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Limes: Il nuovo grande gioco in Asia centrale

Limes: Il nuovo grande gioco in Asia centrale

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La Cina tenta di strappare alla Russia il controllo dell’immensa regione ex sovietica. In ballo lo sfruttamento delle risorse energetiche. Ma gli Stati Uniti non stanno a guardare. Le scelte kazake determineranno l’esito della competizione.

Articolo pubblicato su Limes 4/08 Il Marchio Giallo e on line su www.limesonline.com.
La Cina tenta di strappare alla Russia il controllo dell’immensa regione ex sovietica. In ballo lo sfruttamento delle risorse energetiche. Ma gli Stati Uniti non stanno a guardare. Le scelte kazake determineranno l’esito della competizione.

Articolo pubblicato su Limes 4/08 Il Marchio Giallo e on line su www.limesonline.com.

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Published by: limes, rivista italiana di geopolitica on Jul 08, 2009
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261
IL MARCHIO GIALLO
La Cina tenta di strappare alla Russia il controllo dell’immensa regione ex sovietica. In ballo lo sfruttamento delle risorse energetiche. Ma gli Stati Uniti non stanno a guardare.Le scelte kazake determineranno l’esito della competizione.
IL NUOVO GRANDE GIOCOIN ASIA CENTRALE
di
Carlo 
EAN 
1.
L’  
 ASIA CENTRALE STA RIACQUISTAN-
do l’importanza geopolitica del passato, come «cuore della terra» e come teatro delgrande gioco che ebbe nel XIX secolo fra gli imperi zarista e britannico. Oggi è im-portante soprattutto per la Federazione Russa, che la considera sua area di influen-za esclusiva, e per la Cina, che vuole estendere il proprio controllo alla regione. IlCentro di geopolitica della commissione militare centrale cinese la chiama Turke-stan occidentale, considerandola strettamente connessa con il Turkestan orientale,cioè con il Xinjiang. Da qui erano partite le invasioni delle popolazioni turche emongole verso ovest, che raggiunsero l’Ungheria e la Polonia; verso est, dove ledinastie mongole dominarono la Cina superando la Grande Muraglia, e verso sud,dove i mogol fondarono il terzo dei grandi imperi islamici.L’importanza attuale dell’Asia centrale non è solo economica, fondata cioè sul-le ricchezze naturali della regione, oggi valorizzate con colossali investimenti cine-si, ma anche europei. La regione è rilevante anche come via di transito, con il ripri-stino della vecchia Via della seta mediante corridoi multimodali che, attraverso ilMar Nero e il Caucaso, collegheranno l’Europa con la costa del Pacifico, e aggiran-do a sud la Federazione Russa e la Transiberiana.2. L’Ue ha superato recentemente gli Usa come volume di commercio con laCina, ma solo l’1% di esso si svolge via terra lungo il corridoio Traceca (TrasportiEuropa centrale-Asia centrale), che collega il Mar Nero con il Caspio, per prosegui-re in direzione est. Tale corridoio paneuropeo si raccorderà con le vie di comuni-cazione stradali e ferroviarie finanziate dalla Carec (CentralAsia Regional Econo-mic Cooperation). Questa organizzazione sta gradualmente accrescendo la sua im-portanza economica rispetto alla Sco (Shanghai Cooperation Organization
 ) 
, so-prattutto perché non include la Russia
.
Comprende otto Stati: Cina, Mongolia,
 
IL NUOVO GRANDE GIOCO IN ASIA CENTRALE 
262 
   L   E   T   R   E   A   S   I   E   C   E   N   T   R   A   L   I
    A   s    t   a   n   a
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    A   s     h   g   a     b   a    t    T   e     h   e   r   a   n    T   a   s     h     k   e   n    t
 
