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Terra
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domenica 12 luglio 2009
l giorno dopo il G8 è inizia-to con un bel botto. Nes-sun attentato, nessun black block in azione. Il botto è stato provocato dall’esplosione dellaconduttura principale del gasa Paganica che non ha retto al-le ultime scosse di assestamen-to, in particolare quella dellanotte scorsa. Un po’ di spaven-to, altri disagi per i terremota-ti e un po’ di puzza di metanorapidamente dispersa alle pri-me ore dell’alba. Alba arrivatasu un’intera area praticamentesvuotata a poche ore dal sum-mit e dalle proteste. Tutto fni-to, tutti a casa. Ora non ci sono più scuse per la militarizzazio-ne selvaggia e si smantella que-sto impressionante set media-tico. Si torna alla normalità, sesi può parlare di normalità do- po un terremoto. «Che vi avevodetto? Appena fnito il G8 stan-no scappando tutti», spiega unoperaio aquilano che nei gior-ni scorsi è stato assunto da unaditta trentina impegnata nella
Attualità
Barack Obama ad Accra
errick de Kerckhove, di-rettore del programmaMcLuhan in cultura etecnologia, guru della cultu-ra digitale, liquida il G8 appe-na concluso come «uno show dove le scelte sono già prese inanticipo». E lancia un allarme:«Fermiamo una politica inva-siva che riduce la libertà d’in-ormare».
C’è il rischio che i media possano essere manipola-ti per raccontare che il me-eting è stato molto utile,a prescindere dai risultatiraggiunti realmente?
In queste occasioni ogni cosaè decisa in anticipo. Lo sloganè “Il G8 è stato un successo”.Le conclusioni sui temi piùimportanti sono sempre pre- parate prima. Sui temi comel’Arica, il clima, la sicurezza ci vorrà molto tempo per vedererealizzate misure concrete.
Questi incontri mondia-li hanno ancora un senso?Nell’epoca dei social net- work, della banda larga,non sarebbe più pratico –ed economico – avorire unloro svolgimento via inter-net?
Sì, sarebbe assolutamente ne-cessario. In queste occasioninon c’è tempo per le decisio-ni, si anno solo “strette di ma-no” basate su accordi già pre-si. Questi meeting sono comeuna parata militare, ma senzala guerra. Detto questo, è dasottolineare che sono sempre più numerose le pre-decisio-ni assunte attraverso lo stru-mento della Rete.
La stampa europea ha or-temente criticato il nostro premier per i suoi compor-tamenti “vivaci” con le don-ne. Che immagine c’è del
D
nostro presidente del Con-siglio uori dall’Ue?
A nessuno realmente importala vita amorosa di Berlusconi.Per gli stranieri lui è solo il so-lito clown al quale sono ormaiabituati. Il vostro premier li aridere, acendo dimenticare lesue attività sovversive. Ma è proprio questo lato che si ri-ette negativamente sull’im-magine dell’Italia, non le vi-cende legate alla sua vita ses-suale.
L’inormazione è un tema planetario, ma non tra le priorità dei G8. Perchè?
C’è un orte tentativo della politica di governare i media.Il rischio è un nuovo ascismoelettronico. Occorre organiz-zare una resistenza per dien-dere la libertà di stampa. Inquesto processo, il 14 luglio inItalia rappresenta una giorna-ta importante, promossa pro- prio contro ogni tentativo dimonopolio e di controllo.
Intanto, il negazionismo (sulclima, come dell’Olocaustoo della malattia mentale)continua a arsi strada...
Il negazionismo serve all’in-dustria per ar continuare deiconcetti imposti. È un giocodi manipolazione della men-te delle persone, un tentativodi imporre un monopolio cul-turale, di “strutturare” le no-stre sensibilità. Negare il cam-biamento climatico, ad esem- pio, è una stupidaggine. È inatto una tendenza a controlla-re le emozioni globali. La prio-rità, invece, è un’inormazio-ne che sia scientica. Il ruolodella stampa e della tv è molto più emozionale rispetto a in-ternet, dove si trovano più in-ormazioni. Registro, però, untentativo di “privatizzare” in-ternet molto pericoloso. La li-bertà e la neutralità della Retesono principi ondamentali.
