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Rivista "Sì sì, no no"

Rivista "Sì sì, no no"

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Published by Francesco Pat
Numero 15 gennaio 2013
Numero 15 gennaio 2013

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2 no no 15 giugno 2005 
A LEGGE ANTICA E LA LEGGE EVANGELICASECONDO IL CONCILIO VATICANO IIE SECONDO LA TRADIZIONE CATTOLICA2
a
parte
 
La Nuova Legge è in primoluogo la grazia dello SpiritoSanto ed in secondo luogo è laLegge scritta
(
S. Th.,
I-II, q. 106,a. 1)
San Tommaso inizia con la cita-zione di Geremia: “
Ecco che verran- no giorni ... ed Io 
[il Signore]
stringe- rò con la casa d'Israele e con la casa di Giuda una Nuova Alleanza 
(XXXI, 31-33).
 
Poi cita S. Paolo, chespiega così la profezia: “
Questa sarà l'Alleanza che avrò stretto con la ca- sa d'Israele dopo quei giorni: metterò la mia Legge nella loro mente e la scriverò nel loro cuore 
” (
Ebr 
., VIII, 8 -10).
 
L’Angelico sviluppa il dato rivela-to affermando che ogni cosa è costi-tuita dal suo elemento principale.Ora ciò che è principale nel Nuovo Testamento è la grazia dello SpiritoSanto, derivante dalla Fede in GesùCristo. Perciò la Legge Nuova èprincipalmente la grazia dello Spiri-to Santo, concessa a coloro che cre-dono in Gesù Cristo. S. Paolo, infat-ti, chiama Legge la grazia della Fede['
 per 
 
Legem fidei' 
] (
Rom 
., III, 27), edin termini ancora più espliciti scri-ve: “
La Legge dello Spirito di vita 
 
in Cristo Gesù mi liberò dalla Legge del  peccato 
 
e della morte 
(
Rom 
., VIII,2). Ecco perché S. Agostino insegnache “la Legge della Fede è statascritta nel cuore dei fedeli, come lalegge delle opere era stata scrittasulle tavole di pietra” (
De Spiritu et littera 
, c. 24). Tuttavia - continua S. Tommaso -la Nuova Legge contiene alcuni dati,sia in materia di Fede che di Co-stumi, i quali sono come elementiatti a predisporre alla grazia delloSpirito Santo o a vivere di codestagrazia mediante le opere buone; edessi sono aspetti secondari dellaLegge, che i cristiani devono ap-prendere. La conclusione perciò èche
la Nuova Legge è principalmente una Legge infusa e secondariamente una Legge scritta.
Nella risposta alla seconda obie-zione l'Angelico precisa che la LeggeNuova è infusa nell'uomo medianteun dono gratuito o soprannaturaledi grazia non solo come regola cheindica ciò che bisogna fare, ma an-che come aiuto a compierlo. E, sic-come nessuno (ad 3um) ha mai ri-cevuto la grazia dello Spirito Santose non mediante la Fede esplicita oimplicita in Cristo (venturo o venu-to) e per tale Fede l'uomo appartie-ne al Nuovo Testamento, chiunqueabbia ricevuto l'infusione della gra-zia per ciò stesso appartiene alNuovo Testamento anche se visseprima di Gesù Cristo, come Abramoe tutti i Santi del Vecchio Testa-mento.
La Legge Nuova come graziadello Spirito Santo santifica;come legge scritta non giusti-fica
(
S. Th.,
I-II, q. 106, a. 2)
La Legge
 
evangelica principal-mente è la
 
grazia interiore dello Spi-rito
 
Santo, e sotto questo aspetto
 
giustifica. S. Agostino perciò scrive:
 
“Ivi [nell'Antico Testamento] fu im-posta una
 
legge dall'esterno, perspaventare i perversi;
 
qui invece[nel Nuovo Testamento] fu data
 
dall'interno, per renderli giusti” (
De Spiritu et littera 
, c. 17).Secondariamente la Legge evan-gelica, quando
 
tratta della dottrinadella Fede e dei Comandamenti,
 
èuna legge scritta
 
e sotto questoaspetto secondario
 
non giustifica. S.Paolo afferma:
 
