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Il G8 a L’Aquila si è concluso,come era acilmente prevedi-bile, con un bilancio assoluta-mente negativo per i contenu-ti dell’agenda internazionale e ledecisioni prese. La più scandalo-sa, va detto con chiarezza, l’ac-cordo antoccio sul clima. Nes-sun impegno concreto se nontra mezzo secolo, per altro senzanessuna condivisione con i Paesiemergenti come la Cina. Queste premesse potrebbero condizio-nare negativamente il vertice diCopenaghen: nessuna riduzionedi CO
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oggi, ma tante promesse per il post 2050. Lo stesso accor-do di Kyoto ne esce ortementeridimensionato. Nessun rinvio,ma decisioni sbagliate sul liberocommercio internazionale. An-cora una volta la crisi economi-ca fnanziaria e ambientale trovarisposta in una fducia messiani-ca nel liberismo e nel mercantili-smo a danno dei Paesi più poverie con qualche dose di protezio-nismo per i più ricchi. Un pessi-mo G8 culminato con la vergo-gna degli aiuti all’Arica. I dolla-ri non ci sono, se in uturo ci sa-ranno verranno reinvestiti, orse,nella lotta contro la povertà. Peril momento i Paesi più poveri siaccontentano di ogm, inquina-mento ambientale e respingi-menti. Il G8 era la prima occa-sione di rilievo internazionale per Obama: molti impegni con-divisibili ma è rimandato a set-tembre. Chi esce meglio di comeè entrato è Berlusconi, che conun’abile regia ha tentato di rilan-ciare la propria credibilità maciò non durerà a lungo. Già dalla prossima settimana la questio-ne L’Aquila e terremoto torneràa arsi sentire. Imbarazza il silen-zio dell’opposizione parlamen-tare e in particolare del Pd, total-mente subalterno. Opposizioneincapace anche di garantire unaminima unzione democratica per la libertà di circolazione de-gli aquilani e di chi ha tentato di protestare contro il vertice. L’ar-resto dei 21 no global che ave- vano maniestato a Torino rap- presenta un vulnus democraticoche non può essere taciuto. Cosìcome le denunce rispetto all’in-tervento delle orze dell’ordinecontro le maniestazioni in mol-te città italiane.Condividiamo quanto molti eco-logisti in questi giorni hannodetto: il vero appuntamento a 10anni da Seattle per ridefnire or-me e contenuti del movimento èCopenaghen a dicembre. È lì chesarà necessario ar sentire la vo-ce di chi non accetta che la crisieconomica e fnanziaria diven-ti anche la crisi defnita del pia-neta, è lì che bisognerà proporreuna riorma ecologica e socialedell’economia, che rompa il dog-ma del liberismo e del proftto e, partendo dalla lotta ai cambia-menti climatici, indichi una viad’uscita alternativa alla crisi.I ronti aperti nel centrodestra simoltiplicano: la Lega, che ha rab-biosamente voluto l’introduzionedel reato di clandestinità, costret-ta a cedere alle richieste del “por-
Un capolavorodi Giotto
Ta t d t  tant ss, tna l’nutl tc d L’Aqula. Clnd n cs nanaa d clgca, lsna p  Pas p
e nessun impegno per il clima. Aspettando Copenaghen
tavoce” del Vaticano Giovanardi.Maroni teme però scappatoienella legge che consentano a pe-ricolose casalinghe immigrate diintrodursi nelle case degli italiani.E ora l’esecutivo deve are i contianche con le Regioni, che lamen-tano di non esser state consultatesul ritorno al nucleare: «I rappor-ti col governo si sono incrinati»,rivela il coordinatore della com-missione Ambiente della Cone-renza delle Regioni Silvio Greco.
