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Claudia Gray 
Mezzanotte
Un collegio dove niente è quello che sembra.Due giovani attratti da una forza magnetica.Un segreto oscuro e pericoloso.Ed un'unica certezza:Darsi all'amore è giocare col fuoco…
 
Capitolo 1
Era il primo giorno scuola, cioè, l'ultima opportunità per scappare.Non aveva un zaino con in kit di sopravvivenza, né un borsellino pieno con che comprarmiun biglietto d'aereo per ovunque volessi, né un amico che stava aspettandomi in strada conun'automobile col motore acceso. Riassumendo: non avevo quello che la maggior parte dellepersone di sano giudizio definirebbero "un piano."Tuttavia, non pensavo di rimanere all'Accademia di Mezzanotte per niente del mondo.La luce smorta dell'alba segnava l'orizzonte mentre io cercavo di infilarmi i jeans e tiravofuori un grosso maglione nero. A quell'ora della mattina ed all'altezza in cui ci trovavamo,faceva freddo perfino a settembre. Mi tirai in gran fretta i capelli in un chignon stretto e calzaidegli scarponi da montagna. Nonostante la cosa importante era non fare rumore, non dovevopreoccuparmi che i miei genitori si svegliassero. Non erano proprio mattinieri, per così dire.Cadevano morti nel letto fino a che suonava la sveglia e a quell'ancora mancavano un paio diore.Questo che mi dava un buon vantaggio.Dall'altro lato della finestra della mia camera da letto, il gargoyle di pietra mi spronava conlo sguardo mentre mi sorrideva con una smorfia fiancheggiata da alcuni canini prominenti.Presi il giaccone e gli tirai fuori la lingua.—Uguale ti piace stare appeso lì fuori, nel Baluardo dei Maledetti—mormorai—. Perchéche ti sfrutti.Feci il letto prima di andare via. Normalmente devono starmi addosso affinché lo faccia,ma questa volta non dovettero neppure dirmelo. Ne avrebbero avuto già abbastanza con ilcolpo che stavo per dargli e pensai che stirare il copriletto si riconcilierebbe un pochino conessi. Benché la cosa più probabile è che non avrebbero condiviso questo punto di vista, lo fecilo stesso. Stava svuotando i cuscini quando, improvvisamente, ricordai qualcosa di strano, inmodo così vivido, come se non mi fossi ancora svegliata, qualcosa che avevo sognato quellastessa notte:
 
Un fiore di colore sanguini.Il vento ululava tra gli alberi che mi avvolgevano, frustando i rami in tutte direzioni. Nella cosaalta, il cielo si imbronciava di nuvole tormentose. Mi allontanai i capelli che mi frustavano il viso.Volevo solo guardare il fiore.I petali, inperlati di pioggia, erano di un rosso abitato, languidi ed affilati, come quelli di alcuneorchidee tropicali. Tuttavia, il fiore era rigoglioso e completamente aperto, attaccato al ramo, come unarosa. Era la cosa più esotica ed affascinante che avessi mai visto. Doveva essere mio.
Perché mi fece scuotere quello ricordo? Era solo un sogno. Respirai profondamente e miconcentrai. Era ora di partire.Aveva la borsa pronta; l'avevo riempita la notte prima con appena quattro cose: un libro,gli occhiali da sole ed alcuni biglietti per se alla fine doveva andare fino a Riverton, la cosapiù vicina alla civiltà che c'era nella zona. Quello mi manterrei occupata tutto il giorno.A vedere, non stava scappando da casa, almeno non sul serio, come quando rompi contutto ed assumi un'identità nuova e, non so, ti unisci ad un circo o qualcosa così. No, sitrattava di una dichiarazione di principi. Mi ero opporsi dal primo momento all'idea che imiei genitori avevano lasciato intravedere che saremmo entrati all'Accademia della Notte,essi come professori ed io come alunna. Avevamo vissuto nello stesso paesino tutta la vita, ioero accorso alla stessa scuola con le stesse persone da quando aveva cinque anni e voleva checontinuasse ad essere così. C'è gente alla quale gli piace conoscere estranei e fa amicizia confacilità, ma io non sono mai stata così. Né per segno.È curioso, quando la gente si chiama "timida", normalmente sorride. Come se facessegrazia, come se si trattasse di una di quelle manie che finisci per perdere quando diventimaggiore, come i vuoti che ti rimangono tra i denti quando ti sono caduto quelli di latte. Sesapessero quello che si sente quando non suolo si tratta che ti costi rompere il ghiaccio, bensìdi essere timido in realtà, non sorriderebbero. Glielo penserebbero due volte se sapessero chequella sensazione ti attanaglia lo stomaco, o ti fa sudare le mani, o ti impedisce di direqualcosa che abbia senso. Non fa nessuna grazia.I miei genitori non avevano sorriso mai dicendolo. Mi conoscevano molto bene e per quelmotivo credei sempre che essi mi comprendevano... fino a che decisero che, con sedici anni,era arrivato il momento di superarlo. E che migliore posto che un collegio? Soprattutto seanche essi andavano compresi nel pacchetto.In un certo modo indovinai quello che si proporsi, benché suoli fu in teoria. Non appenaenfilamos l'entrata dell'Accademia Mezzanotte e vidi quella mole gotica di pietra tantomostruosa, seppi immediatamente che non volevo rimanere lì neanche morta. I miei genitorifarebbero uditi sordi, in modo che dovrebbe obbligarli ad ascoltarmi.
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303250 tradotto malissimo!

Chi ha fatto la traduzione di sto libro???? E' illeggibile!

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