oggetti inanimati, consentendo di mantenere un'organizzazione flessibile del comportamento euna vicinanza accettabile con il
caregiver
(Main, Weston, 1982). L'imprevedibilità della rispostamaterna che viene sperimentata nei casi di attaccamento ambivalente favorisce l'emergere di unastrategia in cui le espressioni emozionali risultano esagerate allo scopo di ottenere più facilmenterisposta. I diversi stili di regolazione emozionale tendono a perdurare nel tempo influenzandol'adattamento sociale nelle varie fasi evolutive, contribuendo allo sviluppo di comportamentiinternalizzanti o esternalizzanti, responsabili di successive alterazioni psicopatologiche. Negliultimi anni gli studi relativi allo sviluppo emotivo fanno coincidere con sempre maggiore frequenzatale sviluppo non solo con l'acquisizione delle capacità di comunicare a livello emotivo,riconoscendo le emozioni altrui ed esprimendone di proprie, ma anche con quelle di regolare laloro intensità anche a fronte di stimoli particolari, quali eventi nuovi o stressanti. Molto chiaro aquesto riguardo risulta essere il modello proposto da Sroufe (1995) che descrive la regolazioneemotiva da parte del bambino come la capacità di mantenere l'organizzazione comportamentaledi fronte a elevati stati di tensione, concepita in una successione temporale ben definita in cui ècentrale il ruolo svolto del
caregiver.
Le prime forme di regolazione emotiva nascono nell'ambitodella relazione diadica con il
caregiver
; dopo una prima fase (0-2 mesi) in cui la regolazione dellatensione avviene in modo fisiologico nell'ambito dell'accudimento, s'identifica una seconda fasedella "regolazione guidata" ( 3-6 mesi di vita) nel corso della quale il
caregiver
svolge un ruolofondamentale, aiutando con suoi interventi specifici il bambino a modulare la sua tensione afronte di emozioni intense sia negative che positive. Tale funzione è ben evidenziabile nei giochifaccia-a-faccia caratteristici di questa fase, centrati sulla continua alternanza tra incremento edecremento della tensione emotiva tra i due protagonisti della relazione. La fase che segue,definita da Sroufe della "regolazione diadica", coincide con il secondo semestre di vita e con ilconsolidarsi di specifici legami di attaccamento. In questa fase il bambino diventa in grado dirichiedere intenzionalmente all'adulto interventi regolatori e al contempo inizia a formarsi schemicognitivo-affettivi di tali esperienze che faranno da guida nelle sue successive relazioni. Inquest'ottica i tipi di attaccamento sicuro e insicuro, osservabili al compimento del primo anno divita con la
Strange Situation
sono leggibili come specifici indicatori delle competenze regolatorieche il bambino si sta formando nell'ambito delle sue relazioni diadiche. Il legame di attaccamentoemergente nel corso del primo e del secondo anno di vita costituisce l'apice della regolazioneemozionale diadica raggiunta (Sroufe, 1995).
Evidenze empiriche
Interessante a questo riguardo è il recente lavoro di Kochanska (Kochanska, Coy e Murray, 2001)che studia l'emergere nel periodo che va dai 14 ai 45 mesi delle prime forme di regolazioneautonoma del comportamento infantile, rappresentate, tra l'altro, secondo la ricercatrice, dallacapacità del bambino di aderire (
compliance
), in un tempo successivo e senza il controlloesterno, alle richieste esplicitate dell'adulto. Nel suo studio considera le richieste che l'adultorivolge al bambino sia in riferimento al mantenimento di attività tediose (
Do context
) che allasoppressione di attività piacevoli (
Don't context
), avanzando l'ipotesi che le differenze diregolazione riscontrate nei comportamenti dei bambini e per ciascun bambino nei diversi contesti,siano da collegarsi ad aspetti disposizionali della emozionalità infantile, tra i quali spiccano quellilegati alla paura, oltre che al tipo di relazioneintrattenuta con il
caregiver
. L'analisi delle relazionitra regolazione emotiva e regolazione del comportamento da parte del bambino ha aperto lastrada allo studio del rapporto esistente tra emozionalità, regolazione emotiva e comportamentalee successivi problemi di adattamento. Tronick (Tronick, 1989) e Izard e Kobak (1991),evidenziano l'esistenza di competenze autoregolatorie molto precoci nel bambino, in parteindipendenti dal ruolo svolto dal
caregiver
. Tale competenza sarebbe parallela all'organizzazionealtrettanto precoce delle emozioni in emozioni discrete e differenziate presupposta dagli stessi
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