Pd
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La csa p la pltna dsgta d Dcatc ènata. Una capagna, pa, tutta gcata sulla catad’dnttà  sulla gntàpltca pù ch sull csda a. Cn l plchsu abnt  lactà chattasan l patt
 
S a pagna
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Se Berlusconi esce con le badanti
Scenari
Il Governo trema. La Lega cede ai richiami vaticani. Regioni in rivolta: «Sul nucleare non ci consultano»
Ci riveDiAmo TrAmezzo SeCoLo
Editoriale
 Servizi
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Reportage
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L’undc lugl dl 1995l l dl gnalmladc cancllaann pch  la cttà dSbnca. A quattdcann da qul assac, un agg attas la Bsnach anca gg cca lcagg p ag
Archeologia
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 Alla scpta d Shawbak,l castll tcatnnut da una qup dccat talan a 25 kda Pta, n Gdana. Unagand sta a Fnn accnta la sta  lacultua afnata ch lcaattò p lt scl
    S   p   e    d .    i   n    A    b    b .    P   o   s   t .    D .    L .    3    5    3    /    2    0    0    3    (   c   o   n   v .    i   n    L .    2    7    /    0    2    /    2    0    0    4   n .    4    6    )   a   r   t .    1   c   o   m   m   a    1    D    C    B  -    R   o   m   a
ncornata da un toro, una per-sona è morta l’altro ieri nellaamosa corsa di Pamplona.Non succedeva da quasi quindi-ci anni. Un incidente, per un par-tecipante volontario. Chi invecenon partecipa per propria volon-tà, e dopo ogni colorato
encier-ro
sicuramente muore, sono i to-ri lanciati a grande velocità per lestrade della cittadina spagnola. Ilfne della esta non è l’uccisionedegli animali. Ma il loro sgozza-mento o reimpiego per le morta-li corride a parte della tradizio-ne. Così nelle arene, e per oltrela metà con responsabili i turi-sti anche italiani che con il lorobiglietto fnanziano la crudeltà,ne sono stroncati oltre trentami-la l’anno. Il business è aiutato poicon oltre 530 milioni di euro pub-blici. Una tradizione costosa chela Catalogna e le Canarie stan-no cambiando e Paesi di domi-nazione spagnola, come l’Argen-tina, hanno vietato. Le corride sitenevano anche a Roma fno atre secoli a. Poi, come spettaco-li violenti, sono state giustamen-te cancellate.
Palio, quanta crudeltà
Animali
Sgu a pagna
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L’Aquila c’è ancora tan-to da dire, molto anco-ra da chiarire e tanto daspiegare. Cominciamo col direche, a tre mesi dal sisma, nessu-no ha mai dichiarato e aggiorna-to le cire che ancora oggi italia-ni e stranieri versano volontaria-mente per soccorrere gli solla-ti e cooperare alla ricostruzionedelle zone terremotate. Silenzioassoluto. Numeri che, peraltro,andrebbero aggiunti alle sommedi una certa rilevanza, messe ge-nerosamente a disposizione dabanche e grandi imprese. E su-gli importi c’è da ricordare il a-moso decreto n. 39, creato a fneaprile per l’emergenza Abruzzo eda poco approvato. Su un fnan-ziamento dichiarato di otto mi-liardi, la realtà è - si legge chiara-mente nel decreto - una cira dicirca cinque miliardi di euro, dautilizzare da qui al 2032 e anco-ra da mettere insieme. Fra le mi-sure economiche, spicca anchela proposta di indire nuove lot-terie, al fne di raggranellare - si pensa - circa cinquecento milio-ni di euro.
