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Condizioni e requisiti della città sostenibile
Una città capace di futuro – di un futuro sostenibile - riduce la sua improntaecologica. Una città “più sostenibile” è una città che funziona come un sistemaecologico.
di Gabriele Bollini
I problemi non possono essere risoltiallo stesso livello di conoscenzache li ha creati(A. Einstein)
Fine corsa
La prima considerazione-constatazione è che l'umanità ha già raggiunto, da oltre 20 anni, lasituazione di "insostenibilità". Il termine usato dal Club di Roma, nel suo update del 2002, è"overshooting". Siamo
in overshooting
da 25 anni. E' una situazione che non si era mai verificatanella vicenda, lunga 5 miliardi di anni, della ecosfera.
Cos'è esattamente
l'overshooting?
Da qualche anno il Global Footprint Network ha lanciato la segnalazione della Giornata delSovraconsumo della Terra Earth Overshoot Day) ovverosia la giornata nella quale l'umanità hacompletamente utilizzato tutte le risorse rinnovabili che la natura ci può fornire nel corsodell’anno. Quest’anno questa giornata è caduta il 23 settembre 2008. La cosa preoccupante èche l'Earth Overshoot Day ogni anno arriva sempre più presto a causa della crescita dei consumiumani.Proprio come ogni azienda, il nostro Pianeta ha un bilancio annuale secondo il quale produce uncerto quantitativo di risorse ed è in grado di assorbire un certo quantitativo di rifiuti. Ilproblema è che la richiesta di risorse e servizi da parte dell'umanità eccede ogni anno, da metàdegli anni Ottanta, le capacità della Terra. Ovverosia l'umanità è nella condizione disovraconsumo perchè usa le risorse naturali più velocemente di quanto possano essererigenerate e immette carbonio nell'atmosfera e altri scarti in natura più velocemente di quantopossano essere riassorbiti.Da questa data fino alla fine dell'anno noi attingeremo dalle nostre riserve ecologiche,chiedendo in sostanza un prestito al futuro. Questo può andare avanti per un breve periodo, mafondamentalmente tutto ciò porta ad un accumulo di rifiuti e all'esaurimento delle reali risorseda cui dipende l'economia umana.Secondo l’Impronta Ecologica stiamo impiegando a livello globale la capacità biologica di 1,4pianeti, ma ovviamente di pianeti a disposizione ne abbiamo solo uno. Il risultato è che le nostreriserve – come gli alberi e i pesci – continuano ad assottigliarsi e i nostri rifiuti – in primisl'anidride carbonica – continuano ad accumularsi.L'Overshoot può essere definito "il più grande problema che dobbiamo affrontare".
 
Ilsovraccarico ecologico è alla radice di molti dei più urgenti problemi ambientali che dobbiamofronteggiare oggi: il cambiamento climatico, la diminuzione di biodiversità, la riduzione delleforeste, il collasso della pesca e l'attuale crisi alimentare globale.Pur essendo ancora poco noto al pubblico, le cause e gli effetti dell'overshoot (il sovraconsumo)sono tanto semplici quanto significativi. In ogni dato anno, se l'umanità mangia più cibo diquanto ne viene prodotto, noi abbiamo bisogno di dar fondo alle nostre riserve. Poiché ilconsumo di risorse dell'umanità cresce, l'Overshoot Day si avvicina progressivamente all’iniziodel calendario.L'Overshoot Day ci fa capire che il nostro stile di vita attuale sta esaurendo il capitale naturaleterrestre, cosa che mina il futuro dell'umanità.
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L’Impronta Ecologica
Tutto questo ce lo dice l’Impronta Ecologica, un indicatore aggregato e sintetico che misura lostato di pressione umana sui sistemi naturali, ovvero misura la pressione che le nostre attività, ilnostro stile di vita esercitano non solo sull’ambiente che ci circonda ma sul Pianeta nel suoinsieme. Un indicatore concettualmente semplice in quanto rappresenta tale pressione con unparametro di facile comprensione qual è il consumo di terra e di natura (e che appunto si misurain ettari). L’impronta ecologica permette di capire perché la “crescita economica illimitata” nonè assolutamente realizzabile e quanto il nostro stile di vita sia insostenibile.Il presupposto alla base del concetto di Impronta Ecologica è il seguente: tutti i materiali el’energia che ogni giorno produciamo, consumiamo e smaltiamo, hanno bisogno di particolariaree produttive che garantiscono l’apporto delle risorse e l’assorbimento degli scarti (rifiuti).L’Impronta ecologica ci dice quante di queste aree sono disponibili sul nostro pianeta (o nazione,provincia, comune) (biocapacità) e quante ne utilizza l’uomo (impronta). L’Impronta ecologicamisura (in ettari globali) appunto l’impronta (consumo di risorse e scarti da smaltire) chelasciamo quotidianamente sul pianeta; la Biocapacità rappresenta, invece, la capacità di unterritorio di fornire prodotti utili all’uomo ed assorbire i suoi rifiuti (anch’essa misurata in ettariglobali). Il confronto fra impronta ecologica e biocapacità fornisce lo stato della situazione di unPaese e della sua popolazione, la sua sostenibilità (o insostenibilità) ambientale: se l’improntaecologica è maggiore della biocapacità significa che c’è un deficit ovvero che le risorse naturalinecessarie per sostenere i nostri consumi, il nostro stile di vita, dobbiamo necessariamenteprenderle altrove, sottraendole ad altri Paesi e non rendendole più disponibili alle popolazioniche ci vivono.L’impronta ecologica media degli abitanti del pianeta Terra è di 2,23 ettari pro-capite a frontedi una biocapacità media di 1,78 ettari pro-capite: con un deficit quindi di - 0,45 ettari pro-capite.Impronta EcologicaBiocapacitàDeficitMondo2,231,78- 0,45Italia4,21,0- 3,1Bologna provincia4,31,7- 2,6Bologna comune4,70,8- 3,9Stati Uniti9,64,7- 4,8Francia5,63,0- 2,6Germania4,51,7- 2,8Bangladesh0,50,3- 0,2India0,80,4- 0,4Afganistan0,10,30,2Namibia1,14,43,3Mozambico0,62,11,4Congo0,67,87,2Questo significa che se il livello di vita dell’italiano medio venisse esteso a tutti gli abitanti dellaTerra occorrerebbe la produttività di due pianeti Terra e mezzo e questo non è possibile!Attualmente, l'Impronta Ecologica dell'umanità é almeno il 30% più grande della biocapacità delpianeta. In altre parole c'é bisogno di un anno e tre mesi affinché la Terra rigeneri ciò cheusiamo in un singolo anno.A metà degli anni ’70 abbiamo superato in termini di consumo di natura la capacità di caricodella Terra! Avendo solo una Terra a disposizione la nostra vita su questo pianeta è possibile solograzie all’ingiustizia e allo sfruttamento delle risorse degli altri popoli per mantenere il nostrostile di vita e di consumo.
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Overshooting
 
