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Qualche settimana fa una focamonaca è stata fotografata al lar-go del Giglio, nelle acque del Par-co dell’Arcipelago Toscano. Lanotizia ha avuto una leggera ecosui media nazionali, segnata piùdalle polemiche che dall’entusia-smo per un avvistamento così ec-cezionale. La foca monaca è l’ani-male simbolo del Mediterraneo:un tempo ne popolava le costedalla Spagna alla Turchia, oggine sono rimasti qualche centina-io di esemplari gelosamente pro-tetti nell’arcipelago delle Spora-di, in Grecia. Quest’animale rias-sume, meglio di qualunque altro,i fattori di stress cui è sottopostoil Mediterraneo: l’inquinamen-to che ne ha compromesso l’ha-bitat, la pesca sfrenata che le hasottratto cibo, il turismo di mas-sa che ha occupato i rifugi piùnascosti e le baie assolate dove lecoppie di foche monache amava-no sdraiarsi, e ancora la nauticada diporto e i tra
ci marittimi,che con la rumorosità dei moto-ri l’hanno costretta alla fuga. Inun altro Paese un avvistamentodel genere avrebbe fatto grida-re al miracolo, sarebbe stato sa-lutato inviando squadre di ricer-catori per predisporre le misure più opportune a garantire una fe-lice sopravvivenza dell’esempla-re. Da noi nulla di tutto ciò, soloun battibecco molto provincia-le che tradiva le paure di quantihanno temuto che una foca mo-naca potesse rovinare l’estate li-bera e chiassosa cui siamo abi-tuati. Quel solitario esempla-re ci ha permesso di accennare per un attimo alla questione del-le aree marine protette, un pro-blema sul quale da tempo chie-diamo, inascoltati, un minimo diattenzione al ministro. La stagio-ne estiva è iniziata ma i 26 luoghidi eccellenza della nostra peni-sola la stanno a
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rontando anco-ra senza quattrini e senza perso-nale. Così l’Italia pretende di ge-stire luoghi simbolo conosciutiin tutto il mondo come Porto
-no o la penisola sorrentina, l’arci- pelago delle Tremiti o quello del-le Egadi. Eppure sono luoghi chefra pochi giorni faranno registra-re il tutto esaurito, con buona pa-ce di quanti, ministro in testa, te-mono che i parchi frenino il turi-smo. A questi 26 luoghi d’eccel-lenza il nostro Paese, un tempoterra di mare e di naviganti, de-stina appena 6 milioni di eurodall’erogazione incerta. E pensa-re che la Corsica destina la stes-sa cifra, 6 milioni di euro, solo peril suo parco regionale. Ci sarebbeda sperare allora che quell’esem- plare avvistato al largo dell’isoladel Giglio fosse solo di passaggioe che la sua destinazione
nalesia in realtà l’isola francese. Bon voyage!*
vicepresidente di Legambiente
Dopo l’assemblea dei Mille aChianciano, la malattia men-tale torna di scena nel dibatti-to politico di sinistra. «E’ statadata una forma sostanzialmen-
Temposcaduto
 A Venezia, 200 ricercatori scrivono l’agenda del rapporto Ipcc del2013. Ri
ettori puntati sul Mediterraneo. Con l’ammonimento aipolitici: «Il cambiamento climatico è ora»
te diversa al messaggio moltochiaro che io volevo dare», lablanda difesa del candidatoalla leadership democratica.Tra guerre di poltrone e mora-lismi, il mostro sbatte in prima pagina il vuoto politico.Lo stesso che tenta di riempirel’improbabile Beppe Grillo conle sue boutade ad orologeria.In questa giostra mediatica, l’uni-co che sembra trarne vantaggioè proprio Silvio Berlusconi.