La lettera uccide, lo spirito vivifica 
 
(
2 Cor 
., III, 6) e S.Agostino spiega che per
 
'lettera' vaintesa qualsiasi scrittura
 
esistentefuori dell'uomo, anche se si tratta
 
diprecetti morali, come quelli conte-nuti nel Vangelo.
“Sul portale webwww.sisinono.orgè possibile scaricare gratuita-mente e per uso personale i nu-meri arretrati (a partire dal 15gennaio 1975) del nostro giorna-le in formato pdf.
Sebbene la grazia del Nuovo Te-stamento (ad 2um) aiuti l'uomo anon peccare, tuttavia non lo rendeimpeccabile, però non si può direche la Nuova Legge “
 produce 
 
l'ira 
”,come l’Antica perché, a differenza diquella, di suo offre un aiuto suffi-ciente a non peccare, anche se chipecca dopo aver ricevuto la graziadel Nuovo Testamento è degno di uncastigo più grave, perché abusa dibenefici più grandi.
Non conveniva che la LeggeNuova fosse data fin dal prin-cipio del mondo
La prima ragione per cui la Nuo-va Legge non andava data all'iniziodel mondo è perché essa consiste
 
nno XXXIX n.115 Gennaio 2013
Fondatore: Don Francesco Maria Putti
 
2 no no 15 gennaio 2013
 
principalmente nella grazia delloSpirito Santo, che non poteva esse-re concessa in abbondanza primadella rimozione dal genere umanodell'ostacolo del peccato con la Re-denzione di Cristo. La seconda ra-gione la si desume dalla perfezionedella Nuova Legge: nulla è perfettofin dall'inizio, ma arriva a perfezionecon il tempo (ad es. prima si è bam-bini, poi uomini). La terza ragione sidesume dal fatto che la Nuova Leg-ge è Legge di grazia; perciò era ne-cessario che l'uomo fosse lasciato ase stesso, nella Legge Antica, per-ché, cadendo in peccato, constatas-se la propria infermità e riconosces-se di aver bisogno della grazia.
La Legge Nuova non deve at-tendere un’ulteriore perfezione
(
S. Th 
., I-II, q. 106, a. 4)
Lo stato del mondo - dice S. Tommaso - può mutare in due mo-di.
) Col variare della Legge, ed intal senso allo stato presente dellaNuova Legge non seguirà nessun al-tro stato, perché lo stato della Nuo-va Legge seguì quello della LeggeAntica, come ciò che è perfetto se-gue l'imperfetto.
Nessuno stato della vita presente può essere più perfetto di quello della Nuova Legge 
, poichéniente è più vicino al fine ultimo diquanto introduce direttamente adesso.
2°)
Lo stato dell'umanità può va-riare per il diverso comportamentodegli uomini verso una medesimalegge, che essi possono osservarepiù o meno perfettamente. In talsenso si ebbero mutamenti sottol’Antica Legge e si possono avereanche sotto la Nuova Legge inquanto la grazia dello Spirito Santopuò essere posseduta più o menoperfettamente dai diversi luoghi,tempi e persone. Ma non si deve at-tendere uno stato futuro [l'era gioa-chimita dello Spirito Santo] in cui sipotrà avere la grazia dello SpiritoSanto più perfettamente di quanto èavvenuto finora, soprattutto rispettoagli Apostoli, i quali ricevettero “
le  primizie dello Spirito Santo 
” e cioècome spiega la glossa “
 prima degli altri e più in 
 
