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Periodico gratuitodell’Area Metropolitana delloStrettoN. 4 - Luglio 2009
La Sanità in Calabria dopo le minacce di commissariamento dall’alto: vittime sono sempre i cittadini
C'è una malattia che la politica non cura.Si chiama malasanità.Una parolamagica che spunta fuori ogni qual volta si avvicina l'appuntamento con le ur-ne.Sulla sua gestione si moltiplicano pagine di giornali e battibecchi fra poli-tici.Ognuno crede di aver in ma-no la palla di vetro e conoscerela soluzione più idonea per qual-siasi problema.Da un lato c'è chi presiede ilgoverno e impone il suo potere;dall'altro c'è chi tenta di rappez-zare un sistema danneggiato or-mai da anni con scarsi risultati.Un gioco di ruoli,un continuo al-ternarsi di dichiarazioni e recri-minazioni … E mentre c'è chi,seduto comodamente sulla pro-pria scrivania,ragiona sulle sortidella sanità in Calabria,nelle cor-sie c'è chi quotidianamente cer-ca di salvare vite umane in con-dizioni inaccettabili.E nei letti enelle barelle ci sono le vere vitti-me del sistema:i pazienti.La realtà è triste ed è ben di-versa da quello che racconta la nostra carta costituzionale.Nei fatti la salutenon è un inalienabile diritto dei cittadini ma una "sporca" questione di soldi.Tutto parte dalla legge regionale del 30 aprile scorso che investe la giuntadel compito di rimodulare con lo Stato l'accordo per il rientro dai disavanzidel servizio sanitario.Immediata la risposta del governo centrale che impu-gna la legge davanti alla Corte Costituzionale e minaccia un probabile com-missariamento dall'alto.Una reazione che stupisce tutti.Stupisce il governatore Agazio Loiero chetuona contro «un esecutivo che viola il principio di leale collaborazione,ne-gando alla Calabria quello che dà alle altre regioni».Stupisce il personale sanitarioche rischia di rimanere senza la-voro.Stupisce i cittadini che subi-scono l'ingiustizia in prima perso-na:saranno loro i primi a pagareil disavanzo prodotto dalla giuntaChiaravalloti prima,dall'immobili-smo della giunta Loiero poi.Quelche non è chiaro è perché Berlu-sconi parli di commissariamentoproprio nel momento in cui Loie-ro tenta il salvataggio.Questionipolitiche o,peggio ancora,strate-gie elettorali?Quel che è certo è che le diffi-coltà per i pazienti aumentano digiorno in giorno.Ne è un esem-pio eclatante il Centro screeningneonatale di massa a rischio chiu-sura,un'istituzione che interessatutti i neonati della Regione.E ancora sono tanti i disagi e le carenze.Dalle file interminabili per ritira-re il tesserino per l'esenzione del ticket alla chiusura di diverse postazioni diguardie mediche.Tutto per razionalizzare le risorse,far rientrare il deficit,risanare le casseregionali.Poco importa se per far tornare i conti ci rimettono i cittadini… infondo non sarebbe la prima volta.