Rinnovabili
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Quindici anni fa l’Italia eraleader nella produzionedi energia solare. Oggiburocrazia e miopia politicane limitano l’espansione. Ilpresidente dell’AssosolareChianetta: «Via la normasull’Ici. Preoccupati per letari
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e del conto energia»
Servizi
a pagina 2
Con Marino impazza tutto il Pd
Politica
Il chirurgo parla di questione morale in merito al presunto stupratore. Dimenticando l’aspetto medico
L’AMBIENTEDIMENTICATO
In fondo
Sebastiano Venneri*
 
Lombardo
a pagina 3
Fund raising
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Secondo un’indagineEurisko sono 25 milioni gliitaliani che partecipanoalla raccolta fondi per scopisociali. Il terzo settore è insalute nonostante la crisi.La recessione non incidesulla solidarietà: a tirare lacinghia sono le imprese
Cultura
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In libreria
 Non succede mai niente
(edizioni Voland),l’ultimo romanzo di JoséOvejero. Una metafora degliarticolati e tragici rapportifra Occidente e Terzomondo narrata attraverso lastoria di una coppia con lesue regole e i suoi segreti
    S   p   e    d .    i   n    A    b    b .    P   o   s   t .    D .    L .    3    5    3    /    2    0    0    3    (   c   o   n   v .    i   n    L .    2    7    /    0    2    /    2    0    0    4   n .    4    6    )   a   r   t .    1   c   o   m   m   a    1    D    C    B  -    R   o   m   a
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e comunità locali sono ingrado di trovare la strada per autosostenersi e soddi-sfare i propri bisogni fondamen-tali. Basta mettere in pratica unmodello economico e culturaleche riveda gli stili di vita nell’otti-ca della transizione verso una ci- viltà a basso impiego di energia.Una s
da ambiziosa, lanciata daalcune comunità del Regno Uni-to, d’Irlanda e di altre nazioni chehanno dato vita al Transition net- work, formatosi di recente per svi-luppare l’innovativo lavoro svol-to nei luoghi che per primi han-no adottato il modello di transi-zione. Un modello che prepara ada
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rontare nel modo migliore i di-sagi derivanti dal picco del petro-lio e a operare per mitigare i cam-biamenti climatici e che si sta al-largando a macchia d’olio, con-tando oggi circa 10mila iniziativelivello mondiale. Solo grazie al-la grande disponibilità di energiadel secolo passato è stato possibi-le alimentare il motore della civil-tà contemporanea, basato sull’at-tuale modello economico-cultu-rale industrializzato.
Fenomeno Transition
Ecologia
Segue a pagina
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a avuto tutto inizio
n dai primi giorni dopo il sisma.Per una necessità eviden-te, quella di sgomberare milio-ni di tonnellate di macerie. E dismaltirle. Dopo alcuni strani casidi rimozione di macerie che nondovevano essere rimosse perchésottoposte a indagini da partedelle autorità giudiziarie, ora cisi trova davanti alla necessità diavviare la fase di ricostruzione emessa in sicurezza delle miglia-ia dei crolli. Si tratta di un’operaenorme per un territorio così for-temente colpito e con un relati- vo giro di a
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ari che può scatena-re gli appetiti e polemiche. Solo per quanto riguarda il Comunede L’Aquila si tratta di un appal-to di 50 milioni di euro a
dato per trattativa privata dal sinda-co Massimo Cialente a un’azien-da di Sulmona, la T&P. Un’opera-zione che ha scatenato le ire delPdl, arrivato addirittura a chiede-re le dimissioni del primo cittadi-no, accusato di irregolarità e diaver favorito un’azienda che nonaveva i requisiti per assumersi unincarico del genere.