abbondanza 
(
Rom 
.,VIII, 23).“L'articolo - commentano i Do-menicani italiani - indica con chia-rezza la posizione di S. Tommasosul problema della storia. I fautoridell'indefinito e progressivo sviluppomorale (e non soltanto tecnico)dell'umanità hanno in lui un oppo-sitore convinto. Come per lo svilup-po dogmatico, egli ammette un so-stanziale progresso solo fino al Cri-sto” (
Commento alla Somma Teologi- ca …,
op. cit., vol. XIII, p. 34).La risposta alla terza obiezionespecifica che
l'Antica Legge non era soltanto del Padre, ma anche del Fi- glio 
, poiché prefigurava il Cristo; co-sì pure la Nuova Legge non è sol-tanto di Cristo, ma anche dello Spi-rito Santo. Non si deve perciò at-tendere, come vorrebbero i gioachi-miti, la terza era dello Spirito Santo.
La Legge Nuova, Legge d'amoree di perfezione, è diversa dallaLegge Antica, che è Legge ditimore e di preparazione
(
S.Th 
., I-II, q. 107, a. 1)
Due leggi si possono distinguerefra loro in due maniere:
1°)
comedel tutto diverse, perché ordinate afini diversi;
2°)
perché una è ordina-ta al fine in maniera più diretta eprossima dell'altra (ad es. in unostesso Stato, la legge imposta allepersone mature, già capaci di ese-guire quanto richiesto dal bene co-mune, è diversa dalla legge per edu-care i bambini, che devono essereformati ad eseguire in futuro leazioni dei grandi). La Legge Nuovanon differisce dall'Antica Legge nelprimo modo, essendo unico il fine di
entrambe: ordinare gli uomini a Dio. Tut-tavia è distinta dall'Antica
Legge nel se-condo modo, poiché la Legge Anticaè come il pedagogo dei bambini, se-condo S. Paolo, mentre la LeggeNuova è una Legge di perfezioneperché Legge di carità che è “
vincolo di perfezione 
(
Coloss 
., III, 14) cioècompendio o somma di tutte le per-fezioni.
Perciò tutte le differenze tra l'Antica e la Nuova Legge 
(ad 2um),
sono concepite in base ai rapporti tra una cosa imperfetta e la sua perfe- zione.
La Legge Antica che fu data auomini imperfetti (che non avevanoancora l'abito della virtù), è chiama-ta “
Legge di timore 
” poiché inducevaall'osservanza dei precetti con laminaccia di determinati castighi.Invece la Nuova Legge è stata dataper uomini perfetti (che hanno l'abi-to della virtù) che sono perciò spintia fare il bene con prontezza e facili-tà dall’amore del bene e non dal ca-stigo o dal premio estrinseco al be-ne stesso. Ecco perché la NuovaLegge (che consiste principalmentenella grazia dello Spirito Santo) èchiamata '
Legge di amore 
'. Perciò sidice che la Legge Antica “trattenevala mano e non l'animo” perché,quando uno si astiene dal peccatosolo per paura del castigo (timoreservilmente servile), la sua volontànon desiste dalla colpa in senso as-soluto, mentre si dice che la NuovaLegge “trattiene anche l'animo”. Tuttavia, nell'Antico Testamento cifurono anime ripiene di carità(Abramo, Isacco, Giacobbe, Giusep-pe ecc.) e della grazia dello SpiritoSanto, le quali guardavano princi-palmente alle promesse spirituali edeterne e non alle promesse tempo-rali e materiali; sotto questo aspettoquelle anime appartenevano già allaNuova Legge. Parimenti nel Nuovo Testamento vi sono degli uominicarnali, che ancora non hanno rag-giunto la perfezione (sono privi dellevirtù) e che perciò bisogna indurread agire bene con la minaccia delcastigo o con la promessa di benitemporali.
Coloro che nell'Antico Te- stamento furono accetti a Dio per la Fede in Cristo venturo (ad 3um) sotto questo aspetto erano cristiani e ap-  partenevano al Nuovo Testamento 
.Abramo è nostro Padre nella Fe-de, “nostro”, di noi cristiani e nondegli attuali ebrei che tuttora rifiu-tano il Cristo. S. Paolo vede nelledue spose di Abramo la figura deidue Testamenti. Agar la schiavarappresenta la Sinagoga; Sara ladonna libera è l'emblema dellaChiesa. Agar partorisce secondo lacarne un figlio schiavo come lei; Sa-ra partorisce secondo lo Spirito unfiglio libero come lei. L'allegoria ètrasparente:
gli ebrei, come Ismaele,sono figli di Abramo secondo la car- ne 
; ma, come Ismaele, non sonoeredi di Abramo secondo lo Spirito;
cristiani, come Isacco, sono i discen- denti di Abramo secondo lo spirito 
e,come Isacco, ereditano le promessee le benedizioni spirituali. Infatti iSanti dell’Antico Testamento veni-vano giustificati soltanto dalla Fedein Cristo (accompagnata dalle buo-ne opere). Ecco perché S. Paolo dicedi Mosè: “
Stimò l'obbrobrio di Cristo come ricchezza 
 
maggiore dei tesori egiziani 
(
Ebr 
., XI, 26): Mosè già al-lora, nel 1300 a. C., soffriva per lacausa di Cristo e per la Fede nelCristo venturo.
La Legge Nuova compie l'Anti-ca, perché compie quanto laLegge Antica prometteva e neattua le figure
(
S. Th.,
I-II, q.107, a. 2)
Nostro Signore Gesù Cristo ha af-fermato: “
Non sono venuto per aboli- re la Legge,
 
ma per completarla 
(
Mt 
., V, 17). S. Tommaso spiega cheper tale affermazione la Nuova Leg-ge sta all'Antica come il perfettoall'imperfetto. Ora ciò che è perfettocompleta ciò che manca all'imper-fetto. In tal senso
la Legge Nuova completa l'Antica, in quanto suppli- sce ciò che mancava all'Antica 
. Ora
 
