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Mentre la casa brucia, qualcunosi preoccupa delle gocce d’ac-qua che si spandono sul tappetomentre si prova a spegnere l’in-cendio. È calzante la similitudi-ne ironica proposta da Green- peace per spiegare la posizione presa ieri sull’eolico da un grup- pone di associazioni. L’incendio,naturalmente è il cambiamentoclimatico, tra le priorità ambien-tali e sociali del pianeta. Il pun-to è che non tutti, all’interno delfronte del no assoluto al vento,sono convinti che l’incendio cisia. E, in fondo, questo giusti
caun po’ tutto: se la febbre del pia-neta non c’è, se a sbagliarsi sonoil 99 per cento degli scienziati,in fondo perché non continua-re a bruciare petrolio, gas o car-bone? Certo, qualcuno potrebberispondere che quella roba lì famale al clima della Terra quantoai polmoni degli esseri umani eche ha cambiato la faccia di fore-ste, montagne e monumenti, mamettiamo da parte questa argo-mentazione. Altri - all’internodegli 11
rmatari di un appello“Via dal vento” che ieri ha sputa-to fuoco e
amme su chi non la pensa allo stesso modo - potreb-bero essere tentati dal nuclearecome scelta possibile: in alcunilo pensano, ma solo uno (Chic-co Testa) lo dice. Anche qui, unqualche senso logico, la scelta didare addosso all’eolico in quan-to tale, ce la potrebbe avere. Inrealtà, l’accusa che si muove è: produce briciole di energia incambio di un disastro ambien-tale e paesaggistico. Sul primotema, in realtà le controversiesono di
cili da aprire, perchél’energia dal vento è quella cheè più cresciuta, tra le rinnovabilinel nostro Paese e proprio que-sto dà scandalo ai benpensan-ti dell’ecologia purista, al parti-to del “non facciamo niente per-ché si possa fare tutto”. Sul se-condo, si aprono dei distinguo: per fare l’eolico, come per il so-lare e le biomasse, occorre averchiaro che serve una piani
ca-zione territoriale, che serve il vento e che le torri non si pos-sono costruire in zone di parti-colare interesse paesaggisticoe naturalistico. Tutte cose con-divisibili che dovrebbero valereanche per le centrali a carboneo per quelle nucleari e invece cisi ricorda solo per l’eolico. Ci so-no degli scandali? Possibile, ad-dirittura probabile. Siano tiratifuori e denunciati. Ci serve l’eo-lico, come energia pulita matu-ra? Sicuro. E dire, come fanno igattopardi dell’ambientalismo,che si può fare solo nelle zoneindustriali (dove per loro stessaammissione il vento non c’è) si-gni
ca dire non lo fate. Non saràl’eolico a salvare il mondo, ma ilmondo non si salva senza anchel’eolico (la ricerca sulle rinnova-bili, l’e
cienza energetica). E unbriciolo di buon senso.
Presentato, tra le critiche deisindacati, il Documento di pro-grammazione economica trien-nale. Questi i dati macroecono-mici: Pil in caduta di oltre il 5%,
Fuori campo
Ddl Alfano, immigrati, sentenza Sandri. Nel Paese dei diritti negati,il governo promuove all’Onu la moratoria internazionale sull’aborto.L’esistenza di un ovocita vale più degli esseri umani
de
cit pubblico intorno al 5,3,disoccupazione all’8,8 e calo deiconsumi del 2,2. Salirà l’età pen-sionistica delle dipendenti delsettore pubblico e nella manovraestiva passa lo scudo-condono
scale. Secondo il sociologo Lu-ciano Gallino manca una verastrategia e una parola chiave:reddito. «Ancora una volta nonsi parla delle 2 milioni e 800mila persone che a breve non avran-no strumenti di sostegno».
Ambiente
4
In controtendenza rispettoalla strada intrapresa c’è chicontesta l’eolico. Per fortunala riconversione energeticaa favore delle rinnovabili,dagli Usa all’Ue, va avanti. InItalia arriva la condanna perPaolo Berlusconi e i danniambientali causati dal golf 
 
