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L'Attacco Allo Stato Sociale - Luciano Gallino

L'Attacco Allo Stato Sociale - Luciano Gallino

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ECONOMIA
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L’attacco allo stato sociale
Lo smantellamento del welfare nell’Unione Europea
Luciano Gallino 
L’Unione Europea è un progetto politico, economico, sociale,culturale, che presenta elementi unici al mondo. Uno di questi è il suomodello sociale: graziead esso la società intera garantisce sicurezzaeconomica e sociale per ciascun singolo individuo, quale che sia la suaposizione. Ora tutti i governi dell'Unione hanno iniziato un attacco a talemodello, accampando un elevato debito pubblico, ricondotto all'eccesso dispesa sociale. Ma è stato piuttosto il salvataggio degli istituti finanziari agravare sui bilanci pubblici. Dietro a questo attacco c'è un progettopolitico ed economico: riportare nello spazio del mercato tutto quanto erastato sottratto adesso dallo sviluppo dello stato sociale. Nei fatti,nell'Unione europea, mentre la quota salari sul Pil scendeva, affluivanocentinaia di miliardi a favore di profitti e rendite finanziarie o immobiliari.Dunque è fondamentale riaffermare l'elemento fondante del modellosociale europeo: i costi che ogni essere umano nel corso della propria vitapuò essere chiamato a sopportare sono elevati e imprevedibili erichiedono che la responsabilità di sopportarli sia assunta dalla società nelsuo insieme, ovvero dallo stato; è questo uno degli scopi più alti dellapolitica.L'Unione Europea potrà affrontare con successo le sfide che la crisiin atto pone sul suo camminosolamente se riuscirà a rafforzare la propriaunità. Tale processo richiede importanti e difficili interventistrutturali. Dapiù parti si rimanda alla necessità di trovare nuove forme di governanceeconomica epolitica-in sostanza di governo-dell'Unione. Esserichiederanno profonde quanto ardue modifiche deitrattati costitutivi-Maastricht, Lisbona, Amsterdam-nonché di istituzioni quali laCommissioneEuropea e la Bce. Tuttavia, per quanto siano essenziali, leriforme strutturali o istituzionali nonbasteranno da sole a rafforzare leradici dell'Unione europea. E necessario che un maggior numero dicittadini arrivino a convincersi che l'Unione Europea è un progetto politico,economico, sociale, culturaleche presenta elementi unici al mondo. Unodi questi elementi, forse quello che potrebbe avere la maggiorforzaunificante per i cittadini Ue,è a mio avviso il modello sociale che si ritrovanella Ue e, in tutto ilmondo, solamente in essa. Severi ostacoli sifrappongono alla diffusione di tale idea. Mi soffermerò sualcuni di essi.L'espressione modello sociale europeo suona un po' astratta, maèricca di significati concreti. Essadesigna un'invenzione politica senzaprecedenti, forse la più importante delXXsecolo. Essasignifica che lasocietà intera si assume la responsabilità di produrre sicurezza economicae sociale per ciascun singoloindividuo, quale che sia la sua posizionesociale e i mezzi che possiede. Produrre sicurezza economicarichiede lacostruzione di sistemi di protezione sociale avendo in vista una serie dieventi che possonosconvolgere in qualsiasi momento la vita di ciascuno.Sono la malattia, l'incidente, la disoccupazione, lapovertà, la vecchiaia (la
 
