Welcome to Scribd. Sign in or start your free trial to enjoy unlimited e-books, audiobooks & documents.Find out more
Download
Standard view
Full view
of .
Look up keyword
Like this
4Activity
0 of .
Results for:
No results containing your search query
P. 1
Limes: Obama l'europeo e un'Isaf più americana

Limes: Obama l'europeo e un'Isaf più americana

Ratings:
(0)
|Views: 280|Likes:
Gli europei apprezzano il nuovo corso del presidente americano in Afghanistan ma non vogliono fornire i rinforzi richiesti. Presto le truppe di Washington saranno il doppio di quelle alleate. L’aumento degli aiuti allo sviluppo.

Articolo pubblicato su www.limesonline.com mercoledì 15 luglio.
Gli europei apprezzano il nuovo corso del presidente americano in Afghanistan ma non vogliono fornire i rinforzi richiesti. Presto le truppe di Washington saranno il doppio di quelle alleate. L’aumento degli aiuti allo sviluppo.

Articolo pubblicato su www.limesonline.com mercoledì 15 luglio.

More info:

Published by: limes, rivista italiana di geopolitica on Jul 15, 2009
Copyright:Attribution Non-commercial

Availability:

Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.
download as PDF, TXT or read online from Scribd
See more
See less

01/25/2015

pdf

text

original

 
«
P   
OCO DOPO LA PRESENTAZIONE DA PARTE DEL
nuovo presidente americano della strategia per l’Afghanistan, il ministro degli Este-ri tedesco Frank-Walter Steinmeier ha trovato parole di encomio. «La nuova strate-gia americana», ha detto a marzo alla
 Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung
, «siavvicina fortemente alle idee europee. Impegno militare e ricostruzione civile, ledue cose vanno di pari passo»
1
. Meno di un mese dopo, il 3 aprile a Strasburgo, inoccasione del solenne summit per i 60 anni della Nato, parole entusiastiche ancheda parte del presidente francese Nicolas Sarkozy: «Approviamo completamente esosteniamo la nuova strategia americana in Afghanistan»
2
.Tutte rose e fiori, insomma, per l’idea di Barack Obama che non si può vince-re in Afghanistan ricorrendo solo alle armi, ma che occorrono maggiori sforzi intutti i campi? In realtà a ben guardare la vicenda dei nuovi piani Usa del dopo-Bu-sh, si capirà come, in parte almeno, il neoinquilino della Casa Bianca ha di che re-stare deluso, anche se ha ben saputo far buon viso a cattivo gioco. Del resto avreb-be già dovuto metterlo in allarme un’altra frase pronunciata nella stessa intervistaalla
 FAS 
da Steinmeier, sia pure riferita in particolare all’impegno della Bunde-swehr, l’esercito tedesco, in Afghanistan: «non dobbiamo porci obiettivi irraggiun-gibili in Afghanistan».Il fatto è che Obama fin dall’inizio ha fatto capire che per poter far avanzare losviluppo occorre sicurezza, e per questo la componente militare resta essenziale.Che cosa si aspettasse dagli alleati lo aveva fatto già capire nel suo celebre discor-so, ancora candidato alla Casa Bianca, tenuto alla Colonna della Vittoria a Berlino,
Gli europei apprezzano il nuovo corso del presidente americanoin Afghanistan ma non vogliono fornire i rinforzi richiesti. Presto le truppe di Washington saranno il doppio di quelle alleate. L’aumento degli aiuti allo sviluppo.
1.
 Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung 
, 28/3/2009.2. Nella conferenza stampa congiunta con Barack Obama del 3/4/2009. Citazione tratta da un dispac-cio dell’agenzia stampa
 Afp
.
LA RIVOLTA D’IRAN NELLA SFIDA OBAMA-ISRAELE
1
OBAMA L’EUROPEO EUN’ISAF PIÙ AMERICANA
di
Giovanni 
 D 
 EL
 R 
 E 
000-000 Lim 4-09 del re 29-06-2009 12:40 Pagina 1
 
