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Pratica dello spettacolo
Metodo Zanoni esami da campioni
1. Spettacolo e comunicazione sociale Non esiste uno specifico diritto dello spettacolo come somma di discipline di settore: dovremo parlare invece di un diritto della comunicazione sociale, di cui lo spettatore fa parte, insieme ad altrediscipline, in genere di carattere informativo (es. giornalismo).Il problema sarà distinguere questo genere di comunicazione da quella interpersonale.Quando si parla di comunicazione sociale spesso capita di sentire termini come comunicazione dimassa (inducendo sospetti di livellamento, spersonalizzazione e qualunquismo) o comunicazione dimass-media o mass mediatica (tralascia l’aspetto umano e il messaggio in sé ponendo l’accento piùsul mezzo tecnico che sui gestori).La comunicazione sociale rimanda a un modello di società che rifiuta il ruolo di passiva destinatariadei messaggi; essa pone come protagonista del suo universo l’uomo, nell’atto di organizzarla dideterminarne i contenuti e di fruirne.Una materia caratterizzata da orizzonti mobili e gassosi soprattutto per i sentimenti di pudore edecenza e in base ad essi ogni volta o il magistrato o la commissione competente sarà chiamata avalutare sia il prodotto finale che le intenzioni, la rispettabilità dell’autore e del regista, e tutte lediverse componenti valutabili nel caso in cui nell’opera sia contenuta una scena a sfondo sessuale.Art 21 della costituzione definisce una sorta di elenco dei mezzi della comunicazione sociale tra cuigli spettacoli.La parola spettacolo è compresa anche nel codice penal.La comunicazione sociale vede al centro del suo sistema di funzionamento il soggetto umano,dovremo sforzarci di valutare quali siano le forme dell’organizzazione di questa comunicazione per comprendere sia in che misura l’individuo sia in grado di condizionarla, sia in termini personali chein termini di impresa, sia in che misura l’individuo (o la relativa impresa) può godere del sostegnodi questa organizzazione generale dell’espletamento della comunicazione di massa o, piùspecificamente, nell’espletamento di una attività di spettacolo.2. L’organizzazione della comunicazione sociale: competenze centrali, territoriali e locali. Gli enti.La comunicazione è costituita da un universo di messaggi: perché questi vengano fatti partire eveicolati, è necessario che essi siano preventivamente prodotti ed amministrati da entitàorganizzative.Questi possono essere di natura giuridica ma la distinzione di fondo che le contraddistingue rimandaessenzialmente alla loro caratteristica pubblica o privata.Una struttura si dice pubblica o per espressa dichiarazione normativa o perché emanata da pubblici poteri.L’organizzazione pubblica può essere nazionale (centrale (lo stato) territoriale (regioni) locale (icomuni e le provincie) o internazionale.Gli organismi privati invece sono le imprese: di produzione, di gestione e controllo.Dell’organizzazione pubblica prenderemo in esame le componenti, cioè gli enti, principali.Tra queste il competente ministero, le organizzazioni pubbliche territoriali e locali, l’ufficio specialedi collocamento per i lavoratori dello spettacolo, le sac-sezioni autonome di credito speciale della banca nazionale del lavoro, la siae e l’ente nazionale di previdenza ed assistenza per i lavoratoridello spettacolo.Tra i privati riscontriamo invece la maggior parte delle imprese di produzione spettacolare.Sulla natura pubblica l’ente principe è l’ex ministero del turismo e dello spettacolo, l’attualeministero dei beni e delle attività culturali, costituito nel 1998.
 
Le sue competenze possono dirsi essenzialmente di natura promozionale; un’attività di carattereaccessorio, pur se risulta presente anche un’attività autorizzatoria e di vigilanza.Esso opera attraverso commissioni; hanno funzione consultiva e di fatto esercitano un forte poteredecisionale perché il loro parere in merito alla corresponsione di provvidenze (provvedimenti tesi asoccorrere chi ne ha bisogno) alle varie categorie del mondo dello spettacolo è normalmentedeterminante.Tra le commissioni alcune si occupano di censura cinematografica e teatrale, detta anche revisionedei film e degli spettacoli teatrali e sono esse in cui compaiono le nozioni giuridiche: il comunesenso del pudore, onore, reputazione, dignità morale pubblica e famigliare, buon costume.Esse poi in realtà dispongono in autonomia decisionale della concessione o meno del necessariodocumento, parere a cui si deve attenere poi il ministero per il rilascio della concessione del relativonulla osta.Passiamo poi alle regioni. Nell’ultimo periodo si è assistito ad un passaggio di competenze da quella centrale a quellaregionale rispetto alla nuova realtà della devolution.A norma della modifica dell’art. 117 della costituzione diventeranno il nuovo soggetto legiferante inmateria di pubbliche rappresentazioni.A loro volta le regioni, demandano buona parte della loro funzione amministrativa agli enti locali,occupandosi quasi esclusivamente degli aspetti normativo-legislativi.Quindi per fare una ripresa di una strada cittadina dovrete molto spesso contattare il sindaco o unsuo incaricato, dopo aver pagato una tassa per l’occupazione di suolo pubblico.I comuni sono grandi concessori di licenze di varissimo tipo: ogni rappresentazione spettacolare pubblica necessita di una licenza di effettuazione.Il soggetto privato inoltra la domanda di licenza per una rappresentazione nella piazza del paese; lasua cura professionale per far sì che gli allestimenti tecnici e scenografici siano correttamenterealizzati e montati si scontrerà con una competenza tecnica affidata a queste commissioni.Esistono poi le sezioni staccate del ministero, le soprintendenze dei beni culturali e ambientali, chehanno responsbilità della tutela dei beni monumentali, non solo difesa fisica ma anche di naturaestetica che valuteranno se la scenograifia sia compatibile con il monumento.Ciò presenta un conflitto di competenze (es. anche sindaco con prefetto; quest’ultimo potrebberevocare la licenza concessa e interromperne l’efficacia anche in corso d’opera).Ciò significa che l’organizzatore dopo aver ottenuto tutti i permessi potrà trovarsi di fronte ad undiniego con la motivazione di un presunto vulnus (lesione, offesa di un diritto) inferto alla dignitàmonumentale e storica del luogo; con insindacabile giudizio del soprintendente.Il caso è aggravato poiché esso non dipende dal sindaco, ma è un rappresentante periferico dellostato centrale; nessuno dei due può prevalere sull’altro.Ma comunque l’autorizzazione arriva solitamente mezz’ora prima dello spettacolo mentre il diniegoestetico solitamente 2-3 giorni dopo, visto che siamo in Italia; così il problema è risolto tranne per l’organizzatore che mette di conseguenza in discussione le sue coperture assicurative.Le Sacct (sezioni autonome di credito cinematografico e teatrale della banca nazionale del lavoro)ci inizia ad introdurre nel complesso rapporto esistente tra la produzione spettacolare, i suoi costi ela sua economia. Nascono come sorta di fondazioni che debbono occuparsi della promozione e dello sviluppo delleattività teatrali e cinematografiche ma diventano quasi subito soggetti ai quali le imprese ricorrono per “scontare” le assegnazioni di provvidenze ministeriali.E’ una sorta di servizio bancario che anticipa le provvidenze del ministero poiché esse ci mettonocirca 12 mesi prima di poter essere incassate materialmente e quindi la sact, dopo averle presentatola lettera raccomandata ricevuta dal ministero, riconoscerà un’anticipazione fino all’80% delcontributo concesso, gravandola ovviamente degli interessi connessi al prestito di denaro, comefarebbe un istituto di credito.Altre questioni di chi dovrà organizzare uno spettacolo sono: la Siae e l’Enpals.
 