Rossella Romeo
L'ospedale Piemonte è da mesi al centro di unacceso braccio di ferro tra le forze politiche e sin-dacali.La posta in gioco è alta:si parla di ridimen-sionamento o addirittura di chiusura.Loro malgrado al centro di questa sfida,i citta-dini si interrogano sulla qualità del servizio che ilnosocomio potrà offrire da adesso in poi.Complice la caviglia gonfia di chi scrive,ho deci-so di raccontare la situazione attuale,testando lastruttura che agli occhi della gente rappresentauna prova concreta dell'efficienza e dell'adegua-tezza dell'ospedale:il Pronto Soccorso.E' ormai tarda sera quando arrivo al Piemonte.Un'ambulanza sta lasciando lo spiazzale antistantedopo aver trasportato un'anziana con una proba-bile frattura del femore.Constatata la mia difficoltà a camminare mi fan-no accomodare su una sedia a rotelle.La serata è abbastanza tranquilla.Oltre alla don-na che ho visto arrivare ci sono solo poche altrepersone:una ragazzina reduce da un incidente inosservazione,un uomo alle prese col mal di dentie un'altra vecchietta allettata con una sospettafrattura all'anca.In attesa che il medico di turno mi controlli perstabilire il mio "codice" (il livello di priorità di in-tervento) chiedo ad uno dei quattro infermieripresenti se può darmi del ghiaccio istantaneo,e mirisponde che "purtroppo non ce lo passano".Loguardo stupito e chiedo come sia possibile che inun Pronto Soccorso non ci siadel ghiaccio.Con tono rasse-gnato ribatte affermando che"se è per questo non abbiamoneppure la Novalgina".Non sa spiegarmi da cosa di-penda questa carenza,e nel frat-tempo,arrivato il mio turno,vengo accompagnato dal medi-co,che mi visita e mi proponeun antidolorifico.Prevedibil-mente il mio codice verde mimette alle spalle delle due vec-chiette,in fila per effettuare unesame radiologico.E passa mezz'ora.Ne passaun'altra e nessuno sa dirci per-ché si debba aspettare tanto néquanto dovremo ancora atten-dere.Finalmente,una a una le due vecchiette,ormaideliranti per il dolore,vengono sottoposte alla vi-sita radiologica.E un'altra mezz'ora se ne va,scan-dita dalla mia gamba pulsante,fino a quando,final-mente,un'infermiera dai modi gentili mi acccom-pagna fino alla sala radiografie,dove scopro chetutto il ritardo è dovuto ad una macchina che nonva.Mi spiegano che ne hanno solouna funzionante,e che hanno fat-to parecchi solleciti per riattivarel'altra.Chiedo se il pezzo sia mol-to costoso.«Costoso? - mi dicono con unsorriso amaro - E' un problema dialimentazione.Semplicementenon arriva elettricità».Dopo la radiografia vengo refer-tato e invitato a sottopormi a unavisita specialistica.Lasciando la struttura mi rendoconto che dal mio arrivo sonopassate circa due ore e mezza,equello che mi chiedo è cosa po-trebbe accadere,o meglio cosaaccada ogni notte a chi,magari,giunge qui in condizioni critiche.Potremmo dire che la situazio-ne del Pronto Soccorso dell'ospedale Piemonte èagghiacciante ma… il ghiaccio non c'è e quindidobbiamo farne a meno.
Roberto Bonsignore
Basta solochiuderegli occhi
C
he meraviglia!.Le iniziativetra le due sponde delloStretto non mancano.Gliannunci neanche.Sembrerebbequasi di vivere in un Paese norma-le dove gli interessi dei cittadinisono al primo posto.Ma,andiamo per ordine.Il pre-Cipe (che nome strano!)