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giovedì 30 giugno 2009
l gruppo dirigente cheha guidato questo par-tito e che si propone diguidarlo in futuro non ha sapu-to evitare la crescita a dismisu-ra del debito pubblico, il oriredi un potere economico corpo-rativo; non ha saputo sradicarela criminalità organizzata; nonè riuscito a resistere alla tenta-zione di occupare le istituzioni; èstato incapace di regolamentarenuovi fenomeni sociali e prende-re posizione sui diritti della per-sona. La nuova classe dirigente(…) dovrà presentare volti e pro-li non compromessi con questeresponsabilità».Così scrive ieri, sulle colonnedell’
Unità
, Ivan Scalfarotto, giàcandidato alle scorse primarie,ragionando del Pd. Usa un termi-ne che potrebbe rivelarsi quali-cante per lo stile, i toni e le im-magini che aolleranno la corsaalla segreteria: “compromissio-ne”. Ovvero, l’idea che esista un passato, anche recentissimo, in-glorioso e fosco; e l’esigenza cheil prossimo leader sia a esso radi-calmente estraneo.Nel mentre, quel che si agita nel partito - lontani dalla sala dei500 del Lingotto e dalle istan-ze generazional/nuoviste - è ro-ba di tutt’altro sapore. Pochi me-si addietro un’analisi interna, ri-masta ovviamente riservata, pe-sava le aree di appartenenza deiquadri e degli eletti: ne risultavache D’Alema controllava diretta-mente circa il 40 per cento delPd. Non è di cile intuire, allora,il peso della candidatura di Ber-sani nonostante i tentativi di al-cuni (Finocchiaro, Turco) di rin- viare il congresso e la corsa perla segreteria; e magari di cam-biare statuto. Non è di cile nep- pure intuire come, in questa fa-se, il grande scontto risulti es-sere Piero Fassino: a lungo ga-rante, per conto di Franceschini,del patto di tregua con le truppedel leader Massimo, ha perso ilsuo ruolo di mediazione e buona parte dei suoi collaboratori piùstretti (Migliavacca e Sereni, percitarne un paio) e ora corre per ilDario. Il quale ha un programmaben preciso: avvalersi di partedel voto cattolico e margheritino per uscire scontto al congressoma vincente dalle primarie (Ber-sani, va da sé, coltiva l’incubospeculare). È un gioco rischiosoil suo: una svolta personalistica,
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di rottura aperta con tutti o qua-si i maggiorenti del partito, fon-data sulla convinzione di poterfare appello diretto al popolo deigazebo per sconggere il rivale.Rischiosa, questa strategia, per-ché promette di compromettereequilibri e urtare molte sensibi-lità; pare, ad esempio, che il suomessaggio di candidatura nonsia piaciuto troppo a Marini, il più dalemiano dei non dalemia-ni, che pure con Castagnetti è ilsuo sponsor principale.La situazione appare ancora u-ida e, tuttavia, su cientemen-te chiara. Sono già delineate, adesempio, le caselle che stannodietro all’ex presidente della Re-gione Emilia Romagna, al qua-le guardano anche i prodiani; eil fatto che questi ultimi possa-no correre con il candida-to dello skipper di Ikarusla dice lunga sui lororapporti con Veltro-ni. Come emblema-tico è il fatto, sin quitaciuto, che Bersaniabbia chiesto a RosiBindi di a ancar-lo nel ticket perla segreteria e che
Il programmadi Franceschiniè quello di avvalersidi parte del votocattolico emargheritinoper usciresconfitto alcongressoma vincentedalleprimarie
