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In lotta per il futuro
L
A
 
CATTURA
.
Temeva che sarebbe successo. Sin da quando, pochi mesi prima, erano iniziate le incursioni delletruppe speciali dei Jear, si era sentita in pericolo.Continuava a ripetersi: «Perché poi i Jear dovrebbero interessarsi proprio a me, Marina Muster,semplice impiegata californiana?». Tendeva a dimenticare quanto fosse importante suo padre, Alan, ilgovernatore della California: in fin dei conti non era mai andata d'accordo con lui. Sapeva che lacronaca recente era piena di rapimenti ai danni delle persone care dei potenti del mondo, ma non siera mai considerata veramente in pericolo.Invece erano venuti, e l'avevano rapita, insieme a svariate altre persone. Tutto si era svolto come alsolito: un raid notturno, fulmineo, rapidissimo. Erano in pochi, una decina, forse meno. Erano entrativiolentemente nelle case private, neri e silenziosi come moderni ninja, ed avevano immobilizzato gliuomini e gli anziani, portando con sé, nei loro enormi elicotteri, i ragazzi, le donne e i bambini. Il perché nessuno lo sapeva. O forse si... Forse era una rappresaglia per i bombardamenti dell'ONU allacittà di Atacam. Ma perché non avevano semplicemente dichiarato una guerra? Perché limitarsi arapire parte della popolazione nemica, limitando al minimo le uccisioni? E poi... possibile che in pieno 2090 il governo centrale non fosse capace di difendere il suo popolo?Ma ormai era stanca di pensare, era stanca di piangere. Ormai era là, sola, in quella penombra, già dadiversi giorni. Aveva versato tutte le lacrime che aveva, si era quasi abituata a stare... dove? Chissà.Sull'elicottero l'avevano narcotizzata, e si era svegliata qui, in questa stanza, pulita ma spoglia,desolata.Ora sperava solo che la solita carceriera tornasse a portarle da mangiare, per poter scambiare quattrochiacchiere. Era già venuta tre o quattro volte, a intervalli pressoché regolari. All'inizio Marina avevareagito violentemente, ma i jear sono tutti fortissimi e la loro tecnica di autodifesa è molto raffinata...Dopo i primi tempi di afflizione e smarrimento, i morsi della fame iniziavano a farsi sentire, ed erastato facile accorgersi che sarebbe stato inutile cercare di competere sul piano fisico. E poi, ognivolta che la carceriera si presentava sembrava che volesse dialogare. Ora Marina avrebbe ascoltato.Marina era piuttosto intelligente: aveva capito che, se l'avessero voluta morta, non avrebberosprecato l'impiego di enormi mezzi, truppe e varie ore di volo, per poi farla morire in una cella. E chestrana cella! Non sembrava un carcere. Piuttosto... un piccolo monolocale, arredato in modo moltospartano, tinteggiato di fresco, pulito, con un sola piccola finestra, troppo in alto per potere vederecosa c'era fuori. Il letto era bassissimo, a pochi centimetri da terra, ma era comodo e pulito, ecostituiva tutto l'arredamento, insieme al paravento, fissato al pavimento, che copriva l'angolo adibitoa bagno. I servizi igienici erano in buono stato: un lavandino, un WC con bimodularesovrapposto, una doccia. L'ambiente, nel suo complesso, appariva spoglio, ma caldo e relativamenteaccogliente.Ma... ecco un rumore alla porta. La luce si accese. La porta si aprì.Marina si raggomitolò in un angolo del letto. Vide entrare la solita ragazza, con un vassoio in mano.Era bellissima, coi capelli neri, la pelle liscia e vellutata, di razza bianca ma di carnagione abbronzata.Indossava un abito molto aderente, nero, e si muoveva con uno stile felino: il suo corpo sembravacelare sotto la pelle muscoli scattanti e potenti, anche se non ipertrofici. Era, evidentemente, una
 jear 
, o, più correttamente, una donna G.R. (geneticamente razionalizzata). In California i Jear venivano dipinti come esseri diabolici, il frutto di una mente malata da scienziato pazzo, unaaberrazione del progresso negli studi genetici applicati alla specie umana. Ma era molto difficilevedere in quella ragazza un essere diabolico. Anche se, a volte, il diavolo assume un aspetto moltogradevole: questo era stato insegnato a Marina da piccola, a catechismo. Era sempre stata unacattolica convinta.Lo sguardo di Marina incrociò quello della jear: i suoi occhi erano bruni, sereni, quasi distaccati.L'espressione era ambigua: sembrava dimostrare un sincero interesse per lei, o forse compassione.Marina attese che la jear le rivolgesse la parola:"Buon giorno".Era già spuntato il sole? Allora nel vassoio c'era la colazione!
 
