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(m.r.) Eccoli qua i vicentini:date loro un polmone e si pren-dono pure l’altro.Succede a Torri di Quartesolodove l’apertura della nuovatangenziale ha fatto riscoprireai cittadini il piacere di vivere.Al punto che la già rivoluziona-ria diminuzione del traffico nonbasta più: adesso voglionoretrocedere la loro via Roma daStatale a Comunale. Uno deipochi casi in Italia dove undeclassamento è più ambito diuna promozione.Era dal 1991, anno dell’apertu-ra del centro commerciale lePiramidi, che a Torri avevanoperso alcune sane abitudinicome respirare o uscire di casail sabato. Quasi quindici anniin mezzo allo smog, con un’e-terna colonna di auto a tagliarein due il comune. Una vitaccia,dal mattino del lunedì alla seradel venerdì. Poi per fortunaarrivava il sabato ed era tuttaun’altra musica: via i pendolari,ecco le famiglie per lo shop-ping. E la colonna d’auto tripli-cava, dal centro commercialealla Caserma Ederle.“Oggi è tutta un’altra vita - rac-conta il pasticciere Busato dallasua celebre bottega in vialeRoma - e sarà meglio ancoraquando l’intera tangenzialesarà percorribile. Strano mavero, vanno meglio anche gliaffari: senza traffico la gente èmeno stressata, si ferma piùvolentieri.”“Un’altra vita davvero - fa ecoil parrucchiere del saloneCarisma, sulla stessa strada -Nessuno meglio di me, almomento costretto ad attraver-sare la strada con le stampelle,ve lo può assicurare. Fino a ieriera un’impresa impossibile”.Diego Marchioro, ex vicesinda-co del Comune (oggi commis-sariato, alle urne in giugno)concorda in pieno. E raddop-pia: “Fino a ieri questa era pra-ticamente un’autostrada. Oggiè una statale, che siamo riuscitia vietare almeno ai mezzipesanti. Ora bisogna puntare atrasformarla in comunale, conpassaggi pedonali protetti, limi-ti precisi, aree verdi”.Il sogno è che i figli, guardandoun domani le vecchie foto di viaRoma, non la riconoscano più.Stupiti del coraggio con cui iloro genitori riuscivano a viverein un posto così.
Albera, Campo Marzo, Canneti.Tre luoghi differenti della nostracittà, tre appuntamenti diversi cheevocano un’aspirazione comune:la richiesta di una migliore qualitàdella vita, la consapevolezza di poter cambiare le regole e i princi- pi dello sviluppo urbano.All’Albera, i cittadini che scendo-no in strada si espongono in prima persona per reclamare il diritto di vivere sicuri in casa pro- pria ed essere finalmente liberidall’oppressione dei Tir e dell’in-quinamento. Una protesta chenon si può relegare a fenomeno passeggero, come qualcuno pre-tende di fare.A Campo Marzo, sabato pomerig- gio, l’associazione Tuttinbici partein gruppo per consegnare al Municipio la bellezza di 12 milafirme in favore della mobilità cicli-stica. Ciò che chiedono è unaVicenza a misura delle due ruote,dove ci si possa spostare lasciandoa casa l’auto e senza paura di esse-re investiti ad ogni incrocio o nellerotatorie.All’Auditorium Canneti, stasera(venerdì 14), la città esprime tuttala sua voglia di verde pubblicocon “Vicenza città verdissima”,un’assemblea aperta a tutti – agliamministratori in modo particola-re - dove verranno presentate leesperienze delle tante associazionie comitati che da anni si battono per una maggiore disponibilità diverde e di spazi collettivi.Da decenni non si viveva unmomento di così forte partecipa-zione.Una maggiore sensibilità per lequestioni ambientali, si riscontraanche nella svolta in atto al verti-ce di Confindustria, il mito della produttività ad ogni costo sta peressere spazzato via dalla concor-renza del colosso cinese, è giuntoil tempo di pensare maggiormentealla qualità dei prodotti e alla sal-vaguardia del nostro territorio.Purtroppo in tanto dinamismo, adimostrarsi statica e troppo spessoassente è proprio la Politica, quel-la con l’iniziale maiuscola, quellacapace di rielaborare la protesta, preconizzare il divenire dellasocietà, fare sintesi degli interessidivergenti mediante gli strumentidella democrazia.Chi amministra questa città non potrà distogliere lo sguardo anco-ra per molto, è in atto un movi-mento dal basso, che chiede corre-sponsabilità e condivisione nellescelte, ma pretende di essere ascol-tato e per ottenerlo è dispostoanche a sfidare le vecchie regoledella rappresentanza.
