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Lago di Negrisiola

Lago di Negrisiola

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09/16/2010

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 Francesco Lamendola
Varietà biologica e bellezza naturalistica di unminuscolo lago subalpino: quello di Negrisiola
Il viaggiatore che, uscendo da Vittorio Veneto in direzione nord, oltrepassa la Porta Cadore e prosegue lungo la Statale n. 51 detta di Alemagna (perché ricalca il tracciato della strada checollegava la Serenissima Repubblica di Venezia con i mercati della Germania), lasciandosi allespalle quel gioiello storico-artistico che è la Chiesa di Santa Giustina, contenente l'arca marmoreatrecentesca di Rizzardo da Camino, prima di giungere alla Sella di Fadalto si imbatte in tre piccolilaghi disposti in successione, a diversa quota altimetrica, simili a tre gemme incastonate nella ValleLapisina, che si incunea fra le pendici orientali del Col Visentin (1.763 metri s. l. m.) e quelleoccidentali del Monte Millifret (metri 1.577 s. l. m.).La salita è graduale e un buon ciclista la può affrontare senza alcun problema; ma purtroppo la bellezza della valle è stata irrimediabilmente compromessa dalla costruzione dell'autostradasopraelevata - la A 27 - che l'attraversa da un capo all'altro, con i suoi altissimi piloni in cementoarmato che simboleggiano il progresso (?), per quanto l'autostrada si fermi appena poco più in alto,a Longarone, e lì sia rimasta inchiodata da parecchi decenni; e la pace e l'armonia della valle sianostate compromesse per un progetto di grandi comunicazioni - quello di allacciare la pianuratrevigiana alla rete autostradale facente capo a Monaco di Baviera - che sembra ormai confinare conla barriera dei sogni o dei miraggi.Il primo specchio d'acqua ad apparire è quello di Negrisiola, sulla destra della statale e pochecentinaia di metri dopo l'uscita del casello autostradale di Vittorio Veneto Nord, in direzione diBelluno. È il più piccolo e quello posto più in basso (a 160 metri s. l. m.); ma, come vedremo, èanche il più interessante, sia sotto il profilo botanico che sotto quello zoologico. Addossato alle pendici del Monte Pizzoc, un poco a nord dello sperone su cui sorge il suggestivo Santuario diSanta Augusta, è alimentato da alcune risorgive carsiche, dal torrente Valscura e dal fiume Meschio,che ne è anche l'emissario e che, dopo aver attraversato Vittorio Veneto (dando il suo nome a unquartiere cittadino), va a gettarsi nella Livenza nei pressi di Ponte della Muda, non lontano daSacile.Le sorgenti del Meschio sono poco più in alto del laghetto, a quota 220, in località Savassa Alta, un borgo ottocentesco da cui si diparte un sentiero che conduce ad esse. Il bacino della sorgente èchiamato "brent"; sul suo fondo inizia una condotta che risale la montagna ed è investita da unacorrente d'acqua di notevole portata. Una curiosa caratteristica delle sorgenti del Meschio è che latemperatura dell'acqua rimane costante in tutte le stagioni dell'anno, a 12 gradi centigradi.Scendendo dalla sorgente, parte dell'acqua viene imbrigliata negli acquedotti e parte alimenta il lagodi Negrisiola, precipitando da una ripida scarpata.Il luogo è suggestivo e, per fortuna, ancora relativamente integro; ampi boschi coprono le pendicidella montagna e l'acqua del fiume è limpidissima; mentre la superficie del laghetto, in cui sispecchiano i monti e il cielo, si presenta di un bel colore verde smeraldo. Questi boschi offronorifugio a una fauna abbastanza varia, anche di mammiferi, in cui spiccano volpi, faine, scoiattoli e,fino a qualche tempo fa, perfino lontre, oggi purtroppo scomparse.L'elemento artificiale più appariscente, oltre alla A 27, è costituito dalle canalizzazioni checollegano i tre laghi: quello di Negrisiola con quello di San Floriano, detto anche del Restello (postoa 177 metri s. l. m.) e quest'ultimo con il Lago Morto, il più alto (a 274 metri s. l. m.). La piccola
