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Quaderni della Regione Piemonte 34

Quaderni della Regione Piemonte 34

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Rivista sulle montagne piemontesi.
Rivista sulle montagne piemontesi.

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02/11/2014

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Tra i ruoli che l’Assessorato svolge in materia forestale rientranoanche quelli relativi alla sorveglianza sullo stato sanitario dei bo-schi: l’efficienza del patrimonio forestale, nei confronti delle innu-merevoli funzioni che esso svolge, dipende infatti fortemente an-che dal suo stato di salute.Il Settore Politiche Forestali ha per tanto deciso di organizzare un primo sistema di monitoraggio specifico delle superfici boscate che permetta il rilevamento in tempo reale delle principali avversitàche le colpiscono.Il metodo si avvale delle segnalazioni del personale presente sul territorio opportuna-mente istruito.Per lo studio della struttura e delle metodiche di rilevamento ed archiviazione dei dati,nonché per il supporto tecnico in campo e la formazione dei rilevatori, sono stati coin-volti l’Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente e l’Università di Torino – DIVAPRA,Settore di Patologia Vegetale.Con la pubblicazione di questa monografia di “Quaderni della Regione Piemonte –Montagna” si intende offrire un primo resoconto sul lavoro sino ad ora svolto per lacostituzione dell’archivio delle principali fitopatie presenti sul territorio forestale piemon-tese e presentare una prima serie di schede tematiche, nell’intento di coinvolgere, nonsolo gli addetti ai lavori, ma chiunque dimostri sensibilità per la vita delle nostre foreste.
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LA NECESSITA’ DI UN ARCHIVIO 
 Alcuni archivi sulla presenza e la diffusione delle fitopatie forestali sul territorio piemontesesono custoditi presso diverse Istituzioni: il Settore Fitosanitario Regionale, l’Università diTorino - DIVAPRA, il Corpo Forestale dello Stato, i quali hanno però lavorato da sempre condifferenti finalità e diverse metodologie. Attualmente perciò, i dati disponibili risultano dispersi e scarsamente confrontabili, non uni-formi né sistematicamente raccolti ed archiviati.L’evoluzione temporale, con gli inevitabili cambiamenti all’interno delle strutture e l’avvicendarsidelle persone, ha ulteriormente contribuito ad aumentare la disomogeneità rendendo diffi-cile il recupero delle passate informazioni.Per contro, negli ultimi decenni, il ruolo delle foreste ha accresciuto la sua importanza sottol’impulso delle spinte e delle prese di coscienza ambientali, diventando consapevole l’opi-nione pubblica della rilevanza e, quindi, dell'importanza di salvaguardare il patrimonio boschivo.Il Settore Politiche Forestali della Regione Piemonte ha deciso pertanto di organizzare unsistema di monitoraggio fitopatologico della superficie forestale che permetta la conoscenzain tempo reale delle avversità che la colpiscono, grazie alle segnalazioni effettuate da perso-nale già presente sul territorio ed opportunamente istruito.Per lo studio della struttura e della metodologia di rilevamento ed archiviazione dati, nonchéper il supporto tecnico in campo e la formazione dei rilevatori, sono stati coinvolti l’Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente e l’Università di Torino – DIVAPRA - Patologia Vegetale.
GLI OBIETTIVI
Gli obiettivi di un inventario fitopatologico destinato a durare nel tempo sono ovviamenteconnessi direttamente alla quantità ed alla qualità dei dati raccolti anno per anno.Solo con l’accrescersi delle informazioni sarà quindi possibile formulare precise analisi, ef-fettuare confronti con altre banche dati, esprimere valutazioni in merito allo stato di salutedelle superfici boscate.E’ pertanto in fase di attivazione una banca dati forestali regionale che sarà consultabile sulsito della Regione Piemonte http\\www.regione.piemonte.it ed accessibile anche dal sitohttp\\www.ipla.org.L’archivio fitopatologico diventerà pertanto uno strumento di consultazione e di monitoraggiodelle fitopatie biotiche e abiotiche che incidono sui boschi del Piemonte.I rilevamenti delle fitopatie potranno inoltre essere incrociati anche con i dati raccolti durantela stesura dei Piani Forestali Territoriali, attualmente in avanzata fase di studio, attingendoad un patrimonio di conoscenze territoriali che spaziano dalla composizione specifica alleprovvigioni, caratterizzabili a livello di singolo comune.
2
 
SCOPI ED UTILITÀ
DELL’INVENTARIO FITOPATOLOGICO 
dotarsi di uno strumento conoscitivo delle fitopatologie regionali:
Gli archivi storici si riferiscono spesso a segnalazioni molto puntuali e, comedetto, non sistematiche né sotto l’aspetto territoriale né sotto quello temporale.Le notizie sono limitate ad ambienti fortemente antropizzati e sono scarsamente commenta-te, tanto da non permettere di risalire alla loro effettiva rilevanza nei confronti del soprassuolonaturale. Un più sistematico rilievo e trattamento dei dati permetterà invece di conoscerel’effettiva presenza, l’incidenza dei fattori di danno e la loro localizzazione preferenziale,servendo da base per tutte le future interpretazioni ed elaborazioni finalizzate ad una miglio-re conoscenza dell’epidemiologia.
evidenziare l’evoluzione temporale e geografica delle principali fitopatie:
L’integrazione delle segnalazioni con i dati geo-referenziati, permetterà di con-trollare l’evolversi dei fenomeni patologici collegandoli con le informazioni rela-tive alla loro intensità. Questa possibilità diviene molto importante per gli studi epidemiologici,così come per l’impostazione ed il controllo di programmi di contenimento.
eseguire analisi statistiche e correlazioni con i tipi forestali:
Questa possibilità è insita nel concetto stesso di “banca dati integrata”.L’ampliamento dell’archivio storico permetterà nel lungo periodo elaborazionidi largo respiro permettendo di verificare le incidenze e le correlazioni fra località con carat-teristiche simili (altitudine, esposizione, tipo di popolamento forestale) e comprendere me-glio l’insorgere dei fenomeni parassitari e la loro evoluzione.
 produrre cartografie tematiche:
La produzione di cartografie tematiche costituirà un sistema di visualizzazionedirettamente utilizzabile e rappresenterà uno strumento di informazione imme-diatamente comprensibile sia per gli specialisti, sia per i comuni fruitori.
acquisire uno strumento di base per programmi di contenimento e lotta ai  parassiti:
Conoscendo la potenziale diffusione di un attacco parassitario e la sua proba-bile intensità, si potrà meglio valutare l’opportunità di intervenire per il contenimento delfronte di avanzamento o per mitigare la sua intensità nelle aree maggiormente critiche.La conoscenza dei fenomeni atmosferici che favoriscono l’attacco di determinati patogeni, enaturalmente le caratteristiche degli stessi, favorirà inoltre la previsione dei possibili danni el’individuazione delle località su cui potranno verificarsi.
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