Le ICT nella scuola delle competenze
La posizione del discente dunque è attiva e centrale : egli deve essere il piùpossibile collocato di fronte alla vita reale, in quanto la realtà è origine,condizione data e destinazione dell'apprendimento. Il modello trasmissivo efrontale d’insegnamento presenta una realtà che non esiste: logica, astratta,rigida e sistemica, e mette il discente in condizione di rapportarsi da solo difronte ad essa, in modo individuale. La realtà invece non ha nulla di tuttoquesto: è priva di logica, di modelli teorici, è flessibile , instabile e cangiante,non è rigida e sistemica ma caotica e complessa. Il recupero della centralità delsoggetto conoscitivo significa, dunque al contempo recupero della realtà, cioècollocare lo studente in un ambiente situato, concreto e complesso esattamentecom’è la vita reale, in cui non basta ascoltare, leggere e ripetere, ma si deveagire, risolvere problemi, relazionarsi con gli altri.
Per loro natura intrinseca,le tecnologie possono costituire un ponte tra la scuola e la vita reale
:consentono infatti la costruzione di scenari di apprendimento molto piùproblematici e più vicini alla realtà di quanto non possa accadere nonutilizzandole; scenari in cui il discente impari a riflettere e ad agire, a utilizzarele proprie risorse e a risolvere problemi, a saper fare e saper essere
Questorecupero della realtà e della centralità della persona nel processo formativovede nelle tecnologie non solo e non tanto un formidabile acceleratore diprocesso, quanto
un ambiente che riesce a potenziare e in certi casi a ri-creare le vere condizioni nelle quali la persona impara
. Vediamo ora alcuniesempi e contesti di utilizzo delle tecnologie.
3.2 Cooperare e riflettere
Metariflessione,metacognizione e consapevolezza dei processi diapprendimento sono elementi fondamentali della competenza, che non puòessere ricondotta al semplice saper fare. Le azioni devono essere agiteinteriormente, devono consolidarsi come modelli per essere esportabili in altricontesti e diventare dunque competenze. E non solo . Devono anche esserenegoziate e comunicate. Sono gli altri che ci vedono, ci criticano, ci valutano,con i quali dobbiamo lavorare, mediare, negoziare, se vogliamo costruirequalcosa insieme. Inoltre è dal dialogo con gli altri che si rafforzano e sivalidano le nostre competenze linguistiche, che si riconosce l'efficacia dei nostrischemi operazionali, oppure si cassano e se ne cercano di nuovi è più corretti.Le Ict permettono di sviluppare molto gli aspetti comunicativi: dalla creazione diattività ludiche (scenette e rappresentazioni teatrali), alla partecipazione agruppi d’interesse (resi possibili dai social network del Web2), a fiction piùcaserecce ma più probabili quali il "role-play". L'apprendimento cooperativosviluppa una serie di competenze trasversali e di life skills come il peer learning(capacità di apprendere dai pari), la capacità di lavoro in team,l’interdipendenza positiva e corresponsabilità. Ambienti di condivisione di
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