Ciro Asprosoconsigliere comunale Verdi
Dal tramontoall’Albera
C’era una volta una città rassegnata a tutto.Oggi lotta per una migliore qualità della vita
Inchiesta.Il rondò della discordia e tutti i nuovi punti caldi:da Corso Padova a San Lazzaro, ecco dove non se ne può più
Decine di personesulle strade con il soleo con la pioggia, a sfi-dare le contravvenzio-ni dei vigli e le “atten-zioni” della Digos.Così la città dormito-rio punta i piedi perriappropriarsi deisuoi spazi. Così ivicentini riscopronola voglia di lottare peruna migliore qualitàdella vita.Il nostro viaggio-inchiesta attorno allarotatoria maledettaindica le possibilisoluzioni del proble-ma ma anche lamappa delle zone che,come l’Albera, diven-tano ogni giorno piùinvivibili.A pag 4-5
Tina Anselmi uccisa in Regione
Gaffe di An sull’odiato ex ministro e partigiana: ma non era morta?
Non bastava il volume
Italiane 
edito e diffuso gratuitamentenelle edicole a cura dellaPresidenza del Consiglio deiMinistri e del Ministro alle PariOpportunità Stefania Presti-giacomo (Fi) con il suo ormainotissimo capitolo firmato da
Pia Luisa Bianco
che si èsbizzarrita in una sequela disprezzanti giudizi su
TinaAnselmi,
irridendo la suaesperienza di staffetta parti-giana, dimenticando la suaopera di primo ministro donnadella Repubblica italiana edemonizzando la sua azione dipresidente della commissioneP2 (“improbabile guerriera”,“armata di furbizia contadina”si legge tra le pagine a lei dedi-cate). Affermazioni che vannoben oltre il limite del giudiziopolitico e iscritte a pieno titolonella categoria degli insulti.Non bastava questa prodezzagovernativa nazionale: ci si èmesso anche il Governo vene-to con il suo assessore alBilancio
Maria Luisa Coppola
che ha rincarato la dose. Inun’intervista al Corriere delVeneto, dopo aver precisatoche il suo percorso politico èmille miglia lontano da quellodell’Anselmi, (e ti credo: l’as-sessora, vicentina d’origine eresidente a Rovigo, è cresciutatra le file di An) la Coppola haaffermato di non aver trovatotracce nel Veneto dell’operadell’ex ministro Anselmi.Due giorni dopo nell’aula delConsiglio regionale si discute-va il piano triennale degliinterventi veneti di solidarietàinternazionale, presentatodalla stessa Coppola. Era l’oc-casione che le opposizioni delcentrosinistra attendevano perfar rimangiare all’assessora lesue dichiarazioni. Attesa vanaperché la signora Coppola eraben lontana da Venezia. Lebordate, però, sono partiteugualmente e all’assessore èstato chiesto di tornare quantoprima in aula per “ritrattare”quanto affermato. Qualche exdemocristiano della maggio-ranza, visibilmente imbarazza-to, ha detto che forse le paro-le della Coppola era statefraintese dal giornalista. Unclassico.A dissipare ogni dubbio ci hapensato il capogruppo di An
Paolo Scaravelli
che ha presola parola e con lo sguardo spi-ritato ha urlato: “Lo abbiamosempre detto che TinaAnselmi è un’incapace: èdiventata ministro solo peraver fatto la Resistenza. Anzi,sinceramente credevo chefosse già morta”. Più chiaro dicosì. E tutti a domandarsi ilperché di tanto furibondo livo-re. Si tratta semplicemente diun ennesimo esempio delclima che si respira nel nostropaese governato da personeche alla parola
Resistenza 
per-dono il lume della ragione con-fermando che, in barba aglisforzi di Fini, molti esponentidi An sono stati, sono e saran-no sempre fascisti.
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la città a chiare lettere
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venerdì 14 maggio 2004, numero 9, anno III 
Editore: VicenzaAbc scarl, Corte dei Molini 7, 36100 Vicenza. Partita Iva 03017440243. Telefono 0444.305523. Fax 0444.314669. E mail: info@vicenzaabc.it. Spedizione in abbonamento postale 45% Comma 20/B, legge 662/96 - DCVicenzaR
 
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questa settimana
23678
elezioni
sanità nel caos
città proibita
economia
 Baggio addio
Vogliouna vitache nonse ne frega
I miracolatidi Torri:Che vitasenza smog
Meno traffico, più prospettive“Migliorano pure gli affari”
Un suggestivo ritratto serale dell’Albera, trafficata anche di notteServizi a pagina 4-5
 
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Tradimenti e parentiserpenti: la folle sfidadi Isola VicentinaPovere bicipiste ciclabiliriservate... alle autoGli amici di Caldognoraccontanoil campioneLa soluzionedei medici“Dateci più soldi”I vicentinialla caricadi Confindustria
   F  o   t  o   P  e   d  o  n
 
Partiti che si spaccano. Alleanzetrasversali. Amici che diventanonemici. Una guerra di frazioni ecampanili. È questa la sciaradaelettorale di Isola Vicentina, unpaese di appena ottomila abitantisul quale però si sono accesi iriflettori più importanti della poli-tica locale. Uno scenario da milio-ni di euro che ruotano attorno alpiù importante distretto vicentinodelle cave. Uno scenario che ha lasua chiave di lettura nel controllodella politica urbanistica di Isola.Uno scenario con equilibri cosìdelicati da far saltare ogni schemapolitico tanto da mandare inpanne molti partiti della Cdl. LaLega locale infatti contesta quellaprovinciale. Fi è divisa da unaguerra interna. Ma pure il centro-sinistra annaspa, non corre in pro-prio, sceglie un profilo basso. E aIsola intanto la gente si chiede sedurante questa campagna sarannoscoperchiate un po' di pentole,dentro alle quali non si guarda daanni.
