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Vita piena nella chiesa, corpocosmico di Cristo
Questo è quanto ci risulta dal tentativo di delineare un profilo filologico, letterario eteologico (cristologico-ecclesiale e spirituale) di Colossesi.
Rispetto per la singola parola e per la sua posizionestatistica nel lessico
Colossesi è un' "epistola" (cfr. 4,16) che nel testo originale greco del Nestle Alandrisulta composta da 4 capitoli di cui fanno parte 95 versetti a loro volta formati da 427voci, o lemmi, che ricorrono 1582 volte in 537 diverse forme flesse. In totale le parolegreche di Colossesi sono 1.582.Per delineare un profilo filologico e arrivare ad una sintesi teologica più scientifica chesoggettiva è necessario rispettare, oltre la combinazione delle singole parole, e quindisintagmi e frasi, la loro posizione gerarchica in statistiche diverse. Èmetodologicamente utile stabilire le volte che una singola parola compare nel testo, inquali versetti si concentra, quali frasi forma e a quali altre parole, simili o contrarie siassocia.
Indicare, specificare e congiungere
Se leggiamo Colossesi da questo punto di vista, linguistico, risulta più frequente diogni altra parola l'articolo ("il, lo, la"), come marcatore di nomi propri o comuni,concreti o astratti, e in sencondo luogo della congiunzione "e", il più comune collantedi parole, sintagmi e anche frasi.L'articolo definito
ho
è usato 262 volte; in percentuale ricorre di più nel capitolo 1 e dimeno nel capitolo 2. La prima volta, Paolo lo riferisce a Timoteo che considera "
il
fratello",
il
co-mittente di Colossesi. In 4,18, che è l'ultimo versetto, l'articolo èripetuto 4 volte per marcare parole importanti in tutta la lettera, come "
il
saluto" (cfr.questo sintagma anche in 1Cor 16,21; 2Ts 3,17); "
la
mia mano" (cfr. 1Cor 16,21; Gal6,11; 2Tm 3,17; Fm 1,19); "
le
mie catene" (cfr. Fil 1,7.13.14.17; 2Tm 2,9; Fm vv. 10 e13); "
la
grazia [è/sia/resti sempre] con voi" (cfr. Ef 6,24; Col 4,18; 1Tm 6,21; 2Tm 4,22; Tt 3,15). L'articolo determinativo srve a identificare meglio sia Timoteo che Paolo eforma una inclusione, dall'inizio alla fine dell'epistola. Paolo è menzionatoenfaticamente già in 1,1.23 (cfr. Ef 1,1; 3,1) mentre Timoteo non è più ricordato inColossesi (e neppure in Efesini).La congiunzione
kaí 
"e", la seconda parola più frequente nel documento (101 volte,con più ricorrenze nel capitolo 2 e con meno nel capitolo 3) è il collante di Colossesi.Questa "e", parola intera in greco, è usata la prima volta, e solo una, nel primoversetto, in 1,1 e serve ad associare Paolo, "apostolo di Cristo" "
e
il fratello Timoteo"come un pari, fratello appunto e comittente. Anche i colossesi sono considerati "santi
e
fedeli fratelli in Cristo" (1,2); anche Tichico è con Paolo (4,7)
e
Onesimo è un"fratello". Nel saluto finale Paolo congiunge a se e ai colossesi anche "i fratelli diLaodicea
e
Ninfa" con la chiesa in casa sua (4,15). La congiunzione associa persone
 
diverse tra loro in una sola casa-famiglia spirituale, nonostante le distanzegeografiche.L'ultima volta "e" ricorre nel penultimo versetto della lettera, in 4,17, e serveletterariamente a collegarne l'
incipit 
ad una serie di frasi precedenti, in formaparatattica in 4,16 dove Paolo, che si considera l'autore autentico della lettera, salutae benedice l'
ekklesía
o assemblea (cfr. Col 1,18.24; 4,15s) dandole un qualche ordinefinale. Letteralmente comanda: "
e
quando questa epistola fosse stata letta da voi,fate che
kaí 
[= anche]
 
