Antonio MontanariDon Giovanni Montali. Biografia
 
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Sommario 
Presentazione1. Tra passato e futuro2. A Santarcangelo (1881-1899)3. In Seminario (1899-1906)4. Da cappellano a parroco (1906-1912)5. Rivoluzione e guerra 6. Cronache da San Lorenzino (1903-1916)7. I due terremoti del 19168. La marcia su Rimini9. Bandiere rosse, camicie nere10. I giorni del silenzio11. Altre cronache da San Lorenzino (1916-1926)12. Il “santo manganello”13. Sul
Diario cattolico 
(1933-1938)14. A teatro in parrocchia 15. La «legge dell'amore»16. L'amicizia con Romolo Murri17. Dopo il 25 luglio 194318. L'ora delle scelte19. I giorni dell'ira 20. La battaglia attorno alla chiesa 21. «La seconda Cassino»22. I giorni del perdono23. La seconda ricostruzione24. Gli anni Cinquanta 25. La messa d'oro (1956)26. L'ultima Visita (1959)
Schede
I. Antonio FogazzaroII.Don Garattoni e FogazzaroIII.Poeti in SeminarioIV. Don Garattoni e Murri V. Don Mauri e don Murri VI.Don Mauri, prima e dopo VII.I «modernisti» romagnoli VIII. San Lorenzino medievaleIX. I tre fratelli ScottonX.Lettere da casa MurriXI.I parroci modernidi San Lorenzino
 
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1. Tra passato e futuro
«Assicuro sul mio onore che quanto segue corrisponde a verità».
Don Giovanni Montali scrive queste parole sotto la data del 15 febbraio 1945 e ilnome del luogo, la parrocchia di San Lorenzino (1), di cui è titolare dal ’12. È unmemoriale che il sacerdote prepara con grande dolore nell'animo. I fulmini della guerra si sono abbattuti sui luoghi a lui cari. L'odio politico ha violato gli affetti più in-timi, strappandogli un fratello ed una sorella, Luigi e Giulia, uccisi e gettati nel pozzodella canonica. Tutto è macerie e distruzione. Come il poeta Ungaretti, l'anziano sacer-dote (ha ormai 64 anni), potrebbe ripetere: «… nel cuore nessuna croce manca. È ilmio cuore il paese più straziato».Il fronte è passato di qui nel settembre ’44. Alla fine di quel mese, tra il 28 ed il 30,a Marzabotto due reggimenti di SS comandati dal maggiore Walter Reder, hannoucciso per rappresaglia 1.836 civili.Da Rimini (liberata il 21 settembre), l'avanzata alleata prosegue lentamente versoNord. Dopo Savignano e Bellaria, sono liberate Cesena (19 ottobre) e Forlì (9 novem- bre). Il 4 dicembre tocca a Ravenna, il 16 a Faenza. Poi le operazioni ristagnano ed idue eserciti resteranno fermi sulle loro posizioni fino alla primavera del ’45.Dalla metà di gennaio, gli alleati hanno ripreso l'iniziativa su tutti gli altri fronti eu-ropei. La sera del 13 febbraio ’45, 245 aerei inglesi iniziano a bombardare Dresda, inpoche ore moriranno 200 mila persone. Tra il 4 e l'11 febbraio, a Yalta si sono incon-trati Roosevelt, Churchill e Stalin. Si prepara la pace. Quando gli eserciti nemici av-ranno finito di combattersi, le divisioni passeranno fra i vecchi alleati. La cortina diferro attraverserà l'Europa. Ogni città, ogni paese si spezzerà, arruolando la sua gentesotto opposte bandiere. Bianco e rosso non saranno soltanto due colori, ma parole cheindicheranno fazioni politiche rivali. La lotta contro il nazismo aveva unito. La libertà porterà a discutere, a dividersi. Non mancheranno neppure tragici regolamenti diconti, triste eredità di ogni guerra. La parola perdono è conosciuta da pochi: tra questic'è don Montali che la imprime in sé guardando a Gesù Crocefisso.Quando il parroco di San Lorenzino scrive il suo memoriale, il 15 febbraio ’45, la fine del Calvario è vicina. Il 25 aprile, il Comitato Liberazione Nazionale proclama intutta l'Italia del Nord l'insurrezione. Il 28 viene giustiziato Mussolini. Il 30 Hitler siuccide. Berlino cade il primo maggio.Tra gennaio e primavera del ’45, da Cesenatico la 
Voce dell'Ottava armata 
irradia le sue trasmissioni. Il sindaco di Riccione Gianni Quondamatteo, vi legge resoconti set-timanali intitolati «È passato il tedesco». Racconta di «500 visini felici e sorridenti» di bambini poveri riccionesi che «hanno partecipato ad un pranzo offerto dal locale pre-sidio alleato». (2) Parla di un «giovane sacerdote che, offrendosi al plotone di esecu-zione al posto di un gruppo di ostaggi», col suo gesto si «salva e salva i partigiani». (3)Racconta di un vecchio e «povero prete di campagna» che «braccato dai fascisti e daitedeschi deve fuggire sui monti»: la vendetta lo colpisce nei due fratelli. (4)È la storia di don Montali. Nel memoriale del 15 febbraio, egli ripercorre veloce-mente tutte le principali tappe delle sua esistenza con parole che rileggeremo man

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