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IL SOGNO
Abstract
Il tema del presente lavoro è il sogno. Ora, non volendo annoiare il lettore con cose chepresumibilmente già conosce, ciò che tenterò di attuare sarà un approccio il più possibileoriginale e (questa è la speranza) nuovo rispetto ad un fenomeno ancora profondamentesconosciuto. Saranno, così, “date per lette” molte delle questioni sia di ordine storico, siadi ordine psicanalitico già abbondantemente presenti nella letteratura più o menospecializzata, privilegiando una lettura decisamente poco ortodossa del fenomeno stesso.Ciò che intendo proporre, quindi e nei limiti di questo articolo, è una serie di considerazioniatte, infine, ad abbozzare un metodo valido per la comprensione di qualsiasimanifestazione onirica sia essa qualificabile come
sogno ordinario 
, come
falso risveglio 
,come
sogno lucido 
, ovvero come
OOBE 
(Out Of Body Experience). Tutto ciò nell’intento,per niente nascosto, di portare il lettore ad una comprensione tale da fargli estendere, inmodo del tutto naturale, la percezione onirica a ciò che normalmente chiamiamo “mondoreale”.Nell’articolo è fatto più volte riferimento alla suddivisione dell’inconscio in quattro ambiti(IP, IC, IU e IM). Tale argomento è presente in un articolo dal titolo “IM-TEORIA”scaricabile qui:http://semiasse.altervista.org/sentistoria/esquel/166_im_teoria.pdf  
L’evento onirico.
L’evento onirico dovrebbe essere sempre inteso come un “oggetto”
coerente 
,
vero 
ed
autonomo 
.In sostanza, per 
coerente
intendiamo qualcosa di totalmente auto-esplicativo. Qualcosache è possibile leggere in modo del tutto consequenziale senza, cioè, poter rilevarecontraddizioni logiche al suo interno.Per 
vero
intendiamo il sogno come portatore di un messaggio preciso ed interamenteverificabile una volta messo a confronto con la storia personale del sognatore.Infine, con
autonomo
ci si riferisce al fatto che il singolo sogno, pur ammettendosenz’altro la possibilità di sogni logicamente concatenati, appare strutturato come un’entitàa se stante che nasce, si manifesta e muore e, in conseguenza di ciò, è capace da solo diindurre mutamenti più o meno significativi nella psiche del sognatore.
Struttura dell’evento onirico.
 Se chi legge ha qualche esperienza di programmazione, potrà pensare il sogno come adun programma Object Oriented (OO). Per chi non ha idea di cosa sia, un programmaObject Oriented può essere pensato come un grosso oggetto che, a sua volta, è costituitoda diversi oggetti minori (le sotto-procedure delle quali il programma stesso si serve). Talioggetti minori, pur essendo sostanzialmente autonomi rispetto al programma contenitore,
 
lavorano tutti per il raggiungimento di un determinato scopo (nel caso di un programma: illavoro per il quale è stato concepito, nel caso del sogno: il suo significato).Si pensi, ad esempio, ad un programma che compie un calcolo complesso. Tanto più saràcomplesso il calcolo, tanto più facilmente questo sarà scomposto in sotto-procedure(
classi 
) le quali si occuperanno di compiere una specifica parte del lavoro, restituendo allaprocedura principale (main) valori parziali che, alla fine, la stessa main si occuperà diassemblare nel modo più opportuno.Ora, possiamo pensare che quelle classi esistano in modo autonomo sul disco fisso delnostro programmatore e, ammesso che siano state scritte bene, che potranno essereusate per un numero indefinito di programmi diversi (se una procedura esegue la sommadi due numeri reali, essa lo farà sempre, sia nel programma che stiamo scrivendo adesso,sia in altri che potremmo decidere di scrivere in futuro).Propongo, quindi, di pensare il sogno strutturato esattamente come un programma ObjectOriented, nel quale il sogno stesso, inteso nella sua complessità, è l’intero programma,mentre gli oggetti onirici che lo compongono sono oggetti minori e specializzati, creati conle classi appena descritte. In questo modo, la classe è pensabile come uno
stampo 
ingrado di produrre un numero indefinito di oggetti non necessariamente con egualicaratteristiche, se non per lo scopo (il metodo) che il singolo oggetto persegue.Nota per i più maliziosi: attenzione, non si tratta di mutare il nome “archetipo” nel nome“classe” (vedremo come le due cose siano, in realtà, diverse). Si tratta, piuttosto, dicambiare radicalmente il modo di pensare il meccanismo onirico ammettendo, una voltaper tutte, la presenza di un motore intelligente, slegato dalla mente del sognatore e chemanifesta la propria presenza (e la propria volontà) principalmente (ma non solo)attraverso la produzione onirica.
