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ame nel mondo, agricol-tura, acqua: tre temi stret-tamente legati tra loroe collegati in modo particola-re all’Arica. E poi la governan-ce internazionale: vanno megliole Nazioni Unite che lasciano ibambini aricani a morire di a-me - secondo il cupo ritratto chene a Berlusconi nella coneren-za stampa nale - o il gruppo deiG14, nuova “geometria” dei gran-di del mondo? Il rullato naledel G8 de L’Aquila, al di là deglishow berlusconiani e anche oba-miani, nelle sette dichiarazioniapprovate ieri ha al suo internoalcuni elementi di novità e altret-tanti spunti di preoccupazione.In questa altalena sono al primo posto gli eetti dell’approvazionedel ondo per la crisi alimentare,che a giudizio di molti ha rappre-sentato una vera e propria ciam-bella di salvataggio per gli esiti -nali del vertice.Il risultato è stato innescato daiquattro miliardi di dollari mes-si sul tavolo dal presidente ame-ricano all’inizio del vertice e poiincrementato dai Paesi del G8 -no a salire da 15 miliardi a 20 mi-liardi nei prossimi tre anni ieri,nell’ultima giornata di negoziati.Come spiega il nuovo vicediretto-re del Pam (Programma alimen-tare mondiale) Staan de Mistu-ra, «a are la dierenza è statol’impegno nale del presidenteObama, che ha insistito perchéil ondo venisse aumentato di 5miliardi di dollari». Soldi che do- vrebbero servire per avviare unosviluppo agricolo sostenibile, ac-canto all’impegno per le emer-genze alimentari, riconoscendoche queste azioni vanno collega-te alle «misure di adattamento emitigazione in relazione ai cam-biamenti climatici».Quello sulla ame, o meglio sullaood security, è comunque un te-ma su cui una buona parte del-le Ong presenti esprime un cautoottimismo: «soddisazione» da parte della Campagna del Mil-lennio delle Nazioni Unite perl’impegno a ar ronte alla cri-si alimentare innescata da quel-la economica e da quella clima-tica. Ma anche richiesta di mag-gior chiarezza su come concre-tamente verranno sborsati que-sti soldi: «Non è chiaro quan-to verrà sborsato l’anno né sonomenzionati i contributi di cia-scun Paese», dice la coordinatri-ce Marta Guglielmetti. «Dettagliincerti», denuncia Oxam, ricor-dando che la crisi economica co-sta all’Arica qualcosa come 245miliardi di dollari solo quest’an-no. La dichiarazione sull’acqua,approvata dai G8 e dai leader deiPaesi aricani (Algeria, Angola,Egitto, Etiopia, Libia, Nigeria, Se-negal, Sudarica) oltre che da un vasto gruppo di organismi inter-
F
nazionali (Unione Aricana, Aie,Banca Mondiale, Fmi, Ilo, Ocse, Wto e Onu) pone l’accento sul-la costruzione di «una partner-ship più orte tra i Paesi aricanie quelli del G8 - si legge nell’ac-cordo - per aumentare l’acces-so all’acqua, sulla base di princi- pi di responsabilità condivisa ereciproca». In altre parole, pianinazionali per l’acqua e coordina-mento con le piattaorme dei do-natori per promuovere l’efcaciadegli aiuti.Ma il punto politico qualicante,e non in positivo, è l’apertura diun dibattito sulle Nazioni Unitee sulla loro riorma in un conte-sto non puramente disinteressa-to. A Berlusconi preme ar sape-re di essere interessato a una ri-orma dell’Onu («la chiedono tut-ti») e nello stesso tempo aondail coltello su quello che è l’unicostrumento di governance mon-diale, raccontando la lacrimevo-
Le Ong sollevano dubbi.Per Oxam i dettaglisugli aiuti sono incerti.Anche l’Onu chiedechiarezza sulle modalitàdi stanziamento dei soldi
«Sto cercando una casaqui per il mese di agosto per vericare lo stato diavanzamento dei lavori».Inevitabile, dopo tre gior-ni all’insegna della ten-sione e della paura delleormai proverbiali gae,Silvio Berlusconi si rilas-sa. E si vede. Perché rico-mincia a promettere.Come quando lo scorso10 aprile giorno dei une-rali delle vittime del ter-remoto, di ronte «all’or-rendo spettacolo» del-le oltre duecento bare, il premier promise solen-nemente: «Il governo nonlascerà sole le personecolpite dal terremoto».La esta organizzata ierisera dai Comitati di cit-tadini per la ne del G8sembrerebbe, invece, rac-contare un’altra storia.Nel corso della coneren-za stampa nale del G8,Berlusconi ha continua-to: «Ci tengo troppo aquesto risultato di con-segnare le prime case en-tro settembre e credo siaopportuna una mia pre-senza: l’occhio del padro-ne, si dice, sappiamo co-sa produce... Domani sa-rò qui a L’Aquila alla ceri-monia che vedrà comple-tata la prima casa rico-struita» ha spiegato an-cora Berlusconi, aggiun-gendo che «i cantieri pro-cedono con tre giorni dianticipo sul programma.Dopo novembre comin-ceremo a pensare alla ri-costruzione degli edi-ci lesionati o distrutti dalterremoto dell’Aquila».Nel centro storico «i la- vori sono quasi artigiana-li e il tempo sarà contatonon in mesi ma in anni.
