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Armenia: la politica della melagrana

Armenia: la politica della melagrana

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Articolo pubblicato su LimesOnline il 4/9/09 www.limesonline.com.

Una grande diaspora per un piccolo Paese: lo strano rapporto tra la Repubblica d'Armenia e gli armeni nel mondo.
Un'indipendenza recente e un'identità nazionale multipla. Il progetto Oskanian.
Una impervia risalita economica. Le relazioni difficili con i vicini: due confini su quattro sono chiusi.
Articolo pubblicato su LimesOnline il 4/9/09 www.limesonline.com.

Una grande diaspora per un piccolo Paese: lo strano rapporto tra la Repubblica d'Armenia e gli armeni nel mondo.
Un'indipendenza recente e un'identità nazionale multipla. Il progetto Oskanian.
Una impervia risalita economica. Le relazioni difficili con i vicini: due confini su quattro sono chiusi.

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Published by: limes, rivista italiana di geopolitica on Sep 04, 2009
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ARMENIA: LA POLITICA DELLA MELAGRANA
di Roberto Nocella*Una grande diaspora per un piccolo Paese: lo strano rapporto tra la Repubblicad'Armenia e gli armeni nel mondo. Un'indipendenza recente e un'identitànazionale multipla. Il progetto Oskanian. Una impervia risalita economica. Lerelazioni difficili con i vicini: due confini su quattro sono chiusi.
L
Armenia è uno Stato - crisalide, poco più grande della Lombardia, in cui i conflitti internisono apparsi a lungo essere dormienti (per poi esplodere in tutta la loro virulenza il primo marzo2008), a differenza, ad esempio, della Georgia, in cui le dinamiche interne/esterne per quantoriguarda l
Ossezia del Sud e l
Abkhazia si sono avvitate su se stesse nell
estate dello scorso anno,dopo una contorta (e spesso controversa) spirale di dichiarazioni al vetriolo, attentati, incidenti edoperazioni militari.Agli occhi di un osservatore esterno l
Armenia si è a lungo presentata come un Paese capacedi adagiarsi su di una superficie di
rocce urlanti
, acquattata com
è tra l
Azerbaigian, con cuitecnicamente è ancora in guerra per il Nagorno Karabakh, e la Turchia, tra la Georgia e l
Iran.Cosa per molti versi sorprendente, se si tiene in considerazione che due confini su quattro sonochiusi[1].Ancor più interessante è scoprire che nell
immaginario armeno questa superficie non èdelimitata da confini statali ma va al di là di essi sino a ricomprendere Stati tra loro così distanticome l
Argentina e l
Australia[2]. Il dubbio sull
identità caucasica del popolo armeno è dunqueforte. Questa superficie è infatti la nazione che è ben simboleggiata da un frutto: la melagrana. Sela si spacca i suoi semi si spargono. Così si è, per l
appunto, formata la diaspora.Ai tempi dell
Unione Sovietica, gli abitanti dell
Armenia, gli
haïastantsi
, chiamavanoaffettuosamente gli armeni della diaspora, gli
spiurkahaï 
, con il nomignolo
aghparih
chesignifica
 piccolo fratello
, forse anche manifestando un malcelato sentimento di superioritàintellettuale. Poi, a seguito dell
indipendenza si incrociarono due sguardi: quello degli armenid
Armenia, impoveriti ma al tempo stesso speranzosi, e quello degli armeni della diaspora, ricchima traumatizzati dalla storia[3]. L
Armenia, improvvisamente, non era più una nazione senzaStato[4].Oggi Jerevan vorrebbe modellare le sue relazioni con la diaspora seguendo un modello araggiera (
hub and spokes
) e ponendo al centro dell
universo armeno il nuovo Stato di recenteformazione[5]. Stato le cui risorse non si trovano sotto terra ma sparse per il mondo e alle qualiè bene fare ricorso[6], come del resto messo in evidenza nel nuovo documento sulla strategia disicurezza nazionale pubblicato sul sito del Ministero della Difesa armeno[7]. Una sfida di cuiintendiamo analizzare gli aspetti principali.
LIMESONLINE 4/09/2009 www.limesonline.com
1
 