Un piano costruito sulla prio-rità strategica delle energie pu-lite; la rottamazione delle ca-se anti ecologiche per avviareun grande programma straor-dinario, per dotare le abitazio-ni delle nostre città di pannellisolari, realizzare il ciclo chiusodei riuti attraverso la raccol-ta dierenziata e il riciclaggio,denire una mobilità sosteni-bile capace di dare la priorità almezzo pubblico elettrico e noninquinante; una mobilitazionecomune sui cambiamenti cli-matici per la riduzione delleemissioni di CO
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e per un ruo-lo attivo dell’Italia nel verticedi Copenaghen sul post Kyoto.Sul terreno della lotta per lademocrazia e per i diritti ci- vili, l’agenda di Chianciano ciconsegna una battaglia co-mune contro il monopoliodel regime informativo Pd-Pdl e il rilancio della batta-glia per la laicità dello Stato.Molti altri i temi da approfon-dire sul fronte dell’economia,a partire dalla riforma delle pensioni e del welfare. Il 3 lu-glio, ci sarà a Roma il semina-rio promosso da Sinistra e li-bertà: personalmente mi au-guro che anche in quell’occa-sione gran parte dei contenutidell’agenda politica di Chian-ciano favoriscano il confron-to di merito. Far vivere Sinistrae libertà, dopo le elezioni eu-ropee, signica mantenere vi- va la necessità di costruire una proposta all’altezza della crisidi questi tempi, senza rinchiu-derla in un ennesimo partiti-no. Solo una Sinistra e libertàaperta, plurale, capace di con-frontarsi con gli altri sogget-ti in campo per un’alternati- va democratica potrà svolge-re quel ruolo che un milione di voti, in condizioni di cilissi-me, gli ha consegnato.
LE SFIDE DICHIANCIANO
Cento
dalla prima
l più grande polo industrialedella Sicilia, la Fiat di Termi-ni Imerese, rischia di chiude-re nel giro di due anni. Così, glioperai ieri hanno deciso di pas-sare dalle parole ai fatti. Solo po-chi mesi fa il sociologo LucianoGallino aveva parlato di «proble-mi di ordine pubblico» qualoragli stabilimenti del Sud fosserostati colpiti, ed ecco, infatti, l’ini-zio di quello che sarà un perio-do molto caldo. Blocchi sull’au-tostrada Palermo-Catania han-no mandato in tilt il tra co pertutta la mattina. Gli operai dellaFiat e delle aziende dell’indottocontestano il piano di riconver-sione della fabbrica, annunciatodal Lingotto, a partire dal 2012quando dovrebbe terminare l’as-semblaggio della Lancia Ypsi-lon. Sergio Marchionne nei gior-ni scorsi aveva parlato di ricon- versione produttiva di TerminiImerese senza entrare nel detta-glio. Nelle settimane preceden-ti aveva anche chiesto agli ope-rai di continuare a lavorare sen-za nutrire preoccupazioni per il
Termini Imerese si ferma controla riconversione di Marchionne
Lavoro
Gli operai del più grande polo industriale della Sicilia respingono il piano annunciato da Fiat.Sciopero in fabbrica, occupazione dei binari della stazione ferroviaria e volantinaggio sull’autostrada Palermo-Catania
futuro. Ma ancora prima lo stes-so amministratore delegato delLingotto ha parlato di sovraca- pacità produttiva da regolare. LaFiat ha un eccesso di produzionedi 200mila vetture in questo mo-mento, un dato comune a tut-te le grandi case automobilisti-che europee. E come tutti sanno,a Torino un po’ tutto il consigliod’amministrazione Fiat vede conocchio critico Pomigliano e Ter-mini Imerese. Alla mobilitazione di ieri matti-na le maestranze hanno parte-cipato in massa e, di fronte al-lo spettro della chiusura, l’unitàsindacale non è mancata. Rober-to Mastrosime, operaio Fiat e de-legato Cgil Fiom, racconta: «LaFiat porta avanti una politica dei piccoli passi volta alla chiusuradegli stabilimenti. Cosa signicariconvertire? Possiamo credereche in soli due anni uno stabili-mento come questo possa esseretrasformato, così tanto da salva-re oltre