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Dossier WWF sul Consumo del suolo in Italia 2009

 
 
 
 
 
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Un territorio saturo. Ed ora c’è anche il “piano casa”.

Il concetto di “consumo del suolo può sembrare semplice ed intuitivo: è un’implicazione delle attività umane che riduce, in termini qualitativi e quantitativi, i “suoli, le aree libere o naturali e le trasforma. In questi termini, quindi, si può pensare che sia un’ovvia conseguenza delle attività dell’uomo, irrinunciabili ed inevitabili perché sono attività che l’uomo ha da sempre messo in atto per nutrirsi , abitare, spostarsi ad anche divertirsi. Si tratta, insomma, di una necessaria conseguenza della cosiddetta “civiltà del benessere”, dello stile di vita “moderno”. Quello che invece è sconosciuto ai più , è che il “benessere” umano può essere garantito solo se il “consumo del suolo” si mantiene entro certi limiti, e se consente di mantenere ecosistemi vitali e funzionali per il benessere nostro e del pianeta. Se non saremo in grado di invertite l’attuale tendenza, il consumo del suolo ed i numerosi effetti negativi ed irreversibili che ne derivano, saranno sempre più pesanti per la biodiversità e, quindi, per il benessere di tutte le forme viventi sulla terra, ad iniziare dall’uomo.
In questo dossier il WWF vuole fare un punto sull’attuale situazione in Italia ed offrire spunti di riflessione e proposte concrete, per invertire la tendenza di cementificazione, saturazione e distruzione del nostro territorio.

Un lavoro analitico avviato dal WWF Italia con l’Università dell’Aquila, curato dal Prof. Bernardino Romano (docente di analisi e valutazione ambientale e pianificazione territoriale presso la Facoltà di Ingegneria Ambiente e Territorio e Scienze Ambientali all’Aquila), fa emergere dati impressionanti. Se la nostra classe politica ed amministrativa fosse in grado di comprendere le conseguenze di questi dati, certamente nessuno si azzarderebbe a proporre piani casa quali quelli che si stanno vendendo in queste settimane. Dal 1956 al 2001 la superficie urbanizzata del nostro Paese è aumentata del 500% e si è valutato che dal 1990 al 2005 siamo stati capaci di trasformare oltre 3 milioni di ettari, cioè una superficie grande quasi quanto il Lazio e l’Abruzzo messi insieme....

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Date Added

08/06/2009

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