    D   u   s     h   a   n     b   e    B     i   s     h     k   e     k
   K  u  y   t  u  n
    K   a     b   u     lI   s     l   a   m   a     b   a     d    B   a     k   u
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   K  e  r  m  a  n
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   X   i   ’  a  n   C   h  e  n  g   d  u   S   h  a  n  g   h  a   i   G  a  n  z   h  o  u   U   l  a  n  -   U   d  e   C   i   t  a   K  r  a  s  n  o   j  a  r  s   k
   T   U   R   K   E   S   T   A   N    O   C   C   I   D   E   N   T   A   L   E
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             °
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             °
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IL MARCHIO GIALLO
263 
 Azerbaigian, Afghanistan, e quattro delle cinque repubbliche centrasiatiche, eccet-to il Turkmenistan. Mosca osserva perciò le sue iniziative con notevole sospetto,interpretandole come lo strumento di Pechino per interferire in un’area che consi-dera di suo diretto ed esclusivo interesse.Con l’apertura di vie di comunicazione verso est e verso ovest, l’intera Asiacentrale e le sue ricchezze sarebbero sottratte al controllo della Russia. Mosca, fi-nora, aveva fortemente beneficiato del monopolio del collegamento della regionecon il mondo esterno, attraverso la sua rete ferroviaria e stradale e i suoi gasdotti eoleodotti, tutti in direzione sud-nord. Gazprom acquistava, fino alla fine del 2007,il gas turkmeno a 50 dollari ogni mille metri cubi e lo instradava verso nord, perimmetterlo sulla sua rete e venderlo all’Europa a oltre 300 dollari. Oggi paga alTurkmenistan 150 dollari ogni mille metri cubi, destinati ad arrivare a 180 a fineanno. Inoltre, con il gasdotto Nabucco, l’Europa potrà accedere direttamente al gasturkmeno. Lo stesso farà la Cina con un grandioso gasdotto che collegherà il Ca-spio con il Xinjiang, e che sarà completato entro il 2012.Il Carec sta diventando più importante anche della Comunità economica eura-siatica (Eurasec), con cui la Russia aveva cercato di mantenere il controllo, legan-dole a sé, delle economie centrasiatiche. I legami con Mosca si sono poi attenuatiper la marginalizzazione del Trattato di sicurezza collettiva e della Csi, con cui Mo-sca aveva tentato di salvare il salvabile, mantenendo una cintura-cuscinetto a pro-pria protezione, dopo il collasso dell’Urss. La Russia rimane, però, ancora essenzia-le per garantire dall’esterno l’attuale ordine geopolitico, che è a rischio in Asia cen-trale non solo per la debolezza degli Stati e per l’estremismo islamico, ma ancheper le mire egemoniche dell’Uzbekistan. La preminenza di Mosca è anche minac-ciata dall’Occidente e, ancor più, dalla Cina, che confina direttamente con tre dellecinque repubbliche regionali. In tutte Pechino sta effettuando enormi investimenticon i suoi fondi sovrani, concessi in prestito alle grandi compagnie petrolifere eminerarie cinesi.Il recente accordo con l’Ue del nuovo presidente turkmeno, che dal 2009 hamesso a diretta disposizione dell’Europa dieci miliardi di metri cubi (Mmc) di gasnaturale all’anno, renderà possibile la costruzione del gasdotto Nabucco. Quest’ul-timo sembrava fosse stato messo in forse sia dal progetto del South Stream fra Enie Gazprom, e sia dagli accordi fra quest’ultima e la società turkmena del gas, cheriguardavano la fornitura alla Russia di oltre 30 Mmc di gas all’anno, reinstradatonella rete russa per rifornire Europa e Ucraina. Senza il gas dell’Asia centrale, Mo-sca non sarà in grado di mantenere i propri impegni volti a soddisfare la crescentedomanda di gas europea, il cui consumo dovrebbe raddoppiare nel prossimo ven-tennio. Lo sfruttamento dei nuovi giacimenti gasiferi artici russi, oltre a essere parti-colarmente costoso, richiede l’apporto finanziario e tecnologico dell’Occidente(che a sua volta esigerà dalla Russia reciproche condizioni politiche, affinché Gaz-prom, economicamente, e Mosca, geopoliticamente, non abusino della loro posi-zione dominante) e prevede tempi lunghi. Solo allora, a meno che non si espandail mercato del gas liquefatto (gnl) e che non vengano costruiti i rigassificatori ne-

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