suo Pontefice, in atto di persecuzione martiriale ( agosto258 );
3)
Nell’ambito di tale ipotesi di teoria ricostruttiva, si segnalaquindi il singolare reperimento, da parte di GiovanniBattista De Rossi, con citazione dal 1863, di un
calicevitreo
di apposizione sacralizzante murato al fondamentodella Basilica del VI secolo; componente correttamentetrasmessa dal grande archeologo alla Biblioteca ApostolicaVaticana, e, con ogni probabilità, ancora ivi giacente;
4)
L’apposizione di tale componente è da noi in ricerca fattarisalire alla fase diretta di costituzione basilicale, durante ladisastrosa epidemia del 589 – 90 che vide la stessascomparsa dell’edificatore basilicale, Pelagio II, e l’ascesaal Pontificato da parte di Gregorio degli Anicii, poi Magno;
5)
Alla successiva fase gregoriana è quindi per noi connessa laelargizione sacrale, in funzione evangelizzante, di una seriedi generiche Reliquie oggettuali, ai popoli e regnantieuropei d’epoca; che riteniamo essere indirettamentecitabili dal racconto gregoriano, ed astrattamentericonducibili ad un
giacimento reliquiario laurenziano,
identificato da Pelagio II stesso;
6)
Agli eventi stessi di relazione all’immensa epidemia del590, quindi – nei loro aspetti religioso sacrali – sono quindiriconducibili in prima origine gli elementi di cultoMicaelico primario, sintetizzabili nella Visione arcangelicadi Gregorio, ed originati dalla imponente Processione penitenziale romana di
Litania septiformis
messa in attodalla decisione in tal senso da parte di Gregorio stesso;
7)
Sotto questo punto di vista, è quindi riconducibile allacomponente in questione l’origine di una imponenteleggendarietà, di carattere specificatamente italiano -
aretina
, concernente un culto cristiano di miracolistica del
calice vitreo,
in relazione al Vescovo e Martire Donato diArezzo; leggenda che appare singolarmente referente ad un
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