“trova” e stanzia un miliardo e300 milioni per la realizzazionedel Ponte sullo Stretto.La SocietàStretto di Messina approva il bi-lancio e fissa l’ennesima data perl’inizio e la conclusione dei lavori.Tutto in ordine quindi.Nessunproblema,l’opera del secolo è or-mai prossima al via.Unico (?) in-conveniente:il Cipe (quello vero)rinvia l’assegnazione dei fondi.A questo punto viene da chie-dersi quante volte sono stati stan-ziati fondi,quante volte ci è statopromesso che passeremo sul Pon-te? La Metropolitana del mare trapoco partirà.Il Consiglio di Statoha dato il via libera sbloccando ilveto del Tar.Tutto ora andrà me-glio:un approdo salterà.I mezziveloci non raggiungeranno laspiaggia di Papardo (manca il pon-tile).La percorrenza tra Messina,Villa San Giovanni e Reggio Cala-bria sarà più breve.Il costo dellacorse però non cambierà.Ne sof-friranno i pendolari ma,che pre-tendono? È importante che lametropolitana parta e che i fondistanziati vengano spesi.Il Sindaco di Messina come ilPresidente della Provincia hannomanifestato interesse nella Sogas,società che gestisce l’Aeroportodello Stretto.È un passo impor-tante per i trasporti,per chi deveraggiungere Roma o Milano o al-tre mete.Ma da quando si parla dipotenziare questo aeroporto,chedello Stretto certamente non è,gli annunci non mancano ma i vo-li sono pochi ed è servito malissi-mo (anzi non lo è affatto) concollegamenti da e per Messina.Un esempio:per imbarcarsi contranquillità sull’aereo del mattinoche da Reggio porta a Milano unviaggiatore non ha alcun mezzo ditrasporto disponibile né da Messi-na né da Villa San Giovanni e se de-cide di imbarcarsi sulla Carontedeve farlo con almeno tre ore dianticipo sulla partenza del volo!Detto tutto questo chiudiamoper un momento gli occhi e pen-siamo che sia solo uno scherzo,un cattivo ricordo.Tutto è cam-biato,tutto sta cambiando.Avre-mo il ponte,i mezzi non si bloc-cheranno più per continui guasti,gli orari saranno rispettati e ter-ranno conto delle esigenze deipendolari,l’aeroporto dello Stret-to sarà raggiungibile senza pro-blemi e offrirà collegamenti cherendano Messina e Reggio più vi-cine all’Europa.Basta chiudere gliocchi e non aprirli troppo presto!
Sporca questione di soldi
Una notte al Pronto Soccorso del “Piemonte”
 
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n. 4 - luglio 2009
Non riescono a studiare.Credono di fallire,di deludere genitori eamici.Sono fantasmi senza meta che vagano per il mondo.Sono pocopiù che adolescenti.Comprano veleni,ma non hanno topi in casa,si salvano con antide-pressivi e psicofarmaci.O almeno così credono.Muoiono dentro,resta-no impotenti,schiacciati e depressi dalla stessa realtà che vivono.Real-tà vuota,senza alcun rap-porto umano vero,fattaeccezione per le chat.Prigionieri della tristez-za.In Italia un adolescentesu dieci prende psicofar-maci,molti di più rispetto acinque anni fa;in maggio-ranza sono ragazze,13%,mentre i ragazzi sono il7%.Da moderni alchimistie da bravi figli d'arte trova-no spesso questi prodottinell'armadietto di casa,maanche su internet,dovecercano articoli per l'in-sonnia,antidepressivi e va-ri anfetaminici.Il consumo di psicofar-maci è più frequente quan-do c'è un rapporto conflit-tuale con genitori e inse-gnanti,oppure quando,dastudenti,hanno un rendi-mento scolastico insuffi-ciente.Altri lo fanno per semplice sballo.Quella "roba" devia le perce-zioni spazio-temporali,provoca un forte senso di euforia,il cuore va piùveloce e i giovani si piacciono di più,si sentono disinibiti.Diventano co-me animali,sprecano tante energie,non si accorgono di quanto accadeintorno a loro e non si rendono conto del danno cui vanno incontro.Ilcervello di un adolescente è,infatti,ancora in fase di sviluppo e l'uso ditali sostanze può causare,con molta probabilità,ildeterioramento del siste-ma nervoso centrale.Poi ci sono alcuni tra lo-ro che in silenzio ce la fan-no:la smettono con gli psi-cofarmaci,superano gli esa-mi della vita con un pizzicodi fatica e provano a scrive-re un nuovo capitolo dellaloro esistenza.Ricominciano ad amarsi,si sentono considerati eascoltati.Progettano il lorofuturo,senza orgoglio esenza egoismo,ma con ri-spetto e speranza.Edoardo Bennato canta-va di
Un'isola c he non c'è
,al-cuni di loro scoprono dicustodirla nella loro stessaanima.Sono poco più cheadolescenti.