L’Isola che non c’è.
Fare ordine nelmarasma di Isola è complesso. Unpunto di riferimento arriva da
Insieme per Amministrare
, la listadel sindaco uscente
ValterBaruchello.
Il primo cittadinoazzurro non può più ricandidarsi eil suo successore più accreditato èil vicesindaco
Matteo De Rossi.
Idue sono appoggiati da una partecospicua di
Fi
e dell'
Udc
, ma nelloro entourage non mancano per-sone con un passato nel
centrosini-stra
o nella
sinistra Dc.
Baruchelloda alcune settimane porta avanti ilsuo programma di opere realizza-te: asfaltature, riqualificazione del-l'arredo urbano, nuovi impiantisportivi. Un programma contenu-to in un elegantissimo quaderno acolori di sedici pagine intitolato
"Cinque anni di scelte concrete".
Nel volumetto il primo cittadinospiega:
"Passati cinque anni pos-siamo dire di aver rispettato le promesse fatte all'inizio del man-dato".
Se la lista che fa riferimento aBaruchello è quantomeno compo-sita, ancora più articolata lo èquella del candidato
Massimo DeFranceschi,
che nel mandato del95-99 era stato capogruppo per leforze di centrosinistra quandoquest'ultimo governava assieme aBaruchello. De Franceschi (uno deipotenti delpaese) ha rico-perto la posizio-ne di presidentedella casa diriposo e oracorre contro l'exalleato precisan-do:
"Sono con-tento che i Ds e il centrosinistra cidiano un appoggio esterno, ma lanostra lista ( 
 Partecipare
 ) contienenomi che vengono dal centrosini-stra, dal centrodestra e dalla socie-tà civile"
. Scuole, bilancio parteci-pativo, attenzione al sociale, sonoi punti salienti del programma deicandidati, i quali fanno della qua-lità della vita la linea di indirizzoprincipale.Pepe alla contesa lo mette
OnorioDe Franceschi,
conosciutissimo expresidente dell'Ater di Vicenza, incampo con la civica
Per Isola
:
"Hodeciso di scendere in campo comecandidato sindaco perché sonostato contattato da moltissime per-sone. Dopo dieci anni di strapote-re di Baruchello è bene che ci siaun cambio di rotta. La nostra listaha ottenuto l'appoggio esterno diAn, ma siamo aperti a tutti glischieramenti. Siamo per un paese più vivibile, siamo per una politica portata avantinell'interesse generale e non inquello di pochi.Speravo di met-tere insieme unnumero maggio-re di personeattorno al mio progetto, pur-troppo tutte lealtre liste hanno legami organicicon l'attuale primo cittadino. Aogni modo abbiamo già appronta-to i sedici nominativi che correran-no per il rinnovo del consigliocomunale".
Una posizione che
GiobattistaGasparella
, capolista della civica
Isola Pulita
(candidato sindaco laleghista
Paola De Bei
) non condi-vide:
"Dov'era De Franceschiquando facevamo le battaglie con-tro l'amministrazione durantequesti cinque anni? Non vorreimai che fosse stato impegnato conl'amministrazione ad identificarearee edificabili. Il problema è chelui non sopporta il sindaco perchésono due galli in un pollaio dovedomina la medesima politica,quella che noi contestiamo a que-sta amministrazione".
Gasparella, consigliere uscente,iscritto a Fi, ma in guerra conBaruchello dal giorno della suaelezione, rappresenta l'ultimo deiquattro gruppi attualmente inlizza. La leghista
De Bei
però,nenanche a farlo apposta, è inrotta con i leader provinciali delpartito, che sembra non abbianogradito il suo attivismo contro
"gliabusi, gli sprechi ed una concezio-ne feudale del territorio"
.E lo stesso Gasparella spara a zerosu tutti:
"Se si vuole la trasparen-za, ci siamo rimasti solo noi. Glialtri hanno tanti altri interessi, chespesso coincidono con quelli difamiglia".