Ricostruzione e bugie
Terremoto
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 A
Gianluca FelicettiCarlo Di Stanislao
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Sul supplementoT di domani:l’Argentina in bilicodi Cristina Kirchner,il luglio italiano1960, l’economiadel terremoto, gliappuntamenti dell’arte,storie di sport tra nuotoe atletica, vite precarie
 Anno V - n. 157 -
sabato 11 luglio 2009 -
E
1,00
 
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ame nel mondo, agricol-tura, acqua: tre temi stret-tamente legati tra loroe collegati in modo particola-re all’Arica. E poi la governan-ce internazionale: vanno megliole Nazioni Unite che lasciano ibambini aricani a morire di a-me - secondo il cupo ritratto chene a Berlusconi nella coneren-za stampa nale - o il gruppo deiG14, nuova “geometria” dei gran-di del mondo? Il rullato naledel G8 de L’Aquila, al di là deglishow berlusconiani e anche oba-miani, nelle sette dichiarazioniapprovate ieri ha al suo internoalcuni elementi di novità e altret-tanti spunti di preoccupazione.In questa altalena sono al primo posto gli eetti dell’approvazionedel ondo per la crisi alimentare,che a giudizio di molti ha rappre-sentato una vera e propria ciam-bella di salvataggio per gli esiti -nali del vertice.Il risultato è stato innescato daiquattro miliardi di dollari mes-si sul tavolo dal presidente ame-ricano all’inizio del vertice e poiincrementato dai Paesi del G8 -no a salire da 15 miliardi a 20 mi-liardi nei prossimi tre anni ieri,nell’ultima giornata di negoziati.Come spiega il nuovo vicediretto-re del Pam (Programma alimen-tare mondiale) Staan de Mistu-ra, «a are la dierenza è statol’impegno nale del presidenteObama, che ha insistito perchéil ondo venisse aumentato di 5miliardi di dollari». Soldi che do- vrebbero servire per avviare unosviluppo agricolo sostenibile, ac-canto all’impegno per le emer-genze alimentari, riconoscendoche queste azioni vanno collega-te alle «misure di adattamento emitigazione in relazione ai cam-biamenti climatici».Quello sulla ame, o meglio sullaood security, è comunque un te-ma su cui una buona parte del-le Ong presenti esprime un cautoottimismo: «soddisazione» da parte della Campagna del Mil-lennio delle Nazioni Unite perl’impegno a ar ronte alla cri-si alimentare innescata da quel-la economica e da quella clima-tica. Ma anche richiesta di mag-gior chiarezza su come concre-tamente verranno sborsati que-sti soldi: «Non è chiaro quan-to verrà sborsato l’anno né sonomenzionati i contributi di cia-scun Paese», dice la coordinatri-ce Marta Guglielmetti. «Dettagliincerti», denuncia Oxam, ricor-dando che la crisi economica co-sta all’Arica qualcosa come 245miliardi di dollari solo quest’an-no. La dichiarazione sull’acqua,approvata dai G8 e dai leader deiPaesi aricani (Algeria, Angola,Egitto, Etiopia, Libia, Nigeria, Se-negal, Sudarica) oltre che da un vasto gruppo di organismi inter-
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nazionali (Unione Aricana, Aie,Banca Mondiale, Fmi, Ilo, Ocse, Wto e Onu) pone l’accento sul-la costruzione di «una partner-ship più orte tra i Paesi aricanie quelli del G8 - si legge nell’ac-cordo - per aumentare l’acces-so all’acqua, sulla base di princi- pi di responsabilità condivisa ereciproca». In altre parole, pianinazionali per l’acqua e coordina-mento con le piattaorme dei do-natori per promuovere l’efcaciadegli aiuti.Ma il punto politico qualicante,e non in positivo, è l’apertura diun dibattito sulle Nazioni Unitee sulla loro riorma in un conte-sto non puramente disinteressa-to. A Berlusconi preme ar sape-re di essere interessato a una ri-orma dell’Onu («la chiedono tut-ti») e nello stesso tempo aondail coltello su quello che è l’unicostrumento di governance mon-diale, raccontando la lacrimevo-
Le Ong sollevano dubbi.Per Oxam i dettaglisugli aiuti sono incerti.Anche l’Onu chiedechiarezza sulle modalitàdi stanziamento dei soldi
«Sto cercando una casaqui per il mese di agosto per vericare lo stato diavanzamento dei lavori».Inevitabile, dopo tre gior-ni all’insegna della ten-sione e della paura delleormai proverbiali gae,Silvio Berlusconi si rilas-sa. E si vede. Perché rico-mincia a promettere.Come quando lo scorso10 aprile giorno dei une-rali delle vittime del ter-remoto, di ronte «all’or-rendo spettacolo» del-le oltre duecento bare, il premier promise solen-nemente: «Il governo nonlascerà sole le personecolpite dal terremoto».La esta organizzata ierisera dai Comitati di cit-tadini per la ne del G8sembrerebbe, invece, rac-contare un’altra storia.Nel corso della coneren-za stampa nale del G8,Berlusconi ha continua-to: «Ci tengo troppo aquesto risultato di con-segnare le prime case en-tro settembre e credo siaopportuna una mia pre-senza: l’occhio del padro-ne, si dice, sappiamo co-sa produce... Domani sa-rò qui a L’Aquila alla ceri-monia che vedrà comple-tata la prima casa rico-struita» ha spiegato an-cora Berlusconi, aggiun-gendo che «i cantieri pro-cedono con tre giorni dianticipo sul programma.Dopo novembre comin-ceremo a pensare alla ri-costruzione degli edi-ci lesionati o distrutti dalterremoto dell’Aquila».Nel centro storico «i la- vori sono quasi artigiana-li e il tempo sarà contatonon in mesi ma in anni.