contiene anche un altro aspetto: che, a un certo punto, si verifica un “picco”,doppiato il quale non si può più tornare indietro.Questo significa “andare oltre un limite”, anche senza volerlo; in primo luogo perché non lo sisa.Siamo esattamente in una situazione in cui tutti questi aspetti sono in funzione. Inoltre si calcolache ci vorranno oltre dieci anni prima che le conseguenze dell'
overshooting
diventinochiaramente visibili. E ci vorranno 20 anni prima che l'
overshooting
diventi un'idea comunementeaccettata. Bisognerà agire in questi limiti di tempo.Ma è già evidente oggi che l'attuale architettura istituzionale della politica e dell'economiamondiale non è in grado di risolvere il problema del freno.Quanti conoscono questa situazione? E quanti ne hanno la consapevolezza? Un certo numero dispecialisti e pochi governanti di questo pianeta.
Cambiamento, Transizione, Conversione, Cambio di paradigma
L’ecologia, tutte le scienze della natura e, oggi, le scienze dei cambiamenti globali ci diconochiaramente che esistono limiti ai tassi secondo i quali la popolazione, e quindi i nostri sistemieconomici e produttivi, possono impiegare materiali ed energia; e vi sono limiti ai tassi secondo iquali è possibile continuare a emettere rifiuti senza danneggiare i sistemi naturali e le lorocapacità di assorbimento, rigenerazione e regolazione nonché gli stessi esseri umani e il nostrosistema economico e produttivo. Dunque è necessario un cambiamento mirato capace di farcivivere, quanto più possibile, in equilibrio e armonia con il mondo della natura da cui deriviamo esenza il quale, fino a prova contraria, non possiamo vivere. Abbiamo molto più bisogno noi dellanatura che la natura di noi.A questo punto spero risulti chiaro come e perché dobbiamo impegnarci tutti noi - ciascuno dinoi nei luoghi e nei territori in cui viviamo - molto più di quanto si sia fatto fino ad oggi, perspostare i nostri consumi (la vera “arma” di cui disponiamo) verso un’economia realmente“sostenibile”, rispettosa delle capacità rigenerative ed assimilative dei sistemi naturali (che ciconsentono di vivere) e basata su principi di equità e solidarietà, che impedisca il prosieguodelle intollerabili iniquità sociali di cui è purtroppo ricco il mondo odierno.Quindi attivarsi per promuovere il cambiamento, diventare promotori della transizione o dellaconversione ecologica -di cui parlava Alex Langer
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- dei nostri luoghi di vita (città, villaggi,foreste, isole, campagne), significa catalizzare le tante azioni che abbiamo in essere come ReteLilliput e che in rete altre realtà hanno attivato, in un progetto comune di cambiamento, ditransizione, un piano d’azione di decrescita energetica e di riduzione dell’impronta ecologicadelle comunità locali.
 
Cosa occorrerebbe fare, da subito?
a) Sviluppare a ritmi forzati la ricerca scientifica e tecnologica in direzione del risparmioenergetico, dell'aumento della produzione di energie alternative, della riduzionedell'inquinamento ambientale e degli scarti, dell'aumento del consumo alimentare dei poveri edella crescita delle loro condizioni di vita (perché questo riduce la natalità): in poche paroleandare verso la riduzione dell'impronta umana (o impronta ecologica) sull'ecosistema, sullabiosfera.b) Pianificare gli interventi a scala planetaria ma cominciando ad agire anche e soprattutto allascala locale.c) Organizzare il cambiamento di abitudini di miliardi di persone. Ciò richiede un drasticomutamento dei sistemi di informazione e comunicazione, delle istituzioni educative in generale.Mutamento che non può essere spontaneo o casuale, e che va dunque organizzato dai poteripubblici e democratici.
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Alex Langer, “
La conversione ecologica potrà affermarsi soltanto se apparirà socialmentedesiderabile”, 1994
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