15 gennaio 2013 no no 3
 
nell'Antica Legge si possono consi-derare due cose:
1°)
il fine, che è di rendere gliuomini giusti e virtuosi di modo chepossano cogliere la Beatitudine (equesto è il fine di ogni legge). Dun-que il fine della Legge Antica era lasantificazione degli uomini, che pe-rò supera le capacità della Leggemosaica, mentre la Legge evangelicaperfeziona e dà compimento allaLegge Antica, perché giustifica invirtù della Passione di Cristo. S.Paolo, ispirato da Dio, scrive: “
Quel- lo che era impossibile alla Legge 
 [Antica],
Dio 
[lo rese possibile]
man- dando il 
 
Figlio suo... affinché la giu- stificazione della 
 
Legge 
[Nuova]
si adempisse in noi 
” (
Rom 
., VIII, 3). Daquesto lato
la Legge Nuova dà ciò che la Legge Antica prometteva sol- tanto 
e non poteva ancora conferire:la grazia dello Spirito Santo per imeriti di Nostro Signore Gesù Cri-sto;
2°)
i precetti ai quali Cristo hadato compimento con l'opera e ladottrina. Con l'opera facendosi cir-concidere ed osservando tutte lepratiche legali allora ancora in vigo-re. Coll'insegnamento completò laLegge Antica in tre modi:
a)
 
spie- gandone il vero “significato” 
(lo “spi-rito” che vivifica); ciò appare chiaroquanto all'omicidio e all'adulterioper fare un esempio;
secondo gli scribi ed i farisei 
, infatti,
bastava non commettere l'atto esterno per non fare peccato 
, ma non era questoil vero significato della Legge Anticae
Gesù Cristo lo ricorda insegnando che anche il solo atto interno 
, il pen-siero acconsentito, è peccato già perla Legge di Mosè, falsata dalla leggerabbinica;
b)
 
indicandoci un modo  più efficace e sicuro per osservare le regole dell'Antica Legge 
. Ad esempiola Legge Antica ordinava di nonspergiurare e Nostro Signore ci in-segna che per essere più sicuri diosservare tale precetto (che Egli nonè venuto ad abolire), dobbiamoastenerci del tutto dal giurare, ec-cetto casi di necessità (per es. in Tribunale);
c)
 
aggiungendo alla Leg- ge Antica alcuni consigli di perfezio- ne che rendono più facile l'osservan- za dei dieci comandamenti 
. Perciò laNuova Legge abolisce l'osservanzadell'Antica Legge solo per i precetticerimoniali, che prefiguravano Cri-sto venturo (ad 1um), ma non per iprecetti morali che sono completatinei tre modi sopra detti e non abro-gati.All'obiezione che Nostro Signorenella Nuova Legge ha dato dei pre-cetti contrari a quelli della LeggeAntica, per es. “
Fu detto agli antichi: 
 
chiunque rimanda la propria moglie le 
 
dia il libello di ripudio, invece Io vi dico chiunque 
 
rimanda la propria moglie la rende 
 
adultera 
(
Mt 
., V,27-31) e quindi, non potendo il con-trario di una cosa esserne il com-pimento, la Nuova Legge non è ilcompimento di quella Antica l'Ange-lico risponde (ad 2um) che codestiprecetti del Signore non sono con-trari a quelli della Legge Antica e ci-ta S. Agostino: «Quando il Signorecomanda di non rimandare la mo-glie, non è contrario a ciò che co-manda la Legge Antica. Poiché laLegge mosaica non dice: “chi vuole,rimandi la moglie”, comandamentoche sarebbe contrario al precetto dinon rimandarla, perché anzi è certonon voleva che si rimandasse lamoglie, chi imponeva un ritardo af-finché l'animo infiammato dal dissi-dio avesse il modo di calmarsi [e dinon arrivare alla rottura] riflettendonello scrivere il libello di ripudio» (
1De Serm. Dom. in Monte 
, c. 14).Quindi non c'è opposizione di con-trarietà tra il precetto dell'Antico Testamento e quello del Nuovo.Per quanto riguarda la legge deltaglione “
occhio per occhio, dente per dente 
”, la Legge Antica ordinava di
non esagerare nella difesa 
, vale adire che, se il nemico ti rende ciecoda un occhio, anche tu lo puoi pri-vare di un occhio ma non di en-trambi o ucciderlo; Nostro Signoreci rende più facile evitare una rea-zione esagerata esortandoci adastenerci da qualsiasi vendetta. “Aproposito del comando del taglione[S. Matteo cap. V] insegna che nonera intenzione della Legge Anticaesigere la pena del taglione per sfo-gare il livore della vendetta, il che èproibito, ma solo per amore di giu-stizia. E ciò resta anche nella NuovaLegge”(ad 4um). Per facilitare ciò“Nostro Signore Gesù Cristo con trecasi paradossali, che non vannopresi alla lettera, insegna ai suoi di-scepoli a non rispondere al male colmale, ma a vincere col bene il male”(F.
 