Una posizione dura cheè in linea con le azioni eclatantimesse in campo in questi ultimidiciotto mesi dai due: esposti inprocura sui presunti abusi edilizidel primo cittadino, volantini abizzeffe, sit in contro le lottizzazio-ni selvagge, richieste per una com-missione speciale sulle cave "volu-ta anche dal segretario provincialedei Ds, ma ignorata dalla sinistralocale". E soprattutto fucile punta-to contro la maxi lottizzazione perlo
Sporting club:
"Un piano
- dico-no i due -
che doveva inizialmenteconsegnare alla città i campi diallenamento del Vicenza Calcio eche invece si è trasformato nellaopportunità di costruire quattro-cento appartamenti"
. E siccometra i promotori c'è il presidente diAssindustria
Massimo Calearo
"sicomincia a capire come mai ad Isola la temperatura sia salita cosìrapidamente"
.Ma la questione fondamentale diIsola, l'argomento di cui solopochi parlano riguarda le cave. Ilfuturo sindaco avrà le chiavi perradiografare la situazione, ordina-re controlli, vedere se le escavazio-ni sono state effettuate secondo lenorme vigenti. I cavatori, si mor-mora in paese, sono sempre statimolto vicini agli amministratori enegli ultimi tempi, nel novero deipotentati locali, si sarebbero affac-ciati anche gli immobiliaristi. PerBaruchello si tratta di voci campa-te per aria. Isola Pulita, la listadella De Bei, è sul versante oppo-sto e dice di essere pronta a sco-perchiare la pentola se vincerà leelezioni. Gli altri nei programminon fanno nomi e cognomi. Solodopo il 13 giugno si saprà se sottole argille di Isola si nasconde qual-che segreto inconfessabile.
Marco Milioni
Nella foto: Valter Baruchellodiscusso sindaco uscente
È giusto che dei poliziotti sianosotto inchiesta per aver ucciso unbandito durante una rapina? Inun Paese normale la rispostasarebbe sì. Ma in un paese nor-male politici e media si farebberoin quattro per spiegarne le ragio-ni: l’inchiesta di Torri non è unapunizione, ma un atto dovutoper garantire che la Polizia seguasempre regole precise a tutela deicittadini. Un’inchiesta di questogenere è un impiccio e può appa-rire umiliante per uomini chefacevano il loro dovere. Ma unademocrazia non può farne ameno. Da noi, che pure preten-diamo di essere una democraziaavanzata, chi governa preferisceignorare questa logica e cavalcarel’onda delle emozioni. E più sonoviscerali, più molla le briglie.Non sfugge alla regola il ministroGianni Alemanno di AlleanzaNazionale. Ospite, lo scorsovenerdì 7 maggio al convegnovicentino del Sap - il sindacatoautonomo di Polizia - Alemannoha promesso che si batterà pertutelare gli agenti di Torri diQuartesolo perché, parole sue, “ilproblema della sicurezza è trop-po importante per rischiare che leforze dell’ordine siano demotiva-te.È inaccettabile che sianoancora sotto indagine e addirittu-ra sospesi alcuni poliziotti per ifatti del G8 di Genova”. (Traparentesi, il convegno non riguar-dava la sicurezza ma le pensioni.Tra le stranezze di un paese anor-male, bisogna abituarsi anche aun ministro delle politiche agrico-le, invitato a parlare di pensioni,che divaga sulla sicurezza.Trovate voi un nesso, se ci riusci-te.)Le parole di Alemanno scivolanovia perché sono le stesse che sen-tiamo ripetere sempre più spessoper le strade, negli uffici, nei bar.Meglio fermarle invece. Perchésegnano, ben più delle teorie sullepolitiche sociali, sulla scuola, sul-l’economia, la differenza tra ladestra e la sinistra italiana di que-sti anni.
Il falso mitodella sicurezza
Dai tempi dell’ultima grandecampagna elettorale che ha vistovincere la Casa della Libertà, ladestra italiana ha puntato moltosul tema della sicurezza.Nell’Italia raccontata dai Tg dellaFininvest, il paese governatodall’Ulivo era un Far West di cit-tadini terrorizzati da truffatori,ladri e puttane, indifesi da unapolizia con le mani legate.Poi venne il governo Berlusconi etutto si quietò. Stando agli stessitg, i poliziotti ottennero mezzi efiducia, i cittadini protezione, iladri leggi speciali e fogli di via.Tutte bugie ovviamente. Comedimostrano i dati, niente è cam-biato. Vuoi perché la moltiplica-zione dei poliziotti si è dimostra-ta uno dei tanti miracoli italianimalriusciti, vuoi perché le solu-zioni drastiche e risolutive esisto-no solo nelle fantasie dei sempli-ciotti.