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ferrovia a binario unico, che s'inerpica da Vittorio Veneto verso la Sella di Fadalto (a 489 metri s. l.m.) si inserisce invece benissimo nel paesaggio, nei tratti in cui il suo tracciato è scoperto; mentre siocculta frequentemente in una serie di gallerie scavate nella roccia e illuminate da alcune aperturelaterali, che riescono a ingentilirne la struttura architettonica.Un altro elemento notevole del paesaggio è dato da alcuni edifici d'interesse storico-artistico, comela torre romana di San Floriano (eretta fra il 15 e l'8 a. C., durante l'impero di Augusto, e precisamente al tempo della spedizione di Druso e Tiberio contro le popolazioni delle AlpiOrientali, per collegare il Nord Italia con il "limes" dell'alto Danubio); e la chiesa di San Floriano,appollaiata su uno sperone roccioso (a 191 metri s. l. m.) strapiombante sulla forra scavata daltorrente Battirame.Un'altra chiesetta, purtroppo chiusa e in abbandono, è quella di San Valentino, annessa all'anticacartiera, poi trasformata in albergo e, infine, in locale pubblico.Scrivono Flavio De Bin e Vladimiro Toniello in «Le Prealpi Trevigiane. Guida alle escursioni»,Padova, Edizioni Lavia, s. d., pp. 239-241):«È una sorgente di tipo carsico a portata variabile, con acque profonde, di colore azzurro intenso, edi temperatura, pressoché costante, di 12°. La sorgente, pur essendo stata risalita dagli speleologi per oltre 60 m. è stata studiata solo in parte.L'ambiente vegetazionale, al contrario di quanto ci si potrebbe aspettare, non ha le caratteristiche diuna flora igrofila ma, eccettuati i tappeti di muschio che ricoprono le rocce, risulta formata daCarpino nero, Robinia, Orniello e arbusti di Corniolo.Molto interessanti sono pure i due laghetti che si incontrano lungo il percorso: il lago di SanFloriano o Restello e il lago di Negrisiola. Il primo si era trasformato, nel secolo scorso, in unatorbiera poi bonificata e successivamente in parte coltivata. Agli inizi del secolo fu usato come bacino di scarico per le centrali elettriche e riacquistò , in un certo senso, l'antico aspetto. Il laghettodi Negrisiola, alimentato dal torrente Valscura e dal fiume Meschio che ne è anche l'emissario, èlungo circa 700 m., largo 120 m. con una profondità massima di circa 3 m. L'aspetto che piùcaratterizza il paesaggio di questa zona è la convivenza dell'ambiente naturale con quello agricolo.La parte più a Nord sembra essere quella che più ha risentito dell'intervento antropico presentandouna vegetazione composta da Pioppo, Pino nero e Robinia; lungo le sponde troviamo Salici, Ontani,mentre vicino all'acqua si sviluppa un fitto canneto a "Phragmites". Interessante è la presenza delgiglio giallo ("Iris pseudacorus") che per lunghi tratti costituisce una pittoresca bordatura fiorita. Trale alte erbe sono presenti le Carici ("Carex riparia") e i Giunchi ("Scirpus lacustris") cheraggiungano e talvolta superano il metro di altezza mentre tra le specie acquatiche di minor sviluppo si riconoscono l'Equiseto ("Equisetum palustre"), la profumata Menta acquatica e ilFarfaraccio dei luoghi umidi. Fanno parte del bellissimo paesaggio pure i coltivi distribuiti prevalentemente lungo le aree più pianeggianti che degradano verso il lago. Nonostante la presenzadell'agricoltura l'ambiente lacustre offre il luogo ideale per la sosta e la nidificazione di numerosespecie di uccelli. Tra queste sono stare individuate: la Folaga ("Fulica atra"), il Martin pescatore("Alcedo atthis"), il Germano reale ("Anas platyrhynchos") la gallinella d'acqua ("Gallinulachloropus") il Tuffetto ("Tachuybaptus ruficollis"), la Cannaiola ("Acrocephalus scirpacecus") e ilMerlo acquaiolo ("Cinclus cinclus"). L'ittiofauna è rappresentata dalla Trota e dal Persico.»I tre laghetti si trovano in rapida successione: il lago di Negrisiola a circa 1 km. da quello di SanFloriano, e il Lago Morto 3 km. più a monte di quest'ultimo. Solo il primo si trova sulla destra dellaVal Lapisina (e della strada provinciale), gli altri due giacciono sulla sinistra.I tre laghetti della Val Lapisina si sono formati, molto probabilmente, in seguito a sbarramentifranosi del solco vallivo che s'incunea fra i massicci calcarei del Col Visentin e del Millifret; ma,negli anni Venti del XX secolo, sono stati rimodellati artificialmente per fini idroelettrici. L'ultimo
