suo dibattito interno su come concretare questa scelta programmatica; la proposta diBoeri e Garibaldi indica una soluzione, ma ci sono anche altre varianti sul tappeto».
Ma tutto poi finisce alla riforma dell’articolo 18…
«Chiariamo bene: l’articolo 18 dovrebbe continuare ad applicarsi per i licenziamentidisciplinari e contro quelli discriminatori, o per rappresaglia. È sui licenziamenti permotivi economici od organizzativi che occorre introdurre una tecnica protettiva diversa,di tipo nord-europeo».
I critici sostengono che attuare un modello di quel tipo occorrono molti soldi. Chenon ci sono.
«Il costo di un sistema integrato di sostegno robusto del reddito e di riqualificazione deilavoratori, affidato a enti bilaterali, potrebbe benissimo essere accollato interamentealle imprese, come contropartita della maggiore flessibilità che si offre loro».
Quanto costerebbe?
«Per i primi mesi il costo è zero, perché la nuova disciplina si applica solo alle nuoveassunzioni. A regime il costo medio si colloca intorno allo 0,5 per cento del monte salari.Ma si può applicare un meccanismo
bonus/malus
che faccia lievitare il contributo acarico delle imprese che ricorrono di più al licenziamento per motivo economico e lofaccia ridurre per le altre».
Secondo lei è davvero possibile che il Pd faccia propria una scelta di questo genere?
«Il Pd è nato proprio per voltar pagina rispetto ai tabù della vecchia inistra. Se vuoleevitare il rischio mortale di riproporre battaglie di retroguardia il Pd deve guardareavanti».
Resta il fatto che tutti i sindacati si oppongono a toccare l’articolo 18.
«Dovrebbero chiarire a che titolo si oppongono. Il nuovo regime si applicherebbesoltanto per le assunzioni operate d’ora in avanti; riguarderebbe dunque soggetti cheoggi nessun sindacato rappresenta. Per questi, le nuove leve, sarebbe un evidentemiglioramento: non più la giungla dei contratti precari, ma per tutti una pariopportunità di stabilizzazione progressiva. Per chi già lavora regolarmente noncambierebbe nulla».
Cosa ne pensa della proposta di Federica Guidi sul “contratto su misura” e sullanecessità di un “diritto del lavoro maggiorenne”?
«Nella fascia alta della forza-lavoro quel contratto c’è già. E al “diritto del lavoromaggiorenne”, di cui ha parlato la presidente dei giovani industriali venerdì a S.Margherita Ligure, ho dedicato un libro dodici anni fa, sostenendo che proprio a questo