Rosciarelli
a pagina
5
Tremonti e il Dpef delle amnesie
Manovra
Il documento economico triennale presentato tra le ga
 
e del ministro e le proteste dei sindacati
INTELLIGENZAGETTATA AL VENTO
Editoriale
 
Servizi a pagina
2
e
3
Esteri
6
Si è aperto a Sharm El-Sheikh il quindicesimo vertice del Movimento deinon allineati. I Paesi in viadi sviluppo chiedono condecisione un nuovo ordineinternazionale «più giustoed equilibrato». E Mubarak lancia la sua s
da al mondo
L’Inkontro
8
Questa settimana, inprimo piano la misteriosascomparsa di Magedal Molky, il capo delcommando che sequestròl’Achille Lauro nell’85.Spazio poi al ddl antistupri,alle in
ltrazioni ma
ose eagli arresti al Mof di Fondi
    S   p   e    d .    i   n    A    b    b .    P   o   s   t .    D .    L .    3    5    3    /    2    0    0    3    (   c   o   n   v .    i   n    L .    2    7    /    0    2    /    2    0    0    4   n .    4    6    )   a   r   t .    1   c   o   m   m   a    1    D    C    B  -    R   o   m   a
    ©     S    C    R    O    B    O    G    N    A    /    L    A    P    R    E    S    S    E
©ANSA
o davanti a me alcune sta-tistiche recenti. Numeri,solo numeri: ma parlano.La prima ci dice quanta CO
2
neidiversi Paesi viene generata per produrre 1.000 dollari di reddito.Per produrre 1.000 dollari di red-dito la Cina genera 0,75 tonnella-te di CO
2
, gli Usa 0,62, la Germa-nia 0,52, il Giappone 0,42, la Fran-cia 0,30. Indovinello: perché cisono queste di
 
erenze? Forse ca-sualmente questa classi
ca coin-cide anche con la minore o mag-giore penetrazione dell’energianucleare? Un secondo dato è al-trettanto chiaro: la Francia haun Pil procapite di circa 36mi-la dollari; l’ Italia di circa 30mila.La produzione procapite di CO
2
della Francia è di 5,71 tonnella-te, quella dell’ Italia di 7,06. Co-sa ci dicono questi numeri e tan-ti altri che potrebbero essere cita-ti? Che non vi è alcun dubbio chel’energia nucleare aiuta in manie-ra consistente la decarbonizza-zione dell’economia.La Francia da questo punto di vi-sta rappresenta il Paese in asso-luto più virtuoso.
Cari amici ambientalisti
Polemiche
Segue a pagina
11
è un
lo che collega treeventi diversi che hannoavuto luogo la scorsa set-timana e sui quali dobbiamo ri-
ettere con attenzione. Rileggen-do i risultati del G8 e prendendoin considerazione i commentisulla mobilitazione di alcune or-ganizzazioni e movimenti intor-no a esso, il voto al Senato sul nu-cleare, non ci possiamo farci illu-sioni: anche se la crisi globale edecologica, i cambiamenti clima-tici e la necessità di a
 
rontar-li sono stabilmente tra le priori-tà planetarie, anche se tutti rico-noscono che solo regole chiare potranno evitare nuovi crash
-nanziari, anche se in Europa nelfronte progressista l’unica opzio-ne che vince è quella ecologistae gli Stati Uniti hanno de
nitiva-mente abbandonato Bush, sia-mo ancora minoritari in terminidi capacità di impatto reale sullescelte politiche di breve e mediotermine, non solo in Italia. Dove,comunque, il voto parlamentaresul nucleare, accolto con indi
 
e-renza dall’opinione pubblica, neè l’ultima dimostrazione.
Dal G8 alle regionali
Proposte
Segue a pagina
11
C’
Chicco Testa Monica Frassoni
H
        9       7       7        2        0        3        6        4        4        3        0        0       7        9        0       7        1        6
1500
Il numero verdeper informarsi sucome difendersidall’afa
Fonte: ministero del Welfare 
 Anno V - n. 161 -
giovedì 16 luglio 2009 -
E
1,00
 
