Negli anni Ottanta numerosi furono gli sforzi dei compagni tarantini per denunciare una situazioneoltre i limiti della decenza democratica, ma questo non bast
ò
a mettere la parola fine sull'epopea deltelepredicatore Giancarlo Cito, oggi nuovamente in auge. Dinnanzi a questa situazione vienespontaneo interrogarsi su quali possano essere i passi da compiere verso una possibile inversione ditendenza. Le sinistre parlamentari si sono opposte solo blandamente e con molto ritardo accumulatosull'evolversi dei fatti e quasi sempre solo in funzione elettoralistica ed antiberlusconiana,determinando quel sistema di connivenza chiamato inciucio. Le sinistre extraparlamentari hannoabbandonato anche la sola denuncia, ritenendosi estranee a queste vicende. Le uniche vere vocidiscordanti finiscono, purtroppo, con l'essere quelle dei dipietristi e di qualche altro uomo “libero”che seppur di destra non riesce a concepire questo sistema di nuova dittatura. Ampliando il discorso,la mancanza di una vera opposizione si verifica e si ripercuote su ogni aspetto all'attenzionedell'agenda politica. Il precipitare dei diritti democratici ottenuti con anni di lotte
è
una tendenza chemira a stravolgere i minimi criteri per cui si possa definire democratico il nostro paese. In questomodo i mass-media divengono prima megafono e poi banco di prova per ogni genere di esperimentoantidemocratico, innescando un circolo vizioso in cui
è
difficile individuare e distinguere cause edeffetti.Da questi infelici presupposti vorremmo partisse una riflessione comune su quali siano stati glierrori commessi dalle aree sinistre che non hanno promosso un opposizione efficace allo strapoteredel controllo televisivo. Gli esperimenti nati sul modello delle tv di quartiere sono state una rispostamarginale se non propriamente di nicchia. L'avanzare incessante delle innovazioni tecnologiche nonattenua una situazione che ci vede sempre pi
ù
attardati e che avvantaggia inevitabilmente chi ilsistema dei mass-media gi
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controlla. I nuovi scenari che si apriranno con l'innovazione tecnologicadel digitale terrestre potrebbero essere un primo banco di prova analitica al quale non sottrarsi. Seda un lato si libereranno nella rete via cavo centinaia di frequenze su cui poter trasmettere sulmodello delle tv di quartiere, d'altra parte
è
di difficile interpretazione quale possa essere il ruolodel cavo nella nuova era digitale della comunicazione; tanto che al riguardo sarebbe opportuno unostudio approfondito da organizzare e dibattere collegialmente.Riunirsi per affrontare una discussione totale riguardo questi aspetti, potrebbe essere il primo passoverso la restituzione al popolo di uno strumento cos
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tanto coinvolgente nell'aspetto ludico quantodevastante dal punto di vista sociale. Se
è
vero che il divario appare oramai incolmabile
è
pur veroche per presupporre una possibile riappropriazione, occorre adesso occuparsene per vederne irisultati tra qualche decennio. I nostri nemici hanno avuto la pazienza opportuna per praticaremetodologie e per raccoglierne i frutti politici. Intraprendere una discussione serrata
è
il primopasso anche per non trovarci nuovamente impreparati nei confronti dei nuovi sistemi che siaffacciano alla finestra dell'informazione che pi
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sempre si appiattisce sulla conservazione delcontrollo delle masse. Internet, seppur gi
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si espleta come un sistema controllato, offre ancora ampimargini d'inserimento a chi vuol far si che la conoscenza sia una questione collettiva e non unostrumento dei padroni per continuare a perpetrare la disintegrazione del pensiero individualesostituendolo con un precario intendere di massa. Stringerci attorno a questa discussione, mettere incircuito le conoscenze di ognuno per migliorare le condizioni di tutti
è
lo stimolo che ci devespingere per uscire dalla messa in onda delle prove tecniche di dittatura. L'incontro si terr
à
mercoled
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22 luglio 2009 alle ore 18.00 all'interno degli spazi del festival dell'autorganizzazionesociale SUBURBANA, in localit
à
San Michele in triglie, strada provinciale 48 Statte-Crispianokm1.
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