 Identità trans-nazionale
Secondo stime della Cia, la popolazione della Repubblica d
Armenia ammonta a 2.967.004(luglio 2009). Fuori dei confini statali il numero di armeni è addirittura superiore e pari quasi aldoppio[8].In Armenia i capisaldi dell
identità sono tre: l
alfabeto inventato da Mesrop Mashtots, lareligione (cristiana apostolica armena) e il manto, talvolta gelido, della storia che conferisconoa questo popolo non solo autostima ma anche un profondo senso della dignità. Quest
ultimoelemento è piuttosto controverso e venne contestato all
inizio degli anni novanta, perché un popolo può trovare rifugio nella storia, rifugio che poi è capace di tramutarsi in prigione. LevonTer-Petrosian, il primo presidente della nuova Armenia indipendente, in un
intervista rilasciataalla rivista
Armenian International Magazine
sostenne addirittura che la storia era una
fakescience
. Sarebbe stato dunque inutile ricercare in essa le tracce di qualsivoglia
ideologianazionale
e destino.L
ex ministro degli Esteri Vartan Oskanian, armeno della diaspora nato in Siria che ha avutomodo di completare la propria formazione accademica negli Stati Uniti, ha approfondito laquestione in occasione di un viaggio in Nord America effettuato nel 2006, definendo l
identitàdegli armeni
multi-layered 
, come se essa per effetto degli eventi storici avesse subito un processodi stratificazione e di sedimentazione includendo elementi ad essa estranei, che l
avrebberotuttavia arricchita. Per la sola esistenza di una diaspora, che Oskanian ritiene preesistente aglieventi della Prima guerra mondiale, anche l
identità degli armeni d
Armenia non può che subireun continuo processo di mutazione.Ogni armeno d
oltre confine, nella prospettiva di Jerevan, può contare su tre riferimenticulturali e geografici: la madrepatria, associata alla Repubblica d
Armenia (per quanto essarappresenti unicamente la periferia dell
Armenia storica); il luogo dove i propri antenati si eranomomentaneamente rifugiati nel corso della Prima guerra mondiale (la Siria, il Libano o la Francia,ad esempio) identificato come
country of origin
; il luogo attuale dove essi vivono. L
identitàarmena è dunque multipla, perché rapportata a tre entità territoriali: la madrepatria (o
homeland
),la
host country
e, come detto, la
country of origin
.Oskanian non manca di sollevare, nelle considerazioni svolte nei suoi frequenti discorsi dedicatial tema, il problema della percezione che all
estero si ha della Repubblica d
Armenia e dei processi politici ed economici che la contraddistinguono. Si tratta di un tema estremamente delicato, fossesolo per il cortocircuito istituzionale del 1999, allorquando un commando irruppe nell
Assembleanazionale facendo una strage in diretta televisiva (morirono, tra l
altro, il primo ministro VazgenSargsyan e lo
speaker 
del Parlamento Karen Demirchian), o per la proclamazione dello stato diemergenza nel marzo del 2008.L
ex capo della diplomazia armena dichiarava in Canada che in generale la diaspora non puòe non deve dare per scontati i processi politici ed economici riguardanti l
’“
institution building
diun Paese in transizione in quanto essi
spesso non sono trasparenti
. Fare confronti con le realtàdelle
host countries
determinerebbe soltanto insoddisfazione allentando i legami tra l
Armeniae la
Spjurk 
(termine con cui viene chiamata la diaspora[9]
 
): la Repubblica d
Armenia, a titolo di
LIMESONLINE 4/09/2009 www.limesonline.com
2
 
esempio, figurava
– 
ricordava Oskanian
– 
all
82mo posto nell
indice di sviluppo delle NazioniUnite mentre il Canada al quinto[10].
 Il ruolo economico della diaspora armena
Il ruolo economico della diaspora in Armenia non è ancora soddisfacente, nonostante alcuniinterventi abbiano dato risultati apprezzabili come nel caso della costruzione di nuovi terminali presso l
aeroporto Zvarnots della capitale ad opera di Eduardo Eurnekian, un ricco imprenditoreargentino di origini armene.Del resto, la diaspora si è avvicinata a questo territorio alle pendici del monte Ararat a seguitodi tre avvenimenti in particolare: la tragedia del terremoto del 7 dicembre del 1988, l
indipendenzadella Repubblica d
Armenia proclamata il 21 settembre del 1991 e la subitanea guerra control
Azerbaigian per il futuro del Nagorno Karabakh, che gli armeni chiamano Artsakh.Con decreto presidenziale venne istituito nel marzo del 1992 l
Hayastan All Armenian Fund,tuttora funzionante, allo scopo di convogliare le risorse della diaspora in Armenia e nel NagornoKarabakh[11]. Gli interventi hanno avuto però un carattere più che altro emergenziale, anche perché la principale preoccupazione per il nuovo Stato armeno era la sopravvivenza, tenutoinoltre conto della penuria dei rifornimenti energetici e della chiusura temporanea della centralenucleare di Medsamor. L
indipendenza era il punto terminale di un secolo difficile per gliarmeni, anzi di
un millennio difficile
[12]. La diaspora avrebbe inoltre incontrato difficoltà(come tuttora incontra) a federarsi in quanto coacervo di culture politiche differenti. In aggiunta,l
amministrazione di Levon Ter-Petrosian ebbe un rapporto non idilliaco con essa edestremamente conflittuale con i partiti che la rappresentavano nel Paese. La doppia cittadinanzanon venne concessa, ufficialmente perché, in tempo di guerra, avrebbe impossibilitato laformazione delle Forze armate armene (non a caso in quel periodo proliferarono a Jerevan leuniversità private allo scopo di evitare la coscrizione)[13].L
assistenza umanitaria è stata sì utile, anzi indispensabile, non essendo possibile fare a menodi essa in certe circostanze (si pensi, ad esempio, al ruolo della Fondazione Lincy del magnateKerkor 
Kirk 
Kerkorian): senza diaspora Oskanian dubita che ci potesse essere nuovamenteun
Armenia indipendente[14]; alla lunga questa frastagliata realtà non è stata tuttavia in gradodi avviare dinamiche di sviluppo di lungo periodo. In un
intervista al Financial Times l
attualePresidente Serzh Sargsyan lamentava lo scarso livello di investimenti provenienti dagli ambientidella diaspora[15]. Diaspora che è per lo più nota per via delle rimesse che permettono a moltefamiglie, come si suole dire, di arrivare a fine mese.In uno studio del Fondo Monetario Internazionale è stato analizzato l
impatto di queste rimessesull
economia della Repubblica d
Armenia[16]. Gli esperti distinguono tra una
old diaspora
insediata in Medio Oriente, negli Stati Uniti e in Europa ed una
new diaspora
in Russia,categoria nella quale sono compresi anche i lavoratori stagionali. La distinzione non appare deltutto convincente tenuto conto che parte della comunità armena nella Federazione Russa si ècostituita meccanicamente a seguito della disgregazione dell
Unione Sovietica e non per effettodella soppressione di un
entità statale e nazionale di riferimento, che anzi veniva, proprio nel 1991,contestualmente alla luce. Allo stesso modo coloro che sono migrati verso la Russia e in misura
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