L’intrigo delle macerie
Abruzzo
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Daniela Da MilanoPietro Orsatti
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Terra sialleggerisceper l’estate.Torneremo a 16pagine a settembre.Buone vacanze
 Anno V - n. 159 -
martedì 14 luglio 2009 -
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martedì 14 luglio 2009
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stata data una for-ma sostanzialmentediversa al messaggiomolto chiaro che io volevo da-re. Quello che io volevo dire conmolta fermezza e chiarezza è cheuna questione di legalità nella politica è centrale». Voleva essere un chiarimento,quello del senatore Ignazio Ma-rino, circa le sue dichiarazio-ni sul caso Bianchini, il presun-to stupratore seriale di Roma. Inun certo senso lo è stato. Ma non per quello che intendeva il can-didato alla leadership del Parti-to democratico che, in relazio-ne all’impegno in un circolo ro-mano dell’uomo, aveva parlato«di questione morale». Per mol-ti, un’esternazione inconsueta,soprattutto se riferita a un medi-co che, nell’occasione, ha trascu-rato proprio l’aspetto della possi-bile malattia.«Qui si deve parlare di questione psichiatrica ». Ad a
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ermarlo è lo psichiatra Mariopaolo Dario, chesi «stupisce di come non ci si siadomandati che patologia nasco-sta ci fosse dietro questa situa-zione. È drammatico - continuaDario - che nessuno si sia inter-rogato sulla malattia della per-sona. Se le accuse nei suoi con-fronti venissero confermate, sa-remmo di fronte al tipico caso dadr. Jekyll e mister Hyde. Di gior-no, professionista irreprensibile;di notte un violentatore seriale».C’è poi un’altra questione avvol-ta ancora nel mistero. Ed è quel-la relativa al passato di Bianchi-ni, ricostruito attraverso la peri-zia psichiatrica del 1996, quan-do l’uomo fu sotto processo perla tentata violenza sessuale auna vicina di casa. «Non imputa-bile perché al momento dei fat-ti era incapace di intendere e di volere». Con questa sentenza,basata sulla perizia psichiatri-ca del professore Giusto Giusti,il gup di Roma Antonio Trivelliniscagionò Bianchini. «È eviden-te - riprende Dario - che lo sche-ma messo in piedi per ricorrereall’incapacità non fosse preciso.Era chiaro che un momento dirottura molto serio c’era già sta-to. Ma è stato ignorato». Al momento dei fatti, secondo la perizia del ’96, Bianchini «pre-sentava un episodio dissociati- vo acuto e per questo motivo eglinon era in grado di intendere e volere. Non vi sono gli elementi per poter ammettere la probabi-lità che egli compia nuovi reati».Per il professor Giusti, si trattòall’epoca «di episodio psicoticodissociativo» anche se «l’analisitestologica ha posto tra l’altro inevidenza la di
coltà, che il Bian-chini ha, di trattenere gli impul-si aggressivi. Ritengo che in queiminuti del pomeriggio si sianoalternati momenti di normalitàdello stato di coscienza con mo-menti di grave riduzione di esso,in un contesto dominato dall’in-capacità di resistere all’impulso,dall’incapacità cioè dell’eserci-zio della volontà», spiegava an-cora Giusti nella sua perizia. An-che il gup di Roma Antonio Tri- vellini, che scagionò l’uomo, nel-la sentenza, condivide quantoa
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ermato dal perito ovvero che«mancano elementi di fatto checonsentono ragionevolmente diritenere probabile che il Bianchi-ni commetta nuovi fatti penal-mente illeciti».Il giudice, nella sentenza giun-ge a spiegare che «al momentodei fatti il Bianchini era a
ittoda uno stato dissociativo acuto»e che questa diagnosi psichiatri-ca «concorda con quella formu-lata all’ospedale Sandro Pertini»,dove l’uomo fu sottoposto a trat-tamento sanitario obbligatorio.Per il gup, le conclusioni dello psichiatra «debbono essere con-divise perché confortate dalladiagnosi dei sanitari del Pertinie perché sono sorrette da argo-mentazioni valide». Da ciò «nonè radicalmente escludibile che ildisturbo dissociativo al momen-to dei fatti possa essere conside-rato il primo segnale di un distu-ro schizofrenico» ma «può far-si di certo rientrare nelle catego-rie delle infermità psichiche cheescludono la capacità di intende-re e volere».La questione ne apre una secon-da, sottolineata ancora dallo psi-
«È
chiatra Dario, per il quale è or-mai necessaria una ri
essioneanche sui dirigenti politici: «Co-me si fa ad accontentarsi della valutazione super
ciale da buoncittadino? Come si fa a non tene-re conto di elementi
no a pocotempo fa selettivi come la gene-rosità e la personalità? Entrare inun partito - conclude lo psichia-tra - non è uguale a entrare in unministero».Per lo psichiatra Andrea Masi-ni, questi comportamenti han-no una sola spiegazione: «Per lamedicina la razionalità lucida èsegno di sanità mentale. I suoicomportamenti, invece, ci dico-no che siamo di fronte a una per-sona malata che va curata. Manon con la castrazione chimicache è inutile ed è un metodo fuo-ri da ogni logica democratica. Edi cura».Bianchini, intanto, resta in car-cere. Il gip Roberto Amorosi haconvalidato il fermo emettendocontestualmente l’ordinanza dicustodia cautelare.L’uomo, intanto, ha chiesto di ri-fare il test del Dna in sede di inci-dente probatorio. Lo ha rivelatoGiorgio Olmi, il legale dell’uomoaccusato di tre violenze sessualiavvenute in garage condominia-li: «Condivido questa scelta e milascio guidare dalla sua difesa.Se il Dna venisse confermato sa-rebbe la prova che ci troviamo difronte a un pazzo».
