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Massoneria e Sette Segrete - Epiphanius

Massoneria e Sette Segrete - Epiphanius

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Published by Domenico Bevilacqua
EPIPHANIUS
MASSONERIA E SETTE SEGRETE
La faccia occulta della storia
EPIPHANIUS
MASSONERIA E SETTE SEGRETE
La faccia occulta della storia

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 EPIPHANIUS
MASSONERIA E SETTE SEGRETE
La faccia occulta della storia
CONTROCORRENTE
Prima edizione: 1990. Seconda e,dizione: 1996. Terza edizione: 2002.
Copyright © aprile 2008 - Controcorrente edizioni CONTROCORRENTE Via Carlo de Cesare, 11 80132 NAPOLI tel. 081/421349 - 5520024 Fax 081/4202514 E-mail: controcorrente_na@alice.it www.controcorrentedizioni.it 
 PREFAZIONE
alla quarta edizione italiana
Sono ben pochi, anche fra le persone più colte, coloro che si soffermano a considerare cosa significhi in termini di potere la possibilità di imporre ad un popolo una certa visione della storia. Prospettare un certo cammino dell'umanità invece di un altro significa indicare delle mete, e quindi stabilire parametri di giudizio, scale di valori e, di conseguenza, comportamenti. Ciò è tanto vero che in epoca moderna ogni regime, nazionalsocialista, fascista o comunista, nazionalista o liberal-democratico, ha delineato una propria specifica interpretazione della storia dando luogo a diverse concezioni di giusto e ingiusto, di bene e male. Ben consapevole di ciò, George Orwell, nel suo “profetico” romanzo "1984" pone come una delle basi fondamentali dello stato da incubo da lui preconizzato, nel quale persino il pensiero e le emozioni sono sotto il controllo del “
Grande Fratello
”, il motto “
Chi controlla il passato controlla il futuro
” e immagina un ministero in cui, all'insegna appunto della “
mutevolezza del
 
 passato
 ,
vengono riscritti i giornali e i libri delle epoche anteriori. Va peraltro rilevato che tutte le cennate concezioni della storia, al di là delle loro anche stridenti diversità, poggiano su un fondamento comune: la dottrina romantica e spenceriana del progresso e della modernità, e cioè la dottrina secondo cui l'umanità sarebbe in perpetua e infallibile marcia ascensionale, onde il  presente, il “moderno”, sarebbe sempre necessariamente migliore del passato e il futuro, del pari ineluttabilmente, migliore del presente.  Ne segue che il passato, l'antico, viene giudicato tanto più favorevolmente quanto più è simile al moderno e lo prepara, e tanto più negativamente quanto più se ne discosta e gli si contrappone. È evidente quanto una simile visione della vicenda umana, che assurdamente bandisce il concetto di decadenza delle civiltà, sia funzionale a qualsiasi regime che detenga attualmente il  potere, perché esso, in questa prospettiva hegeliana della storia, appare sempre come un legittimo  punto di arrivo, un necessario gradino della scalinata del progresso. In questo ordine di idee ogni salutare ripensamento, ogni sguardo rivolto al passato per stabilire confronti, suggerire soluzioni, denunciare errori o addirittura artificiose deviazioni e sopraffazioni, è irremissibilmente bollato come “anacronistico”. Il
motto
fatale “indietro non si torna” nel contesto della dottrina del progresso indefinito e della infallibilità e ineluttabilità della storia, narcotizza lo spirito critico e fa sì che coloro che sono bensì malcontenti dello stato attuale delle cose, ma hanno assorbito dalla scuola e dai mass media questa filosofia, anziché volgersi indietro per individuare il punto in cui eventualmente la strada è stata smarrita, spingano ancor  più oltre le tendenze presenti, interpretandole come altrettante frecce indicatrici del cammino infallibile del progresso della storia umana divinizzata. Se quanto si è sin qui detto è esatto, e non pare facile metterlo in dubbio, se ne deve necessariamente desumere che chi orwellianamente manipola la storia, occultandone o deformandone eventi e creando miti, non crede affatto che essa sia sacra e infallibile, perché se vi credesse si guarderebbe bene dall'alterarla e dal violarla arrangiandola. Si deve dunque concludere - anche questa illazione si impone come inconfutabile - che costoro considerano l'umanità come divisa in due categorie: la loro, e cioè quella ristretta ed elitaria dei manipolatori e  piloti, e quella sterminata e massificata dei manipolati, vittime del loro gioco illusionistico. È invero sotto gli occhi di tutti il dato di fatto che lo stato centralizzato figlio della Rivoluzione Francese, sbandierando a ogni momento una libertà che invece combatte in radice aggredendola nelle intelligenze, impone propri standardizzati e rimaneggiati programmi scolastici in ogni disciplina, ma in particolare appunto in storia e in filosofìa, unificate all'insegna della citata dottrina hegeliana e romantica ma anche spenceriana e comtiana, e quindi positivistica, del

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