Antonio Billè
Paese che vai,precario che trovi.Nella selva del mondo dellavoro postmoderno,il prototipo della "Generazione P" ingle-se è il "giganomo".Il neologismo l'ha coniato l'ex editor di
a-nity Fair 
e del
New Yorker 
,Tina Brown,dal termine gig,"serataestemporanea".In comune col nostro contrattista a progetto il "giganomo"ha,neanche a dirlo,la mancanza di un posto di lavoro tradizio-nale (leggi anche "fisso") e una buona formazione fatta di lau-ree e master.Ma i precari d'oltremanica sono "più avanti".John Lees,50anni,fa il formatore aziendale.Ma anche il
 ghost wr iter 
di librieconomici.E il conferenziere.E,dulcis in fundo,il prete angli-cano.«Tutti hanno gigs,un mucchio di progetti,consulenze,pezziche provano a mettere insieme sgobbando tre volte tanto unvecchio salariato senza ferie pagate,assistenza sanitaria,pen-sione»,scrive la Brown sul suo blog "Daily Beast".I lavoratori possono gestire contemporaneamente le varieoccupazioni con una libertà sconosciuta agli impiegati d'uffi-cio.Judith Adam,ad esempio,a 38 anniinsegna pedagogia il martedì e il merco-ledì,il venerdì fa l'assistente sociale in uncentro per minori a rischio,nel weekendtraduce articoli in francese per una rivi-sta di moda.Il risultato è che si sviluppa un portfo-lio di svariate carriere sottopagate chepossono portare a qualche patologia de-pressiva da stress,ma,disgraziatamente,non al posto fisso.Nel nostro Paese le frontiere dellosfruttamento professionale sono menosottili:il nuovo prototipo del precarioitaliano è lo stagista a tempo indetermi-nato.Giovane dalla formazione invidiabileche passa da uno stage all'altro,nellasperanza di essere assunto dalle aziendeo dagli enti in cui svolge i "tirocini for-mativi e di orientamento",come lichiama la legge 196/97.Una normativa questa,a cui si ag-giunge il D.M.142/98,che stabilisceche è a discrezione dell'azienda offri-re un rimborso spese ai tirocinanti,enon pone alcun limite né all'età deglistagisti né al numero di tirocini chepossono effettuare.In parole povere le aziende menovirtuose hanno trovato un ottimostrumento per utilizzare gratuitamen-te una "manodopera" qualificata,sen-za dovere assumere nessuno.Quasi quasi c'è da sperare che lamoda dei "giganomi" venga trapianta-ta anche in Italia.
Valentina Costa
Le attuali frontiere d’impiego tra progetti e consulenze per una generazione piena di problemi
I problemi dei giovani fra tristezza e sballo
 Aumenta il numero degli adolescenti che fanno un uso sconsiderato di psicofarmaci: in Italia uno su dieci
Sono passati allo storia,quellarecente,come la generazione deibamboccioni (vedi definizione,nell'ottobre 2007,del ministrodell'Economia del governo Prodi,Tommaso Padoa Schioppa).Se-condo la dicitura internazionale,sono la "Stay-at-home-genera-tion",ri-tradotto "figli troppo cre-sciuti (di solito over 30) che,perun motivo o per l'altro,non han-no ancora lasciato la casa dei ge-nitori".E gli italiani,messinesi compre-si,ne sono stati l'emblema nel-l'immaginario collettivo…almenofino all'ultimo
Social Trend 
,il rap-porto annuale dell'ufficio naziona-le britannico per le statistiche(Ons),che sfata il mito comune.Èla Gran Bretagna,infatti,a detene-re il record europeo,con il 29%dei giovani ancora ospiti di mam-ma e papà.Altro pezzo del puzzle,il calo del numero di matrimoni ela fetta di popolazione single chearriva al 12%,mentre le mammeunder 25 non sposate doppianole coetanee con la fede al dito esi registrano più nonni che nipoti-ni.Ma torniamo al nocciolo dellaquestione,i bamboccioni all'ingle-se,appunto.Un milione e otto-cento i trentenni che,in assenzadi un impiego stabile adeguata-mente remunerato,rimandano iprogetti di vita al di fuori del nidofamiliare.Il boccone più amaro lomanda giù chi un lavoro lo avevae,in tempi di crisi,è stato riman-dato a casa.Una dura realtà perun terzo degli uomini e un quintodelle donne tra i 20 e i 34 anni.Magra consolazione,la riduzio-ne del gap generazionale genitori-figli che dovrebbe agevolare,pa-rola di analista,la convivenza sot-to lo stesso tetto.