S
PADAFORA
,
Dizionario biblico 
, ed.Studium, Roma 1963, 3a ed., p.583). Quindi non c'è opposizione dicontrarietà, quasi che l'Antico Te-stamento obbligasse a vendicarsi enon invitasse piuttosto ad un usomoderato della
'iusta vindicatio' 
, cheè riconosciuta anche nella Legge delNuovo Testamento (“
vim vi repellere licet 
”) purché nella legittima difesanon vi sia odio personale. Quandoun servo di Caifa schiaffeggia Gesù,Questi non porge l'altra guancia, at-tuando alla lettera il consiglio cheLui stesso aveva dato (
Mt 
., V, 39),ma gli domanda: “
Se 
 
ho parlato be- ne, perché mi colpisci 
?” (
Io 
., XVIII,23). S. Tommaso così spiega l'appa-rente contraddizione tra questascena e l'insegnamento del discorsodella montagna: “La Sacra Scritturasi deve intendere secondo quantoCristo stesso e i Santi hanno prati-camente realizzato.
Cristo non ha of-  ferto l'altra guancia 
a quel tale.
Quindi una spiegazione letterale in- terpreta erroneamente l'insegnamen- to di offrire l'altra guancia.
Tale in-segnamento intende parlare piutto-sto
della prontezza d'animo a sop-  portare qualcosa di simile o di più duro di uno schiaffo in faccia 
, se ènecessario, senza nessun eccessivoodio verso l'aggressore” (
In Joh 
.,XVIII, lect. 4,2).
Perciò la legittima difesa non è proibita 
e non ci è co-mandato di offrire sempre e ad ognicosto l'altra guancia, ma ci è dettodi
non esagerare nella reazione 
esoprattutto di non portare odio erancore al nemico che certe voltedobbiamo combattere. Anche Ari-stotele insegna che “l'ira aiuta i for-ti” (3
Etica,
c. 8, lect. 17). E S. Tommaso aggiunge che l'ira del vir-tuoso deve essere moderata dallaragione. Infatti l'ira moderata è sog-getta al comando della ragione equindi l'uomo può servirsene comevuole, mentre non è così per l'irasmodata. L'ira perciò deve seguire lascelta della volontà e non precederla(
S. Th.,
IIII, q. 123, a. 10). NostroSignore Gesù Cristo nel Tempio, in-fiammato da santa collera, cacciò imercanti a colpi di frusta. Il Vene-rabile Serafino Capponi da Porrettacommentando il succitato articolodell'Angelico scrive: «Giustamente fuinsinuato dalla S. Scrittura, dallaChiesa e da Aristotele che il forte siserve dell'ira nel proprio atto. Ari-stotele è già stato citato nel 'sedcontra'. La S. Scrittura, nell'EsodoXXXII, ci dice che: “
Mosè nel torna- re, quando vide il vitello d'oro e le danze, irato gettò le tavole e le spez- zò alle radici del monte 
” e subitonarra il grande atto di fortezzacompiuto da Mosè, che, per vendi-care l'offesa di Dio, fece uccideremigliaia di persone. Inoltre nel pri-mo libro dei Maccabei cap. II si nar-ra: “
Mattatia vide [il giudeo che si accingeva a 
 
sacrificare agli idoli] e si accese il suo 
 
 furore secondo il pre- cetto della Legge. Si 
 
scagliò su quell'uomo e l'uccise sull'altare 
”. ...La Chiesa insegna la stessa cosa,ponendo sulla bocca di S. Agatanell'ufficio della sua festa, le paroleseguenti dette a Quinziano: “Empio,crudele e feroce tiranno, non ti ver-gogni di amputare in una donna

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