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 LE LINEE GUIDA DELLA NOSTRA SCUOLA CALCIO
Introduzione
L’attività motoria nella fascia d’età compresa tra i sei e i dodici anni deve essereistituzionalizzata, organizzata e coordinata in base alle specifiche necessità come un vero e proprio“laboratorio di formazione” in quanto essa costituisce le fondamenta dell’edificio societario; per iragazzi la scuola calcio è una tappa insostituibile nel loro processo di formazione così come per unfuturo laureato lo è la scuola primaria di primo e secondo grado. Il raggiungimento di una struttura ben organizzata, efficace e con un buon livello tecnico e didattico rappresenta così un obbligomorale.Il concetto di efficacia organizzativa non è generalizzabile ma contestuale alla cultura sportiva, allerisorse demografiche, tecniche ed economiche dell’ambiente in cui si opera ed è necessariaun’attenta analisi per determinare gli obiettivi futuri dell’attività.In questo periodo, importante per la crescita psicomotoria, i bambini hanno bisogno di attività chediano loro capacità e sviluppo del controllo del loro corpo e di conseguenza l’approccio deve essere
 
 proposto sotto forma ludica per creare subito un buon rapporto con questo tipo di sport e infatti H.Wein afferma che “dai sei ai dodici anni si deve giocare per imparare mentre dai dodici ai sedici sideve imparare a giocare”
.
Lo stesso Bruner afferma che “il gioco è proprio la fierezza dell’umanità;chi non sa più giocare si fossilizza, è prigioniero; abbiamo bisogno del gioco per diventare piùliberi. Il gioco è una valvola di sicurezza per far svanire le fumosità del prestigio, dell’onore, dellasolennità e della seriosità; è il lubrificante che diminuisce gli attriti della vita, in particolare il giococon i bambini, che sono i maestri dei maestri di gioco”.La palla si completa con il gioco e il gioco si completa con essa. La palla nel gioco rappresenta ilcoinvolgimento dinamico del gruppo, orientando le intenzioni, oggettivandone i comportamenti.Giocare con la palla è quindi divertimento, espressione di libertà, gioia di partecipare con gli altri,desiderosi di confrontarsi. Il confronto, o meglio, un sano agonismo, determina spontaneamente lacrescita di certi atteggiamenti sportivi garantendo, senza nessun particolare intervento esterno, unaforma naturale d’azione educativa. Il bambino nelle occasioni di gioco è portato a stimare le propriecapacità e verificarne l’esecuzione. Per prove ed errori quindi si attiveranno naturalmente i vari processi di crescita sul piano cognitivo e motorio.Il potenziale motorio esistente dalla nascita viene orientato, strutturato e differenziato in processidiversi di sviluppo. Il bambino gioca sotto la spinta dell’istinto per crescere, per sfogare le sueenergie, per esprimersi, per sperimentarsi da un punto di vista motorio e comunicativo, affermarsirapportandosi con gli altri; queste potenzialità ne fanno un mezzo d’apprendimento privilegiato.Il gioco vive in maniera determinante sulle qualità motorie acquisite, sulle capacità e sulle abilitàche in esso vengono provate, cambiate, stabilizzate e ampliate.Mentre la coscienza è fissata sull’ideale del gioco, le forme del movimento vengono invece usate edesercitate sub-corticalmente e i nuovi modelli di movimento vengono imparati casualmente e solo più tardi avranno bisogno di essere rinforzati.
 
Attraverso il gioco il bambino applica le regole, discrimina situazioni sempre variabili e dopo ladecodifica e l’interpretazione delle stesse agisce in modo più o meno appropriato. L’importanza delgioco in ambito didattico è stata sottolineata dagli studi di Vester nel 1978 secondo il qualel’informazione viene accettata e memorizzata meglio se collegata a curiosità, sensazione disuccesso, divertimento, gioco.Il calcio ma soprattutto i suoi strumenti tecnici e didattici influenzano molto lo sviluppo psicomotorio del bambino intendendo con questo tutte quelle proposte che gli favoriscono losviluppo sotto l’aspetto motorio, sociale, affettivo e cognitivo.Fortunatamente nell’ultimo decennio abbiamo assistito a un cambiamento della metodologia e deicontenuti dell’insegnamento nella visione di una motricipiù indirizzata al principio dellamultilateralità o polivalenza in modo da proporre un programma didattico che persegua obiettivispecifici della disciplina quali capacità motorio-condizionale, motorio-cognitive, abilità tecniche econtemporaneamente obiettivi educativi e formativi come l’autonomia, la conoscenza di sé, ilrispetto delle regole, l’autocontrollo. Nelle pagine che seguiranno cercheremo di far comprendere al meglio l’importanza di questo giocoe le finalità educative che persegue mantenendo inalterato il fascino che lo contraddistingue tanto darenderlo il più praticato e seguito del mondo.
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