Il green deal di Barack per il riscatto dell’Africa
Ghana
Ieri il presidente degli Stati Uniti ha parlato al Parlamento di Accra. Una visita storica tra democrazia, lotta a terrorismo e corruzione, sviluppo e energia pulita
elle mie vene scorreil sangue dell’Arica,la storia della mia a-miglia comprende sia le tragediesia i più grandi successi della sto-ria aricana». Barack Obama tor-na alle sue radici. E lo a in Gha-na, ad Accra, accolto da una ol-la sventolante striscioni di ben- venuto. «Il uturo dell’Arica ap- partiene agli aricani che devo-no attenersi alle loro responsa-bilità e combattere la corruzione per sbloccare il loro potenzialedi ricchezza e di sviluppo». Conqueste parole il presidente degliStati uniti ha introdotto il tan-to atteso discorso al Parlamentoghanese. «La storia è dalla partedegli aricani coraggiosi, non diquelli che usano i colpi di Stato ocambiano la Costituzione per re-stare al potere: nessun Paese po-trà creare ricchezza se i suoi lea-der srutteranno l’economia perarricchire se stessi, se la polizia può essere corrotta dai tracan-ti di droga. Lo sviluppo dipendedalla buona governance. Que-sto è l’ingrediente che è andato perso in troppi luoghi e troppoa lungo». L’applauso scroscian-te dei deputati ghanesi inter-rompe per un attimo il discorso.«L’Arica - ha poi ripreso Obama- non è la gigantesca caricaturadi un continente in guerra». Nonè mancato l’afondo contro colo-ro che «privi di scrupoli manipo-lano intere comunità scatenan-do guerre di religioni e di etnie».Il messaggio è chiaro: dall’Asia,all’Arica, all’America latina, Wa-shington non appoggerà nessungoverno che non rispetti le rego-le democratiche. E tutta la co-munità internazionale deve se-guire questa linea, perché «il ge-nocidio in Darur o i terroristi inSomalia non sono semplicemen-te problemi degli aricani: so-no sde alla sicurezza mondialeche richiedono una risposta glo-bale». Dunque, la democrazia prima di tutto. Ed è per questoche, per la sua prima visita u-ciale nell’Arica sub-sahariana,il presidente ha scelto il Ghana,scartando il Kenya, terra nataledi suo padre, e altri Stati più in-uenti, come la Nigeria e il Suda-rica. Il Paese antrione è inat-ti ritenuto un esempio di buongoverno, mediatore nei conit-ti in Liberia e in Costa d’Avorio eimpegnato nelle missioni di pa-ce dell’Onu. Il suo presidente Jo-hn Atta-Mills è considerato «unostraordinario modello di succes-so», per dirla con le parole dellostesso Barack Obama. Ma è an-che una terra ricca di risorse, alsecondo posto nella produzionecontinentale di oro e ricca di pe-
Gloria Ravidà
trolio. Nel 2007 è stato scopertoun giacimento of-shore di greg-gio da 600 milioni di barili, conuna produzione media previstadi 120 mila barili al giorno entroil 2010. L’altra accia della meda-glia sono gli interessi economi-ci nel continente: gli Usa sonoil primo partner commerciale,seguiti dall’Ue e dalla Cina, chesta aumentando molto il suo pe-so nella regione. Il presidente hacolto l’occasione per rilanciareil suo cavallo di battaglia, quellodella “green revolution”: «Dalla Valle del Rit, ai deserti del Nord Arica, dalla costa occidentale alSudarica, l’Arica può esportare per sé energia pulita all’estero». Il vento di Obama soa sull’Arica,e dicilmente sarà placato.
Il capo della Casa Bianca:«Il genocidio in Daruro i terroristi in Somaliasono sfde alla sicurezzamondiale che richiedonouna strategia globale»
G8, solo uno show mediatico. E Berlusconicontinua a far danni
Intervista
Derrick de Kerckhove: «I negazionisti vogliono il monopolio culturale. La rete ci salverà»
Valerio Ceva Grimaldi
«N
Cala il sipario su L’Aquila
Terremoto
Finito il G8, tutto torna come prima. «Ci hanno usato», racconta un operaio.E intanto nei prossimi giorni i comitati chiederanno l’immediata revisione del decreto
I
Pietro Orsatti
costruzione delle casette di On-na, pagate in parte dalla Pro- vincia autonoma di Trento ein parte dalla protezione civi-le della medesima città. «Sonospariti tutti - prosegue -, perfnoi militari che si nascondevanosulle montagne si stanno muo- vendo. Il cantiere ha rallentato:lunedì si smette di lavorare. Cihanno usato». Come dargli tor-to. Sulla statale 17 e sull’auto-strada colonne di mezzi milita-ri, della protezione civile e delleorze dell’ordine si allontananoda L’Aquila con calma. A Coppi-to si chiude il teatrino messo sunella scuola della Guardia di Fi-nanza, compresi gli scenari car-tonati delle “oto di amiglia” ela macchina per simulare il ter-remoto che la protezione civi-le aveva installato per ar pro- vare l’ebbrezza di una scossa al-le frst lady. «Penso che quelladella macchina per il terremo-to a Coppito sia stato uno degliinsulti più gravi che quelli del-la Protezione civile ci potesseroare», sbotta la commessa di unorno. «Venissero a casa nostraa vedere cosa è un terremoto,senza giocare con queste sce-menze da luna park». Si allon-tana da L’Aquila anche il picco-lo convoglio del service audio video che è messo sul set da- vanti alla preettura con tantodi luci, carrelli e gru per le tele-camere. Non servizio pubblico,ovviamente, ma un service pri- vato chiamato dalla Presiden-za del consiglio. E gli aquilaniaspettano. Già nei bar requen-tati anche dai “volontari” dellaProtezione civile è cambiato ilclima. Niente più sorrisi, e nep- pure deerenza.Ora Bertolaso e Berlusconi so-no attesi al varco. Nessuno ha voglia di dare altre possibilitàal governo, e soprattutto nes-suno ha intenzione di accet-tare passivamente le palesi di-scrasie che il Governo ha pro- vato sulla testa dei terremotati.Nei prossimi giorni, prima dellachiusura estiva, i comitati chie-deranno l’immediata revisio-ne del decreto e un nuovo testoconcordato con il piano localee la popolazione.
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