La Siae è un ente di diritto pubblico a carattere associativo che statutariamente ha per oggetto latutela giuridica ed economica delle opere dell’ingegno e dei diritti connessi in Italia e all’estero;significa che ad essa è riservata, senza pregiudizio di esercizio diretto da parte dell’autore, l’attivitàdi intermediazione, mandato, rappresentanza, cessione per l’esercizio dei diritti di rappresentazione,esecuzione, recitazione, diffusione radiofonica o televisiva, riproduzione meccanica delle operedell’ingegno.Essa, in taluni casi, esercita anche, senza bisogno di mandato, l’iniziativa giudiziaria a tuteladell’autore.Può inoltre assumere, per conto dello stato o di altri enti pubblici o privati, diritto di esazione,riscossione e accertamento di tasse, imposte, contributi in nome di apposite convezioni.XXXConsta di diverse sezioni: lirica, musica, operette e riviste, opere letterarie e arti figurative e cinema.L’enpals trae la sua origine dalla cassa nazionale di assistenza per i lavoratori dello spettacolo,istituita nel 1934.Opera in maniera simile all’Inpg (la cassa dei giornalisti).In forma consultiva si esprime circa il rilascio della così detta agibilità per chiunque vogliacostituire una compagnia teatrale; essa rilascia anche la così detta liberatoria, un documentoattestante l’avvenuto pagamento degli obblighi contributivi e previdenziali da parte dell’impresa dispettacolo ai suoi così detti scritturati, ossia ai lavoratori che hanno operato per essa.La funzione è di particolare rilevanza perché la corresponsione delle provvidenze ministeriali ègiustamente subordinata alla regolarità del regime contrattuale degli scritturati dall’impresa di produzione spettacolare.L’impresa di produzione spettacolare costituisce invece l’ossatura del versante privato del sistemadello spettacolo.L’ultima legge è stata aggiornata nel 1944; essa prevede tuttora che chiunque voglia dedicarsi allacostruzione di un’impresa spettacolare debba munirsi di un documento rilasciato dal ministero inaccodo con le forza di ps locali circa le qualità artistiche e morali del capocomico e degli artististessi.3. il diritto d’autoreInoltrarsi in questa materia significa essenzialmente addentrarsi nel campo della protezione legaledell’opera d’ingegno. Non sempre l’opera d’ingegno è di per sé opera d’arte ed il legislatore è stato al riguardo moltogeneroso, accordando protezione alle opere di carattere creativo, addirittura indipendentemente dalloro valore.Pensare che viene tutelata anche la variazione musicale da un’opera originale, la coreografia o le pantomime purché ne risulti in qualche modo traccia, la scultura, le incisioni e i disegni ma anche lescenografie; la stessa fotografia è tutelata.Sono tutelate anche le traduzioni o vocabolari o ancora antologie (costituiti dall’unione di opereoriginali) poiché comportano un processo di revisione creativa. Non si arriverà mai ad un elenco esaustivo ed omnicomprensivo delle categorie d’opera tutelare, sia per la gassosità della materia, sia per l’enorme apertura avuta dai linguaggi dell’espressività creativaa causa della tecnologia, che ci pone davanti ad una vastissima serie di opportunità nuove siariguardo al supporto dell’opera creativa, sia riguardo alla proliferazione di linguaggi misti econtaminati che la multimedialità propone.Sono tutelati anche slogan pubblicitari e sketches promozionali.Sul problema della qualifica dell’autore, risulta fondamentale chi nell’opera è indicato come taleanche se presenta uno pseudonimo, un nome d’arte o una sigla.Un caso a parte quando la funzione dell’autore è ricoperta da più persone, in quanto esse hannofornito un apporto necessario, irrinunciabile ed indistinguibile alla creazione ed al suo processo.

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