2
www.terranews.it
giovedì 16 luglio 2009
Fuori
    ©     H    O    N    D    A    /    L    A    P    R    E    S    S    E    ©     G    I    G    L    I    A    /    A    N    S    A
a pratica dei respingi-menti in mare attua-ta dall’Italia impediscel’accesso al diritto d’asilo da partedegli immigrati». Laura Boldrini, portavoce dell’Alto commissaria-to per i rifugiati, giudica «violen-te» le critiche rivolte dal gover-no all’Unhcr, “reo” di aver raccol-to testimonianze di migranti chehanno denunciato l’uso della for-za da parte dei militari italiani. Imaltrattamenti, stando a quantoriferisce l’Unhcr, sarebbero avve-nuti durante il trasbordo su unamotovedetta libica in occasio-ne del respingimento in mare del primo luglio al largo di Lampedu-sa. «Si trattava - spiega la Boldri-ni a
Terra
- di un gruppo di 82 eri-trei, popolazione che è la secon-da in Italia per numero di richie-ste di asilo. Domande che vengo-no inoltrate dal 70 per cento deimigranti che arrivano via mare,di cui la metà viene accolta. Maagli immigrati in questione so-no stati persino con
scati i docu-menti». Esseri umani allontana-ti, rimossi, dimenticati. «La veri-tà - riferisce la Boldrini - è che si ètrattato di persone che avevano irequisiti per richiedere l’asilo po-litico ma che non sono nemmenostate identi
cate. Né qualcunoha chiesto loro i motivi della fu-ga dal Paese d’origine». E il gover-no? «Abbiamo segnalato più vol-te al ministero dell’Interno il ca-so. Non ci hanno mai risposto».Un fenomeno di denegata giu-stizia che, rivela, «è iniziato dal6 maggio scorso. Fino a quel mo-mento la tradizione italiana eraquella di soccorrere, identi
caree valutare i diritti dei singoli sul-la possibilità della richiesta d’asi-lo». Un principio di garanzia cheora viene sfregiato dalla politicadei respingimenti. Un
not in my backyard 
che fa macerie dei di-ritti umani. Sullo sfondo, incom-be il drammatico fenomeno lega-to alla tratta di esseri umani, «sulquale continuano le nostre inda-gini sotto il pro
lo del contrastoin relazione a speci
ci gruppi cri-minali dediti a questi drammaticitra
ci», assicura Filippo Spiezia,magistrato italiano di Eurojust,l’Unità di cooperazione giudizia-ria dell’Ue con sede all’Aja. Ma suquanto avviene in mare c’è un ul-teriore pericolo: quello di non sa- pere cosa accade. «A noi non vie-ne detto nulla - rivela Laura Bol-drini -. Le notizie le veniamo a sa- pere solo dalla stampa». Dunque,nessuno sa cosa succede e chi sanulla fa per renderlo noto. «Ora -è il suo appello - mi auguro che ilgoverno riconsideri questa poli-tica». Un esecutivo espressionedi una maggioranza che non sifa remore di violare i diritti delle persone ma che, contestualmen-te, alla Camera approva (aste-nuti Pd e Idv) due mozioni, a
r-
«L
ma di Buttiglione, Udc, e Barani,Pdl, che impegnano il governo a promuovere una risoluzione del-le stesse Nazioni unite «che con-danni l’uso dell’aborto come stru-mento di controllo demogra
co ea
 