parole,parole, parole
Berlusconi
Vincenzo Mulè
e non avremo un ac-cordo globale a Cope-naghen sul clima, do- vremo aspettarci delle reazioninegative anche all’interno del-lo schieramento europeo». Nonè preoccupato - ancora - il presi-dente di turno della Ue, il premiersvedese Fredrik Reineldt, per lostato dei negoziati climatici. Maè ben consapevole che ogni pas-so also, su questa strada, potreb-be alzare pericolosamente le ten-sioni tra i Paesi membri, tra cui -con tutta evidenza- anche l’Italiache nell’ultima tornata negozia-le sulla diminuzione dei gas serraha dato parecchio lo da torcereai partner europei. Nell’intervi-sta rilasciata a
Terra
alla conclu-sione della conerenza stampa -nale dei lavori del G8 de L’Aquila,Reineldt non nasconde quali po-trebbero essere le conseguenzedi una battuta d’arresto.«Perché dovremmo are dei ta-gli da soli, ci chiederanno in tan-ti. Perché i Paesi europei devonospingere per tutti sulla questio-ne climatica? A Copenaghen sa-rà necessario trovare gli obiet-tivi di riduzione a medio termi-
I mi svds: «l std è giustm Cnghn svià mt di iù»
Clima
Fredrik Reineldt, presidente di turno dell’Ue, anche se soddisatto, avverte: «A dicembre vanno presi impegni veri sul taglio alle emissioni a medio termine e sul fnanziamento della lotta al global warming nei Paesi in via di sviluppo»
ne che rispecchino, in manie-ra dierenziata e su scala globa-le, il nostro impegno a tagliare leemissioni di gas serra del 20 percento nel 2020».
A L’Aquila l’obiettivo de-gli impegni ravvicinati è sta-to mancato sia nei lavoridel G8 che in quelli del Mef,il Major economies forum.Non è un segnale negativo?
No. Il riconoscimento dei duegradi di aumento massimo dellatemperatura è importante e nonera scontato: era difcile che ciosse questo limite condiviso el’impegno a ridurre. È un segnale preciso: stiamo lavorando all’in-terno delle indicazioni dell’Ipcc,del gruppo di scienziati dell’Onuche sul cambiamento climaticoha segnato la strada. Lo stannoacendo i Paesi emergenti e in viadi sviluppo come gli Stati Unitiche nora avevano respinto le lo-ro responsabilità di maggiori in-quinatori.
La soluzione potrebbe essere valida tra sei mesi?
No. Quello che si è ottenuto quiè nella giusta strada per Copena-ghen, ma sarebbe troppo poco seossimo a Copenaghen. È un suc-cesso, anche della proposta eu-ropea, il atto che i Paesi del Me,che rappresentano tre quarti del-le emissioni mondiali di anidridecarbonica, abbiano accettato unlimite e l’impegno di agire: que-sto ha ridotto il ossato tra Pae-si sviluppati e in via di sviluppo.Ma a dicembre, sotto il cappel-lo Onu, ci dovranno essere impe-gni precisi per il taglio delle emis-sioni a medio termine e sul nan-ziamento della lotta al cambia-mento climatico nei Paesi in viadi sviluppo.
Si dovranno trovare i soldi, in-somma. E come?
C’è la proposta messicana: crea-re un ondo mondiale partecipa-to da tutte le nazioni del pianeta, più o meno sviluppate che sia-no, con l’eccezione dei più pove-ri. Poi i Paesi in via di sviluppo ri-ceveranno più di quanto abbiano versato. Ma questo permettereb-be a tutti di entrare nel circuitodel controllo e della trasparenza,oltre
che di condividere una re-sponsabilità collettiva.
Dia un voto al G8
Sicuramente più di 5.
s.l.
«S
E l’Africa sta a guardare
Fame
Si è chiuso il G8 de L’Aquila. Nell’ultimo giornata spiccano lo show di Obama, che ottiene l’impegno dei Grandiper destinare venti miliardi di dollari all’emergenza alimentare, e l’inelice sortita di Berlusconi contro le Nazioni Unite
Simonetta Lombardo
Senza un accordoglobale, ci sarannotensioni nell’Unione.L’Italia è uno degliStati che hanno datopiù flo da torceresulla diminuzionedei gas serraBuona la propostamessicana: un ondopartecipato da tuttele nazioni del pianeta,con l’eccezionedi quelle più povere.La responsabilitàdiventerebbe collettiva
le storia di un bambino calciatorearicano che muore tra le bracciadella madre invocando l’inter- vento delle Nazioni Unite, inter- vento che naturalmente non arri- va. Potrebbe sembrare una spin-ta per migliorare rappresentati- vità ed efcacia degli interventi,non osse contrapposta al sem- pre maggiore peso che dovrebbeessere dato al G14, la ormula diincontro dei potenti della Terrache include ricchi e Paesi emer-genti. Somiglia molto a un diret-torio. O al club di quelli che pos-sono are l’elemosina ai poveri.
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sabato 11 luglio 2009
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