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465 Chiesa Viva - novembre

465 Chiesa Viva - novembre

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il Mensile di Don Luigi Villa
il Mensile di Don Luigi Villa

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01/22/2014

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Chiesaviva
 ANNO XLIII - 465
NOVEMBRE 2013
MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA
DIRETTORE responsabile
:
dott. Franco AdessaDirezione - Redazione - Amministrazione:
Operaie di Maria Immacolata e Editrice CiviltàVia G. Galilei, 121 25123 Brescia - Tel. e fax (030) 3700003www.chiesaviva.com
Autor. Trib. Brescia n. 58/1990 - 16-11-1990Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS)contiene I. R.www.chiesaviva.com e-mail: info@omieditricecivilta.it
«LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI»
(Jo. 8, 32) 
Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003(conv. L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia.Abbonamento annuo:
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Operaie di Maria Immacolata e Editrice Civiltà
25123 Brescia, Via G. Galilei, 121 - C.C.P. n. 11193257I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituitiOgni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità
 
NN
on si osa più parla-re di vecchi. Èunʼoffesa. Per mi-gliaia di anni, la vecchiaiaveniva onorata. Oggi, nonpiù! Se ne parla, quasi lavecchiaia fosse un disonore,di terza o di quarta età. Si ri-serva ai vecchi – almeno conla parola – una falsa pietà.La vecchiaia è considerataun morbo, quasi unʼonta. Equante di noi donne, special-mente, si rendono ridicole,facendo tutto per nasconde-re che invecchiano inesora-bilmente, senza riuscirvi,neppure con pomate compo-ste con derivati di feti umani.Ultimamente, abbiamo lettola notizia, diramata da ungiornale lombardo (“LʼEco diBergamo” del 31 marzo1988), che in Svezia (chiamata un tempo “il paradisosocialista”) già da un ventennio, i vecchi di oltre 68anni, anche se venivano ac-colti negli ospedali, non veni-vano più curati. Per lʼAssi-stenza gratuita, si lasciavanomorire in un letto, evitando difar uso di cure troppo costo-se per lo Stato, anche se sitrattava di risparmiare lorogravi dolori. Oppure si ri-mandano semplicemente acasa. Questo è stato rivelatoda un medico svedese.Francamente, io lo sapevogià da anni.Unʼamica svedese che miveniva a trovare ogni anno inItalia, ne parlava come dellacosa più naturale di questomondo. «Tutto è riservato aigiovani, a coloro che posso-no ancora rendersi utili», di-ceva.È lʼapplicazione della moralenazista, è quellʼorribile utilitarismo del movimento diHitler, tanto vicino al Comunismo e Marx-Engel-Le-
POVERI POVERI
VECCHI!VECCHI!
di
Edith Schubart
2
“Chiesa viva” *** Novembre 2013 
Con la richiesta di pubblicare questo articolo, rivoltami poco prima della sua morte, sono con-vinto che Don Luigi Villa abbia voluto sottolineare la profonda solitudine e l’isolamento vissutidurante il suo ultimo anno di vita. In questo ultimo periodo, infatti, Don Luigi ha conosciuto la“vecchiaia” nel suo aspetto più profondo e doloroso: l’essere solo e abbandonato da tutti!
 
