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AMOREEPSICHE
ChiaraCarrer
H
erastavasedutaePsichelepog-giava la testa sul grembo: dopoesserestatanelladimora diDe-metra,adessoeravenutadaHe-ra per chiederle notizie di Eros.La grande madre la consolava,masapevaanchechenonavrebbepotutaaiutar-la. Aveva capito che Psiche aspettava un bambi-no: ed era suo dovere proteggere le giovani ma-dri, sapeva bene quanto una donna può sentirsisoladifronteall’infinitagrandezzadellavitacheporta di dentro. Dopo le avrebbe detto anche diandare verso il suo destino, di affrontare la rab-bia di Afrodite e la lontananza di Eros, e di farlodasola:maadessolepiacevadipoterlaaccudireunpoco:cosìleavevacominciatoaraccontarediFilèmoneeBàucine:diqualecosatremendamen-tecomplicatasial’amorequandodiventaunafa-miglia, la costruzione, una casa.
Stavanolì,
Filèmoneeucineabereeaparla-recon Hermes e Zeus come con degliospitiqua-lunque:senzasaperechifossero,liavevanoaccol-ti.Eranovenuti,glidèi,pervederesefosseroriu-sciti a trovare un po’ di ospitalità: se gli uominierano davvero così orrendamente corrotti comesembrava. In effetti non era andata molto bene:dovunqueavesserobussatoeranostatimessiallaporta.EnonostanteHermescercassedidistrarlo,Zeusgià stavapensandoal diluvioperannullarequella generazione di orribile umanità. «Cos’è?»gli aveva chiesto: e voleva intendere cos’era adincupirlo. Ma Zeus aveva risposto: «
è fulmine, è grandine,èpolvereesiccità,acquacherompel’argi-ne e lascia una riga nera, al primo piano di unacittà
»eintendevaciòcheavrebbefattoaccadere. Allafinecomunqueiduevecchiliavevanoaccol-ti:avevanoapertolaloropiccolacasae,apparec-chiatoinveranda,glistavanooffrendouninfusodi tiglio. Poi lui aveva borbottato alla moglie:«Bàucine, prendi i biscotti!». «Quali biscotti?».«Bauci, ci sono degli ospiti e tu non hai fatto ibiscotti?». Lei aveva versato l’infuso scusandosidi non avere niente da offrire. «Non c’è proble-ma»s’eraaffrettatoadireHermes,«vabenissimocosì». Il viso di Zeus cominciava a distendersi:«haragionelui,vabenecosì»avevadetto.Edèaquel punto che avevano cominciato a parlared’amore: «Sono quarantasette anni che siamosposati» aveva detto Bàucine, «ancora lo amo».«E come si fa?» aveva domandato Zeus: «non èsempreuguale?Comesifaadamarecosìalungosenzastancarsi,semprelostessoamore?»:eracu-rioso, per lui che ogni giorno cercava un amorediverso.
«Non è uguale»
disse Bàucine, «sono uguali lepersone,maadamarlecambiano.Ecambiailmo-dodi farlo».«Perché nonrestateper cena?»avevadettoFilèmonechemagaris’erastufatodiqueidi-scorsi: «ammazziamo una delle oche...». «Oche?»aveva detto Bàucine. Un’oca c’era, ma abbastanzamalmessa, comunque Bàucine l’aveva cucinataconunasalsadimirtillicheHermesnonavevamaiassaggiato prima. Era stato bello: anche Zeus eratornato sereno: rideva alle battute di Hermes e sicompiaceva dell’amore di quella casa. Poi il vinoera finito e Filèmone se ne era dispiaciuto, alloraHermes aveva abbassato lo sguardo e la broccas’eradinuovoriempita:iduevecchiavevanocapi-to chi erano quegli ospiti e si erano inchinati allaloro grandezza: chiedendo una benedizione.Zeus aveva comunque deciso il diluvio, l’acqua, ilpantano: ma aveva anche deciso di salvare i due vecchi. Di fare di quella casa un tempio e lasciareche ne fossero i custodi; poi aveva detto loro dipoteresaudireunarichiesta:perceranogiusti.Idueavevano chiesto dipoter morireinsieme:sen-zadoversiseppellirel’unl’altra,senzadoversiman-care. Così, passato il diluvio, Filèmone e Bàucineerano restati a lungo i custodi del tempio di Zeused Hermes dai sandali alati. E quando era stato ilmomento di morire, erano rimasti lì a guardarsi,mentrelemanidiventavanofoglieelebracciafron-de: lui un olmo e lei una quercia, si tramutavanointrecciando i rami fra loro.«
 Amore,gioventù,lieteparole
»,ilgabbianos’eraap-penaavvicinato adAfrodite, elei s’era fatta inner- vosire:chedice?chevuole?Dopocheebbemanda-to Eros a punire Psiche, Afrodite in effetti, avevapreferito sparire, nascondersi dalle parti di Ciprodedicandosi a sé. E aveva dato per scontato chetutto, adesso, fosse tornato al suo posto. Invece ilgabbianoeraarrivato:«
 Amore,gioventù,lieteparo-le, cosa splende su voi e vi dissecca? Resta un odore
Ilmito
Unracconto«mitico»
Il mitodi Amore e Psiche raccontato per im-maginidall’artistaeillustratriceromanaChiaraCar-rer.Questaèlaterzapuntata.
GiovanniNucci
SCRITTORE
LaquilaeAfrodite,l’ultimaprovainunmarediluce
34
GIOVEDÌ16LUGLIO2009
of 00

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