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BB y y Tamburrino Roberto Perfinstals 2008
 
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Oggi temo che le regole della comunicazione non sono più quelle della descrizione deglieventi e della grammatica ma bene altre ... di motivi molto mimetizzati !Tale comunicazione ha un ruolo più di “azione” che di pura informazione ,in pratica la parola come il gesto nell' interazione che diviene “parola d'interazione” :L' interazione è l' uomo o l' animale che si considera attraverso gli avvenimenti , il lorosingolo coinvolgimento con essa e l' influenza che questa avrà nei comportamenti .L' interazione ha delle fasi che riguardano vari fattori tra cui ho individuato in ordine:1.Realtà : E' il reale avvenimento percepito istantaneamente con i 5 sensi in temporeale ,tali sensi sono naturalmente il Tatto , Udito,Olfatto,Vista e Gusto e tali permettono tutte le reali percezioni umane (o animale),quindi è la parola(verso)sentita o detta in tempo reale(al momento).2.Riflessione : E' la fantasia che riporta la persona(o forse animale) ad una realtànon presente(in maggioranza passata ...) e senza l'uso dei 5 sensi(o parola) ma solocon l'ausilio della mente che sfrutta l' immaginazione per simulare nel ricordare ciòche è stato udito,visto,odorato ecc...3.Riscontro :E' il verificare dei cambiamenti del proprio stato causati dalla influenzadella realtà(o parola già detta) attraverso la riflessione4.Scissione :E' la considerazione dei cambiamenti riscontrati nella realtà (dalle parole già dette) da cui si traggono le considerazioni al riguardo della realtà che vienescissa in parti in cui essa ha apportato benefici da poter e voler ripetere eraffinare(parole da ridire ) e parti in cui invece ha apportato male a se o al proprioorganismo(anche come conseguenza di male a se) cercando di scartarli nelraffinamento (e magari usarli contro altri organismi e persone che a loro volta sonoscissi come malevoli, il male vuole il male e se ne fa un fascio ...comprendendo le parole ) ,una cosa buona è che questo processo porta anche alla creazione diinvenzioni e medicine !Tutto questo processo si può spiegare in ogni fase con un' esempio :1)Un bimbo mette un dito su una fiamma e si brucia2)Il bambino si ricorda il giorno dopo che la fiamma brucia3)Il bambino constata cosa è cambiato dall'influenza con la fiamma e divide ibenefici della fiamma dal suo portare male scindendoli, inoltre brucia un compagnoche gli sta antipatico portandogli volutamente male con l'influenza malevole del fuocomentre sfrutta la sua parte benevola (all' organismo proprio) che è “lo scaldare” esfruttando tale l'influenza del fuoco con altri corpi si crea degli spiedini....questa è tutta la vita umana descritta! e sarà successo che qualcuno avrà consideratole parole come “gesta” anziché modi per “descrivere le gesta” e avrà applicato una sortadi esperienza come descritto nel caso del fuoco per le parole in un modo simile:1)Si è detto una parola che descriveva un fatto ,ma ciò a “qualcuno”spiace , comunque appaga il proprio volere e quindi lo stare bene proprio
 
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2)Ci si ricordano le parole che si sono dette e gli argomenti al riguardo3)Si riflette sulle influenze delle parole e argomento verso se e verso a chi rivoltesenza badare alla descrizione,inoltre sull'influenza dell'interesse appagato4)Si scindono le parole in bene e male ,quindi con quello stesso “qualcuno” si evitanoquelle parole o argomenti a che hanno influenzato male (male a se) mentre sicercano parole o argomenti che si crede influenzino bene (bene a se) e si parla dialtri con parole che influenzano a male (raggruppano l' argomento del male al personaggio voluto male per essere influenzato da esse : ne fanno un solo fascio !)...e la “finta discussione” cade sull' intenti di influenzare bene o male ma senza minimiintenti informativi che è lo scopo della parola di norma (saranno parole senzasenso),inoltre per accordo si forzerà il parlare con dispregiativi o vezzeggiativi e cose inconsone per fare capire che una situazione in consona e non di norma che porta bene equindi porterà probabilmente un male sufficiente a non dare fiducia, in tale ottica il parlarediviene una tecnica per evitare a se e forse portare ad altri “le influenze da male” pur facendo ciò che si vuole che descritto porterebbe di sicuro a male a se , quindi si rende la parola “offensiva(d' attacco )” portando del male a qualcuno per convenienza propria ecome le parole anche le azioni ,gli avvenimenti e infine ci si accorge che “Il bene” è averetutto come:vita,salute ,soldi ,donne,poteri degli dei ecc...per un cristiano l'avere il potere delloro dio porterebbe benissimo ( se io fossi dio! Famosa frase cristiana ) e infatti il non averetali potere (e in generale tutto )è un loro“ Male”,ma sperano che sia un Male limitato da dio per il loro bene (perché un grande potere che li potrebbe fare morire ,un po' come la pienezza del dragone nei “Cavalieri delloZodiaco”),quindi in conclusione: il “Bene” è l'avere tutto e il “Male” è il non avere nulla!anche un' accordo ha una parte di male nella rinuncia “di ... “ma che però dovrebbeinfluenzare ad avere minor male con perdite superiori (questo è in pratica il punto di vista).
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Il concetto del Bene e del Male influenza tutta la vita di chi lo applica e di chi sta attornoche non lo “comprendeva”(spero infatti che lo stiate comprendendo) ,questo anche nei modidell ' evitare l' interpretazione altrui : in pratica il “Giudizio” !tale pensiero porta a trovare gli argomenti e le parole o le modalità ecc... chevisibilmente non possono o arrecano “Male” perché non danno possibilità di giudicare :magari se per sospetti ci si porta a giudicare con pensiero personale in modo fisso econtinuo ,l' altrui avrà pronte delle parole che portano male e che combaciano con lequestioni di sanità mentale o intenzioni malevoli o pazzia ed eviterà tutte le parole di benecome fosse un cibo dato o non dato (e magari succederà che non daranno nemmeno icibi dovuti per sfiducia di convenienza),in realtà è una questione di uso “fantasia” inveceche rimanere alla realtà che è la cosa più sana da fare .Ma quale è questo modo? è il “parlare con se stessi”, mentre si discute , colloquia , sidanno informazioni in pratica quando si parla “si parla con se stessi o si dichiarasolo di descrivere il propri pensiero” quindi senza volontà e intenti dichiarati diordinare ,chiedere ,volere ecc.. apertamente e ne segue che concedono solo
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