Incapaci di intendere e volere
Dibattito
Ignazio Marino parla di questione morale per l’iscrizione in un circolo del Pd del presunto stupratore seriale di Roma.Una dichiarazione che scatena polemiche. In primis, da parte della psichiatria, che «si aspettava un’attenzione maggiore verso la malattia mentale»
 Vincenzo Mulè
Nel 1996 il gup di Romalo scagionò: «Non vi sonogli elementi per poterammetterela probabilità che eglicompia nuovi reati»Bianchini, intanto, restain carcere e ha chiestodi rifare il test delDna. Il suo legale: «Seconfermato, sarebbe laprova della sua pazzia»
Villaggio
renderlo sul serio o non prenderlo sul serio? La vo-lontà di Beppe Grillo di ga-reggiare per le primarie del Pd hai tratti di ogni sua mossa: a me-tà tra la boutade e la via populi-sta alla politica, non si sa bene seserva ad accrescere l’alone profe-tico del comico genovese - e conquello la sua visibilità, il suo se-guito, i suoi incassi - o se indi-chi, invece, qualcosa cui davve-ro prestare attenzione. Qualco-sa da non trascurare comunquec’è: quando i “Va
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a day” raccol-gono la partecipazione di cen-tinaia di migliaia di persone si può anche continuare a ignorareil personaggio, non si può igno-rare ciò che rappresenta o ciò dicui è sintomo. Ora Grillo, chissàcon quale obiettivo reale,
niscecol mettere a nudo una cosuccianon di poco conto. Che, seppu-re ha a che fare con le noiosag-gini procedurali e burocratichedei Democrats nostrani, in real-tà svela la radice plebiscitaria diquel partito. Egli, che del plebi-scitarismo è campione, impiega
Il ciclone dellantipolitica travolgei Democrats. E il Cav ringrazia
Scenari
Beppe Grillo annuncia: «Mi candido alle primarie del Pd». Una mossa a metà tra la boutade e il populismo.E così il comico a
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onda il dito nella piaga della radice plebiscitaria del partito. Sottraendo però consensi all’opposizione
una misura della medesima so-stanza insita nel Pd (quel mec-canismo per cui basta prende-re la tessera e raccogliere 1.500
rme per poter legittimamen-te concorrere alla segreteria: ro-ba da “Belen Rodriguez for pre-sident!”) per aggredire dall’inter-no i suoi veri avversari. L’antipo-litica che egli rappresenta, infat-ti, non sottrae voti e consenso aBerlusconi, semmai all’attualeopposizione.La minaccia che il più popolareblogger italiano porta col suo an-nuncio in casa democratica svelache quella casa non è protetta edè ad altissimo rischio intrusione.Giovanna Melandri spiega, invo-lontariamente ma bene, la que-stione: «A Grillo vorrei dire che ilPd non è un tram su cui si può sa-lire all’occorrenza». Fassino par-la invece di «un taxi, dove si pa-ga la corsa e si scende». Invero, è proprio a forma di tram (o taxi)che l’hanno pensato. Grillo lo sa.Nel partito, tranne che per Igna-zio Marino, è tutto un serrare le
la per cacciare l’intruso. L’ar-gomento principale è che Grillonon avrebbe i requisiti per otte-nere la tessera. Appare oltremo-do severo se si pensa al pro
lo“antidemocratico” di molti iscrit-ti e molti dirigenti. «Uno che hasputato veleno sul partito
ndalla sua nascita - insiste anco-ra la Melandri - non può candi-darsi a guidarlo»; e - ahinoi - an-che qui vien da pensare a quantomale del Pd hanno più volte det-to i suoi principali leader. Il che pone Grillo, nella peggiore del-le ipotesi, quantomeno alla pa-ri di molti illustri tesserati. Ci so-no due possibilità: che gli venganegata la competizione, il che di-mostrerebbe quanto sia farsescol’istituto delle primarie; o che gli venga concessa. In questo secon-do caso i vertici scamperebberol’ennesima brutta
gura e forsela grana - il comico concorren-te - si rivelerebbe meno dura del previsto. Oppure, terza possibili-tà, tutti di colpo a dar ragione aidalemiani: via le primarie e si ri-solve tutto. Ma così facendo Ber-sani vincerebbe facile; allora no,ecco che già non si può fare. Piùsemplice: Grillo non sarà candi-dato. Un altro piccolo favore al Va
 
aman.