I numeridel fallimento
Oggi, come quattro anni fa, inumeri di furti, borseggi, rapine,omicidi, stupri, truffe sono sem-pre gli stessi, con sporadichevariazioni del tutto fisiologiche.La differenza è che un 6 percento in meno di rapine diventasubito un titolo d’apertura persette telegiornali, mentre un 8per cento in più di borseggi siriduce a una breve nell’edizionedella notte.Per quanto fallimentare, la ricettadella destra ha raggiunto unobiettivo: convincere qualchemilione di italiani che il pugnoduro è necessario. Così oggidiventa normale sentire il parro-co di Torri di Quartesolo che,all’indomani della rapina costatala vita a un uomo, dice ai giorna-listi: “Sarebbe stato più grave sefosse morto un agente”. E diven-ta normale che il ministro dell’a-gricoltura pretenda di giustificareil comportanmente criminale dimolti poliziotti del G8 alla caser-ma Diaz di Genova.Scopriamo un po’ alla volta chele conseguenze sono peggiori diquanto avessimo immaginato.Mezzo centrodestra italiano chie-de oggi di ampliare il concetto dilegittima difesa fino a poter inse-guire un ladro disarmato per spa-rargli alla schiena. Pochi giornidopo, un gruppo compatto dellamaggioranza si rifiuta di conside-rare la tortura come un crimine.Poche settimane e mezzo mondoscopre che la suddetta tortura èeffettivamente una prassi consoli-data del sistema militare america-no.Con queste premesse diventaobiettivamente difficile spiegarealle persone che indagare deipoliziotti per aver ucciso un plu-ripregiudicato con Kalashnikov èuna situazione di cui andare fieri.Però è doveroso, e sarebbe belloche il centrosinistra riuscisse amantenersi compatto (almeno) suquesto. La spaccatura con ladestra, su questo fronte è totale.Da una parte chi cavalca il pro-blema sicurezza conscio che que-sto è
 percepito
(il corsivo è d’ob-bligo) come il più importante damilioni di italiani. Dall’altra chideve continuare a battersi perspiegare che la realtà è diversa.La destra ha vinto le elezioni rac-contando che viviamo in unpaese ostaggio di rapinatori diborsette e comò. La sinistra spie-ghi che questi rapinatori esistonoe vanno combattuti, ma che sonopoca cosa rispetto ai rapinatoridi tangenti ospedaliere, altafinanza, soldi pubblici e finanzia-menti privati. Sbugiardare le loropromesse di sicurezza non è diffi-cile. Difendere l’inchiesta di Torrilo è, ma è doveroso provarci.Una democrazia non può creareun precedente che permetta unnuovo caso Diaz o la morte di unladruncolo disarmato che sta for-zando una macchina. Non fos-s’altro perché il ladrucolo potre-ste essere voi, che avevate sempli-cemente dimenticato le chiavi.Sotto questa luce, l’avviso digaranzia inviato ai poliziotti nonè solo un bel colpo per fare untitolone sui giornali e scatenare lepolemiche nei bar. È un bel colpoper l’intera democrazia.
Matteo Rinaldi
sette giorni di politica
Dal caso Torri alla torturadecisiva la sfida sulla sicurezza
Anche il ministro Alemanno sceglie Vicenza per fare propaganda forcaiola. Ma la democrazia è un’altra cosa
Mentre vengono sbugiardati i trionfali numeri della destra, il Paese pare avviato verso una deriva giustizialista
A Isola tradimenti e parenti serpenti
La singolare storia del comune dove si va al voto tra le più incredibili alleanze traversali
ACQUE MOSSE INLAGUNA.La consigliera Donazzan: “Grembiulini obbligatori”
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vicenzaabc
 
Con la cosiddetta “legge dei grembiulini” ilgruppo di Alleanza Nazionale in Consiglioregionale ha ottenuto, come si suol dire,un’esposizione mediatica senza preceden-ti. I giornali veneti e quelli nazionali si sonofatti in quattro (scomodando con intervisteanche Lidia Ravera e perfino il leader sto-rico del ‘68 Mario Capanna) per illustrarequesta proposta che punta, in sostanza, aprivilegiare nell’assegnazione dei finanzia-menti della Regione Veneto le scuole ele-mentari e medie venete che renderannoobbligatoria per i propri allievi la divisa diistituto.