Incontro tematico: "gli operai tarantini: dialogo con le generazioni del siderurgico"
A Taranto un incontro pubblico tra operai che hanno trascorso e terminato la propria vicendalavorativa nel Siderurgico e giovani operai che temono e insieme sperano di fare la stessa cosanon è un avvenimento che riguardi la sola dimensione della fabbrica. Riguarda l'intera città, chedalla presenza dell'ILVA prende insieme vita e morte, in un ricatto i cui termini stupiscono glialtri paesi occidentali.Lo stabilimento siderurgico di Taranto ha visto mutazioni interne talmente rilevanti che operaiche hanno lavorato prima dell'era Riva e operai assunti dopo hanno difficoltà a discutereinsieme della realtà di fabbrica: ciascuno dei due gruppi trova diversissime le situazionidescritte dall'altro. Come stimolo alla discussione si potrebbero ritenere elementi da considerareimportantii processi degenerativi del tessuto sociale messi in moto da amministazioni municipali, a partiredalla giuntaBattafarano, che subentrò alle tutto sommato buone amministrazioni Cannata; gli seguironoamministrazioni di “penta-partito" che, protrattesi fino agli inizi degli anni 90, crearono nellacittadinanza sentimenti che andarono dall'insoddisfazione all'indignazione. Nel frattempo si producevano i processi di ristrutturazione interni al siderurgico, accompagnatida accordi sempre più penalizzanti per i lavoratori, che sottraevano conquiste sacrosante a tuttoil mondo del lavoro.
Ricordiamo due avvenimenti che a nostro avviso segnarono fortemente quegli anni:Primo: il processo di ridefinizione del siderurgico, con ristrutturazione finanziaria propedeuticaalla svendita e con grandi tagli al numero degli operai e degli impiegati, eliminando anchequalche dirigente;Secondo: ad accordi capestro in fabbrica, si aggiunsero accordi nazionali, come quello del luglio1992,che bloccò lo scatto della scala mobile, seguito dal famigerato accordo del luglio ’93 cheeliminò definitivamente il meccanismo che manteneva, nel bene e nel male, il potere d’acquistodi salari, stipendi e pensioni e che diede spazio allo stravolgimento della contrattazione e dei processi di ristrutturazione. Qui abbiamo trascurato i processi che riguardarono la classe operaiadegli appalti ILVA e dell’indotto, che per alcuni versi furono più violenti che all’ILVA. Mentrenon abbiamo nessuna idea di quello che accadeva nelle aziende del territorio.
Insieme ai cambiamenti interni alla fabbrica, le mutazioni avvenute all'esterno, cioè nella città,sono state stupefacenti: da roccaforte meridionale del PCI (che nel quartiere operaio per antonomasia, Paolo VI, raggiungeva oltre il 50% dei voti), capace di esprimere amministrazioni pubbliche guidate da quel partito, Taranto ha visto un sindaco dal non rinnegato passato fascistaeletto plebiscitariamente anche al Paolo VI; a lui è succeduta la giunta che ha dato luogo aldissesto più grande della storia d'Italia di un comune, prima di giungere all'attuale, instabile,situazione.
È come se Taranto, ospitando la sua realtà di fabbrica, fosse in grado di anticipare i grandicambiamenti politici italiani: qui il disamore verso il partito che si diceva depositario degliinteressi dei lavoratori ha preceduto in modo spettacolare quanto è poi accaduto nel resto della penisola; qui, col sindaco Cito si è dimostrato che lo spazio aperto da quella caduta di fiducia poteva essere riempito con atteggiamenti che, fingendo di interpretare coi toni l'indignazionediffusa, approfondivano culturalmente e praticamente le divisioni di classe che la sinistra parlamentare aveva consentito che si producessero, a partire da quella, famosa, tra "garantiti enon garantiti".
Tutto questo avrà avuto sicuramente un suo modo di esistere nella fabbrica tarantina, che haforse contenuto la genesi del mutamento cittadino. È per analizzare le dinamiche passate conl'occhio volto al presente, è per capire quali possano essere attualmente i punti deboli delmeccanismo che consente alla direzione della fabbrica un così incontrastato dominio, interno edesterno allo stabilimento, che le generazioni di operai insieme coi cittadini presenti a questodibattito sono invitate a porgere alla città le linee utili di interpretazione, sia del passato che del
Leave a Comment