mille posti di lavoro? Do- vremmo credere a un miracolo!La realtà è che vogliono chiude-re e basta, altro che riconversio-ne! La responsabilità di questasciagura ricade ovviamente an-che sull’incapacità della giuntaregionale siciliana, per non par-lare del governo nazionale...».Milleseicento chilometri a Nord, presso le carrozzerie Miraori,quelle che Marchionne ha deni-to «intoccabili» solo pochi giornifa, Ugo Bolognesi, rsu Fiom com-menta: «Fanno bene gli operai diTermini a lottare. Tutti qui sannoche nell’obiettivo della dirigenzaFiat ci sono sia Termini Imeresesia Pomigliano. Massima solida-rietà a chi è sceso in piazza quin-di». Ma la tentazione hobbesia-na del
mors tua vita mea
nonmanca. Sempre Bolognesi: «Cer-to, la deriva individualista pre-sente in tutti i settori della socie-tà non risparmia Miraori... Matutti dovremmo capire che Ter-mini Imerese è solo un primo passo della ristrutturazione chela Fiat vuole fare, e non esistonotempli sacri che verranno rispet-tati». I blocchi stradali sono sta-ti rimossi nel primo pomeriggio.Gli operai si sono quindi spostatidavanti al cancello della fabbricadove sono intenzionati a costrui-re un presidio permanente.
I
lei, con grande probabilità, ac-cetterà l’oerta.Si apre una settimana importan-te: i due candidati attuali sarannoimpegnati a spiegare i loro proget-ti in diversi appuntamenti pubbli-ci e si attende che Veltroni, blan-damente attendista, formalizziil suo pieno appoggio a France-schini. Entro sette giorni dovreb-be sciogliere le sue riserve ancheChiamparino, attuale sindaco diTorino; su di lui si dice sia in pres-sing Goredo Bettini. È, questo,lo spariglio che può cambiare gliequilibri in campo? Ricordiamo-lo: senza il 50 per cento più unodei voti, nessun candidato esce vincente dalle primarie e la deci-sione torna all’assemblea nazio-nale. I progetti di terze candida-ture - Realacci e Marino inclusi -conteranno anche in questa pro-spettiva.
Bersani chiama Rosy
Politica
Forte di un’analisi interna al Pd, che assegnava a D’Alema il 40 per cento del controllo del partito, l’ex ministroallo Sviluppo economico tesse la tela delle alleanze e coinvolge anche l’ex Popolare Bindi, che pare accetterà l’oerta
Andrea BoraschiMaurizio Pagliassotti
Il progetto del Lingottopartirà dal 2012 quandodovrebbe terminarel’assemblaggio dellaLancia Ypsilon Solidarietà anche dallecarrozzerie Mirafiori:«Siamo al fianco deglioperai siciliani. Nonesistono templi sacri»
Il Gsott8 prende vita. A po-chi giorni dal G8 che si ter-rà in Abruzzo, dove i governisi confrontano con una cri-si globale alimentata da mol-te delle loro scelte, in Sarde-gna, nella zona del Parco ge-ominerario del Sulcis, dal 2al 6 luglio oltre 40 organizza-zioni nazionali e locali pro-muoveranno un grande even-to multimediale. Esperti in-ternazionali, attivisti, intel-lettuali e produttori di tut-to il mondo si riuniranno permettere a confronto ries-sioni e pratiche provenientida diverse parti del mondo eproporre alternative produt-tive, economiche, ambienta-li e sociali all’attuale modellodi sviluppo. A Carbonia, Igle-sias, Monteponi, Montevec-chio, Villamassargia, saran-no cinque giorni di dibattiti,spettacoli, visite guidate, mo-stre e laboratori. Ai lavori delGsott8 parteciperanno ospi-ti nazionali e internazionali.Si eettueranno collegamen-ti video e radio con Genova,con l’Abruzzo e, via internet,con tutto il mondo per met-tere questi preziosi saperi adisposizione di tutti.
Gsott8
In Sardegna il vertice va in miniera
In fondo
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