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PARUSIA E APOCALISSE DI GESÙ,IL SIGNORE DEL FUTURO
La 2Tessalonicesi è un’epistola e serve come strumento di apostolato e dipastorale a distanza. È composta di 248 lemmi, complessivamente ripetuti 823volte in forme grammaticali distinte. I versetti sono 47 e i capitoli 3.Nel
corpus
delle 13 epistole riconducibili a Paolo come il mittente esplicitoprincipale, la 2Ts occupa il terzultimo posto per (scarso) numero di versetti,seguita da Tito (con 46 vv) e da Filemone (con soli 25). È tra le più brevi. La 1Ts,per esempio, con la quale è utile una comparazione, nella stessa edizione critica(la 27esima del Nestle-Aland) risulta composta di 89 versetti con 359 paroleripetute in ben 5 capitoli 582 volte. La 1Ts occupa il sesto posto per numero diversetti (113) dopo Galati (che di vv ne 149) e prima di Filippesi (104). La 1Ts ètra le lettere importanti. Tanto per 1Ts che 2Ts, prima destinataria è comunque la stessa “chiesa deitessalonicesi”.Inoltre, tanto la 1Ts che la 2Ts non sono testi omiletici come, per esempio,potrebbe considerarsi la “Lettera agli Ebrei” che non ha un indirizzo né unmittente, né il saluto iniziale. La 2Ts somiglia a tutte le altre 12 epistole attribuitea Paolo,
 
stando a quanto questi che pretende di essere l’autore sia della 1Ts (1,1;2,18) che della 2Ts (1,1; 3,17) – e anche “apostolo” ma solo per la 1Ts (2,7) –esige (in 1Ts 5,27) e scongiura: che per il Signore “questa
epistolé
sia letta a tuttii fratelli”.Scrittore apostolo, Paolo desidera essere letto e capito, anche a distanza, assentefisicamente, da tutta la “chiesa” (1Ts 1,1; 2,14; 2Ts 1,1.4) di Tessalonica, una cittàmacedone menzionata direttamente in At 17,1.11.13; 20,4; 27,2 come campoapostolico di Paolo che ne parla anche in Fil 4,16 e in 2Tm 4,10.Le due epistole ai tessalonicesi hanno forti somiglianze e differenze tra loro, puravendo origine da uno stesso gruppo apostolico composto da Paolo, Silvano e Timoteo, menzionati in quest’ordine, sia in 1Ts 1,1 che in 2Ts 1,1 ma anche in2Cor 1,19. Che le due epistole siano partite dallo stesso luogo oltre che dallestesse persone?
Poco spazio fisico
Da dove questo gruppo, espresso quasi sempre con un “noi”, scriva non è datocapire, neppure investigando su indizi di altro genere, come i nomi geografici, inesse contenuti.Anzi, a questo riguardo si notano importanti differenze tra le due lettere sorelle.
 
La 2Ts praticamente non ha riferimenti spaziali mentre nella 1Ts sono menzionatediverse regioni storiche come: la Macedonia e l’Acaia (la Grecia antica: 1Ts 1,7s;4,10), la città di Atene (1Ts 3,1), la Giudea (1Ts 2,14) e Filippi (in Macedonia come Tessalonica: 1Ts 2,2).La 2Ts non ha dunque un definito riferimento storico-geografico rispetto alla 1Ts,che è considerata il testo d’apertura del Nuovo Testamento.
Comparazioni linguistiche
Inoltre, se chi scrive la 1Ts tende ad usare, in media, 4,12 volte la stessa parola,chi scrive la 2Ts la stessa parola la usa di meno, in media 3,21 volte, mostrandocosì di possedere un vocabolario più ricco, più paragonabile a quello di Colossesi(dove uno stesso termine è mediamente ripetuto 3,70 volte) e di Filippesi (3,71).La 2Ts somiglia dunque, statisticamente parlando, più a 1Tm (2,98), 2Tm (2,75),Fm (2,39), Tt (2,21) che a 1Cor (7,20), Rm (6,77), 2 Cor (5,76).Variazioni più precise, ma anch’esse utili più a descrivere obiettivamente unprofilo della 2Ts che a provarne o contraddirne l’autenticità, si notano osservandole distinte posizioni occupate nella lista dai temi che le due epistole hanno incomune.
Tre parole comuni importanti
 Tre parole, ma anche altre, sono comuni a 1Ts e a 2Ts ed occupano la stessaposizione nelle due liste:a) l’articolo
ho,
“il”
 
