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ECO-APOCALYPSE (NOW)
Lo hanno battezzato blob: una striscia di materiale organico lunga circa 10-12 migliaavvistata nel mar Chukchi in Alaska.Testimoni oculari assicurano che si tratta si una entità vivente, un qualcosa maivisto prima.Per ora, la Guardia Costiera si limita a monitorare questa gigantesca macchia o blob neropece. Si attendono i risultati delle analisi per stabilire se si tratti di microrganismi marini edi quale specie.
Sempre più spesso nel mondo si incontrano pesci transessuali: maschi che hannosviluppato caratteri femminili. A volte fanno perfino le uova.Sono usciti quasi contemporaneamente due studi, uno sul Po e l’altro sui fiumi inglesi.Molto simili i risultati.I pesci cambiano sesso
perci fiumi sono inquinati
. Ossia, le attività umaneproducono scarichi coavvelenati da essere in grado di interferire con il sistemaendocrino dei vertebrati.Lo studio sui
pesci del Po
che cambiano sesso è stato effettuato dal CNR-IRSAE. Quellosui
pesci inglesi
dalla University of Exeter. Tutti e due constatano che la responsabilitànon è solo degli estrogeni (gli ormoni femminili) finiti negli scarichi attraverso feci e urine.Ad alterare le funzioni del sistema endocrino dei pesci sono anche sostanze contenute indetergenti industriali,
diserbanti, plastificanti,
filtri UV, vernici delle imbarcazioni,contraccettivi.Queste sostanze
originate dalle attività agricole e industriali
sono meno potenti degliormoni naturali, ma sono anche dispersi nell’ambiente in dosi più massicce e quindi ingrado di causare effetti tossici.Lo studio italiano sottolinea inoltre la moltiplicazione degli effetti dovuta all
azionecombinata di un gran numero di sostanze
presenti in piccole quantità. Ciascuna di esseda sola sarebbe incapace di provocare danni, ma il cocktail è micidiale.
 
I risultati delle analisi condotte dall'Istituto Superiore per la Protezione e la RicercaAmbientale (ISPRA) nell'ambito del progetto europeo “MonItaMal”, nato in collaborazionecon l'università di Malta e il parco scientifico e tecnologico della Sicilia, per monitorarel'ambiente marino del Mediterraneo, con particolare attenzione alle isole di Malta eLampedusa, mostrano che "
nell'intero mar Mediterraneo si contano ben 110 specieesotiche, pari a circa il 15% dell'intera fauna ittica, mentre circa 50 specie ittiche ad affinitàtermofila risultano in espansione verso nord 
".Nell'area del canale di Sicilia, tra Malta e Lampedusa sono state "
registrate dieci nuovespecie provenienti dal mar Rosso e 12 dall'oceano Atlantico
". Una situazione dovuta al"
recente abbattimento di alcune barriere biogeografiche come il canale di Suez, incombinazione con l'incremento delle temperature
".Ma i cambiamenti della biodiversità marina non sono limitati alle sole nuove specie: cisono infatti mutazioni di quelle autoctone, conseguenza di sostanze tossiche. Sono"
sorprendenti gli effetti dei composti antivegetativi come il Tributilsragno (Tbt), sostanza presente nelle vernici delle imbarcazioni, studiati sui murici 
", spiega l'ISPRA, "
in questi molluschi tale sostanza provoca una mascolinizzazione della popolazione con lacomparsa di veri e propri organi sessuali maschili nelle femmine sottoposte alleconcentrazioni più elevate
".In generale, spiega l'Ispra, "
la qualità delle acque circostanti le isole del canale di Sicilia èbuona
", mentre "
la situazione cambia nelle aree maggiormente antropizzate e soprattuttoin prossimità dei principali scarichi fognari di Malta, dove risulta alquanto significativa laquantità di inquinanti, in particolare di pesticidi 
". Tra questi "
il Ddt, bandito ormai da anni dal mercato ma ancora presente
" nelle acque maltesi.Per quanto riguarda l'impatto degli scarichi urbani, continua l'ISPRA, "
 più in dettaglio èstato studiato l'effetto sulla comunità ittica costiera
". Risultato: "
Nell'Isola di Malta è statasegnalata una decisa alterazione della biodiversità in prossimità di tali scarichi 
". Inparticolare "
scompaiono totalmente le specie più sensibili come molti labridi 
(i comunitordi)
e proliferano gli organismi opportunisti come Gobius bucchichi e Parablennius rouxi che, adattandosi quasi perfettamente a questi ambienti ricchi di sostanza organica,raggiungono un numero mai registrato negli ambienti naturali 
".MonItaMal è diventato anche un film documentario, scritto e diretto da ricercatori ISPRA,che intende richiamare l’attenzione sulle tematiche dell’inquinamento chimico, lealterazioni della biodiversie le sfide poste dai cambiamenti climatici. Le immaginicommentate descrivono il Mediterraneo illustrandone la vita, lei bellezze naturali, maanche la vulnerabilità sotto il profilo ambientale fortemente antropizzato.Il video mostra come le attività umane stanno drasticamente modificando i sistemi naturali,offrendo un quadro preciso e realistico di come sta cambiando la nostra vita sul pianeta,insinuando una riflessione sulla nostra capacità di convivenza all’interno del Pianetastesso.
 