parole,parole, parole
Berlusconi
 Vincenzo Mulè
e non avremo un ac-cordo globale a Cope-naghen sul clima, do- vremo aspettarci delle reazioninegative anche all’interno del-lo schieramento europeo». Nonè preoccupato - ancora - il presi-dente di turno della Ue, il premiersvedese Fredrik Reineldt, per lostato dei negoziati climatici. Maè ben consapevole che ogni pas-so also, su questa strada, potreb-be alzare pericolosamente le ten-sioni tra i Paesi membri, tra cui -con tutta evidenza- anche l’Italiache nell’ultima tornata negozia-le sulla diminuzione dei gas serraha dato parecchio lo da torcereai partner europei. Nell’intervi-sta rilasciata a
Terra
alla conclu-sione della conerenza stampa -nale dei lavori del G8 de L’Aquila,Reineldt non nasconde quali po-trebbero essere le conseguenzedi una battuta d’arresto.«Perché dovremmo are dei ta-gli da soli, ci chiederanno in tan-ti. Perché i Paesi europei devonospingere per tutti sulla questio-ne climatica? A Copenaghen sa-rà necessario trovare gli obiet-tivi di riduzione a medio termi-
I mi svds: «l std è giustm  Cnghn svià mt di iù»
Clima
Fredrik Reineldt, presidente di turno dell’Ue, anche se soddisatto, avverte: «A dicembre vanno presi impegni veri sul taglio alle emissioni a medio termine e sul fnanziamento della lotta al global warming nei Paesi in via di sviluppo»
ne che rispecchino, in manie-ra dierenziata e su scala globa-le, il nostro impegno a tagliare leemissioni di gas serra del 20 percento nel 2020».
 A L’Aquila l’obiettivo de-gli impegni ravvicinati è sta-to mancato sia nei lavoridel G8 che in quelli del Mef,il Major economies forum.Non è un segnale negativo?
No. Il riconoscimento dei duegradi di aumento massimo dellatemperatura è importante e nonera scontato: era difcile che ciosse questo limite condiviso el’impegno a ridurre. È un segnale preciso: stiamo lavorando all’in-terno delle indicazioni dell’Ipcc,del gruppo di scienziati dell’Onuche sul cambiamento climaticoha segnato la strada. Lo stannoacendo i Paesi emergenti e in viadi sviluppo come gli Stati Unitiche nora avevano respinto le lo-ro responsabilità di maggiori in-quinatori.
La soluzione potrebbe essere valida tra sei mesi?
No. Quello che si è ottenuto quiè nella giusta strada per Copena-ghen, ma sarebbe troppo poco seossimo a Copenaghen. È un suc-cesso, anche della proposta eu-ropea, il atto che i Paesi del Me,che rappresentano tre quarti del-le emissioni mondiali di anidridecarbonica, abbiano accettato unlimite e l’impegno di agire: que-sto ha ridotto il ossato tra Pae-si sviluppati e in via di sviluppo.Ma a dicembre, sotto il cappel-lo Onu, ci dovranno essere impe-gni precisi per il taglio delle emis-sioni a medio termine e sul nan-ziamento della lotta al cambia-mento climatico nei Paesi in viadi sviluppo.
Si dovranno trovare i soldi, in-somma. E come?
C’è la proposta messicana: crea-re un ondo mondiale partecipa-to da tutte le nazioni del pianeta, più o meno sviluppate che sia-no, con l’eccezione dei più pove-ri. Poi i Paesi in via di sviluppo ri-ceveranno più di quanto abbiano versato. Ma questo permettereb-be a tutti di entrare nel circuitodel controllo e della trasparenza,oltre
 
che di condividere una re-sponsabilità collettiva.