il 24 luglio 2008. «Riconosco le enormi difficoltà in Afghanistan», aveva detto allora,«ma il mio paese e i vostri hanno una posta importante nel successo della primamissione Nato oltre i confini dell’Europa. Perché per il popolo dell’Afghanistan, eper la nostra sicurezza condivisa, il lavoro va fatto. L’America non può farlo da so-la. Il popolo afghano ha bisogno delle nostre e delle vostre truppe; del nostro edel vostro sostegno per sconfiggere i taliban e al-
Qå‘ida
, per sviluppare la loro [de-gli afghani] economia, e per aiutarli a ricostruire la loro nazione. C’è troppo in gio-co per voltare le spalle adesso»
3
.Nel febbraio del 2008 l’allora senatore Obama era stato ancora più netto. «Perquanto riguarda i nostri alleati della Nato», aveva dichiarato in volo verso Beau-mont, Texas, «sono stato molto chiaro: dobbiamo fare di più per sostenerli [degliafghani]. Dovremmo togliere alcune delle limitazioni
4
che sono state poste sulleloro [degli alleati] forze laggiù. Non si può avere una situazione in cui gli Stati Unitisono chiamati a fare il lavoro sporco, o meglio gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, enessun altro vuole impegnarsi nella battaglia contro i taliban». Per chi non l’avessecapito, Obama allora è stato ancora più esplicito: «È importante, credo, chiedere dipiù ai nostri alleati europei»
5
.Quello che è piaciuto agli europei, dopo l’insediamento del neopresidente al-la Casa Bianca, è l’accento sulla strategia globale, che, al contrario della dottrina
neocon
di George W. Bush, dà spazio quasi uguale, almeno in teoria, allo sforzomilitare e a quello civile e di sviluppo, una filosofia che informa l’azione di impor-tanti membri europei dell’Isaf (International Security Assistance Force), la missioneinternazionale guidata dalla Nato in Afghanistan, come la Germania o l’Italia.Così, in un libro biancodella Casa Bianca
6
si legge con chiarezza: «La nostrastrategia contro gli insorti deve integrare la sicurezza della popolazione creandoun’efficace
 governance 
locale e sviluppo economico. Stabiliremo la sicurezza ne-cessaria per fornire spazio e tempo per le attività di stabilizzazione e di ricostruzio-ne». E più avanti: «Aumentando la capacità civile rafforzeremo le relazioni tra il po-polo afghano e il suo governo. Un drastico incremento dell’
expertise 
civile afghanaè necessario per facilitare lo sviluppo di sistemi e istituzioni in particolare a livelloprovinciale e locale, fornire l’infrastruttura di base e creare alternative economicheall’insurrezione a tutti i livelli della società afghana, in particolare in agricoltura. GliStati Uniti dovranno svolgere una parte importante nel fornire questa
expertise 
, maper rispondere in modo efficace ai bisogni dell’Afghanistan sarà necessario che tut-ti gli alleati e partner, l’Onu e altri organizzazioni internazionali e non governativeincrementino notevolmente il loro coinvolgimento in Afghanistan».
OBAMA L’EUROPEO E UN’ISAF PIÙ AMERICANA
3. Citazioni tratte dalla trascrizione del discorso pubblicata dal sito Internet del
 New York Times 
.4. Il riferimento è ai cosiddetti
caveat 
, le limitazioni sull’impiego delle truppe. Così, ad esempio, il
ca-veat 
tedesco fa sì che i militari di Berlino non possano essere spostati nelle zone più «calde» nel Suddel paese. Analoghi i
caveat 
italiani. Questi ultimi, però, sono stati ultimamente parzialmente «allenta-ti» consentendo una maggiore flessibilità all’impiego delle nostre truppe.5. Citazioni tratte da un dispaccio
 Reuters,
«Obama says Europe must do more in Afghanistan»,28/2/2008.6. Consultabile su www.whitehouse.gov/assets/documents/Afghanistan-Pakistan_White_Paper.pdf 
000-000 Lim 4-09 del re 29-06-2009 12:40 Pagina 2
 