ermi il diritto di ogni donna anon essere costretta ad abortire,favorendo politiche che aiutino arimuovere le cause economiche esociali dell’aborto». Una schizo-frenia politica che da un lato at-tacca l’Onu quando difende il di-ritto degli esseri umani ma chedall’altro chiede alle stesse Nazio-ni unite di pronunciarsi a favoredi esistenze biologiche che uma-ne ancora non sono. Emma Bo-nino, vicepresidente del Senatoe leader dei Radicali, commen-ta amara: «Purtroppo,
nché sa-rà l’ideologia a prevalere conti-nueremo ad assistere al parados-so per cui il diritto alla vita vale più per un ovocita o uno sperma-tozoo che per una persona in car-
Emma Bonino: «Finchésarà l’ideologia aprevalere continueremoad assistere al paradossoper cui il diritto alla vitavale più per un ovocita»
In Campania prima mis-sione della neo Commis-sione bicamerale sull’eco-ma
a presieduta da Gae-tano Pecorella. Due giorni per ascoltare vertici delleistituzioni, rappresentan-ti delle forze dell’ordine emagistrati. «La camorrasta tornando». L’allarmelanciato dalla Commissio-ne dopo gli incontri non èuna notizia. Più giusto af-fermare che non è mai an-data via. La capacità del-la criminalità organizzatadi trovare spazi nel setto-re della raccolta e del tra-sporto, e nello smaltimen-to dei ri
uti, rappresen-ta ancora una costante inCampania. La novità chequesta volta a denunciarloè un organismo istituzio-nale super partes. «Nel ci-clo dello smaltimento deiri
uti c’è un alto numerodi aziende inquinate dal-la criminalità organizza-ta», le parole di Pecorella.Dai lavori della commis-sione si apprende di situa-zioni riguardanti decinedi aziende alle quali non viene rilasciato il certi
-cato antima
a e che rien-trano nel giro dopo averinoltrato e vinto il ricorsoal Tar. Dal presidente Pe-corella anche una denun-cia precisa sull’ecocidioin atto nella Terra dei fuo-chi, l’area a nord di Napo-li così ribattezzata anni fada Legambiente per la cri-minale abitudine brucia-re ri
uti tossici di ogni ti- po a tutte le ore del gior-no e della notte. «L’80 percento dei copertoni delleauto in Campania lo bru-cia la camorra illegalmen-te e solo il 20 viene smal-tito in modo
L’EMERGENZASENZA FINE
Rifiuti
Peppe Ruggiero
unto di vista scomodo,quello di Salvatore Borsel-lino, in merito alla stragedi via D’Amelio, di cui tra pochigiorni ricorre il 17esimo anniver-sario. Il 19 luglio 1992 l’esplosio-ne di una 126, riempita di trito-lo e parcheggiata in via D’Amelio,fece saltare in aria il giudice Pa-olo Borsellino, fratello di Salva-tore, insieme al resto della scor-ta. «Mio fratello andava a trova-re mia madre in via D’Amelio tre volte la settimana - racconta Sal- vatore Borsellino -. Doveva es-serci il divieto di sosta in quellastrada che era come un budello,e nonostante la richiesta presen-tata da parte dei poliziotti del-la scorta, quella richiesta rima-se nei cassetti. Omissioni gravi,dunque, a cui aggiungo il sospet-to di complicità istituzionali». A partire dalla scomparsadell’agenda rossa di Paolo Borsel-lino, quella in cui il giudice anno-tava meticolosamente le sue at-tività e i suoi sospetti. «Esistonofotogra