Clara Sturiale
Bamboccioni?Il primatoè degli inglesi
Stagista, ecco la nuova professione non pagata
 
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n. 4 - luglio 2009
Periodico d’informazione
in attesa di registrazionepresso il Tribunale di Reggio Calabria
Direttore Responsabile
Rino Labate
labate2@yahoo.itEditore
Laruffa Editore
Via deiTre Mulini,14Tel.0965.814948Reggio Calabria.....Tipografia,Redazionee Pubblicità
Officina Grafica
via Matteotti,4tel.0965.752886ofgraf@tin.itVilla San Giovanni (RC)......Preimpaginazione:
Marina Cristaldi
Progetto grafico:
Mimmo Zema
........Segreteria di redazione
Clara Sturiale
clara1705@libero.itAnche la medicina è scesa in campo per trovarel'antidoto contro le pene del cuore.Niente farmaci,però,ma solo cure psicologiche.La novità è che pertrattare quella che è considerata a tutti gli effetti una"patologia" c'è una struttura specifica.L'idea è venutaal personale della VU Me-dical University Center diAmsterdam che ha pen-sato di creare un ambula-torio per le anime in pe-na,rifiutate,lasciate,delu-se.Qui la parola chiave è"ascoltare";i sentimentivengono analizzati nelprofondo per capire checosa li ha generati e co-me si può cancellare ildolore.Ai pazienti vienechiesto di armarsi di unaconsistente dose di buo-na volontà e tenacia.Un esperimento che dicerto incuriosisce gliesperti,ma che si giocatutto sulla capacità deidestinatari di cancellare i fantasmi del passato.Eppu-re oggi la società dedica loro attenzioni,premure,suggerimenti.Da anni i giornali scelgono di riservarespazi e approfondimenti per chi soffre,o ha sofferto,del male più antico e diffuso:il mal d'amore.La postadel cuore è,infatti,la vetrina privilegiata per quantisentono il bisogno disperato di sfogare tutta la rabbiae l'odio per una storia finita in frantumi.Il web in tut-to ciò la fa da maestro;internet trabocca di forum egruppi accomunati dallo stesso destino:un cuorespezzato per mille ragioni diverse,ma comunque fe-rito e dolorante.Il popolo della rete mo-stra i suoi sentimenti sen-za veli;l'illusione è quelladi sentirsi più forti insie-me.Le storie sono tuttediverse:c'è la ragazzina al-la prima cocente delusio-ne,l'adolescente timido,innamorato e mai corri-sposto,la casalinga fru-strata tradita dal maritoche solo adesso vuol ri-prendere in mano la suavita;la psicologa che nonsa lavorare su sé stessa,ilprofessionista in bilico tral'unione di una vita eun'avventura che scatenaemozioni ormai dimenti-cate.Sono le classiche categorie divenute quasi deglistereotipi,ma che in fondo mostrano il volto di unasocietà che se all'esterno fa di tutto per apparire se-ria e razionale,in realtà batte sempre la testa con ilmuro dei sentimenti e delle passioni.