Dia un voto al G8
Sicuramente più di 5.
s.l.
«S
E l’Africa sta a guardare
Fame
Si è chiuso il G8 de L’Aquila. Nell’ultimo giornata spiccano lo show di Obama, che ottiene l’impegno dei Grandiper destinare venti miliardi di dollari all’emergenza alimentare, e l’inelice sortita di Berlusconi contro le Nazioni Unite
Simonetta Lombardo
Senza un accordoglobale, ci sarannotensioni nell’Unione.L’Italia è uno degliStati che hanno datopiù flo da torceresulla diminuzionedei gas serraBuona la propostamessicana: un ondopartecipato da tuttele nazioni del pianeta,con l’eccezionedi quelle più povere.La responsabilitàdiventerebbe collettiva
le storia di un bambino calciatorearicano che muore tra le bracciadella madre invocando l’inter- vento delle Nazioni Unite, inter- vento che naturalmente non arri- va. Potrebbe sembrare una spin-ta per migliorare rappresentati- vità ed efcacia degli interventi,non osse contrapposta al sem- pre maggiore peso che dovrebbeessere dato al G14, la ormula diincontro dei potenti della Terrache include ricchi e Paesi emer-genti. Somiglia molto a un diret-torio. O al club di quelli che pos-sono are l’elemosina ai poveri.
www.tnws.it
sabato 11 luglio 2009
    ©     S    C    h    r    e    I    b    e    r    /    l    a    p    r    e    S    S    e    ©     F    e    r    r    a    r    I    /    a    n    S    a
Grandi
 
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i comincia presto a Pagani-ca. Già dalle otto di matti-na gli elicotteri aumentanoil ritmo dei passaggi sopra la zo-na del corteo indetto dai Cobas. A dire il vero non si sono mai er-mati dal tardo pomeriggio di gio- vedì. Ruotano sorvegliando l’areadi Paganica e soprattutto Bazza-no, dove si trova uno dei cantie-ri del Piano case, possibile obiet-tivo di una delle azioni nel corsodella maniestazione. Durante lanotte decine di controlli sono e-
Pietro Orsatti
S
ettuati nei conronti dei mani-estanti arrivati anticipatamen-te. Controlli indirizzati soprattut-to verso gli stranieri, vista la pau-ra di una presenza, nora invisi-bile, del “blocco nero”. Alle novegià arrivano i primi maniestantisulla statale 17. Forte ma discretala presenza delle orze dell’ordinesul posto. Alle 10:30 a via Strinel-la, alla tenda 3 e 32, si tiene unaconerenza stampa dell’associa-zione A Sud. “Loro sulla lunanoi sulla terra”, cinque propo-ste, anche loro, per il presiden-te Obama. Ma la testa dei gior-nalisti e dei comitati aquilani ègià alla maniestazione.C’è preoccupazione e disagio.L’allarme è causato dai tedeschi edai turchi. Gruppi che si tengonolontani dal concentramento, de-lati a bordo del percorso. La si-tuazione generale della prima a-se della maniestazione comun-que è tranquilla.C’è l’amarezza della mancata par-tecipazione dei comitati aquila-ni, anche se la presenza dal re-sto dell’Italia è nutrita. Alla nedella giornata il bilancio è posi-tivo: più di cinquemila personein un’area così delicata e dici-le e senza neppure la partecipa-zione di gran parte degli aquilaniè comunque un successo. A me-no di un chilometro dalla stazio-ne di Paganica, punto di partenzadel corteo, inizia la lenta inltra-zione dei gruppetti, uori control-lo, di tedeschi e turchi e di qual-che italiano. La tecnica è la stessadi sempre. Poche persone dentrouno spezzone di corteo che a unsegnale si raccolgono per tentarel’azione. E l’azione arriva, come dacopione, al cantiere del Piano ca-se di Bazzano. Ma viene bloccatada militanti di Riondazione