e e riprese di telecame-ra di quel giorno in via D’Amelio,
«Nell’agenda rossa i ricatti allabase della seconda Repubblica»
Incontri
Domenica ricorre il 17esimo anniversario della strage di via D’Amelio, dove morì Paolo Borsellino. Proprionei giorni in cui il caso torna alla ribalta per le dichiarazioni di Ciancimino jr, il fratello Salvatore rilancia vecchie accuse
che mostrano un uomo con ca-micia azzurra e distintivo da Ca-rabiniere, il capitano Arcangeli(oggi tenente colonnello) allon-tanarsi con la borsa del giudi-ce. Questa è sottrazione di pro- ve. Eppure Arcangeli è stato as-solto per non aver commesso ilfatto. Sicuramente lui potrebbedarci indicazioni su chi ha pre-levato quella borsa. L’agenda do- veva essere fatta sparire e non di-strutta.Erano i giorni in cui Paolo con-tinuava a dire: “Devo fare in fret-ta. Sto vedendo la ma
a in diret-ta”. E la ma
a di cui parlava nonera quella che lui aveva sempre visto, non l’avrebbe detto, in unacrisi di pianto che ebbe il giorno18. Era un’altra ma
a. Non i grup- pi di fuoco, che alla
ne non so-no più di 5.000 persone in tuttala Sicilia ma quella più pericolo-sa, quella che penetra all’internodello Stato, della magistratura,delle Forze dell’ordine, dei Servi-zi segreti.È per questo che quell’agendadoveva essere così pericolosa,ed è per questo che doveva esse-re fatta sparire. Ma non distrutta,altrimenti l’avrebbero fatta salta-re in aria con la macchina di tri-tolo. Io credo che su quell’agen-da rossa si siano costruiti i ricat-ti incrociati sulla base dei quali sifondano oggi gli equilibri di que-sta disgraziata nostra SecondaRepubblica».Parole dure, queste di Salvato-re Borsellino, da 15 anni alla ri-cerca di giustizia e di verità, tut-tora occultata, riguardo a quellastrage. Chi ha messo la bomba?«Per la ricorrenza di quest’an-no ho voluto organizzare a Pa-lermo una protesta, coinvolgen-do gente da tutta Italia, da me ri-chiamata attraverso incontri di-retti oppure attraverso il mio si-to web. Ci sarà un mare di genteche verrà a Palermo quest’anno, etutti avranno in mano un’agendarossa, perché la gente, vedendoli, possa chiedersi: “Ma perché tut-te queste persone hanno in ma-no un’agenda rossa? Il 18 luglio presidieremo via D’Amelio tuttoil giorno, la nostra sarà una pro-testa non violenta». Via D’Amelioè il luogo da dove tutto è iniziatoe da dove tutto, ora, deve iniziarea cambiare.
P
Schizofrenia al potere
Violazioni
Il governo mette in discussione i principi giuridici alla base del diritto d’asilo. L’Unhcr denuncia: «Usata laforza contro i migranti». L’esecutivo risponde alle critiche. E intanto la Camera approva una mozione contro l’aborto
 Valerio Ceva Grimaldi Wilma Massucco
Il capitano Arcangeli èstato assolto. Eppureesiste un video che loriprende con la valigettadi mio fratelloDietro l’attentatoalle omissioni gravisi sommano anchecomplicità istituzionali
ne e ossa. C’è e
 