Valeria Arena
Ambulatorio per cuori infranti
 Ad Amsterdam ascolto e conforto per cancellare le delusioni d’amore
Si dice che a muovere il mondo siano i sol-di e il sesso.È quello che deve aver pensatol'imprenditore cinese che ha deciso di creareun parco a tema proprio sul sesso:Love Land.Avrebbe dovuto aprire il prossimo ottobrenella metropoli sudoccidentale di Chongqinge ospitare mostre riguardanti la storia delsesso e come usare i preservativi in manieraappropriata,oltre che workshop dedicati alletecniche sessuali.L'immagine dell'ingressoprincipale rende chiaramente l'idea di cosa siva a visitare:un'insegna con il nome del par-co,a cavallo di due gigantesche gambe di don-na,che terminano con un tanga rosso.Secondo il direttore del parco,Lu Xiaoqing,Love Land «aiuterà le persone ad avere unavita sessuale armoniosa (…) Stiamo co-struendo il parco - dice - per il bene del pub-blico perché il sesso è un argomento tabù inCina ma le persone hanno realmente bisognodi maggiori informazioni su questo tema».Un'idea che non ha trovato concordi le auto-rità cinesi di Chongqing che ne hanno blocca-to la costruzione.La decisione è stata presadopo che un funzionario della provincia ha vi-sitato il parco in costruzione trovandolo«volgare,fuorviante e diseducativo».Ancora ètroppo presto perché la Cina possa avere lasua Città dell'Amore,parco che invece giàesiste nell'isola di Jeju in Corea del Sud e alquale si era ispirato l'imprenditore cinese.Di sicuro il sesso non è più un tema che fascandalo in Europa,tant'è che un frate polac-co,Ksawery Knotz,ha addirittura scritto unlibro.Una sorta di kamasutra cattolico,il te-sto sul sesso "Seks.Per le coppie sposate cheamano Dio" è andato a ruba in Polonia.Inquesto libro il frate francescano afferma che«ogni atto,dal tipo di carezza alla posizione,che abbia come obiettivo l'eccitamento èpermesso e piace a Dio»,aggiungendo che«alle coppie sposate è consentita la stimola-zione manuale e orale»,scoraggiando ovvia-mente l'uso di contraccettivi di qualsiasi ge-nere.Un successo strepitoso,che ha portatoil frate a lanciare anche un website in cui of-fre consigli sessuali ai devoti.L'editore del vo-lume è al settimo cielo perché sono in corsole trattative per la traduzione di 'Seks' in slo-vacco,italiano e in inglese.Quindi troveremopresto nelle nostre parrocchie il libro sul"sesso cattolico".Un volume che sicuramente non serve auna coppia di Licata,in provincia di Agrigento,40 anni lui,35 lei,che a causa delle loro "per-formance focose" hanno costretto i vicini dicasa a chiamare i carabinieri.I condomini avrebbero raccontato di esse-re vittime delle effusioni della coppia,che tra-volti dal momento si lasciavano andare a ge-miti e urla,disturbando l'intero vicinato,arri-vando anche a esibirsi a finestre spalancate.Per i due non sono stati presi provvedimenti,ma è stata loro raccomandata un po' più didiscrezione.Discrezione che il sindaco di Salemi,Vitto-rio Sgarbi,invoca anche per le "lavoratrici delsesso".E',infatti,recente la proposta del notocritico d'arte di aprire a Salemi,Taormina eMazara del Vallo dei casinò dove «sarà possi-bile consentire a donne di esercitare con di-screzione la più antica professione del mon-do».«Da sempre - ha aggiunto il sindaco di Sa-lemi durante l'intervista con Klaus Davi - so-no a favore della legalizzazione della prostitu-zione,e la gente è con me.Salemi potrebbediventare la versione invernale di Campioned'Italia,con aree specifiche dove donne e uo-mini esercitano la professione,per toglierlidalle strade,anche se qui in Sicilia se ne vedo-no pochi».Un casinò dove è consentita la prostituzio-ne:soldi e sesso sotto lo stesso tetto.Forsechi dice che sono queste due S a muovere ilmondo non ha tutti i torti.