Ciò significa che, in ipotesi, questo motore sarebbe in grado di assemblare “al volo”tutte le classi necessarie alla creazione di una determinata manifestazione psichicasia essa un’emozione durante lo stato di veglia, un sogno ordinario, un sognolucido, un falso risveglio o un’oobe. Non solo, il suddetto motore sarebbe altresì ingrado di “creare” nuove classi partendo da quelle già esistenti.
Appare evidente che un’impostazione di questo tipo determina una dicotomia profondaperché divide la Mente dall’Inconscio in modo netto e definitivo lasciando, da una parte, uncostrutto “mente” il quale copre (più o meno) interamente l’ambito del conscio e, dall’altra,ciò che abbiamo definito “motore intelligente” che domina sull’intero inconscio. Ciò, comevedremo, è un fatto gravido di conseguenze piuttosto interessanti giacché presupponel’esistenza di una volontà terza rispetto a Mente, in grado di agire su questa in molti ediversi modi e per scopi sorprendentemente pragmatici.Ma vediamo in quale modo tutto questo si possa realizzare e, per farlo, prendiamo adesempio un sogno pubblicato da una persona sul News Group “it.sogni.discussioni” -gerarchia usenet - all’incirca un anno fa.“Ho sognato di star guardando un telegiornale alla TV in cui davano notizia di unsordomuto che si aggirava in una foresta (non so quale!) in America. Questosordomuto rapiva ragazzi/e più o meno della mia età e poi li uccideva. Ad un trattomi ritrovo in questa foresta assieme a mio cugino. Ma la cosa strana era che la
 
foresta era recinta da un muro al di là del quale vi era un paese. Inoltre vi era unaporta che permetteva di uscire dalla foresta per andare nella cittadina. Io e miocugino eravamo nella foresta, sentiamo dei passi, eccoci davanti il sordomuto. Miocugino comincia ad andare verso la porta, io lo seguo, sento i passi dell'assassinoalle spalle, dico a mio cugino di correre più veloce che può e io faccio lo stesso.L'assassino ci è alle spalle. Il sogno finisce così. Cosa significa?Senza considerare l’intero simbolismo onirico ci soffermeremo sulla figura dell’assassino,affermando che, in questo caso, costui può essere inteso come l’oggetto di una
classe 
chepotremmo denominare "Distruttore".Ora, il Distruttore è sordomuto per definizione. Esso non accetta domande (né dà risposte)sul perché distrugge. Fa il suo lavoro e basta.Volendo generalizzare, quindi, potremmo affermare che dentro di noi esiste qualcosa chelavora per la vita (costruttore) e qualcosa che lavora per la morte (distruttore) di parti dinoi. In specifico, di quelle parti che, avendo esaurito lo scopo per il quale sono venute adesistenza, ora non servono più. Nel corso della vita accade che parti di noi divenganovecchie, obsolete e che, quindi, muoiano (accade tanto in ambito fisico, quanto psichico).Così, quando ciò accade, compare il distruttore che ha il compito specifico di liberare ilcampo da ciò che è diventato inutile.Il problema è che, da esseri abitudinari quali siamo, ci affezioniamo alle nostre componentie, quando viene il momento della loro "terminazione", ci spaventiamo e facciamo sognicome quello descritto dall’utente usenet.In sostanza, ciò che il sogno descrive è lo spiegarsi d'una funzione psichica (il distruttore)che compie il lavoro per la quale è stata creata.
Invocazione delle classi oniriche.
 Supponiamo che, come nella programmazione Object Oriented, le classi oniriche sianocaratterizzate anzitutto dal proprio
nome 
. Per restare sull’esempio proposto, avremo allorala classe denominata “Distruttore” la quale esporrà un solo
metodo 
(“distruggi”) ed unaserie di
proprietà 
destinate a connotare l’oggetto che sarà creato a seguitodell’invocazione della classe medesima.
1
 E’ appena il caso di sottolineare che quella appena descritta è naturalmente una finzione.In particolare , la stringa “Distruttore” sta lì ad indicare ai lettori di lingua italiana che
la classe ha un nome univoco 
, quale che sia. Dobbiamo, cioè e nell’ambito del modello proposto, presupporre che i nomi delle classi abbiano una forma eguale per tutti i viventi
2
 e, di conseguenza, siano codificati in un linguaggio adatto allo scopo. I nomi delle classi,sotto questo profilo e visto che siamo in ambito “inconscio”, ossia lontani anni luce da unalogica binaria, potrebbero essere di natura essenzialmente emozionale.Al di là, però, di tali interrogativi per noi ancora relativamente insondabili il motoreintelligente che muove l’intero sogno, non dovrà far altro che “chiamare per nome”
1
Tale proprietà potranno essere le più diverse ma, facilmente, esse avranno a che fare con l’
immagine 
specificapercepita dal sognatore durante il sogno e, quindi, figura umana, animale, vegetale, colore e tipo dei capelli, del manto,dell’inflorescenza, livello specifico della Hybris manifestata, etc.
2
Segnatamente, per tutti gli IP appartenenti ad uno specifico IC. In proposito vedi l’IM-TEORIA.
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