(112 volte nell’inclusione 2Ts 1,1 – 3,18) anche nella 1Tsoccupa il primo posto (193 volte in 1Ts 1,1 – 5,28); la media d’uso è sololeggermente diversa: 7,34 volte nella 2Ts contro le 7,67 volte di 1Ts.b) Il secondo posto è occupato dalla congiunzione
kaí,
“e”, in entrambe le lettere:102 volte in 1Ts (14,51) e 50 in 2Ts (16,46); la costruzione testuale della 2Tssembrerebbe leggermente più paratattica che della 1Ts.c) Il terzo posto, occupato nella 2Ts da
sý,
“tu-voi” (40 volte in 1,2 – 3,18) èoccupato dallo stesso pronome di seconda persona in 1Ts (84 volte in 1,1 – 5,28).Entrambe le epistole mettono al primo posto il tu-voi, anziché l’io-noi, conqualche differenza a vantaggio della 1Ts. Qui le 84 volte di
sý 
costituiscono il5,67% delle 1481 occorrenze dei 359 lemmi. Leggermente più bassa è lapercentuale in 2Ts (4,86%). La differenza è meno di un punto percentuale (0,81).
Fraternità tra chi scrive e chi legge
L’
egó
occupa il quarto posto in 2Ts (26/823) e il quinto in 1Ts (50/1481 in 1,2 –5,28). Ma le percentuali si somigliano molto: 3,76% nella 1Ts e 3,16% nella 2Ts.Questa somiglianza è indizio di una volontà di dialogo, presente in modoequivalente nelle due epistole.
 
Nel saluto iniziale della 2Ts la presenza dell’
egó
è discreta e inclusiva: Paolo,Silvano e Timoteo si rivolgono alla chiesa (cf.
ekklesía
in 1Ts 1,1; 2,14; 2Ts 1,1.4)dei tessalonicesi che sono “in Dio
nostro
Padre”. Il credo basilare riguarda dunqueDio che è “Padre nostro”, sia di chi scrive cioè che di chi legge e la seconda, piùimplicita affermazione è che i tessalonicesi sono dei figli di Dio, per cui sono tuttifratelli (
adelphós
, “fratello” è menzionato 19 volte in 1Ts e 9 volte in 2Ts, che mairegistrano il termine “sorella”).Il dialogo supposto dall’uso ravvicinato di “voi-noi” deriva da questa certezza siacirca la paternità di Dio, inclusiva di tutta la chiesa, compreso Paolo e i suoi stretticollaboratori.In 2Ts 1,12, oltre l’appartenenza intima di tutti a Dio, con il doppio uso di
egó
èmessa in risalto anche la signoria di Gesù.La comunicazione tra il “noi” e il “voi” ha in questo caso per argomento il giudiziodi Dio nella parusia (2Ts 2,1.8s) del Cristo. Di questo tema parleremo più avanti.Già però in 2Ts 1,11 Paolo assicura di restare “continuamente” in preghiera “per
voi
perché il
nostro
Dio
vi
renda degni della sua
klêsis-
vocazione”, che èlogicamente quella di formare l’
ekklesía,
convocazione permanente di tuttal’umanità, operando il bene verso tutti i fratelli, per la glorificazione del nome del“Signore
nostro
Gesù in
voi
e
voi
in lui”, secondo la grazia “del
nostro
Dio”.Paolo insiste su Dio che è “nostro” soprattutto come Padre, mescolando in talmodo un’intimità abissale, sia la paternità che la figliolanza e la fraternità con ladivinità di Gesù che vedremo fra poco.L’uomo Gesù (menzionato da solo, senza “Cristo”, in 1Ts 1,10; 2,14s.19; 3,11.13;4,1.14; 5,18; 2Ts 1,7.12; 2,8; da leggere è soprattutto 1Ts 4,14) è il “nostro”
kýrios
(menzionato insieme a Cristo o a Gesù in 13 vv della 2Ts e in solo 12 della1Ts: 1Ts 1,1.3; 2,15.19; 3,11.13; 4,1s.16; 5,9.23.28; 2Ts 1,1s.7s.12; 2,1.8.14.16;3,5s.12.18).Questa signoria di Gesù, in quanto vero Cristo-Messia (quindi l’unto re, sacerdotee profeta) è immediatamente più percepibile, perché più marcata della paternitàdivina.Di Dio in quanto “padre” si parla comunque spesso nelle due lettere: in 1Ts 1,1.3;3,11.13; 2Ts 1,1s; 2,16. È un modo, ci sembra, di suggerire la divinizzazione dellastessa chiesa dei tessalonicesi.In 1Ts 2,11, Paolo considera “padre” se stesso, stabilendo con i lettori un rapportopiù originale che quello di “fratello”. Con fare familiare ricorda infatti la suapermanenza a Tessalonica, allorché “come fa un padre verso i propri figli,abbiamo esortato ciascuno di voi”. Ha esortato, naturalmente, come appare dalcontesto, all’obbedienza della fede alla verità del vangelo.Infatti, sia la figliolanza a Dio e a Paolo, che la fraternità estesa a tutti itessalonicesi, è regolata dalla signoria di Gesù, il Cristo – che nelle due epistolePaolo non considera esplicitamente “Figlio di Dio”.
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