“È per scoraggiare il consumismo dei vesti-ti griffati, eliminare imbarazzanti differenzesociali e alimentare lo spirito di apparte-nenza” hanno spiegato i presentatori. Traquesti la bassanese Elena Donazzan checon i suoi 32 anni è la più giovane dei con-siglieri veneti. La più giovane, ma un tipotosto. Ha lasciato volentieri il ruolo di tene-ra mascotte di palazzo Ferro-Fini alla con-sigliera leghista, anch’essa bassanese,Mara Bizzotto, nata nello stesso mesedello stesso anno (il giugno del 1972) ma19 giorni prima di lei e si è specializzatain incursioni politiche dentro e fuori ilpalazzo. Membro della commissione agri-coltura, Elena è una paladina convinta del-l’attività venatoria al punto che un giornoha annunciato in aula di aver finalmenteconseguito la licenza di caccia.Per coerenza.Un po’ Diana cacciatrice e un po’ Giovannad’Arco. Due anni fa alla guida di un mani-polo di Azione Giovanile si fionda in Istriaper rendere omaggio alle tombe italianenei cimiteri locali che vengono progressi-vamente fatte sparire dalle autorità croate.Alla frontiera trova il modo di aver da ridirecon le guardie di confine che, forse avver-tite della “spedizione”, la strapazzano.Rischia l’arresto e si sfiora l’incidentediplomatico.Guerrigliera ma anche, a suo modo, pacifi-sta. Lo scorso anno alla vigilia dell’apertu-ra delle ostilità in Irak vola a Bagdad insie-me ad un altro consigliere regionale,ilpadovano Iles Braghetto dell’Udc masoprattutto di Comunione e liberazione. Lìi due incontrano alcuni rappresentantidelle chiese cristiane locali. Vengonoimbarcati nell’ultimo volo di linea chelascia Bagdad prima che l’aeroporto e lospazio aereo irakeno vengano chiusi.Seguace della corrente del ministroAlemanno, Elena Donazzan si muove spes-so per conto suo spiazzando gli altri consi-glieri di An che si sforzano (anche se pococonvinti) di adeguarsi alle metamorfosiimposte dalla segreteria nazionale: non famistero di essere perplessa dalle uscite“antifasciste” di Fini e tenta di compen-sarle in loco sponsorizzando ogni possibilee immaginabile iniziativa pubblicistica suidue storici cavalli di battaglia del postfascismo italiano: “le vittime delle foibe” ei “crimini” dei partigiani.Ma torniamo alle divise scolastiche. ElenaDonazzan le predica ma personalmentepreferisce alternare mises maliarde cheprovocano qualche brivido maschile neicorridoi di palazzo Ferro-Fini ai tailleurs-pantalone da donna in carriera e ai jeansda combattimento.Va detto che questa proposta ha probabi-lità molto vicine allo zero di diventare leggeregionale. An lo sa benissimo però l’obiet-tivo è stato raggiunto: in tempi in cui l’im-magine del partito, soprattutto in Veneto, èun po’ sbiadita, pagine di giornali e riflet-tori delle TV sono stati assicurati.
La pasionaria di An che combatte le griffe
Belli dentro. Nella foto, l’austero look della sobria Elena.
Miracolo fallitoomicidi e rapine in aumento
Frodi triplicate:
da 54000 nel 2002 a 187000 nel 2003.
Omicidi in crescita:
dopo 10 anni di costante diminu-zione, nel 2003 sono aumentati del 10,3%.
Rapine al top:
+ 14,2% nel 2002, + 4,3% nel 2003. Èil livello più alto degli ultimi 40 anni.
Borseggi in salita:
165 mila nel 2003 (più 6,9% rispet-to al 2002)
Scippi in aumento:
saliti del 2,8% nel 2003
Furti negli appartamenti:
in aumento
Totale reati:
2001: 2.163.000 - 2002: 2.231.000 -2003: 2.457.000Secondo i manifesti elettorali di Berlusconi, i furti sonocalati del 17%
Dati su base nazionale, fonte Istituto Cattaneo di Bologna,2004
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Malati di mazzette
Il presidente dell’Ordine: “Alzare gli stipendi ed eliminare la commistione tra pubblico e privato”
A Campo Marzoapprodano i pirati
 
Centro Storico:ironia alla Vicentina
Continua la vertenza sulla manutenzione diCampo Marzo. L’area necessita un risanamentoimmediato. Le sponde della Seriola sono un“immondezzaio” e igienicamente pessime. Lo spa-zio alle spalle dello storico bar Moresco versa inuno stato di abbandono, inoltre il viottolo centra-le non possiede adeguati sgorghi per l’acqua pio-vana e per questo si allaga. I cittadini si sono fattisentire più volte lasciando eloquenti cartelli “Quimolo 4” o “Acqua alta a Vicenza”. LaCircoscrizione ha inoltre fatto richiesta per unmiglioramento dell’illuminazione e l’installazionedi un palco per eventi musicali e per creare unluogo di aggregazione.
Stanga: strade anti polemica
Sono state inaugurate due nuove vie laterali diVia Caminer divise da Via Vittime di Guerra.Sono state intitolate a Elisa Salerno e VittoriaMadurelli. Due personaggi... apolitici dopo il casodi via delle Foibe che aveva provocato una pole-mica.
Villaggio del Sole:ridateci il rock
Pare che non avrà buon fine la richiesta dell’areaCastaneda per il Villazza Rock. Matteo Tosetto,presidente della Circoscrizione Sei, dichiara che ladecisione deve essere presa dal Comune ma inrealtà l’area è di pertinenza della Circoscrizione.“L’area scelta dall’organizzazione era perfetta peruna festa che, quest’anno, avrebbe dovuto esseregià ridimensionata e resa più appetibile per lefamiglie” – commenta il consigliere diessinoAndrea Tapparo. Continua inoltre la protestaormai infinita per la situazione di emergenzadell’Albera (articoli nelle pagine seguenti).