co-munista e di Epicentro solidale.Urla, una paio di schiafoni, ma ilmessaggio è chiaro. Di qui non si passa e se si vogliono are blitz sianno concordandoli con i comi-tati del luogo. «Forti e gentili sì,ma con due mani così», è la bat-tuta che circola dopo il momentodi tensione ortunatamente rien-trato. La polizia intanto si tienea debita distanza, conermandoil prolo basso dei giorni scorsi.Dopo il cantiere, tutto la liscio.Il blocco “dei duri” è tenuto sottocontrollo e in coda al corteo. «Eora che vuoi che acciano da quiin poi? Che si mettano a tagliarequalche albero o a rompere I ve-tri di una città distrutta?». Anche all’arrivo a L’Aquila ben pochi dei comitati si aggiungonoal corteo che si spegne davanti aun colossale cordone di agentidi polizia a protezione dell’areadel centro storico dal lato del-la villa Comunale. La tremendasalita sotto il sole (una specie digran premio della montagna), lasete e la stanchezza di una mar-cia durata 4 ore a il resto. I ma-niestanti “da uori”, molti di lo-ro perplessi per la mancata par-tecipazione della popolazioneaquilana, se ne tornano ai pul-lman. Inutile spiegare, come cer-cano di are i pochi locali chehanno partecipato, che la or-zatura della maniestazione na-zionale non è stata digerita daicomitati che si sono visti piove-re l’iniziativa “a scatola chiusa”da parte dell’organizzazione diBernocchi. «Voi venite qui caval-cando una protesta che è natara mille dicoltà e dove era sal-tato tutto - cerca di spiegare unaragazza a un gruppo di manie-stanti venuti da Milano -. Noi quilotteremo per anni. E dobbiamoricostruire tutto, partendo an-che delle orme di lotta che vo-gliamo usare. Sono contenta chesiete venuti ma di gente che vie-ne da uori per dirci cosa dob-biamo o non dobbiamo are cen’è abbastanza». Forti e gentilisì, essi no. Appunto.
«Noi qui lotteremoper anni - racconta unaragazza -. E di gente cheviene da uori per dircicosa dobbiamo arece n’è già abbastanza»
Ma ricostruiremo L’Aqui-la entro la legislatura».Non è nita qui. Perché lostesso 10 aprile, di ronteai parenti delle vittime, asua volta scampati al ter-remoto, ece un’altra pro-messa: «Metto a dispo-sizione della Protezio-ne civile tre case per arequello che già hanno at-to molti italiani che han-no oferto 1.600 abitazio-ni, soprattutto case di va-canza, a disposizione del-le amiglie dei terremota-ti». Parole dette sull’on-da dell’emozione, questeultime. A cui dicilmen-te seguirono i atti. Paro-le dette sull’onda del suc-cesso che il premier haincassato come gran ceri-moniere quelle di ieri, mache hanno la sola orza diconermare come Berlu-sconi sia molto lontanodalla realtà del territorioabruzzese.Come racconta l’operato-re cinematograco che ie-ri se ne andava in giro perL’Aquila cercando qual-cosa da are. Il suo lavoro,inatti, era terminato. Co-sì come la visita di Oba-ma nel centro de L’Aqui-la, dove l’uomo aveva al-lestito un set cinemato-graco con tanto di ntegru. Da mostrare ai gran-di e alle rst ladies.Ora, non sappiamo seBerlusconi la casa la cer-cherà davvero. Secondoalcuni, sarebbe già sta-ta individuata e sarebbe proprio vicino al cantie-re di Bazzano. Sappiamo però che si tratta dell’en-nesimo umo negli oc-chi gettato a media (sem- pre meno compiacenti) ecittadini. Perché passatala metà del mese, il red-do comincerà a arsi sen-tire in maniera pungen-te tra le tende dell’aquila-no. E «l’occhio del padro-ne» poco potrà are. Senon constatare l’ennesi-ma mancata promessa.