P
 Andrea Boraschi
Ora ci sono duepossibilità: che gli venganegata la competizione,il che dimostrerebbequanto sia farsescol’istituto delle primarie,o che gli venga concessa I vertici del partitorischiano l’ennesimabrutta figura. Intanto,all’interno - tranne cheper Marino - è tuttoun serrare le fila percacciare l’intruso
 
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Riscaldamento globaleil tempo sta per scadere
Ambiente
L’Ipcc a Venezia per cinque giorni di studi. Le previsioni della scienza nonhanno dubbi: «Ciò che ci aspetta è peggiore dello scenario più negativo già elaborato
nora»
iparte da quattro, ossia dalquarto rapporto Ipcc del2007, la scienza mondialedel clima, chiamata a raccolta a Venezia da ieri a venerdì per sta-bilire l’indice e l’ordine di impor-tanza dei temi che rappresente-ranno l’ossatura del quinto stu-dio. Il panel di scienziati messi inrete dalle Nazioni unite, che ne-gli ultimi due decenni ha chiari-to all’opinione pubblica e ai deci-sori che «il cambiamento clima-tico è inequivocabile», stavoltasi appresta a organizzarsi attor-no a due principali novità: mag-gior spazio alla ricerca su quan-to avviene nelle zone più criti-che del pianeta - il Mediterra-neo, i Poli, la foresta amazzoni-ca e l’area monsonica indiana - eall’elaborazione di scenari a tem- po più ravvicinato. Non più quel-lo che succederà nel 2100, ma nel2020, al massimo nel 2030. Or-mai lo hanno capito tutti: descri- vere la situazione del pianeta al-la
ne del secolo in corso non èabbastanza per i calendari rav- vicinati della politica, scandi-ti dal ritmo elettorale e dalla ri-cerca del consenso. Anche per-ché tutto sta succedendo più ra- pidamente di quanto si pensas-se. «Il Mediterraneo è una zonacritica del sistema climatico pla-netario», spiega a
Terra
il Natio-nal focal point italiano dell’Ipcc,Sergio Castellari, annunciandoun’iniziativa dei Paesi dell’Euro- pa del Sud per realizzare un ca- pitolo ad hoc del prossimo quin-to rapporto. «È un’area di con
nedove gli impatti del mutamentoin atto possono aumentare più diquanto si sia
nora immaginato:ondate di calore ravvicinate, ri-sorse idriche a rischio, agricoltu-ra e foreste danneggiate». Comein tutti gli altri hot spot planetari(Antartico e Artico, aree monso-niche, foresta amazzonica, Gro-enlandia) nel mare nostrum «ilfeedback, la risposta al cambia-mento climatico, potrebbe esse-re molto forte», spiega Castella-ri. Ancora più forte del già cre-scente peso degli impatti: «Almomento di realizzare il quar-to rapporto Ipcc molte situazio-ni non erano state ancora esplo-rate a fondo dalla scienza. Penso
Simonetta Lombardo
R
alla deglaciazione e alla crescitadel livello dei mari, come a mol-ti degli studi sulle macroregioni.Già a Copenaghen, un mese fa,gli scienziati chiamati a raccoltadalle maggiori università mon-diali hanno anticipato che quel-lo che ci aspetta è peggiore del-lo scenario più negativo elabora-to
nora dall’Ipcc. Prendiamo laquestione dei ghiacci: di fatto
-no a pochi anni fa non era ancorascattata la deglaciazione estiva,o comunque non eravamo anco-ra in grado di documentarla. Orasì». La conclusione appare ovvia.Il tempo che rimane è ancora piùbreve di quanto si immaginassesolo qualche anno fa. Per questo, pur tenendo ben separati gli am-biti - quello scienti
co e quello politico - nello scoping meetingdi Venezia si cercherà di capi-re quali sono i tempi su cui con-centrare la capacità di previsio-ne. In altre parole, gli scenari, an-che catastro
ci, di quello che sa-rà il clima tra 90 anni non riesco-no a risvegliare l’attenzione delsistema politico: troppo lontanodal cuore e dalle cabine elettora-li. «La comunità scienti
