Overshooting
contiene anche un altro aspetto: che, a un certo punto, si verifica un “picco”,doppiato il quale non si può più tornare indietro.Questo significa “andare oltre un limite”, anche senza volerlo; in primo luogo perché non lo sisa.Siamo esattamente in una situazione in cui tutti questi aspetti sono in funzione. Inoltre si calcolache ci vorranno oltre dieci anni prima che le conseguenze dell'
overshooting
diventinochiaramente visibili. E ci vorranno 20 anni prima che l'
overshooting
diventi un'idea comunementeaccettata. Bisognerà agire in questi limiti di tempo.Ma è già evidente oggi che l'attuale architettura istituzionale della politica e dell'economiamondiale non è in grado di risolvere il problema del freno.Quanti conoscono questa situazione? E quanti ne hanno la consapevolezza? Un certo numero dispecialisti e pochi governanti di questo pianeta.
Cambiamento, Transizione, Conversione, Cambio di paradigma
L’ecologia, tutte le scienze della natura e, oggi, le scienze dei cambiamenti globali ci diconochiaramente che esistono limiti ai tassi secondo i quali la popolazione, e quindi i nostri sistemieconomici e produttivi, possono impiegare materiali ed energia; e vi sono limiti ai tassi secondo iquali è possibile continuare a emettere rifiuti senza danneggiare i sistemi naturali e le lorocapacità di assorbimento, rigenerazione e regolazione nonché gli stessi esseri umani e il nostrosistema economico e produttivo. Dunque è necessario un cambiamento mirato capace di farcivivere, quanto più possibile, in equilibrio e armonia con il mondo della natura da cui deriviamo esenza il quale, fino a prova contraria, non possiamo vivere. Abbiamo molto più bisogno noi dellanatura che la natura di noi.A questo punto spero risulti chiaro come e perché dobbiamo impegnarci tutti noi - ciascuno dinoi nei luoghi e nei territori in cui viviamo - molto più di quanto si sia fatto fino ad oggi, perspostare i nostri consumi (la vera “arma” di cui disponiamo) verso un’economia realmente“sostenibile”, rispettosa delle capacità rigenerative ed assimilative dei sistemi naturali (che ciconsentono di vivere) e basata su principi di equità e solidarietà, che impedisca il prosieguodelle intollerabili iniquità sociali di cui è purtroppo ricco il mondo odierno.Quindi attivarsi per promuovere il cambiamento, diventare promotori della transizione o dellaconversione ecologica -di cui parlava Alex Langer
- dei nostri luoghi di vita (città, villaggi,foreste, isole, campagne), significa catalizzare le tante azioni che abbiamo in essere come ReteLilliput e che in rete altre realtà hanno attivato, in un progetto comune di cambiamento, ditransizione, un piano d’azione di decrescita energetica e di riduzione dell’impronta ecologicadelle comunità locali.
Cosa occorrerebbe fare, da subito?
a) Sviluppare a ritmi forzati la ricerca scientifica e tecnologica in direzione del risparmioenergetico, dell'aumento della produzione di energie alternative, della riduzionedell'inquinamento ambientale e degli scarti, dell'aumento del consumo alimentare dei poveri edella crescita delle loro condizioni di vita (perché questo riduce la natalità): in poche paroleandare verso la riduzione dell'impronta umana (o impronta ecologica) sull'ecosistema, sullabiosfera.b) Pianificare gli interventi a scala planetaria ma cominciando ad agire anche e soprattutto allascala locale.c) Organizzare il cambiamento di abitudini di miliardi di persone. Ciò richiede un drasticomutamento dei sistemi di informazione e comunicazione, delle istituzioni educative in generale.Mutamento che non può essere spontaneo o casuale, e che va dunque organizzato dai poteripubblici e democratici.
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Alex Langer, “
La conversione ecologica potrà affermarsi soltanto se apparirà socialmentedesiderabile”, 1994
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