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L’ANALISI TECNICA SECONDO GANNGLI SWING CHARTSOSCILLATORICANDLESTICK E QUALCOS’ALTRO… ovvero come fare tradingsecondo Fabrizio Bocca
a cura dei Quaderni di Speculazione di BorsaIl settimanale free di LombardReport.com
 
2Quando si inizia qualcosa è buona norma far innanzitutto sapere chi si è. E questa è la parteche di solito mi viene più difficile. All’inizio poi, con il rischio che chi legge si fermi qui e non vadaavanti. Ma speriamo in bene. Allora, Fabrizio Bocca: professione trader. Sarebbe carino, ma vallo adire all’anagrafe. Diciamo che sono una persona che ama i mercati finanziari, e i derivati inparticolare, per i quali nutro una specie di rapporto sentimentale. Tanto che per quanto mi sforzifinisco a parlare sempre o quasi di quelli. Con quelli dell’ambiente, si intende, altrimenti gli amicisarebbero già finiti da tempo. Seguo i mercati attivamente dal 1993, anche se già all’universitàmostravo una strana propensione per la borsa. Ma studiavo a Torino, e in tutto il corso c’era un soloesame di tecniche di borsa, ai tempi. Che feci e mi appassionò tantissimo. Dicevo, dal 1993, così misono preso tutto l’orso ‘94/95 e tutto il rally famoso che ne è seguito. Mi sono fatto un po’ di salaoperativa con il BTP Future (che tanto ho amato!), e ho visto la nascita del FIB30. Poi ho provatol’esperienza del trading coi soldi degli altri per qualche anno, e infine ho deciso di starmene da solo.Credo così di essere meno condizionato. Chiunque fa trading sa che è già difficile fare l’analisi,figuriamoci armonizzarla con le idee degli altri. Comunque da sempre mi è piaciuta l’analisitecnica. Mi sono studiato prima la fondamentale, sapete le banche come la pensano, ma non mi hamai convinto: spiega benissimo le cose, ma a posteriori. Leggi un report strepitoso sulla Fiat, e tidicono buy. Sì, ma quando? Che faccio, il cassettista? O la tengo una settimana? E se il mercatoviene giù, la Fiat si salva, o segue? O peggio, amplifica? Così mi sono studiato l’analisi tecnicafondamentale, che qualche risposta cominciava a darmela. Poi, facendo trading, ho conosciutoun’analista che usava le tecniche di Gann. Non avevo mai letto niente di suo, ma il mitodell’americano che si era arricchito all’infinito lo conoscevo. L’analista in questione mi disse alcunecosette interessanti, e così è nata la passione. Ho letto, ho frequentato corsi, mi sono confrontato.Ma soprattutto c’ho fatto il trading. Sui derivati, come sempre. E ho affinato la tecnica conl’esperienza, adattandola alle mie esperienze, alle mie idee. Per questo dico che seguo Gannsecondo me. Perché la mia teoria è molto pratica, cioè derivata da acquisti e vendite, e da un bel po’di facciate. Dure, come quelle di tutti. Mi piace dire: “La tecnica funziona. Funziona sempre? No.Perché funziona? Non lo so. Ma funziona!”. Illustri studiosi di Gann hanno spiegato perché certinumeri funzionano e altri no. Non mi interessa. So il sistema per trovare certi numeri, e so che ilmercato li sente, e che quando li sente io faccio un po’ di soldini. Direi che mi basta. E direi chepotrebbe bastare anche a voi che mi state leggendo.Così un sabato mi vedo con Tomasini (il mio editore, non so se mi spiego…) in un albergo aTorino, è un po’ che non ci vediamo, e dobbiamo parlare di alcune cosette. Sarebbe festa, e essendomattino presto io non sono proprio sveglissimo. Ma tra una cosa e l’altra viene fuori l’idea delladispensa, da distribuire attraverso Lombard, per spiegare un po’ meglio come far diventareredditizia questa benedetta teoria di Gann. Così eccomi qua, a raccontare in qualche pagina alcunipunti fermi, alcune idee e a vedere se ne nasce magari un bel dibattito (o dovrei dire Forum, oggiusa di più…).Spiegare per iscritto una teoria molto operativa e pratica come la mia non è semplice, ciprovo già tutte le settimane con i “Quaderni”, ma mi verrebbe sicuramente meglio di persona.Perché non è un metodo assolutamente preciso, matematico. Esempio: se faccio candlestick puro,cerco il pattern e poi metto la stop e via. Il difficile è saper riconoscere i pattern, vederli quando sinascondono un po’. Gann è un’altra storia. Nulla è definito, nulla è preciso. E poi in giro circola lavoce che sia difficile guadagnarci, che sia una fregatura e anche che sia da apprendisti stregoni. Perquesto credo nella mia interpretazione (un po’ di orgoglio passatemelo, suvvia…), c’ho messo unbel po’ di tempo ad affinarla e a mettere ordine nelle idee.
 
