può entrare in contrasto con l’alterità,ma senza mai annullarla ed esserneannullato. La condizione della luna èuno stato di opposizione allarassegnazione, uno stato che rimanesempre progettuale nella sua esistenza.La stessa ritualità ebraica segue il ciclolunare. L’influsso di queste tradizioni èfacilmente rinvenibile anche nellamistica ebraica. Un esempio per tuttici viene dallo scritto
La Corona Regale
di Shelomò ibn Gabirol, noto ai piùcome Avicebron. Nelle strofe XI e XII,dedicate alla luna, il mistico e filosofoammonisce: «E coloro i qualiritengono che sia il sole il loro dio / atale vista [dell’eclisse] si vergogninodei loro pensieri / avendo riguardo aquel che dicono. / Sappiano che c’è ladivina potenza / che ha fatto tutto ciò,e tale facoltà / non è concessa al sole, /ma il potere è concesso soltanto / aColui che ne oscura la luce. / Eglimanda al sole uno dei Suoi servi [laluna], partecipe della sua bontà, / pernascondere la sua luce, / distruggere ilsuo simulacro / ed eliminare il suopotere» (Avicebron,
La Corona Regale
[XII], Nardini, Firenze 1990, p. 43).Non è difficile riconoscere nell’attivitàdella luna – che nella sua debolezzaoscura e umilia il potere solare – lamissione anti-idolatrica svolta dalpopolo dell’antica alleanza presso tuttele altre nazioni. Per la Chiesa patristica– prima alessandrina e poi occidentale– non sarà difficile applicare a sé il
mysterium lunae
, riprendendolo anchedalla cultura ellenistica (cfr. H.Rahner, «Mysterium lunae», in
Simboli della Chiesa. L’ecclesiologia dei Padri
, San Paolo, Cinisello Balsamo1995, pp. 147-287).
La drammatica situazione degliebrei nella Roma caravaggesca
Ma ai tempi di Caravaggio gli ebrei,oltre ad essere costretti al ghetto e asubire la predica coattiva – riportatain vigore da papa Gregorio XIII –erano anche “valorizzati” per la loroattività legalizzata di feneratori aservizio dei potenti. È probabile che labolla
Christiana pietas
(6 ottobre1586) di papa Sisto V, con la quale siconcede agli ebrei di rientrare nellecittà dello Stato pontificio, dietropagamento di una cospicua somma,fosse sostenuta dalla convinzione chela sua economia avrebbe trovatogiovamento dall’intraprendenza degliebrei; ma nel 1593 papa ClementeVIII scaccia di nuovo gli ebrei daipiccoli centri. In controtendenza vamenzionata la legge del Granduca diToscana Ferdinando I de’ Medici dellostesso anno (10 giugno 1593), lacosiddetta “Livornina”, che ufficializzala presenza degli ebrei a Livorno.C’era poi il carnevale, «un veroincubo. Per gli ebrei romani, nelMedio Evo, i “Giochi di Agone e diTestaccio” prevedevano che icontendenti si sfidassero a cavallo diebrei invece che di cavalli. Dadescrizioni più tarde invece risultal’uso di far rotolare un ebreo in unabotte chiodata dal colle di Testaccio.Meglio se anziano. Benché sostituitidal tributo di 1.130 fiorini, i “ludicarnascialeschi” hannosuccessivamente ripreso vigore nellavia Lata, chiamata poi via del Corso,quando il Papa da Palazzo Veneziaassisteva alla “corsa dei barberi, deibufali, dei somari e degli ebrei”, conquesti ultimi rimasti nel 1583, aGhetto ormai istituito, le sole “bestiebipedi” a correre nude tra i lazzi delpopolino. Poi nel 1668 papaClemente IX abolì la corsa,sostituendola con un tributo ditrecento scudi [...] Anche questo èsuccesso agli ebrei di Roma». CosìPaolo Brogi, introducendo ilconvegno
Judei de Urbe
presso la Sala Alessandrina dell’Archivio di Statocon il coordinamento dell’UniversitàLa Sapienza (cfr.
Il Corriere della Sera
,4 novembre 2005, p. 9).
All’avanguardia: gli ambienticulturali frequentati dal Merisi
A parte il rogo di Giordano Bruno e ilgioco della pallacorda, gli ambienticulturali romani frequentati daCaravaggio sono raffinati eall’avanguardia. Luigi Spezzaferro hamesso in luce il circolo del cardinaleFrancesco Maria Bourbon del Monteattraverso il quale, dal 1595,Caravaggio entra a contatto con lanuova scienza (Copernico, Kepler,Galileo) e con la nuova musica (delMonte è “protettore” dell’Accademiadi Santa Cecilia). Attorno a luiruotano il fratello Guidobaldo delMonte e il già citato Ferdinando de’Medici. Il cardinale, di suo, èappassionato di studi alchemici ecabbalistici. Ci sono poi i banchieripapali (Ottavio e Orazio Costa,Vincenzo Giustiniani), tra cui lostesso Tiberio Cerasi, tesoriere papale.Tra gli altri artisti, figura il poetaGiovan Battista Marino. Mia Cinotti,che ci ha regalato uno dei migliori“cataloghi” caravaggeschi (Grand PrixElie-Faure, 1985, per il migliorcatalogo ragionato), sintetizza:«Dunque il Caravaggio fra il volgeredel Cinquecento e i primi del Seicentoaveva stretto una fitta rete di rapporticon personaggi influenti, legati fraloro da vari interessi materiali espirituali: alti prelati, letterati, poeti,banchieri, avvocati, dietro a taluni deiquali stavano punti d’appoggio moltodifferenziati, dagli Oratoriani [...] agli Agostiniani [...] fino all’area frondistadella Controriforma». Forse furonoproprio queste sue frequentazioni asuggerire per un verso al Caravaggiol’impostazione della prima versione enello stesso tempo, per altro verso, acostringerlo ad eliminare nellaseconda quella figura di rabbino inarmi: inviso, ma pur inevitabilmentenecessario ai committenti diretti eindiretti. Troppo evidente sarebbestata l’identificazione del nemico,dell’infedele: difensore di Saulo, manemico di Cristo; anzi, disposto acontrapporre una spada e poi unalancia acuminata contro il presuntoMessia, troppo umano per essereaccolto dal popolo eletto. Quelpersonaggio che si difende e attaccasarebbe stato troppo scomodo eavrebbe distratto l’attenzione dal veroprotagonista: il Saulo accecato, matuttavia capace di vedere il Cristo e disentirne distintamente le parolericordate in Atti 26,13-14. Il cavallo,sullo sfondo, immagine simbolica diun Saulo recalcitrante nella suaesuberanza religiosa, è orariposizionato dalla
dynamis
di Cristo– da persecutore in apostolo – con ilpiede sollevato in attesa di comando.Se di epilessia o di pazzia si vuoleparlare, essa è esclusivamente quella diCristo «che avrebbe sofferto e che,primo tra i risorti da morte, avrebbeannunciato la luce al popolo e aipagani» (At 26,23).
Carlo Cibien
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2009
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