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STEPHEN KINGLE NOTTI DI SALEM('Salem's Lot, 1975)
Per Noemi Rachel King«...promesse da mantenere.»
Nota dell'autore
Nessuno scrive da solo un lungo romanzo, e vorrei rubarvi un po' ditempo, se permettete, per ringraziare coloro che mi hanno aiutato a scrive-re questo: G. Everett McCutcheon, della Hampden Academy, per i consiglipratici e l'incoraggiamento che mi ha prodigato; il dottor John Pearson diOld Town, Maine, perito settore della contea di Penobscot ed esperto co-noscitore della più nobile fra le specialità di Esculapio, la medicina genera-le; padre Renald Hallee, della chiesa cattolica di San Giovanni a Bangor,Maine. E, naturalmente, mia moglie, le cui critiche sono state come sem-pre utili e incisive.Benché le città e i paesi che circondano 'salem's Lot siano realmente esi-stenti, 'salem's Lot non esiste che nell'immaginazione dell'autore, e ognisomiglianza fra i suoi abitanti e persone che invece vivono nel mondo rea-le è puramente casuale e involontaria.
Prologo
Vecchio amico, che cosa vai cercando? Dopo tanti anni all'estero ritorniCon immagini sortesotto cieli stranierilontanissimi dalla tua terra.
 GIORGIO SEFERIS
1
Quasi tutti pensavano che l'uomo e il ragazzo fossero padre e figlio.Attraversavano il paese diretti a sudovest su una vecchia Citroën, tenen-dosi sulle strade secondarie, sostando spesso. Si fermarono in tre luoghi
 
prima di giungere a destinazione; la prima volta nel Rhode Island, dovel'uomo alto coi capelli neri lavorò in una fabbrica tessile; quindi a Youn-gstown, nell'Ohio, dove passò tre mesi alla catena di montaggio d'una fab-brica di trattori; e infine in una piccola città californiana vicino al confinecon il Messico, dove fece il benzinaio e si mise a riparare le piccole autoeuropee con un successo che gli riuscì del tutto imprevisto e gradito.Dovunque sostassero, l'uomo si procurava un quotidiano del Maine, il
Press-Herald 
di Portland. Vi cercava notizie di un paese del Maine meri-dionale, Jerusalem's Lot, e dei paesi vicini. Ogni tanto ce n'erano.In camere di motel, lungo la tappa verso Central Falls nel Rhode Island,l'uomo buttò giù la traccia di un romanzo e la spedì al suo agente. Infattiforse un milione d'anni prima egli era stato un romanziere di successo, maallora la tenebra non era ancora calata sopra la sua vita. L'agente aveva sot-toposto la traccia al suo ultimo editore; questi aveva manifestato un edu-cato interesse nei confronti del progetto, ma non era affatto disposto asganciare un anticipo. «Niente da fare,» disse l'uomo al ragazzo straccian-do la risposta dell'agente. Ciò, comunque, non sembrò rattristarlo troppo, econtinuò ugualmente a lavorare al romanzo.Il ragazzo era molto taciturno. Sul viso aveva sempre un'espressionetormentata, e il suo sguardo era cupo come se nei suoi occhi si riflettessesenza sosta qualche misterioso e terribile orizzonte interiore. Nei ristorantie nelle stazioni di servizio dove si fermavano strada facendo, era educato enulla più. Sembrava che stesse soprattutto attento a non perder mai di vistal'uomo alto, e diventava nervoso perfino quando egli si allontanava per an-dare alla toilette. Non voleva mai parlare del suo paese, Jerusalem's Lot,benché l'uomo di tanto in tanto sollevasse l'argomento, e non leggeva lenotizie che lo riguardavano sui giornali di Portland, che pure l'uomo facevain modo di lasciargli sempre sotto gli occhi.Mentre procedeva la stesura del libro, vissero in un cottage sulla spiag-gia di fianco all'autostrada. Spessissimo facevano il bagno nel Pacifico.Era più caldo dell'Atlantico, e più amichevole. Non conteneva ricordi. Ilragazzo si abbronzò molto.Sebbene avessero abbastanza soldi per permettersi tre buoni pasti algiorno e un tetto sopra la testa, l'uomo cominciava a sentirsi depresso edubbioso a proposito della vita che stavano conducendo. Aveva la respon-sabilità del ragazzo, e benché questi fosse intelligente e perfettamente ingrado di trarre profitto dai libri che aveva a disposizione, proprio com'erastato a suo tempo l'uomo alto, forse non era bene che cancellasse intera-
 
mente dalla propria coscienza 'salem's Lot e quanto vi era accaduto. Infatticerte volte a notte fonda si svegliava urlando, in preda agli incubi, e sma-niava gettando per terra le coperte.Poi arrivò una lettera da New York. L'agente dell'uomo alto lo informa-va che la Random House offriva dodicimila dollari d'anticipo, e un clubdel libro già garantiva la vendita di parecchie copie del romanzo. Andavabene?Andava bene.L'uomo lasciò il lavoro alla pompa di benzina e attraversò col ragazzo ilconfine messicano.
2
Los Zapatos, che significa «le scarpe» (un nome che segretamente pia-ceva moltissimo all'uomo) era un paesino non molto distante dall'oceano.Non c'erano turisti. La strada per arrivarci era pessima, mancava ogni vistasul mare (bisognava fare una decina di chilometri per raggiungerlo) e nonc'erano cose interessanti nemmeno dal punto di vista storico. Inoltre, la
cantina
locale era infestata dagli scarafaggi, e l'unica puttana era una non-na sui cinquanta.Lasciati gli Stati Uniti alle spalle, la loro vita diventò molto tranquilla,tranquilla quasi in modo ultraterreno: si vedevano pochi aerei sorvolare ilpaese, non c'erano autostrade nelle vicinanze e non c'era nessuno che pos-sedesse una motofalciatrice nel giro di centocinquanta chilometri. Avevanouna radio, ma emetteva un rumore senza significato; le notizie erano tuttein spagnolo, che il ragazzo cominciava a imparare, ma che continuava arimanere ostico - e ormai non c'era più niente da fare - per l'uomo. Tutta lamusica, a quanto pareva, era musica lirica. La notte a volte riuscivano aprendere una stazione di musica pop da Monterey, ma andava e veniva.L'unico motore che si udiva intorno era quello di una vecchia macchina a-gricola di un agricoltore dei paraggi. Quando c'era il vento giusto, la sisentiva scoppiettare lontano, irregolarmente, come uno spirito inquieto.Attingevano l'acqua dal pozzo con le mani.Una o due volte al mese, non sempre insieme, andavano a messa nellachiesetta del paese. Nessuno dei due capiva il senso del rito, ma ci andava-no lo stesso. Certe volte all'uomo pareva di annegare in queste parole rit-mate, ripetute in coro da tante voci ormai ben note nel calore soffocantedella chiesa. Una domenica il ragazzo comparve nel portico posteriore do-
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