Luigi Fedele
Iniziativa di successo di un imprenditore cinese, ma le autorità lo hanno bloccato
Love Land: il parco dedicato al sesso
Cassano:riconoscimentoa Rino Labate
BREVI
Matrimoni in biblioteca offresi.Questa la inusuale idea del Comunedi Milazzo che ha pensato di affittarela sua biblioteca a chi volesse sposar-si al suo interno.Naturalmente stia-mo parlando di celebrazioni civili.Lastruttura in questione,PalazzoD'Amico,è uno stabile risalente al'700.Il palazzo,recentemente restau-rato,ospita al suo interno affreschi earredi di un certo valoreartistico.Tutto questo,naturalmente,ha un prezzo:1.200 euro.Siamo,comunque,certi che i culto-ri della letteratura non baderanno aspese pur di pronunciare il fatidico"si" tra "l'abbraccio" di testi di poesiae filosofia.Altri,probabilmente,saran-no interessati più all'aspetto esteti-co che culturale del luogo;di certoun ottimo fondale per le fotografiedi rito.Chi non vuole o non può permet-tersi questa ulteriore spesa,può co-munque sposarsi "gratis" al PalazzoComunale,anche se più austero e dicerto meno chic.Purtroppo,lamenta qualcuno,no-nostante ci si sposi in biblioteca nonè possibile prendere solo in presti-to il coniuge,come si fa con i libri,né tantomeno restituirlo quando siè finito di "sfogliarlo".I funzionaricomunali promettono di attrezzarsiper attivare il servizio.
Nunzio De Luca
Matrimoni fra i libri di poesia e filosofia
Il Comune di Milazzo ha deciso di affittare l’elegante biblioteca a chi vuole pronunciare il fatidico “si”
Sono molti i messinesi che tengonoalto il nome della città in Italia,senzamai dimenticare le loro origini.Il Rota-ry Club Messina ogni anno assegna lorodei premi.A vincere nel 2009 sono sta-ti il magistrato Antonio La Torre e il ca-pitano della Guardia di Finanza MauroSilvari.Al primo è stato consegnato ilPremio Weber,istituito in onore di Pa-dre Federico Weber e giunto alla sua Xedizione.Il secondo,invece,si è aggiudi-cato la Targa al Giovane Emergente,cheil club-service assegna da quattordicianni a un giovane che spicca nel lavoro.
Il Rotary Club Messinapremia La Torre e Silvani
Laurea honoris causa a Silvia Bosurgie Valerio Vermiglio,gli sportivi messine-si più vincenti di sempre,consegnata loscorso giugno nel suggestivo anfiteatrodella Cittadella sportivaSilvia e Valerio,neo-dottori in Scienzee tecniche dello sport,hanno presenta-to rispettivamente una una lectio doc-toralis su "Il tiro nella pallanuoto:anali-si di un gesto tecnico fondamentale" e"Il playmaker nella pallavolo del rallypoint system".
Silvia eValerio,orgogliodei cittadini messinesi
Il giornalista Rino Labate è tra i vinci-tori della XXIII edizione del Premio na-zionale "Troccoli Magna Graecia",con-segnato lo scorso 30 maggio nel teatrocomunale di Cassano (Cosenza).Labate,che ha ricevuto il premio allacarriera giornalistica,ha lavorato alla
Gazzetta del Sud 
di Messina,nel settoreCronaca e come responsabile di Eco-nomia ed Esteri.Poi,con le docenze a contratto allaFacoltà di Scienze Politiche di Messina,si è dedicato ai giovani,mentre,dal2008,ricopre l'incarico di consulenteper la comunicazione dell'Università diMessina.Nella stessa occasione un premio èandato al Cardinal Navarrete,già retto-re della Università Gregoriana.
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