"Allora? Ti sei calmata?". Appoggiò il vassoio accanto al letto: non c'erano tavoli. Poi si sedetteaccanto a lei. "Mi chiamo Kelir, e sono la tua tutrice. Questo significa che il mio compito sarà quellodi rispondere alle tue domande e insegnarti come comportarti per i prossimi mesi".Marina ricacciò in gola l'impulso di piangere. Così quella donna era una
tutrice?
Eppure sembravauna sua coetanea, dimostrava più o meno diciott'anni."Perché mi avete rapito?""Ci sono molti motivi". Kelir si rialzò dal letto, e porse il vassoio a Marina. "In primo luogo, per avere degli ostaggi che impediscano all'ONU di bombardarci come hanno fatto ad Atacam. Insecondo luogo, per vedere cosa si può fare contro la propaganda che vi ha riempito i cervelli inquesti ultimi anni contro di noi. Infine, per cercare di fare di voi degli esseri consapevoli di ciò chesta succedendo nel mondo. Molte guerre, stragi e delitti di massa sono stati possibili, in passato,grazie all'ignoranza della maggioranza silenziosa del popolo. Noi vorremmo che voi smetteste di far  parte di quella maggioranza che, col proprio silenzio, autorizza i gesti criminali dei vostri uomini di potere"."Vuoi dire che mi lascerete tornare a casa?""Questa è la nostra intenzione. Non intendiamo certo mantenerti gratis per tutta la vita!""Quando tornerò a casa?""Dipende da te. Durante il tuo soggiorno imparerai molte cose, affronterai valutazioni ed esami.Quando sarai ritenuta matura, allora sarai libera."Marina tirò su col naso. "Non capisco... mi farete andare a scuola?""In un certo senso è una scuola a tempo pieno. Dovrai sviluppare tutte le tue doti umane. Discuteraidi storia, filosofia, matematica, informatica, economia, educazione fisica, tecniche di autodifesa... ealtro. Poi potrai andare dove vorrai."Marina non riuscì a trattenere i singhiozzi, ma dopo un po' riuscì a chiedere: "Andare dove? Dovesono,
adesso
?""In questo momento ti trovi nella colonia sperimentale di Namib, in Africa sud occidentale."La colonia jear di Namib, nel deserto della Namibia! Uno degli inferni più caldi della Terra! InAmerica, Marina aveva sentito spesso parlare del nuovo insediamento jear e ipotizzare quali misfattidisumani si nascondessero tra le mura di quella città. Si diceva che i Jear manipolasserogeneticamente i bambini per farli nascere con due teste, quattro gambe o quattro braccia. Alcunidicevano addirittura che ci fossero esseri umani selezionati per la loro carne, allevati a scopoalimentare!Marina impallidì, e ripeté con un filo di voce:"... Namib...""Già: Namib! Sappiamo quali sciocchezze i vostri ministri della propaganda abbiano diffuso su di noi.Uno dei tuoi compiti, quando sarai libera di tornare a casa, sarà quello di smentire quelle menzogne."Ma... allora... tutto quello che Marina aveva sentito nei notiziari televisivi era solo una trovata propagandistica? A chi bisognava credere? Kelir non sembrava in malafede."Quindi... devo solo... farmi esaminare?""Non si tratta degli esami scolastici ai quali siete abituati voi. Dovrete affrontare prove, discussioni,confronti... Dimostrerete la vostra maturità"Dunque si trattava solo di raccontare agli esaminatori quello che loro volevano sentirsi dire! Ma era possibile che i Jear fossero tanto ingenui da credere di indottrinare i nemici costringendoli a studiare?Ad un tratto le tornarono in mente i tempi del college, i suoi genitori, i suoi amici di infanzia... tornòa piangere, ma non commise l'errore di abbandonarsi a scene di isterismo. Sapeva che sarebbe statoinutile. Era sempre stato inutile, in precedenza. Cercò di ragionare lucidamente, di considerare lasituazione in cui si trovava, e di adattarvisi. Deglutì e affrontò il discorso come se non le interessasse più di tanto: "Mi sembra di aver capito che una delle materie da studiare è economia... le altre qualisono?""Qui, ai piedi del letto, c'è un piccolo opuscolo. C'è il regolamento di questa residenza, e gli esamiche darai, con la loro importanza".Kelir raccolse un piccolo libretto, leggermente impolverato, di carta patinata, con rilegatura a molla.Mentre Marina leggeva, Kelir le disse:
2
 