3Cominciamo con il chiarire alcune cose: io non posseggo nessun segreto nascosto, non hoqualche testo arcano del mitico americano, non credo sia calato in me l’elisir della conoscenza. Hostudiato l’analisi classica, e poi ho letto i suoi libri. Poi ho conosciuto qualche buon vecchio analistache usa le sue tecniche, mi sono confrontato per un po’ di tempo, e ho deciso che alcune partiandavano corrette, aggiustate. E ho messo a punto un metodo, molto mio in alcune parti, e in altreno. Secondo questi studi e questa esperienza, della teoria di Gann alcune parti vanno prese allalettera, altre vanno adattate ai tempi attuali. E’ passato più di mezzo secolo, e i mercati in qualcosasono cambiati. Mentre alcune leggi assolute non cambieranno mai.Il punto di partenza sono
la disciplina e il metodo
. Senza non si fa trading, si perdono solo deisoldi. Conosco, ahimè, persone che sono riuscite a perdere con una sola operazione quantoguadagnato in un anno di trading, solo perché non erano disciplinate. E non avevano un metodopreciso. Quindi questa in matematica la chiameremmo “conditio sine qua non”. E così sarà. Poi lostesso Gann aveva messo giù un insieme di 28 regolette per fare il buon trader. Non servono tutte, siera lasciato andare un attimo secondo me, ma alcune vale la pena di ricordarle:-
 
Bisogna usare sempre ordini di stop-loss che non dovranno mai essere annullati-
 
Mai trasformare un profitto in una perdita. Le stop-loss devono diventare stop-profit nonappena possibile-
 
Mai operare nel dubbio. Piuttosto meglio attendere-
 
Mai chiudere l’operazione senza un ottimo motivo-
 
Cercare di accumulare profitti che serviranno per fronteggiare i periodi sfavorevoli-
 
Mai mediare le perdite, la media prezzi è la peggiore delle procedure-
 
Evitare di intervenire troppo spesso sul mercato-
 
Mai acquistare perché un prezzo sembra troppo basso o vendere perché sembra troppo alto-
 
Cercare di applicare il sistema di incremento a piramide al momento giusto-
 
Mai cambiare la propria idea sul mercato senza un ottimo motivo-
 
Non aumentare il numero delle operazioni dopo un lungo periodo di successi-
 
Evitare di vendere o comprare se non si è certi del trend che viene evidenziato sul graficoPensateci bene, prima di andare avanti con la lettura, e poi chiedetevi se la vostra disciplina vi hafatto sempre rispettare queste semplici e stupide regolette. Poi chi è senza peccato scagli la primapietra…Fatta la dovuta introduzione, ecco cosa troverete andando avanti nella lettura:1-
 
la ricerca del pattern con le candele giapponesi: l’inside e l’hammer2-
 
la gestione della posizione con lo swing chart: intraday e daily3-
 
i Gann angles e certi numeri chiave, ovvero perché non vi dico quali uso…4-
 
cos’è un set-up e perché è così difficile calcolarlo5-
 
perché usare certi oscillatori6-
 
la ricerca di armonie e convergenzeBuona continuazione.
1 – la ricerca del pattern con le candele giapponesi: l’inside e l’hammer
Esistono diversi modi per entrare sul mercato. Ogni disciplina sostiene che il suo è ilmigliore. A me non interessa comprare basso o vendere alto. A me interessa chiudere l’operazionein utile, e la ricerca del pattern è votata solo a questo fine. In linea di massima i punti in cuiintervenire sono i prezzi in cui passano gli angoli che interessano, i doppi, tripli e quadrupli massimie minimi, e le rotture di certi livelli degli swing charts. Il punto è che quando io trovo un livello(soprattutto in controtendenza) che mi pare buono, se metto il mio ordine in macchina non so mai seterrà o se verrà rotto in un attimo. Per capire se il livello tiene, alcuni si fidano delle sensazioni, altridell’esperienza, altri di tecniche. Io cerco il pattern. Ovvero, deciso che sul daily voglio comprare,
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