proposto sotto forma ludica per creare subito un buon rapporto con questo tipo di sport e infatti H.Wein afferma che “dai sei ai dodici anni si deve giocare per imparare mentre dai dodici ai sedici sideve imparare a giocare”
.
Lo stesso Bruner afferma che “il gioco è proprio la fierezza dell’umanità;chi non sa più giocare si fossilizza, è prigioniero; abbiamo bisogno del gioco per diventare piùliberi. Il gioco è una valvola di sicurezza per far svanire le fumosità del prestigio, dell’onore, dellasolennità e della seriosità; è il lubrificante che diminuisce gli attriti della vita, in particolare il giococon i bambini, che sono i maestri dei maestri di gioco”.La palla si completa con il gioco e il gioco si completa con essa. La palla nel gioco rappresenta ilcoinvolgimento dinamico del gruppo, orientando le intenzioni, oggettivandone i comportamenti.Giocare con la palla è quindi divertimento, espressione di libertà, gioia di partecipare con gli altri,desiderosi di confrontarsi. Il confronto, o meglio, un sano agonismo, determina spontaneamente lacrescita di certi atteggiamenti sportivi garantendo, senza nessun particolare intervento esterno, unaforma naturale d’azione educativa. Il bambino nelle occasioni di gioco è portato a stimare le propriecapacità e verificarne l’esecuzione. Per prove ed errori quindi si attiveranno naturalmente i vari processi di crescita sul piano cognitivo e motorio.Il potenziale motorio esistente dalla nascita viene orientato, strutturato e differenziato in processidiversi di sviluppo. Il bambino gioca sotto la spinta dell’istinto per crescere, per sfogare le sueenergie, per esprimersi, per sperimentarsi da un punto di vista motorio e comunicativo, affermarsirapportandosi con gli altri; queste potenzialità ne fanno un mezzo d’apprendimento privilegiato.Il gioco vive in maniera determinante sulle qualità motorie acquisite, sulle capacità e sulle abilitàche in esso vengono provate, cambiate, stabilizzate e ampliate.Mentre la coscienza è fissata sull’ideale del gioco, le forme del movimento vengono invece usate edesercitate sub-corticalmente e i nuovi modelli di movimento vengono imparati casualmente e solo più tardi avranno bisogno di essere rinforzati.
Leave a Comment