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MANIFESTO DELL'ASSOCIAZIONE POLITICO-CULTURALE
“Laboratorio Democratico”
Volla, 15/02/08 ___________________________________________________ 
Il Socialismo nasce come “reazione”, “difesa”. E' la risposta umana almalessere e all’ingiustizia partorito tra le pieghe delle immense contraddizionigenerate dalla modernità. Tende a contribuire al riequilibrio delle società,all’eliminazione di tante inaccettabili distorsioni, induce alla meditazione lecoscienze in corsa, svelando l’illusione del Positivismo cieco.E’ il diretto discendente dell’Illuminismo con cui condivide l’anelito profondo digiustizia e ragione, e del quale rappresenta lo stadio successivo, l’ampliamentoe la prosecuzione. Con l’Illuminismo sorge la consapevolezza di abbattere ledifferenze tra figli di aristocratici e figli di borghesi; con il Socialismo invece, lanecessità di cancellare la differenza di possibilità che hanno di realizzarsi figli diricchi e figli di poveri.L’esperienza storica e politica del socialismo può essere vista, in via di estremasintesi e semplificazione, come la lenta fuoriuscita dalla sua anima di un viziod’origine, un format mutuato dalla spontaneità storica dei suoi natali: laconcezione della società come contrapposizione umana.La maturazione della sinistra non è altro che questo, il passaggio dalla lotta diclasse al solidarismo e al filantropismo; una “veritas” distillata in decenni didialettica che l’uomo ha condotto con se stesso e con la storia a partire da uncaotico magma primordiale in cui nobili intenti difficilmente si distinguevanodall’invidia sociale.Un cammino avvenuto all’interno della “palestra” delle ideologie che,nonostante abbiano dato vita ad ingiustificabili aberrazioni, hanno tenuto vivae coltivato la masochistica passione per la sistematica politica, e con essa perla sensibilità e la profondità di pensiero, attraverso gli arrovellamenti mentali dischiere di intellettuali.
 
E’ grazie alla storia di quest’esperienza e dei suoi travagli che oggi dal “biancoe nero” delle origini” abbiamo acquisito una “visione a colori” delle cose. Unaconquista non raggiungibile, se non proprio attraverso gli schiaffi, i fallimenti ele delusioni subite.Noi giovani democratici siamo figli di quella sinistra che ha migliorato se stessanel tempo con il dubbio e la riflessione, affrancandosi da dogmatismi steriliattraverso un’esistenza di emancipazione culturale prima che politica. Unpercorso che ha conosciuto le sue tappe fondamentali nell’autocritica diGramsci e nella lungimiranza di Berlinguer. Uomini la cui opera ha fornitol’impulso necessario alle lancette dell’orologio della sinistra, evitando che sifermassero nei momenti di crisi, sospingendole verso l’ora della maturità.Noi giovani democratici nasciamo figli di questo retaggio: “forti del passato maliberi da esso” questa è la nostra identità.Con noi termina definitivamente l’epoca dei beceri scontri ideologici. Dietro dinoi non ingombranti ombre colorate ma solo una tradizione e una culturainestimabili.A ricevere questo testimone perfezionato durante la corsa, quella generazioneche, nata dopo il crollo dei sistemi metafisici, ha in dote una nuova coscienzacompletamente estranea agli odi di un tempo.Questo oggi significa essere giovani democratici.Noi vogliamo un’Italia unita in un Europa unita.Vogliamo che l’Italia si renda promotrice dell’importanza della questioneambientale mondiale all’esterno, e all’avanguardia nelle politiche ecologicheall’interno poiché siamo coscienti che è in gioco l’esistenza stessa dell’umanità.Vogliamo un’Italia forte: rispettata ma soprattutto rispettosa. Questo è ilnostro nazionalismo, il nazionalismo leggero dei “fatti” non delle “chiacchiere” roboanti e del fumo negli occhi.Vogliamo che l’Italia cresca economicamente, percsenza crescita gliobbiettivi di una grande forza di giustizia ed equità sono destinati asoccombere.Noi giovani democratici desideriamo che l’Italia recuperi il ritardo scientificoaccumulato, evitando la “fuga dei cervelli”, tornando ad essere la fabbrica maanche la “casa” di grandi menti.Un’Italia dove non sia la “lotteria della nascita” a stabilire chi sarai ma le tuecapacità e il tuo impegno. Un paese che fa della mobilità sociale la propriaforza.
 
Il grande giurista Gustavo Zagrebelsky ha detto:”Essere democratici vuol direassumere nella propria condotta la democrazia come ideale da tradurre emettere in pratica in ogni momento della propria vita”.Il
PD
con i suoi valori di umiltà e serietà, incubati in stagioni di storia politica disinistra è la sola speranza per risollevare la vita democratica italiana.L’associazione politico-culturale
“Laboratorio Democratico”
, nella profondaconvinzione che qualunque forma di benessere è il frutto della crescitaculturale e dello spessore civile di una comunità, si propone di essere uno deinodi politici principali da cui tendere i fili con i quali ricostruire il tessuto socialelocale, e con esso adempiere il dovere morale dei singoli e della società allapromozione degli individui, della collettività e della convivenza civile.
“Laboratorio Democratico”
si propone di essere un organismo politicocapace di riconnettere il cittadino alla sua dimensione esistenziale comunitariaattraverso letere della realtà; il magnete con cui riaggregare la “polverizzazione atomistica” sociale per cercare di ricondurla ad un corpoorganico.Per portare a termine quest’opera di riedificazione degli edifici del vivere civileoccorre partire con il restauro dell’immagine della politica, scrostandola dallamiriade di agenti corrosivi stratificatisi nel tempo e restituendole credibilità,fiducia e rispetto, con impegno, competenza e serietà. In virtù di ciò ènecessario recuperare il ruolo e la funzione della politica rammentandole, inogni momento, le responsabilie gli scopi per cui nasce, sindacandonecostantemente l’operato.Parallelamente bisogna sensibilizzare il cittadino, risvegliandone il sopito sensocivico, affinché sia capace di intravedere anche nelle questioni più elementaril’essenza del vivere civile.
“Laboratorio Democratico”
va ad operare inquesto modo nel momento delicatissimo della dialettica individui-istituzioni:punto cruciale su cui si stanno giocando i destini della democrazia italiana.L’Associazione intende essere una fucina di pensiero, una realtà attiva edimpegnata all’interno della comunisu questioni concrete, i cui metodi sidispieghino all’insegna della riflessione critica e costruttiva, del confrontodemocratico e dell’operare serio e produttivo. Una metodologia che dia luogoad uno spazio aperto al dialogo, flessibile nella partecipazione e dinamiconell’individuazione degli ambiti di attività. Una dimensione in cui l’individuoincubando con umiltà i germi del civismo nei meandri della militanza, maturiprima di tutto in cittadino.
“Laboratorio Democratico”
si colloca interamente nellalveodell'associazionismo politico che può rappresentare la più genuina espressione
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