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intervento significativo è stato l'impianto in caverna (in località Nove Nuova), attivato nel 1971, cheè venuto ad aggiungersi alle centrali preesistenti.Tutti e tre gli specchi d'acqua rientrano fra le aree vincolate per effetto delle Legge n. 431 dell'8agosto 1985 (pubblicata sulla "Gazzetta Ufficiale" n. 197 del 22 agosto dello stesso anno); e ciò,come si è visto, è valso a preservare le loro notevoli attrattive naturalistiche, specialmente quelle del più interessante dei tre, il lago di Negrisiola (toponimo presente anche in altre aree della provincia,ad esempio nel paese di Negrisia, frazione di Ponte di Piave, presso il corso inferiore del Piave, eche forse allude alla densa e ombrosa vegetazione spontanea).Comunque, per il naturalista, non c'è dubbio che l'oggetto di maggiore interesse del lago di Negrisiola è la sua ricca fauna acquatica, terrestre e ornitologica; suddivisa, quest'ultima, instanziale e di passo.Scrivono Giampaolo Rallo e Massimo Pandolfi nel libro «Le zone umide del Veneto. Guida allearee di interesse naturalistico ambientale» (Giunta Regionale del veneto e Franco Muzzio Editore,Padova, 1988, pp. 250-251):«FLORA E VEGETAZIONE.Il lago Morto e quello del Restello presentano scarsa vegetazione palustre ed acquatica, sia per larelativa profondità e per la ripidità delle sponde che per i recenti rimaneggiamenti dovuti allosfruttamento idroelettrico. Il laghetto di Negrisiola, invece, riveste particolare importanza essendodisseminato da vasti tratti di canneto lungo le sponde, soprattutto a Cannuccia palustre ("Phragmitesaustralis") e Tifa ("Typha" sp.), e di cariceto ("Carex "sp. pl.) Tra le varie specie legate alle zoneumide si segnalano: "Ceratophyllum demersum", "Rorippa amphibia", "Schoenoplectus", "Menthaaquatica", "Polygonum amphybium", "Ranunculus tricophyllus", "Sagittaria sagittaefolia","Lemna", "Lysimachia vulgaris", "Potamogeton" ecc.MAMMIFERI Nel lago di Negrisiola è presente con una buona popolazione l'Arvicola terrestre ("Arvicolaterrestris"), mentre è ormai estinta da parecchi decenni la Lontra ("Lutra lutra"); recentisegnalazioni attribuite a questo Mustelide, infatti, sono invece da ascriversi al Visone americano("Mustela vision"), presente con esemplari rinselvatichiti fuggiti da un vicino allevamento. Lungo lesponde delle zone umide descritte si possono rinvenire al specie legate, per lo più, alle fasce boschive circostanti: Volpe ("Vulpes vulpes"), Tasso ("Meles meles"), Faina ("Martes foina"), Ghiro("Glis glis") Scoiattolo ("Sciurus vulgaris") ecc.UCCELLI.I tre laghi si prestano ad ospitare, durante le migrazioni, uccelli acquatici di passo quali svassi("Podiceps" sp. Pl.), qualche rara Strolaga ("Gavia" sp. Pl.), varie specie di Anatidi, di superficie etuffatori ("Anas" sp. pl., "Aythya" sp. pl., "Bucephala clangula", "Mergus" sp. pl.), Albanella("Circus" sp. pl.), Falco pescatore ("Pandion haliaetus") ecc.Il lago di Negrisiola, per le sue caratteristiche più varie (estesi canneti, sponde ricoperte davegetazione palustre, abbondante flora acquatica ecc.) ospita anche una interessante ornitofaunanidificante: Tuffetto ("Podiceps raficollis"), Tarabusino ("Ixobrichius minutus"), Germano reale("Anas platyrhyncos"), Folaga ("Fuliga atra"), Gallinella d'acqua ("Gallinula Chloropus"),Porciglione ("Rallus aquaticus"), Piro-piro piccolo ("Tringa hypoleucos"), Cuculo ("Cuculuscanorus"), vari Arcrocefalini fra cui Cannareccione ("Acrocephalus arundinaceus"), cannaiole ("A.scirpaceus" e "A. palustris"), Usignolo di fiume ("Cettia cetti"), Pendolino ("Remiz pendulinus")ecc.»ANFIBI E RETTILI.
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