Un fiore di colore sanguini.Il vento ululava tra gli alberi che mi avvolgevano, frustando i rami in tutte direzioni. Nella cosaalta, il cielo si imbronciava di nuvole tormentose. Mi allontanai i capelli che mi frustavano il viso.Volevo solo guardare il fiore.I petali, inperlati di pioggia, erano di un rosso abitato, languidi ed affilati, come quelli di alcuneorchidee tropicali. Tuttavia, il fiore era rigoglioso e completamente aperto, attaccato al ramo, come unarosa. Era la cosa più esotica ed affascinante che avessi mai visto. Doveva essere mio.
Perché mi fece scuotere quello ricordo? Era solo un sogno. Respirai profondamente e miconcentrai. Era ora di partire.Aveva la borsa pronta; l'avevo riempita la notte prima con appena quattro cose: un libro,gli occhiali da sole ed alcuni biglietti per se alla fine doveva andare fino a Riverton, la cosapiù vicina alla civiltà che c'era nella zona. Quello mi manterrei occupata tutto il giorno.A vedere, non stava scappando da casa, almeno non sul serio, come quando rompi contutto ed assumi un'identità nuova e, non so, ti unisci ad un circo o qualcosa così. No, sitrattava di una dichiarazione di principi. Mi ero opporsi dal primo momento all'idea che imiei genitori avevano lasciato intravedere che saremmo entrati all'Accademia della Notte,essi come professori ed io come alunna. Avevamo vissuto nello stesso paesino tutta la vita, ioero accorso alla stessa scuola con le stesse persone da quando aveva cinque anni e voleva checontinuasse ad essere così. C'è gente alla quale gli piace conoscere estranei e fa amicizia confacilità, ma io non sono mai stata così. Né per segno.È curioso, quando la gente si chiama "timida", normalmente sorride. Come se facessegrazia, come se si trattasse di una di quelle manie che finisci per perdere quando diventimaggiore, come i vuoti che ti rimangono tra i denti quando ti sono caduto quelli di latte. Sesapessero quello che si sente quando non suolo si tratta che ti costi rompere il ghiaccio, bensìdi essere timido in realtà, non sorriderebbero. Glielo penserebbero due volte se sapessero chequella sensazione ti attanaglia lo stomaco, o ti fa sudare le mani, o ti impedisce di direqualcosa che abbia senso. Non fa nessuna grazia.I miei genitori non avevano sorriso mai dicendolo. Mi conoscevano molto bene e per quelmotivo credei sempre che essi mi comprendevano... fino a che decisero che, con sedici anni,era arrivato il momento di superarlo. E che migliore posto che un collegio? Soprattutto seanche essi andavano compresi nel pacchetto.In un certo modo indovinai quello che si proporsi, benché suoli fu in teoria. Non appenaenfilamos l'entrata dell'Accademia Mezzanotte e vidi quella mole gotica di pietra tantomostruosa, seppi immediatamente che non volevo rimanere lì neanche morta. I miei genitorifarebbero uditi sordi, in modo che dovrebbe obbligarli ad ascoltarmi.
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303250 tradotto malissimo!
Chi ha fatto la traduzione di sto libro???? E' illeggibile!