ettivamente unacontraddizione tra il trattamen-to che si riserva a esseri umanirespinti in alto mare pur sapen-do di mettere a rischio la loro vi-ta, senza averne veri
cato il dirit-to di asilo o di protezione come cichiedono i trattati internazionaliche abbiamo sottoscritto, e invo-care il diritto alla vita per impe-dire la libertà di scelta delle don-ne, che nulla ha a che vedere conl’aborto imposto come mezzo dicontrollo demogra
co o di sele-zione genetica che nessuno pen-sa di difendere».Una sonora bocciatura. Èquella che la sesta Com-missione del Csm ha infer-to al ddl Alfano. Secondo il parere, che verrà discussooggi dal plenum di Palazzodei Marescialli, la riformadel processo penale violala Costituzione in almenoquattro principi. A comin-ciare da quello sull’obbli-gatorietà dell’azione pena-le. Con e
 
etti «devastan-ti» sull’e
cacia delle in-dagini. Inoltre, «ra
 
orzan-do la dipendenza della po-lizia giudiziaria dal potereesecutivo ed estrometten-do il pm dalle indagini»il testo normativo porte-rebbe al rischio di un con-trollo da parte del gover-
CSM: ALFANO?DEVASTANTE
Giustizia
tito in modo
 
3
campo
 www.terranews.it
giovedì 16 luglio 2009
    ©     F    A    L    S    E    T    T    I    /    A    N    S    A
©SCROBOGNA/LAPRESSE
©Tachus
l giudizio di primo gradosull’omicidio di Gabriele San-dri avvenuto all’autogrill diBadia al Pino nel 2007 ha stabi-lito una condanna a sei anni perl’agente di Ps Spaccarotella, con laderubricazione del reato da omi-cidio volontario a omicidio col- poso. Sentenza che ha scatena-to immediate reazioni sia dentrol’aula del tribunale di Arezzo siafuori. Tra queste quella del sinda-co di Roma Gianni Alemanno cheha espresso, durante l’inaugura-
Paolo Cento
I
zione del villaggio per i mondia-li di nuoto, in un colloquio telefo-nico con il padre di Gabriele San-dri, tutto il suo disappunto: «L’hosentito fermo, pacato, voglioso digiustizia, addolorato, ferito mamolto responsabile e molto pre-sente». Proprio il padre di Gab-bo, intervenendo a “Studio aper-to” aveva dichiarato: «Pretendogiustizia dallo Stato che non miè stata data. Come si può pensa-re di derubricare un omicidio delgenere in un semplice omicidiocolposo, è gravissimo, io non cre-do più nella giustizia. Voglio ri-cordare che cinque cittadini ita-liani con un alto senso civico ave- vano testimoniato in questo pro-cesso quanto avevano visto quelgiorno sull’autostrada».Per tutto il giorno nelle radio ro-mane e non solo si sono alterna-te ai microfoni telefonate di ti-fosi ma anche semplici cittadiniche volevano testimoniare la vici-nanza alla famiglia Sandri, la vo-glia di giustizia e verità su questoomicidio, la profonda delusione einsoddisfazione per una sentenzache lascia l’amaro in bocca a tutti.Molti sono i parlamentari e i po-litici che hanno preso parola. Al-cuni in buona fede, altri smemo-rati rispetto alle proprie azioni le-gislative in parlamento. Infatti inquesti anni troppe volte sia a de-stra sia a sinistra si è pensato chela legge non era uguale per tutti perché un reato commesso da un poliziotto non era così grave o co-munque pesava di meno di quel-lo