Pomari: Comune, fuori i soldi
Non si è ancora risolta la questione sull’ex areaZambon (l’area, inquinata, necessita di una messain sicurezza se non addirittura di una bonifica).“Il Comune deve farsi carico al più presto dellasituazione e provvedere ai costi – dice Tapparo –che in seguito potrà eventualmente recuperaredalla Zambon.”
Laghetto: occhio alle buche
Sono iniziati i lavori per il miglioramento delmanto stradale in via dei Laghi. Le condizioni dimolti marciapiedi delle strade lateriali sono peròancora pessime e pericolose soprattutto per glianziani.
Viale Cricoli:riprendiamoci il quartiere
La Circoscrizione pone l’attenzione sull’areaattorno a viale Cricoli, sempre più disastrata. E’necessario un piano per recuperare la zona e sot-trarla all’abbandono.
Ca’ Balbi: 30 all’ora
E’ previsto un volantinaggio e una raccolta firmeper sensibilizzare i cittadini sul progetto 30 all’orai cui lavori sono stati lasciati a metà.
Sara Sandorfi
Le accuse lanciate dalle paginedel Corriere del Veneto sonodurissime: la sanità è malata.Di mazzette. Parole destinate alasciare un segno. Perché a pro-nunciarle è il Procuratore reg-gente di Vicenza
Paolo Pecori,
impegnato nell’inchiesta sulletangenti al
San Bortolo
.Nell’intervista rilasciata alquotidiano, Pecori lascia chia-ramente intendere che il caso
Soranzo
(il primario di otori-nolaringoiatria arrestato) èsolo la punta di un iceberg. Lacorruzione sarebbe molto piùdiffusa di quanto finora emer-so dalle indagini. Talmente dif-fusa da far dichiarare alProcuratore: “la fine della cor-ruzione è solo un’illusione”.Solo che, contrariamente aquanto accaduto per tangento-poli dove la falla aperta con
Mario Chiesa
liberò una casca-ta, qui mancano (ancora) leprove e qualcuno che parlimettendo a nudo l’intero siste-ma. Scoperchiare la tangento-poli sanitaria vicentina saràcompito della Magistratura.Resta la gravità delle dichiara-zioni rilasciate da Pecori.Affermazioni che, ne siamocerti, sono state fatte a ragionveduta. Con in mano elementi,se non probanti, certamentemolto significativi. Possibileche nessuno sapesse? Avessequantomeno subodorato?“Nessun dubbio: se avessimosaputo avremmo certamentedenunciato” dice
ClaudioScambi
, responsabile Sanitàdella Uil, che continua: “Il pro-blema è quello del rispettodelle regole. La
riforma Bindi
ha ben determinato gli spaziper l’interesse privato del sin-golo sanitario all’interno dellastruttura pubblica. Solo che –nonostante il recente richiamodi
Alessandri
alle regole darispettare nell’esercizio dellalibera professione – il clima èun po’ quello del laissez faire.Insomma, le regole ci sono.Basterebbe farle rispettare”.Già, perché questa difficoltà?“Scarse risorse? Mancanouomini per effettuare le dovuteverifiche?” a chiederselo è
Giancarlo Puglioni
della Cgil:“Nella sanità i medici sono l’u-nica categoria a poter godere ditutti questi benefici. ComeSindacato abbiamo più voltechiesto, senza mai avere rispo-ste esaurienti, una rendiconta-zione completa rispetto alleattività libero-professionali.Anche rispetto alle prestazioniper conto Ulss svolte in clinicheprivate. Al massimo abbiamoottenuto generiche risposteverbali. Alessandri – e con luitutti gli altri direttori delle Ulss– invece di limitarsi a ricordarele regole, le faccia rispettare”.Come riuscirci? “Purtroppo ilfuturo si apre a scenari semprepiù torbidi. Per i medici del ser-vizio sanitario nazionale si pro-fila la fine del rapporto diesclusività. Una regola chiave.Proprio in questi giorni ilSenato ha approvato un emen-damento al decreto sull'emer-genza sanitaria presentatodalla senatrice di Forza Italia
Alberti Casellati
(la stessa cheaveva imputato alla rigiditàdella Legge Bindi, la primacausa ad aver spinto Soranzo“a fare il furbo”).L'emendamento prevede che imedici ogni anno scelgano seoptare per il rapporto di lavoroesclusivo con il Servizio sanita-rio nazionale oppure no. Inquesto modo viene modificatoil principio dell'irreversibilitàdella scelta, previsto dalla leggeattuale. Bell’affare: sarà ancorapiù difficile effettuare i control-li”. Dello stesso avviso
Maurizio Dei Zotti
della Cisl:“L’Ulss di Vicenza è ingoverna-bile. Ricorda l’Italia delMedioevo con i suoi feudi,ducati, comuni. Ognuno pro-cede come meglio gli aggrada.Salvo riscoprire l’unità quandoc’è da difendere gli interessi diqualcuno. Che, evidentemente,sono poi anche degli altri.L’impressione d’insieme è quel-la di un ambiente dove – inassenza di controlli – tutto èlasciato alla responsabilità delsingolo individuo. E si sa, l’oc-casione fa l’uomo ladro. Nonmi stupirei affatto se, comelascia intendere Pecori, stesseroper scoppiare altri bubboni”.
