorno enotte senza preoccuparsi del ru-more provocato dai mezzi utiliz-zati per la rimozione di roccia eterra.
pontecorvoemiliana@libero.it 
Ridateci il treno dei desideri
L’associazione Ferrovia Valle Metauro preme per la riapertura
GIOVANNI PASIMENI
Autocarrelli alla stazione ferroviaria di Fermignano

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