commesso da un semplice cit-tadino. È lunga la serie di fatti dicronaca che hanno attraversa-to le coscienze civiche del nostroPaese e che hanno visto come re-sponsabili uomini appartenentialle forze dell’ordine. Dagli anni70 in poi è lungo l’elenco, ma so-lo per stare agli ultimi anni bastaricordare le vicende di Carlo Giu-liani o quella di Federico Aldro- vandi. Sulla vicenda di GabrieleSandri, magari, avrà pesato il fat-to di essere un tifoso o, secondoalcuni ancor peggio, un frequen-tatore degli ultrà o di gruppi a
-ni. Ecco, ri
etta di fronte a questasentenza chi negli anni scorsi in parlamento (la stragrande mag-gioranza di centrodestra e cen-trosinistra tranne poche eccezio-ni) ha approvato norme specialisugli stadi e le tifoserie per cui og-gi se si entra in curva con un fu-mogeno si rischiano 3 anni di car-cere, mentre se si uccide Gabrie-le Sandri in un autogrill dell’au-tostrada il reato è omicidio col- poso e la condanna è di soli 6 an-ni. Per questo ingiustizia è fatta enon riguarda solo l’esame criti-co di questa sentenza ma l’insie-me delle norme penali ordinarie especiali che ogni anno questo Pa-ese si dà inseguendo l’emergenzamediatica del momento e crean-do mostruosità giuridiche in ap- plicazione di pessime leggi. Oraci sarà un appello già annunciatodagli avvocati difensori della fa-miglia Sandri e bene fa il padre adalzare serenamente ma con forzala voce per difendere la memoriadi Gabriele. Questa vicenda, però,così diversa ma anche così ugua-le a molte altre, ferisce un’interacomunità che va oltre gli amici diGabbo e i tifosi. Pretendere veri-tà e giustizia sull’assassinio di Ga-briele Sandri è uno spartiacquecosì come lo è pretendere veri-tà per l’assassinio di Carlo Giulia-ni e di Federico Aldrovandi. Que-sto Paese non può più sopportareche la legge non sia davvero ugua-le per tutti ed è giunto il momen-to che anche la stragrande mag-gioranza delle forze dell’ordine diogni livello e grado che ogni gior-no fa il proprio dovere, faccia sen-tire la propria voce, per far sape-re a noi tutti che anche fra di loro vi è, ne siamo certi, chi ha a cuorela giustizia
.
Carlo Giulianie Federico Aldrovandi:vittime dell’ingiustificataviolenza di unaminoranza impazzitadella Polizia
legale». Insomma: ancoradenunce di un fenomenoche da decenni è stato fo-tografato, diagnosticato,analizzato in tutte le suesfaccettature ma che nonsi vuole debellare. Oggi lacamorra nel settore dei ri-
uti è in attesa. L’empassegovernativa sul da farsi inCampania, sta mettendoin crisi, involontariamen-te, anche la Ri
uti Spa.Senza un piano sicuro edettagliato la criminalitàorganizzata non può pia-ni
care e di conseguen-za attrezzarsi per gestireil prossimo lucroso busi-ness post emergenza inCampania. E anche vero, però, che la camorra nondev’essere usata come ali-bi per coprire le ine
cien-ze e manchevolezze del-la pubblica amministra-zione che in questi 15 an-ni ha determinato il disa-stro ambientale che è sot-to gli occhi di tutti. Dovenessuno ancora ha paga-to E sicuramente non percolpa dei magistrati cam- pani. Spesso, infatti, le to-ghe della Procura napole-tana a
 
