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L’INFRASTRUTTURA INFORMATICA -
Capitolo curato da DocFlow Italia tratto dal volume "Come strutturare l'impresa per competeresui mercati internazionali", a cura di Interprofessional Network, Il Sole 24 Ore, Milano, 2008DocFlow Italia Spa - Centro Dir. Milanofiori Str. 4 Pal. Q8 20089 Rozzano MI – Tel 02 57503366 Fax 02 57503369 marketing@docflow.it
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1. INTRODUZIONE
Distanze geografiche, differenze linguistiche, abitudini culturali e fusi orari differenti sono solo alcuni dei temiche un’Impresa che guarda all’orizzonte internazionale deve indirizzare, facendo ricorso ad una infrastrutturainformatica quanto più adeguata.Ma adeguata rispetto a cosa? E per quanto tempo lo rimarrà?Quello che infatti è adeguato per una Impresa, può non esserlo per un’altra, e può diventare obsoleto inbreve tempo.Poiché esula dal presente manuale una dissertazione completa ed esaustiva sulle tecnologie, suglistandard, sulle applicazioni e sule tendenze ci si focalizzerà su quelle regole che si ritiene possano aiutare avalutare, confrontare e scegliere le varie soluzioni proposte dai consulenti informatici.Animati da questo obiettivo, faremo delle semplificazioni, limiteremo l’utilizzo del gergo IT al minimoindispensabile e ricorreremo ad analogie che apparentemente con l’IT hanno poco a che fare.
ECONOMIA E IMPRESA DIGITALELE ARCHITETTURECONDIVIDERE INFORMAZIONI E CONTENUTI
 
COME STRUTTURARE L’INFRASTRUTTURAINFORMATICA DELLIMPRESA
Valutare, confrontare e scegliere le variesoluzioni proposte dai consulenti informatici
L’INFORMATION TECHNOLOGY
 
SAPERSI ORIENTARELE TECNOLOGIE PER QUALE INFORMAZIONEL’IT PER LA GLOCALIZZAZIONEIL METODO PER IL MAGGIOR GRADIENTELA PRUDENZA DEI PICCOLI PASSIAGIRE IN TEMPOCOLLABORARE A DISTANZANUOVE INIZIATIVE IMPRENDITORIALI EINFRASTRUTTURE INFORMATICHE
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L’INFRASTRUTTURA INFORMATICA -
Capitolo curato da DocFlow Italia tratto dal volume "Come strutturare l'impresa per competeresui mercati internazionali", a cura di Interprofessional Network, Il Sole 24 Ore, Milano, 2008DocFlow Italia Spa - Centro Dir. Milanofiori Str. 4 Pal. Q8 20089 Rozzano MI – Tel 02 57503366 Fax 02 57503369 marketing@docflow.it
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1.1. L’Information Technology
E’ opinione comune vedere nelle Tecnologie dell’Informazione l’infrastruttura di cui nessuna Impresa puòfare ormai a meno.Oltre che permettere nuovi modelli di business altrimenti non praticabili (un esempio per tutti: la vendita dimusica MP3), l’IT
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è l’ingrediente che incide direttamente sulla capacità di competere di ciascuna Impresa.
Ma cosa c’è dietro al termine Information Technology?Quali tecnologie servono? E per quale informazione?E ancora: a chi affidarsi, quali standard adottare, che impatto hanno sul business?
Nel seguito ci si propone di suggerire all’imprenditore uno schema di ragionamento intuitivo, basatosull’esperienza condivisa e sul nostro vissuto, per mezzo del quale fare delle scelte in campo IT.Viceversa, non ci si propone di rendere gli imprenditori esperti a tal punto da costruire da soli le soluzionitecnologiche.
1.2. Sapersi orientare
La prima domanda che è opportuno un imprenditore si rivolga è relativa a
che cosa 
si vuole ottenere dalletecnologie informatiche, sgombrando il campo dalle false speranze della fabbrica totalmente automatizzata edell’ufficio senza personale.Si ritiene che tutte le possibili risposte siano raggruppabili in due sole classi:1. si vuole demandare alle soluzioni IT quello che altrimenti deve fare l’Uomo;2. si vuole facilitare l’Uomo nelle attività che quest’ultimo è chiamato a fare.Tipicamente le imprese di grandi dimensioni e in consolidamento tendono a disintermediare l’uomo, ovvero astrutturare in modo rigido le attività affinchè le transazioni di business siano prevedibili. Quindi prediligerannola prima risposta, da cui ne consegue un orientamento verso tecnologie e soluzioni IT “
rigide 
”, efficientiperchè impongono un loro modello organizzativo e di processo sovranazionale quanto più possibile.Queste imprese vedono principalmente il bisogno di gestire grandi volumi di transazioni di business, tutteuguali tra di loro, e cercano nell’IT la capacità di gestire i dati su cui si fondano tali transazioni: questo tipo diimprese possono sopportare progetti IT lunghi anche qualche anno, mentre poco tollerano eccezioni a livellogeografico, scarti di processo, dati approssimativi o peggio ancora modificazioni troppo repentine al modellodi business.Ma in particolare, desiderano dotarsi di una infrastruttura IT a presidio della
dimensione 
 