Insomma, tutti devono fare qualcosa di più per l’Afghanistan, non si può staread aspettare che come al solito il grosso del fardello se l’assumano gli Stati Uniti,come si è visto, ad esempio, persino nel cuore dell’Europa del dopoguerra, con leguerre intestine nell’ex Jugoslavia. «Quando diciamo che tutti devono fare di più»,ha spiegato a Bruxelles a chi scrive un alto diplomatico Usa, «non vogliamo direper forza dare più truppe o attrezzature militari. Può voler dire più fondi, o più aiu-to allo sviluppo, o più addestratori della polizia, ci sono varie opzioni. A questopunto non ci sono scuse per nessuno».
 Il no europeo
Il punto è che però molti alleati ritengono di aver già fatto il massimo. Così,dal punto di vista delle truppe già a febbraio dagli alleati europei si è levato un co-ro quasi unanime. «È fuori discussione immaginare rinforzi ulteriori», ha fatto sape-re a giro di posta il ministro della Difesa Hervé Morin, mentre il premier olandese Jan Peter Balkenende ha annunciato il progressivo ritiro dei suoi 1.700 soldati apartire dal prossimo gennaio. E da Berlino, che ha nel Nord dell’Afghanistan 3.800militari, ancora a marzo è arrivato un altro
njet:
il ministro della Difesa Franz Josef  Jung ha ribadito che, a parte il rinforzo di 600 uomini già deciso a dicembre (di cui200 per le elezioni presidenziali del 20 agosto, il resto è destinato a restare) di altretruppe non se ne parla affatto. Lo stesso dicasi dell’Italia, che dispone di 2.350 mili-tari stabili in Afghanistan. Nel corso del Consiglio atlantico a livello di ministri dellaDifesa, lo scorso 11 giugno a Bruxelles, Ignazio La Russa ha sottolineato che «nonè previsto» che il battaglione aggiuntivo di circa 500 uomini resti oltre le elezioni. Washington e i vertici Nato, invece, avevano chiesto con forza che questi militari inpiù restassero stabilmente.Quanto agli aiuti allo sviluppo, anche qui gli Stati Uniti puntano a dare il buonesempio. Così, oltre a 21 mila soldati in più entro il 2010, Washington sta incre-mentando anche gli sforzi per la cooperazione allo sviluppo dell’Afghanistan. Il 19marzo scorso, James A. Bever, direttore della Task-Force Afghanistan-Pakistan diUsaid (l’agenzia di aiuti allo sviluppo degli Stati Uniti) ha annunciato l’invio di altre150 persone, di cui 45 collocate a Kabul e le altre nelle province, portando a 721 iltotale del personale Usa di cooperazione in Afghanistan. Il tutto mentre Obama hachiesto al Congresso, per l’anno fiscale 2009, un incremento di 100 milioni di dol-lari per l’aiuto allo sviluppo
7
.È già un miracolo che al summit di Strasburgo Obama sia riuscito a strapparela promessa di un rinforzo totale (a parte i 21 mila militari che Washington man-derà in più) tra tutti e 42 i partecipanti alla missione Isaf (tra cui i 26 paesi Nato),pari a 5 mila uomini di cui 3 mila solo per elezioni e dunque destinati a rientraresubito dopo il voto, mentre il resto avrà soprattutto funzioni di addestramento più
LA RIVOLTA D’IRAN NELLA SFIDA OBAMA-ISRAELE
7. Dichiarazione di fronte alla Commissione sulla supervisione e alla sottocommissione sulla riformadella sicurezza nazionale e degli affari esteri della Camera dei rappresentanti, a Washington. Il testo èconsultabile sul sito di Usaid, www.usaid.gov.
 3
000-000 Lim 4-09 del re 29-06-2009 12:40 Pagina 3

Activity (4)

You've already reviewed this. Edit your review.
1 thousand reads
1 hundred reads
Davide Rando liked this
gufo69 liked this

You're Reading a Free Preview

Download
scribd
/*********** DO NOT ALTER ANYTHING BELOW THIS LINE ! ************/ var s_code=s.t();if(s_code)document.write(s_code)//-->