ca - af-ferma Castellari - sta elaboran-do scenari a tempi più ravvicina-ti. È evidente che alla politica og-gi non interessa quello che suc-cederà nel 2100, ma l’orizzontedel 2020 o del 2030 è dietro l’an-golo». La scelta di tempi ravvi-cinati non ha solo a che vederecon la possibilità di incidere sul-la governance mondiale. «Giànei precedenti rapporti dell’Ipccè evidente che mantenere i duegradi di aumento massimo dellatemperatura media globale è unobiettivo ambizioso per non diremolto di
cile. Già oggi abbiamouna crescita di 0,8 gradi rispettoall’era preindustriale: la
nestradi azione che si para di fronte anoi è veramente molto stretta»,conclude il responsabile italia-no dell’Ipcc. Così, l’agenda che ilmeeting sta a
 
rontando fa i con-ti con altri aspetti
nora pocoapprofonditi dal panel scienti
-co mondiale, a partire dal ra
 
or-zamento degli studi sugli impat-ti economici e sociali dei cam-biamenti climatici. «Non tutto èmonetizzabile», si legge nel do-cumento elaborato dalla presi-denza per il meeting, «è necessa-rio separare gli impatti umanita-ri da quelli economici» e «pensa-re in termini globali».
il tempo sta per scadere
 
Sergio Castellari,focal point italiano:«Il Mediterraneoè una zona criticadel sistema climaticoplanetario»
LE STRADE ANTIMAFIA
Mobilitazione
Nuovi linguaggi controle cosche, nuovi linguag-gi per raccontare storie di vittime dimenticate. Tor-na infatti “La Lunga Mar-cia della Memoria”, l’even-to promosso dall’asso-ciazione daSud che uni-sce arte, cultura e speri-mentazioni contro le ma-
e e per i diritti che l’an-no scorso portò allo sto-rico restauro del mura-le di Gioiosa Ionica (Rc),il Quarto Stato dell’an-ti ’ndrangheta. «Quest’an-no - annuncia il presiden-te Alessio Magro - dedi-cheremo la nostra ma-nifestazione alle stra-de e alle piazze antima-
a». L’idea è molto sem- plice: a mezzogiorno del15 luglio saranno organiz-zati blitz antima
a in tut-ta Italia. «In contempo-ranea in decine di città, vie e luoghi della vita ur-bana - spiega Celeste Co-stantino di daSud - saran-no simbolicamente intito-lati alle vittime della cri-minalità organizzata. E lacampagna “Strade e piaz-ze antima
a” prosegui-rà in tutta Italia con ini-ziative e spettacoli (a Reg-gio Calabria è in calenda-rio una maratona teatra-le), un modo per fare me-moria con la cultura». Ag-giunge Magro: «Un’azione paci
ca, collettiva, per ri-scrivere dal basso la topo-nomastica del nostro Pa-ese, per completare, tes-sera dopo tessera, un nuo- vo mosaico della memo-ria». Per questo daSud ri- volge un appello ad asso-ciazioni, gruppi, artisti ecittadini «a riappropriar-si della parte migliore di sestessa». Basta cliccare su www.dasud.it per scarica-re il vademecum per par-tecipare all’azione del 15luglio. Spiega inoltre Cin-zia Paolillo, dell’associa-zione: «Ricorderemo con ilPremio Ilaria Alpi il sacri
-co della giornalista, uccisain Somalia il 20 marzo ’94insieme al cameraman Mi-lan Hrovatin. Una vicen-da che rimanda agli a
 
a-ri sporchi della ’ndranghe-ta, alle navi cariche di ri-
uti tossici a
 
ondate nel-le acque calabresi». Ma lamanifestazione di daSud,dopo l’anteprima alla
eradel libro
 Io Leggo
di Roma, prevede anche molto altro.Si parte domani dalla fe-sta del lavoro della Cgil diReggio Calabria con un di-battito con Gherardo Co-lombo e il concerto di Ma-rina Rei: «Prosegue un percorso comune per lot-tare le ma
e, costruire me-moria - commenta il se-gretario della Cgil France-sco Alì - ma anche recupe-rare la cultura meridiona-le». Anche quest’anno laLunga marcia seguirà il 22luglio il cammino di LiberaMemoria verso Pietra Cap- pa, in Aspromonte, per ri-cordare il sequestro del fo-tografo di Bovalino LollòCartisano. E il 25 la serata
nale a Monte Sant’Angeloin Puglia, ospiti di
 Festam-biente Sud 
, il raduno am-bientalista di Legambien-te. Nello Nobile, artista didaSud, realizzerà un graf-
to contro le cosche: an-cora un nuovo linguaggiocontro le ma
e.