rontano la guerracon le armi spuntate. Ven-gono messi alla berlinaquando indagano sui po-teri forti e sul mondo po-litico, come nel caso delleindagini sui vertici Fibe-Impregilo o sul falso cdrnell’inchiesta “Rompibal-le”. «Oggi le leggi non con-sentono un’azione incisi- va. Ed è opinione di
 
usa,ormai, che fra prescrizio-ni, indulti e altri bene
ci,il processo a piede liberonon fa paura a nessuno».Parole eloquenti quelledi Aldo De Chiara, coor-dinatore del pool ecolo-gia istituito presso la Pro-cura di Napoli. Parole chedovrebbero far ri
ettere.E agire. Ma in Campaniatutto scorre lentamente.Da 15 anni. Tra mala
 
are,criminalità e mala- politica.
Facciamo i conti del G8 e dellaricostruzione. Che non tornano
Abruzzo
Sia per il summit dei Grandi della Terra, come per il post terremoto, governo e Protezione civile avevanoannunciato scelte low cost e di grande convenienza. In verità pare non sia così. Ecco le scoperte di alcuni giornalisti
era chi diceva (Bertola-so, il capo della Protezio-ne civile) che il G8 sareb-be costato poco, che si era fattauna scelta
low cost 
sia per i pran-zi che per le attività e i materia-li. C’era chi diceva (sempre l’on-nipresente Guido) che la sceltadella strategia “dalle tende allecase” invece del passaggio inter-medio nei container e nelle ca-sette (come avvenne per il ter-remoto in Umbria e Marche) pergli sfollati avrebbe fatto diminu-ire i costi generali dell’emergen-za. È andata davvero così? Per la prima voce, facendo i conti del-la serva, sembra che le donazio-ni dei Grandi intervenuti al sum-mit la scorsa settimana riesca-no appena a coprire le spese delfaraonico apparato mediaticomesso in piedi a loro uso e con-sumo nella caserma della Guar-dia di
nanza di Coppito. A fare questi conti alcuni mal-
dati giornalisti e testate loca-li. Nessuna smentita, anche per-ché il conto è stato fatto a occhio visto che le spese del G8, come
Pietro Orsatti
C
tutto l’apparato, sono copertedal segreto di Stato. Nulla di pre-ciso si sa ma una stima credibilei giornali del posto l’hanno fatta.«Non supereremo i 50 milioni dieuro, a fronte dei circa 450 com- prensivi dei lavori previsti per laSardegna», disse il super com-missario all’epoca della scelta ditrasferire il summit, dimentican-dosi però di dire che gran par-te dei 450 erano stati già spesi.Prendiamo per buona la cifra di50 milioni e si scopre che più omeno corrisponde alle donazio-ni dei Grandi.Ma andiamo a vedere quanto co-sta e se “conviene” tenere per al-meno 5 o 6 mesi migliaia di per-sone in tenda. Prendiamo, periniziare, l’esempio dei bagni chi-mici. Il contratto stipulato par-la di 3.500 bagni con un costo di160/180 euro al giorno per uni-tà. Calcolando che ogni tradizio-nale container ha i suoi speci
ciservizi igienici è facile capire chegià solo su questo piano la sceltanon sarebbe conveniente. E poi,dopo mesi in cui non si è riuscitia sapere nulla di certo sulle for-niture alle tendopoli, il 9 luglio èstata promulgata una “determi-na”, da cui almeno per alcuneassegnazioni
nalmente emer-ge qualcosa.Facciamo degli esempi. La for-nitura di prodotti caseari per la popolazione accolta nei cam- pi base del territorio comuna-le se l’è aggiudicata il “Consor-zio produttori latte” per un im- porto complessivo di 96.440 eu-ro. E ancora. La fornitura per unmilione di Tris posate in plasti-ca, un milione di Bis posate in plastica, un milione di bicchie-ri, 200mila bicchieri in plasticada ca
 
è, 200mila pezzi di cuc-chiaini da ca
 
è, un milione di piatti di plastica fondi, un milio-ne di piatti di plastica piani se l’èaggiudicata la ditta “Becca
codrink store” de L’Aquila per unimporto complessivo di 155.280euro. E poi, la stessa “Becca
codrink store” si è aggiudicata an-che la fornitura dell’acqua mine-rale per un importo complessivodi 133.470,72 euro. Anche la Protezione civile, aquanto sembra, si è fatta affa-scinare dalla cultura dell’usa egetta.
Giustizia nel pallone
Il caso
«Omicidio colposo? Intollerabile derubricazione». Sdegno e solidarietà bipartisan tra politici e tifosi dellaCapitale per la famiglia di Gabriele Sandri dopo la sentenza che condanna a sei anni l’agente Luigi Spaccarotella
Sembra che ledonazioni dei Paesipartecipanti al verticede L’Aquila, 50 milionidi euro, corrispondeall’incirca alla spesaper il faraonicoapparato mediatico La strategia “dalletende alle case”voluta dal governonon ha fatto diminuirei costi generalidell’emergenza
no dell’azione penale. Lastroncatura cade lo stessogiorno in cui il presidentedella Repubblica GiorgioNapolitano, nel promulga-re la legge sulla sicurezzaapprovata dal Parlamen-to il 2 luglio scorso, sotto-linea come «suscita per- plessità e preoccupazio-ni l’insieme del provvedi-mento che, ampliatosi inmodo rilevante nel cor-so dell’iter parlamentare,risulta a un attento esa-me contenere numerosenorme tra loro eteroge-nee, non poche delle qua-li prive dei necessari re-quisiti di organicità e si-stematicità». In partico-lare, il capo dello Stato ri-leva «la presenza nel testodi speci
che disposizionidi dubbia coerenza con i principi generali dell’ordi-namento e del sistema pe-nale vigente».
politica.
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