A Miami sono stati scoperti alti livelli di ritardante di fiamma nel grasso di delfini che vivonovicino la costa.Il ritardante di fiamma può causare la sterilità. Ritardanti di fiamma brominati sonoimpiegati nei mobili, nei vestiti e in elettronica per proteggere i prodotti dal fuoco. Putroppoperò sono stati usati in modo sconsiderato finendo nei posti sbagliati, con conseguenzepotenzialmente terribili.I delfini tursiopi accumulano questo tipo di sostanze chimiche come anche i PCB e ilmercurio. I ritardanti di fiamma hanno già causato la morte di cuccioli: accumulatesi nellamadre sono passati ai figli durante la gestazione.Gli Stati Uniti producono una grande quantitò di queste sostanze che sono state trovateanche nell’uomo. Attualmente non si sa ancora bene che tipo di impatto possono averesulla salute umana. Alcuni sostengono che potrebbero causare danni allo sviluppo delcervello dei bambini, altri che possono colpire il sistema immunitario.Un particolare tipo di ritardante di fiamma è stato bandito quest’anno dallo Stato diWashington.
In Cile, sulla spiaggia di Queule, in Araucanía, al confine con la Región de Los Ríos, sonostati trovati 1300 pinguini morti, appartenenti alla specie magellano.Alcuni dei corpi sono stati inviati agli studiosi delle Università Austral de Valdivia e allaCatólica de Temuco. Per Bernardo Prado direttore regionale del Servicio Nacional dePesca, “
un certo numero di fattori esterni potrebbero avere influenzato la morte dei  pinguini. Potrebbe essere la mancanza di cibo, l’anossia o qualche elemento chimico
”.Prado eslude che un numero così elevato di pinguini sia morto a causa dei pescatori edelle reti da pesca. Esclude questa probabilità anche Roberto Schlatter ,docente pressol’Istituto di Zoologia della Università Austral, che non crede ad una responsabilità direttadell’uomo ma piuttosto ad una tossicità delle acque marine.
Anno 2065, due terzi dell'ozono scomparsi dall'atmosfera, radiazioni ultraviolette (UV) checolpiscono alle medie latitudini città come Washington causando ustioni in cinque minuti emutazioni del DNA aumentate del 650%. Questo il catastrofico scenario se il protocollo diMontreal, entrato in vigore 20 anni fa e sottoscritto da 193 nazioni, non avesse bandito iprodotti che contribuivano alla riduzione del buco dell'ozono.

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