"Ti lascio qui il vassoio. Tornerò tra circa due ore. Intanto leggi, e cerca di capire come funzionanole cose qui". Detto questo uscì, dopo aver salutato.Sembrava tutto così assurdo!Fino a ieri Marina credeva di essersi lasciata alle spalle la scuola, di essere entrata definitivamente nelmondo del lavoro. Non aveva potuto permettersi di andare all'università, poiché aveva litigato coisuoi ricchi genitori, e aveva dovuto accontentarsi del diploma... e ora volevano costringerla astudiare. Ma studiare cosa? Tra le prime pagine c'era il prospetto delle materie d'esame, conl'importanza relativa, i punteggi massimi e le ore di frequenza.Tutte le materie erano suddivise in quattro settori:
logica, arte, storia-filosofia-liguistica,educazione all'uso del corpo.
La commissione degli esami di maturità era composta da cinque persone: un esperto per ognuno dei quattro settori e la tutrice.Le varie materie non erano tutte ugualmente importanti: alcune davano diritto a un punteggiomaggiore di altre. Le più importanti erano
autodifesa, cura del corpo, logica simbolica, psicologia, storia,
ma non erano trascurabili neppure i punteggi di
diritto, economia, scienza dell'alimentazione,lingue, matematica, scienze naturali, sport di squadra.
Di minore importanza erano
arti figurative,chimica, filosofia, fisica, geografia, manualità, musica.
Fu particolarmente interessante considerare le sottobranche in cui venivano divise le materie, e leloro rispettive importanze relative. Il punto focale dell'istruzione sembrava indirizzato alla guerra, ocomunque alla difesa: la chimica, ad esempio, era suddivisa in
chimica inorganica, chimicaorganica, applicazioni belliche: armi ed esplosivi
, così come la storia era composta da
 storia deiconflitti, storia della scienza, storia delle civiltà, storia contemporanea.
L'autodifesa, poi, accantoalle classiche
difesa a mani nude, armi bianche,
e
armi da fuoco
presentava l'importante voce
tattica e strategia.
La logica era suddivisa in
deduzione, retorica
e
 giochi logici.
All'interno dellibretto erano descritti i giochi logici: si trattava di tornei periodici di scacchi, go, othello, exagone,dama... I vincitori dei tornei si assicuravano un incremento di punteggio. La competizione nei torneiera molto incentivata: esistevano tornei di lotta, di abilità nell'uso delle armi da taglio e da fuoco, dirisoluzione di problemi matematici, di sport di squadra... Tra gli sport di squadra, Marina notò chenon figuravano i più noti: basket, football, baseball, parabol, volley... o meglio: una nota a piè di pagina informava che, su iniziativa dei concorrenti, sarebbe stato organizzato un torneo di qualsiasisport che avesse avuto un sufficiente numero di praticanti. Ma gli sport organizzati d'ufficio, ai qualiera obbligatorio partecipare, erano poco più che giochi da bambini: pallamuro, pallaforte ediecipassaggi. Le regole, fornite in allegato, erano però codificate in modo molto preciso, in mododa rendere questi giochi dei veri sport agonistici.Marina sentiva crescere un certo interesse dentro di sé: il dolore per aver dovuto abbandonare gliamici poteva essere attenuato da un risvegliato interesse per i giochi e l'apprendimento. Marinaavrebbe sempre voluto seguire un corso di judo: ora l'avrebbero
costretta
a farlo.Quella notte, Marina non pianse.
P
RIMO
 
IMPATTO
 
COL
 
TUTORATO
.
La mattina successiva, Kelir si presentò di buon ora, e svegliò la prigioniera dolcemente. Portava consé della stoffa ripiegata, simile a una pila di asciugamani. Attese che Marina andasse in bagno e, susua indicazione, si facesse una doccia, poi le porse il fagotto."Questo sarà ciò che potrai indossare durante il tuo soggiorno". Lo dispiegò. Erano due vestitisemplicissimi, bianchi, simili a lunghi accappatoi. Poi le porse una fettuccia, di cotone molto più pesante e resistente, larga pochi centimetri e lunga un po' più di due metri. "Questa è la cintura.Servirà a tenerti fissata la
veste
".Veste! Piuttosto sembrava una vestaglia!"E le scarpe?""Non servono scarpe, su Namib. I pavimenti vengono periodicamente disinfettati, e all'esterno non cisi va praticamente mai".Per forza! Con più di 40 gradi all'ombra...!"Ma... e... la biancheria?""Te l'ho appoggiata sul letto, vedi? Il reggiseno viene usato solo nella pratica sportiva. Le mutande si possono usare solo durante le mestruazioni; è tuo dovere segnare l'andamento del ciclo mestruale in
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