“Chiesa viva” *** Novembre 2013 
3
nin-Stalin e via dicendo, quanto era dissimile dal Fa-scismo italiano, prima che questo ... divenisse Nazi-smo e degenerasse totalmente.LʼEutanasia di cui si fa oggi un gran parlare, iprocriti-camente presentandola come unʼopera di misericor-dia, fu unʼinvenzione hitleriana. Si sopprimevano co-loro che si giudicavano inutili, inutili allo Stato, quindidannosi!Abbiamo perduto ogni sentire cristiano. Cominciamoa perderlo anche qui in Italia e non ho bisogno di for-nire esempi. Per lo Stato laico non conta più. È chia-ro e logico. Non cʼè da stupirsi.Tutta lʼEuropa sta cambiando a vista dʼocchio.La mia amica svedese veniva ogni anno in Italia, dame, per respirare come diceva,
“un poʼ di aria cat-tolica”.
Lei stessa era cattolica. Intelligente, moltocolta, bibliotecaria con preparazione universitaria,approfittava del suo lavoro per tenersi al corrente diletteratura e scienza moderna, e ne godeva, sapen-do scartare quello che, sotto il nome di moderno, erasemplicemente brutto egrottesco – unʼabilitàche possediamo sem-pre meno, adesso. Fraqueste cose ridicolmen-te moderne e senza va-lore reale, per lei vi erail modernismo, il neo-modernismo ecclesialeche faceva strage neipaesi nordici. Ella andava tutti i giornia Messa, si confessavada preti di cui aveva fi-ducia, si comunicava, eseguiva le prediche chenon annunciavano an-cora cose eterogenee –come ne avevo sentitoanchʼio durante i mieiviaggi.Non so che cosa direb-be adesso. Troverebbemolte cose cambiate? Io confesso che, talvol-ta, mi chiedo se vivo an-cora in un paese cristia-no, sentendo tutto ilsanto giorno – no! tutto il non santo giorno – il chias-so del traffico che fa tremare le case, ma quasi maile campane che fa piacere ascoltare, specie quandoil suono loro riesce a coprire il rumore delle automo-bili, forse anche di notte.Veniva regolarmente da me, da molti anni, ma nonpiù nellʼultimo della sua vita. Il male grave di cui sof-friva non glielo permise più.Lʼunico figlio che viveva nella capitale, che andavaspesso a trovarla, la trovò distesa sul letto, morta.Morta sola! E noi tutti a chiederci comʼè morta: se siera confessata, comunicata, se ... Non aveva nessu-na fiducia dei preti neomodernisti che trovava in so-vrabbondanza in Svezia, in gran parte stranieri.Quante persone come lei che si sentono tradite dallaChiesa “che – dicono – ha cambiato dottrina” e chefiniscono a migliaia nelle sètte di ogni specie! Nonsopportano lʼabbandono che si sommano agli altriabbandoni dolorosi.Anche il marito di questa mia amica sʼera separatoda lei, quando sʼera invaghito di una donna più gio-vane: un divorzio “educato”, amichevole, come si usaormai, e non solo nei paesi nordici. Lʼex marito si oc-cupava però dellʼeducazione del figlio che si prepara-va ad occupare un posto decoroso nella vita, riu-scendovi. Di Fede neanche un briciolo, né da partedel padre, né del figlio! La madre ne soffriva e facevadire Messe e chiedeva preghiere agli amici, poveret-ta! Ed è morta aspettandolo, senza essere riuscita arivedere quel figlio tanto amato.Ho letto oggi che a Tori-no tre vecchi sono mortisoli in casa, durante laPasqua. Dico
“vecchi”
e non
“anziani”
comedicono i giornali. Lʼan-zianità fa venire in men-te soltanto lʼanzianitàper le pensioni. La vec-chiaia, onorata nei se-coli e nei millenni, èunʼaltra cosa.Ma anche negli ospeda-li muoiono soli e abban-donati. Non ancora qui,da noi, dove i Figli diSan Francesco sonopresenti per prestare lo-ro opera preziosa, pen-sando di dare gli ultimisacramenti che la Chie-sa prevede da sempreper gli ammalati in peri-colo di morte. Ma nonper i vecchi – la vec-chiaia in sè non è unamalattia. Ma negli ospe-dali del mondo nordico per i vecchi vale una sola re-gola: isolarli in qualche cameretta libera per questoscopo, perché non diano fastidio.Un giorno, trovandomi in Germania, avevo conosciu-to la vedova di un pastore che aveva attirato la miasimpatia per il suo carattere. Ella aveva lʼanima sem-plice e candida di una bambina, ma non era infantilee sapeva sopportare con grande coraggio un brutto edisgustoso male che nascondeva a tutti.

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