analitica 
delleinformazioni trattate nelle transazioni, cioè il Dato
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. Tutto il resto delle informazioni esistenti in azienda èconsiderato poco importante.Soluzioni IT di questo genere nel processo commerciale presenteranno agli impiegati i dati di vendita come ilprezzo di listino, lo sconto applicato e i termini di pagamento. Ma non agevoleranno gli utenti nella lettura deldocumento di contratto, che sappiamo invece essere generalmente un contenitore di clausole ed eccezionidifficilmente sintetizzabili con un dato. In questi casi i contratti vanno in archivio e se qualcuno dovesseconsultarli dovrebbe farlo “off line” rispetto ai sistemi e alle applicazioni.Il principio di base su cui si fondano queste classi di tecnologie, standard e soluzioni IT è che, fino a quandoi computer non avranno una propria coscienza, l’IT non sarà in grado di prendere decisioni sulla base diinformazioni non ordinate e apparentemente confuse.
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Per la trattazione che segue, con Information Technology (IT) si farà riferimento anche a Information & Communication Technology(ICT)
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Con il termine “Dato” (in inglese “Data”) desideriamo indicare una informazione strutturata, come un insieme di numeri, di parole o diimmagini, che rispondano a precise regole. Ad esempio il totale del fatturato di una azienda è un Dato, così come l’importo di unafattura o il suo numero, o la ragione sociale.
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L’INFRASTRUTTURA INFORMATICA -
Capitolo curato da DocFlow Italia tratto dal volume "Come strutturare l'impresa per competeresui mercati internazionali", a cura di Interprofessional Network, Il Sole 24 Ore, Milano, 2008DocFlow Italia Spa - Centro Dir. Milanofiori Str. 4 Pal. Q8 20089 Rozzano MI – Tel 02 57503366 Fax 02 57503369 marketing@docflow.it
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Per contro, gli imprenditori di imprese in espansione cercano nell’IT la chiave di volta per introdurre egovernare processi aziendali snelli e collaborativi, flessibili ai repentini cambiamenti delle singole localitàgeografiche e del contesto competitivo, in grado di gestire tanto le informazioni strutturate quanto quelledestrutturate, permeabili alle molteplici fonti di informazione e ai vari formati nei quali esse sono disponibili.Cercheranno insomma tecnologie e soluzioni IT “
agili 
”, con cui condurre progetti brevi ed efficaci anzichésolo efficienti.Di conseguenza si doteranno di una infrastruttura IT a presidio della dimensione cognitiva delle informazionitrattate nelle transazioni, cioè il Contenuto. A prescindere da come esso è rappresentato, organizzato o èpervenuto in loro possesso.Con la premessa di rinunciare a classificare tutte le tecnologie, gli standard e le soluzioni in funzione di unorientamento “rigido” o “agile”, e con l’accortezza che non esistono tecnologie, standard o soluzionicompletamente rigide o agili, nel presente manuale i concetti saranno sviluppati con l’applicazione di unapproccio intuitivo (gli Americani direbbero “rules of thumb” o “regole del pollice”).
 
Periodo di nascita
Gli standard ed i processi ideati prima del 1985 sono quasi tutti “rigidi”, perché pensati per un mondoperfetto, poco esposto ai cambiamenti e dove il business si riteneva si fondasse su dati strutturati ecerti.Viceversa, quasi tutti i processi successivi al 1985 sono al contrario “agili”, perché pensati secondo ilprincipio della libera distribuzione geografica delle attività (ubiquitous computing).
 
Metodologia
Tecnologie, e soluzioni che permettono di una metodologia incrementale, ovvero dove la fase dianalisi dei requisiti di business può essere rivista a lavori in corso provocando impatti di progettolimitati sono “agili”. Quelle che richiedono l’esplicita conclusione di una fase prima di passare allasuccessiva, invece, sono “rigidi”.
 
Software distribution
Tecnologie e soluzioni che richiedono la distribuzione fisica dei loro componenti sulle postazioni dilavoro, in tempi precedenti rispetto al loro reale utilizzo, sono sicuramente “rigide”. Un nuovo posto dilavoro può essere attivato solo dopo le necessarie fasi di setup.
 
Struttura dei contenuti
Soluzioni che si basano su una struttura ben definita dei contenuti, immodificabile a meno diinterventi sulle applicazioni, sono ovviamente “rigide”. Quelle dove i contenuti possono avere formatianche destrutturati (tipici della comunicazione umana) sono invece “agili”.
 
Gerarchia
Gli standard e le soluzioni organizzate per gerarchia
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sono “rigide”. Quelle organizzate in modoparitetico sono “agili”.Tra le prime sono quelle soluzioni di data distribution dove un server master contiene tutti i dati ed èl’unico a poterli modificare, e gli altri server sono slave perché contengono repliche dei dati a solalettura. Tutti conoscono l’ubicazione del master e il master conosce l’ubicazione degli slave. Lospostamento del server master da una locazione ad un’altra deve essere notificata a tutti e richiedeun fermo totale del servizio, quello di un server slave deve essere notificato al master.Di converso le soluzioni agili di data distribution sono quelle dove ciascun server contiene unaporzione dei dati necessari al business (partizione verticale), e chi ne ha bisogno vi accede senzapreoccuparsi della locazione fisica.
 
Interdipendenza
Soluzioni con componenti scarsamente interdipendenti, o “loosely coupled” sono più agili di quellefortemente interdipendenti, o “tightly coupled”. Questo perché non richiedono una interazionesincrona né un ordine prefissato tra le rispettive componenti, e sono quindi in grado di funzionareanche in presenza di avarie parziali.
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Per “soluzioni organizzate per gerarchia” intendiamo soluzioni dove è presente una entità master rispetto alle altre che sono slave.
 
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