Antonio Montanari, Rimini 1859-2004, integrale - Pag. 3
La città post-unitaria ha uno spirito politico più accesorispetto al resto della Romagna. Alle elezioni parlamentaridell’ottobre 1865 la Sinistra al debutto prevale sulla Destra costituzionale con l’ex deputato della Repubblica romana EnricoSerpieri, 307 voti contro 200. Sono sempre vivi e pronti a riesplodere gli antichi fremiti risorgimentali. Nel 1843 se «tutta Romagna ribolliva», Rimini era già «una delle città riscaldate»come ricorda Luigi Tonini (1807-1874) nella
Cronaca riminese
(p. 1). Nel 1845 dalla nostra città Pietro Renzi ha cercato dicoinvolgere Faenza e Bagnacavallo con il moto reso celebre da
Gli ultimi casi di Romagna
(1846), in cui Massimo D’Azegliocritica le società segrete e denunzia la corruzione del governopontificio. Alla visita di Pio IX il primo giugno 1857 Rimini ha risposto con rispetto ma senza calore, adeguandosi alla regola che il repubblicano Achille Serpieri (1849-1909) sintetizza inchiusura delle proprie memorie: «Vuoi vivere e star bene? /Passa il tuo tempo nelle Sacrestie, / E grida sempre viva Papa,Re, e le Spie» (
Alcuni cenni sulla mia vita
, c. 35). Più entusiasmoha dimostrato il 17 settembre 1859 per la venuta di Garibaldiche (annota L. Tonini,
Cronaca
, p. 93) ha arringato la folla «contro i preti» da palazzo Gioia, all’angolo fra via Gambalunga ed il corso d’Augusto. Il papa Pio IX il 20 giugno aveva scomunicato gli insorti mossisi in Romagna sulla scia della dimostrazione popolare di Bologna dalla quale era statocostretto alla partenza il cardinal legato Giuseppe MilesiFerretti. Nel 1867 sono 199 i giovani riminesi che seguonoGaribaldi nella sua ultima impresa verso Roma. Tra loro c’èpure Achille Serpieri. Quelli di Forlì risultano 149, mentre 70provengono da Cesena. Il nostro circondario invia 280 volontarisui 694 dell’intera provincia. Altri diciotto riminesi nel 1870seguono Garibaldi che corre in Francia alla difesa della Repubblica nata dalle ceneri del secondo impero. Sette muoionoa Digione: sono Nino Carradori, Germano Ceccarelli, SanteMedici, Fidenzio Parigi, Leonida Rastelli, Bruto Serpieri e MarcoZavoli. A loro quali «esempio ed olocausto di fratellanza internazionale» il 12 novembre 1871 «gl’internazionalisti diRimini» dedicano un’epigrafe apposta al cimitero alla Celle. Perla Comune ha combattuto pure Amilcare Cipriani,l’internazionalista romagnolo più famoso nel mondo, nato a Porto d’Anzio da una famiglia originaria di Rimini rimpatriata quando lui era in fasce. Due volontari tornano dalla Francia congravi mutilazioni. Uno è Caio Zavoli, il fratello di Marco morto a
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