Davide Lombardi
Il sindacato: ignorate le regole anti corruzione. Ma intanto grazie a Forza Italia, controllare i furbi sarà più difficile
LOTTASENZAQUARTIERE
vicenzaabc
I punti contenuti nella letterainviata a primari, aiuti e diret-tori medici dal Direttore gene-rale Antonio Alessandri il 19dicembre 2003.
1. Silenzio in Sala
L’utilizzo delle sale operatorieper l’attività libero-professio-nale deve essere programmatofuori dall’attività istituzionalee non interferire con esse.
2. Timbrare il cartellino
L’attività deve essere svoltanegli orari concordati previatimbratura
3. Registrarsi, prego
Ogni richiesta di prestazioneva registrata attraverso il Cup(Centro Unico Prenotazioni)
4. 30 e lode
Le attività in libera professio-ne richieste a pagamento dagliutenti e svolte in altri ospedalisono consentite, previa con-venzione, solo a carattereoccasionale e fino ad un limitedi 30 prestazioni all’anno
5. Mai fuori sede
I medici sono autorizzati asvolgere attività libero-profes-sionale in un’unica sede ester-na se mancano spazi all’inter-no dell’ospedale (entro il 2005però – fatte salve modificheall’attuale normativa – le duesedi dovranno essere ricondot-te ad una).
Ezio Cotrozzi, presidente dell’Ordine deiMedici di Vicenza, che cosa pensa delledichiarazioni di Pecori?
La classe medica vicentina è molto attenta ecorretta. Non ho dubbi che vi sia un assolutorispetto delle regole e della legge da parte ditutti.
Il caso Soranzo sembra indicare il contrario.
Infatti, lui è iscritto all’ordine di Padova.
Allora, la corruzione non supera la barriera diGrisignano?
Dico solo che a Vicenza, come Ordine, siamoattentissimi di fronte a situazioni di questogenere.
Evitiamo di fare di ogni erba un fascio?
Evitiamo.
Resta il fatto che Pecori è andato giù durissi-mo.
Il Procuratore avrà i suoi motivi per rilasciarequeste dichiarazioni. Tiri fuori quello che sa.Del resto è mia intenzione andare a parlare alpiù presto con lui. L’Ordine deve essere infor-mato di eventuali scorrettezze di qualche suoiscritto. Per poter coordinare la nostra azionecon quella della Procura. Ma per quel che miriguarda, ripeto, ho grande fiducia nella clas-se medica.
Pensa vi sia una correlazione tra l’attuale nor-mativa e quello che è successo al San Bortolo?
La situazione attuale ha bisogno di correttivi.In questo caso si è avuto un pessimo uso del-l’
intramoenia
(la libera professione all’internonelle sedi pubbliche ndr) Tra l’altro, questaconfusione normativa va contro i cittadini.Per una visita in lista d’attesa si può aspettareanche sei mesi. Pagando, la si fissa in un’ora.La riforma sanitaria è qualcosa lasciato ametà. Di qui lo spazio per possibili abusi.
Il Ministro Sirchia, in un’intervista al Sole 24ore, dice che controllarvi è impossibile, civorrebbe un carabiniere per ogni medico. Ilche – parole sue - non sarebbe elegante.
Non è un problema dieleganza, ma di logica.Quel che dice Sirchia ègiustissimo. Dice chequesto sistema è sbagliato perché non è statoportato fino in fondo. Bisognerebbe dare piùsoldi ai medici, molti di più di quelli che pren-dono oggi, ed eliminare
l’intramoenia
. Tral’altro, il nostro contratto è scaduto da treanni.
Dunque lei è favorevole alla liberalizzazioneproposta dal centro-destra.
La medicina deve essere libera per definizio-ne.
Ma lei crede che l’emendamento propostodalla Alberti Casellati, per cui di anno inanno potrete decidere se dare l’esclusiva alServizio Pubblico o meno, vada in direzionedi una chiarificazione normativa?
Credo che aggiunga confusione alla confusio-ne. Comunque, prima di esprimermi a riguar-do, preferisco attendere l’incontro che abbia-mo convocato con il Senatore Flavio Tredeseper la prossima settimana. Servirà perfarci idee più precise su cosa bolle inpentola.
d.l.
I medici: “Dateci più soldi”
Tangenti5 regoleper nonsbagliare
Le norme ci sonoma chi le rispetta?
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