nella
 
chiesa dei
 
laodicesi sia letta,
e
la [=quella proveniente]da Laodicea,
kaí 
[= anche] voi leggiate". L'uso enfatico della congiunzione suggerisceche chi scrive in greco pensa ebraico. Subito a 4,16 segue il v. 17 con un altro ordine,introdotto da
kaí 
, per indicare una sequenzialità di cose che restano sullo stesso livellodi importanza e che sono tutte compiersi da parte della chiesa locale (cfr. già 1,18.24;4,15): "
e
dite ad Archippo…". L'ordine è ecclesiale: "Considera la diaconia" ricevuta nelSignore, "per compierla".Articolo e congiunzione determinano e associano persone, luoghi, idee e cose tra loro.Per un profilo più completo bisogna però a questo punto indagare sui nomi propri esulle relazioni che sono state intrecciate nel testo tra loro.
Cristo
kýrios
è il protagonista cosmico
Una lista completa di nomi propri, di persone e di luoghi, serve ad approfondire ilcontesto storico e geografico e non solo più letterario di Colossesi, dove, innanzitutto epiù di qualsiasi altra persona, è menzionato (non preceduto dall'articolo) "Cristo", perben 25 volte. Questo totale in percentuale sul numero di versetti con questo nome,colloca Colossesi al 4 posto discendente dopo Filippesi (nel 33,6% dei vv.); Filemone(32%); Efesini (27,7%). Già questa comparazione statistica sembra stabilire unarelazione, o prosssimità non solo linguistica, di Filemone ed Efesini a Colossesi in cui"Cristo" è presente nel 25,26% dei versetti (ossia in 24 versetti su 95) e una distanzada Galati (21,8% dei vv.) e soprattutto da Romani (15% netto).A Cristo, in Colossesi, segue per numero di volte il nome "Gesù" in 7 vv. (1,1.3s; 2,6;3,17; 4,11s) che conferma come il personaggio più importante sia Gesù in quantoCristo e
kýrios,
"Signore" (13 volte: 1,3.10; 2:6; 3:13.17s.20.22ss; 4:1.7.17).
A Colossi, ma in Cristo e nel Signore
La preposizione
en
, "in" è la terza più frequente voce con 88 occorrenze (di più nelcapitolo 1 e di meno nel 3). Paolo la associa a "Cristo", al "Signore" e a Colossi.Le prime due volte in Colossesi
en
ricorre in 1,2, nel saluto iniziale rivolto "ai santi efedeli fratelli
in
Cristo
in
Colossi".Mai nominata altrove nella Bibbia se non in Col 1,2, Colossi era in quel tempo una cittàdella Frigia, 16 km ad est della moderna Denzili in Turchia. Distesa nella fertile vallatadel fiume Lico ("lupo"), era soggetta a terremoti. Nel primo secolo la sua importanza,soprattutto per la produzione di lana trattata con colori e commerciata nella regione,s'era ridotta dinanzi alla concorrenza di Laodicea, città menzionata in Col 2,1; 4,13.15s(ma anche e solo ancora in Ap 1,11; 3,14) e Ierapoli, menzionata solo in Col 4,13.Queste altre due città vicine a Colossi, sono importanti perché situale lungo la stessarotta commerciale che da Efeso conduceva alle regioni più interne dell'Asia Minore.
 
La maggioranza della popolazione era frigia, ma la lettera suppone la presenza anchedi una numerosa comunità giudaica. Fin dal 62 a.C. nel distretto di cui Laodicea era lacapitale, si contavano, secondo informazioni più o meno attendibili, circa 11.000 ebreimaschi adulti. Erano discendenti di circa 2.000 famiglie dislocate attorno al 213 a.C.da Babilonia (nell'attuale Iraq) dal re ellenista Antico III.Colossi non è stata evangelizzata da Paolo, almeno come sembra risultare da Atti cheignora questa città ma anche Ierapoli e Laodicea. Forse è Epafra (Col 1,7; 4,12; Fm1,23) convertito da Paolo ad Efeso (cfr. Atti 18,19.21.24; 19,1.17.26.35; 20,16s; 21,29;1Cor 15,32; 16,8; Ef 1,1; 1Tm 1,3; 2Tm 1,18; 4,12; Ap 1,11; 2,1) città ionica madiventata capitale delle 16 provincie dell'Asia minore e situata a solo 175 km circa adest di Colossi, che sarà distrutta da un terremoto sotto il regno di Nerone (44-69) e maipiù ricostruita.Se il sintagma "in Colossi" ricorre solo in Col 1,2, l'epressione "in Cristo", propriamentepaolina, ricorre in altri 72 versetti del
corpus paulinum
(non compare in 2Ts e in Tt).Riappare, più tardi altre tre volte, in 1Pt 3,16; 5,10.14, suggerendo così di indagare suun rapporto piuttosto stretto con il
corpus petrimun
(cfr. anche 2Pt 3,15-16).La lettera paolina dove "in Cristo" è in percentuale più frequente che altrove èFilemone (nei vv. 1, 8, 23), seguita da Filippesi (10 volte in 1,13 – 4,21).La lettera ai Colossesi occupa solo il settimo posto, con solo altre due occorrenze diquesta espressione in 1,4.28, dove Paolo - "apostolo di Cristo Gesù" (1,1), "diacono"del vangelo (1,23) e firmatario della lettera (4,18) – ringrazia Dio per la fede "
in
 
Cristo
Gesù", che egli ha proclamato e alla quale ha istruito i colossesi "con la sapienza,parola o verità del vangelo (cfr. Col 1,5.23) per rendere individualmente, ciascuno diloro, "perfetto
in Cristo
".Missione paolina è dunque annuncio del vangelo e formazione, ammonizione eistruzione sapiente continuata, sia oralmente che ora per scritto, per portare tutti,nessuno escluso, alla "maturità" della fede "in Cristo".A questa "perfezione" i colossesi arrivano se poi essi restano, vivono, abitano e siamano "in Cristo" come dimensione teologica prima che spazio-temporale.In Col 1 27, dove ancora le preposizione locale
en
ricorre due volte, Paolo si riferisce a"santi" ai quali soltanto è manifesto il "mistero nascosto da secoli". Dio ha voluto farconoscere "la gloriosa ricchezza di questo mistero "
in
etnici", che cioè "Cristo[è/vive/abita]
in
voi". Permanere fedelmente
in
Cristo equivale quindi ad unarivelazione del mistero di Cristo presente "
in
voi", nell'
ekklesía
messianica, considerata"corpo" fisico di cui Cristo è la testa (cfr. Col 1,18.24; 2,10.19).Nell'ultima occorrenza
,
in Col 4,17,
en
è riferita a Gesù ma considerato il
kýrios
comein Col 1,3.
Relazioni interattive
Paolo scrive di riferire parola per parola ad Archippo ("maestro di cavalli", menzionatoanche in Fm 2) di compiere il suo ministero "
nel
Signore
 
", espressione questa chericorreva già in Col 3,18.20 come regola fondante d'ogni tipo di rapporto interattivo,sia in casa tra genitori e figli o tra marito e moglie che in chiesa.
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