Quante storie
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1. Il segreto di una «città di misura»
Q
uante storie macina la Storia. Quella di Rimini e delsuo territorio è «antica e aperta». La definizione(1980) è del compianto prof. Giancarlo Susini,docente di Storia all’Università di Bologna. «Antica»:la città, intesa come «luogo d’incontro popolare» e«punto di riferimento psicologico», è ancora entro opoco oltre le mura romane e malatestiane. «Aperta»:lungo i secoli Rimini ha tenuto le fila con l’Oriente econ il mondo per le vie del mare. Senza essere mailevantina, in essa «qualche suo campanile si leva sucome un minareto».L’attaccamento al passato e l’apertura al nuovo sonoconfluiti in quello che Susini chiama «il segreto diRimini», l’essere cioè una «città di misura» che daisecoli andati ha tratto ispirazione nel progettare ilpresente e nell’immaginare il futuro.Ogni volta diversa ma alla fine eternamente uguale a se stessa, Rimini appare ancor oggi come sospesa tra mito e realtà, alla ricerca di un’identità definita ma non definitiva, nel divenire inquieto dell’attualesocietà globalizzata.Proseguiva Susini nel 1980: nonostante calamità naturali, errori urbanistici, guerre, invasioni,distruzioni, «nonostante tutto» Rimini ha potuto«conservare emblematicamente il disegno dell’arco edel ponte e ripetere il primo sulla fronte del TempioMalatestiano, dando l’avvio ad un clima eccelso nelcuore del Rinascimento».E proprio nel passato Susini invitava a cercare quelnostro «segreto», mentre già tutto appariva cambiato
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