Protestano i giudici di pace:«Lavorare così non è più un onore»
Sciopero
La categoria dei magistrati non togati ha deciso l’astensione volontaria dal lavoro per una settimana.Chiede il riconoscimento dei diritti minimi dei dipendenti pubblici e migliori condizioni di organizzazione degli u
ci
I giudici di pace italiani scen-dono in sciopero. Un’asten-sione dal lavoro che, iniziataieri, durerà
no a sabato. Le ade-sioni hanno superato i pronosti-ci: oltre il 95 per cento dell’orga-nico complessivo sta incrocian-do le braccia. Almeno 170mi-la, si calcola, le udienze rinvia-te. L’Associazione nazionale el’Unione nazionale dei giudicidi pace guidano la protesta conl’intenzione di spingere il gover-no a occuparsi delle condizionidegli u
ci onorari che, secon-do il comunicato diramato dalledue organizzazioni rappresenta-tive, «fanno apparire una chime-ra le aspettative di soluzione deigravi problemi della giustizia ci- vile e penale nel nostro Paese».I dati del ministero della Giusti-zia indicano soltanto 2.864 pre-senze in servizio su un organico, previsto per legge, di 4.770 uni-tà. Situazione simile anche peril personale amministrativo: sol-tanto il 50 per cento degli im- piegati di cancelleria è e
 
ettiva-mente al lavoro. Di
cile imma-
Dina Galano
I
ginare che con queste forze si ri-esca a gestire il carico di contro- versie che deriverà dall’entratain vigore della riforma del pro-cesso civile e dell’introduzionedel reato di immigrazione clan-destina, di competenza delle se-zioni penali dei tribunali ono-rari. Si stima che i procedimen-ti a
dati alla cognizione di pa-ce saliranno a quota 2,5 milioniall’anno. Ma non è l’allargamen-to delle competenze a preoccu- pare i giudici di pace. In realtà,al centro delle ragioni dello scio- pero riposa l’annosa questionedei diritti dei non togati. Il pre-sidente dell’Unione nazione deigiudici di pace, Gabriele Longo,ammette che «senza prospetti- ve di continuità nel lavoro, sen-za diritto alla pensione, con unaretribuzione variabile che fun-ziona a cottimo sul numero dei provvedimenti emessi, è impos-sibile assicurare la serenità ne-cessaria per condurre a termineun lavoro che pur sempre cor-risponde all’interesse pubblicodell’esercizio della giurisdizio-ne». Bisogna riconoscere, infat-ti, che pur se originariamente preposti a redimere controver-sie su fatti minori e di lieve en-tità, negli anni si è chiesto mol-to alla categoria
no al puntoin cui, come avviene dal 2005 in poi, gli interventi dei giudici di pace eguagliano, e in alcuni an-ni superano, la mole delle causede
nite dai giudici ordinati. Sulbanco degli imputati questa vol-ta c’è il ministro Angelino Alfa-no, accusato di non aver mante-nuto le promesse. Già nel 2007,infatti, il ministro
gurava tra ico
rmatari di una proposta dilegge che, a costo zero, avrebbericonosciuto alla categoria sta-bilità contrattuale e copertura previdenziale. Diritti di cui i giu-dici di pace sono ancora sprovvi-sti. «È dal 17 settembre del 2008che Alfano non riceve le nostrerappresentanze», ricorda Ga-briele Longo, «attendiamo unarazionale riforma dei nostri u
-ci e abbiamo già sottoposto allasua attenzione molte proposte».L’alternativa, paventata da alcu-ni giudici, resta labbandono del-la carica e il ritorno alla profes-sione privata, più vantaggiosa eremunerativa.
I dati del ministerodella Giustiziaindicano soltanto2.864 presenzein servizio su unorganico, previsto perlegge, di 4.770 unitàIl presidentedell’Unione nazionale:«Le attuali condizioninon assicurano laserenità necessariaper svolgere al megliole nostre funzioni»
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