Ombre mafiose sul post terremotoLa scossa arriva anche in Parlamento
Inchiesta
Tre senatori hanno presentato ieri un’interrogazione in cui chiedono al premier e al ministro dei Trasportichiarimenti sui rapporti tra politici e imprenditori coinvolti nei cantieri. Una pista aperta dal lavoro dei nostri inviati
8 e ricostruzione. La scel-ta del governo di traseri-re il summit internaziona-le dall’isola della Maddalena nel-le aree terremotate di L’Aquila èstata considerata come una mic-cia innescata che ha lasciato tut-ti a lungo con il ato sospeso. Al-la ne, però, tutto si è svolto sen-za i paventati e, a volte, invoca-ti incidenti. L’unico a restare conil cerino acceso in mano è stato proprio il governo. Neanche unblak bloc a spaventare le anzianesignore de L’Aquila.Un duro attacco è arrivato, in- vece, poche ore prima della co-lorata maniestazione di ieri, dauna delle più autorevoli sedi isti-tuzionali: il Senato della Repub-blica italiana. Un’interrogazio-ne parlamentare è stata presen-tata a palazzo Madama dai sena-tori Alonso Mascitelli, Elio Lan-nutti e Giuliana Carlino. Nell’in-terrogazione si chiede al presi-dente Silvio Berlusconi e al mini-stro delle Inrastrutture e dei tra-sporti Altero Matteoli di chiarirei rapporti tra politici e imprendi-
 Angelo Venti
G
tori, di ar conoscere i nomi delleditte che stanno eseguendo i la- vori di spianamento della colli-na di Bazzano e a quali control-li sono sottoposte le imprese ese-cutrici. L’iniziativa dei tre politi-ci prende spunto da un articolo pubblicato su un noto quotidia-no nazionale che riportava no-tizie già pubblicate alcuni gior-ni prima su
Terra
e inchieste re-alizzate dalla testata telematica
site.it 
e dal locale coordinamentodi Libera, l’organizzazione di vo-lontari che a capo a Don Ciotti.Nel mirino dei tre interroganti le vicende relative ad appalti, su-bappalti e incastri societari delleditte che stanno eseguendo lavo-ri nei cantieri della ricostruzio-ne. Sull’episodio - si legge nel do-cumento - la polizia giudiziariaha trasmesso un’inormativa allaProcura nazionale antimaa. Si punta il dito contro l’Impresa DiMarco srl, che di recente si è ag-giudicata in Ati con altre impreseun appalto per scavi e movimen-tazione terra.Il caso è scoppiato quando si èscoperto che il titolare della dit-ta, Dante Di Marco, risultava so-cio ondatore della Marsica Pla-stica srl, molto nota agli inve-stigatori de L’Aquila e di Paler-mo, assieme ad altri personaggiarrestati o coinvolti in altre in-chieste di maa, tra cui quellache venti giorni prima del terre-moto portò all’arresto di tre im- prenditori locali a Tagliacozzo.I senatori, nell’interrogazione,anno notare che «l’imprendito-re Dante Di Marco sarebbe en-trato in società non soltanto coni siciliani amici di Cianciminoma anche con il padre di un al-to dirigente regionale del Popolodella libertà abruzzese.Risulterebbero insieme dal2006, e con loro un altro espo-nente politico dello stesso parti-to sotto inchiesta a Pescara peravere intascato tangenti per ap- palti sanitari, nella Rivalutazio-ne Trara srl».I parlamentari in questione, en-trambi abruzzesi e del Pdl, sonoSabatino Aracu e Filippo Picco-ne. Persone, va detto, che non ri-sultano indagate o coinvolte inmalafari. Ma così è la cronaca parlamentare. Spetta ora ai giu-dici stabilire la verità.
Ricostruzione. E basta
Movimenti
“Voi siete il terremoto, noi siamo tutti aquilane/i”. Con questo striscione si è aperto il corteo controil vertice de L’Aquila. Promosso dai Cobas, pressoché ignorato dai terremotati: «Non ci piacciono le cose imposte»
Si punta il dito sulladitta Di Marco srl.Il titolare risultavasocio ondatore dellaMarsica plasticasrl, assieme ad altriarrestati o coinvoltiin indagini di mafaDante Di Marcosarebbe entrato insocietà con i sicilianiamici di Cianciminoe anche con il padredi un alto dirigenteregionale del Popolodella libertà abruzzese
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sabato 11 luglio 2009
    ©    D    I    M    E    O    /    a    n    s    a
manovre
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