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quale non arriva all'improvviso, ma nel suo corso tutti gli altri eventipossonorivelarsi assai più gravi). Detti sistemi si chiamano pensionipubbliche non lontane dall'ultimaretribuzione; un sistema sanitarionazionale di qualità, accessibile a tutti, quali che siano le lorodisponibilitàeconomiche; vari tipi di sostegno al reddito in caso di disoccupazione,invalidità o povertà;un esteso sistema di diritto al lavoro edi diritti dellavoro, e altre cose ancora. Negli ultimi cinquant’anni ilmodello socialeeuropeo cosi inteso ha migliorato la qualità della vita di decine di milionidi persone ed hapermesso loro di credere che il destino dei figli sarebbestato miglioredi quello dei genitori.Nessun altro paese al mondo, o aggregazione o confederazione oaltro, può esibire qualcosa di simile almodello sociale europeo. Esso hacostituito sino a tempi recenti un robusto baluardo per contenere i costiumani e sociali dellacrisi economica apertasi nel 2007. Entro l'UnioneEuropea non vi sono al momentoquaranta milioni di persone la cuisussistenza dipende dai bollini alimentari mensili erogati dallo stato,comeavviene invece negli Stati Uniti. Non ha nemmeno decine di milioni dipersone impossibilitate aricevere, in caso di bisogno, un'adeguataassistenza sanitaria perché non potrebbero mai pagareun'assicurazioneda parecchie migliaia di euro l'anno. Superfluo aggiungere che nulla divagamenteapprossimabile al modello sociale europeo esiste nei paesiemergenti, dalla Cina all'India, o in quelli piùavanzati sulla strada dellosviluppo, dal Brasile alla Russia. Pertanto, una prima buona ragione perriconoscere nel modello sociale un elemento fondativo dell'unità europeaconsiste dunque nella suaunicità.Un'altra buona ragione per scorgere nel modello sociale europeo unefficace fattore di integrazionedell'Unione è che tanto nelle sue originiquanto nel suo sviluppo si sono intrecciate culture e prassipolitiche assaidifferenti. Un contributo rilevante allo sviluppo del modello è provenuto daforze politicheliberali o conservatrici. Colui che si può definire l'inventoredel moderno stato sociale, William HenryBeveridge, lui stesso unmoderato, pubblicò il suo primo rapporto-
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in piena guerra, nel 1942, su richiesta del governoconservatore di Winston Churchill. Il quale poi neadottò su larga scala isuggerimenti. In un secondo rapporto, del 1944, Beveridge proponeva unpiano perfavorire l'occupazione e una più equa distribuzione del reddito.E forse superfluo aggiungere che néBeveridge né Churchill erano mossisolamente da intenti umanitari. Intendevano contrastare l'influenzaideologica e politica dell'Unione Sovietica, che essiprevedevano sisarebbe estesa in Europa dopo laguerra, come in effetti avvenne. Resta ilfatto che in seguito al piano concepito da un liberale fu sviluppatonelRegno Unito quello che venne considerato per vari decenni il più avanzatoed esteso stato sociale delmondo.Altre componenti politiche e culturali alla base dello sviluppo delmodello sociale europeo sono stati ipartiti socialdemocratici; le formazionivariamente denominate dei cristiani sociali; e non da ultimo leculture e ipartiti che si rifacevano alla dottrina comunista. In Italia l'istituzione del
 
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servizio sanitarionazionale, che data solamente dal 1978, è statafortemente sostenuta dal Pci. Nella parte dell'Europaoccidentale rimastaper quarantanni sotto il controllo sovietico, la DDR si è distinta per unaforma distato sociale che puntava soprattutto a produrre sicurezza socio-economica per la maggioranza dellapopolazione. All'obiezione che igoverni della DDR hanno usato lo stato sociale per accrescere il consensonei loro confronti,è agevole opporre che ovunque forme di stato, ovverodi modello sociale, siano statesviluppate in Europa, una componente nontrascurabile di tali operazioni è stata l'intenzione dei governi edelleformazioni politiche che li esprimevano di accrescere ilconsenso popolarenei loro confronti.Ci si deve ovviamente chiedere se sia corretto parlare di «modellosociale europeo» come se si trattassedi una condizione unitaria di tutti oquasi i 27 paesi Ue, considerato che sono osservabili tra di essinotevolidifferenze. In effetti sin dagli anni Novanta del secolo scorso si parlava dialmeno tre modellidifferenti: il tipo socialdemocratico o nordico oscandinavo; il tipo liberale o anglosassone; il tiposocialconservatore ocontinentale
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. Più tardi i modelli individuati diventarono almeno quattro,conl'aggiunta ai precedenti del tipo mediterraneo
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. Va inoltre tenutoconto che dei 27 paesi che formano oggila Ue, molti facevano parte finoagli anni Novanta della sfera sovietica e hanno una storia economica,politica e sociale ben diversa dai paesi dell'Europa occidentale.Classificazioni più o meno centrate a parte, è tuttora vero che sottoil profilo della struttura e delleprestazioni non si può parlare di un unicomodello di stato sociale nella Ue. Pensiamo ai servizi allafamiglia, adesempio, molto sviluppati in paesi come la Danimarca e i paesiscandinavi, mentre sonogravemente carenti in paesi come l'Italia. Restacomunque il fatto che al di là delle suddette differenze,nel loro insieme ipaesi europei, in specie i paesi dell'Europa occidentale, hanno condivisoper decennivarie forme di stato sociale che hanno la funzione diproteggere persone e famiglie da quei vari tipi diavversità che ho giàricordato, dalla povertà alla vecchiaia, dall'incidentealla malattia e alladisoccupazione. In sintesi, mentre lo stato sociale come concretoproduttore ed erogatore di sicurezzasociale presenta notevoli differenzetra paesi membri, il modello ideale che ne è alla base apparesostanzialmente unitario.Accadeora nell'Unione Europea che, dopo che i suoi maggiori paesihanno lavorato alla costruzione diquesta sorta di grandeedificiocivile apartire nientemeno che dagli anni Quaranta, quando era ancora incorsola Seconda Guerra Mondiale, quasi tutti i governi degli stessi paesiabbiano iniziato un attacco che,se non è ancora di vera e propriademolizione del modello sociale europeo, comincia pericolosamente adassomigliargli. A tale riguardo emergono alcune domande: quali siano imotivi reali dell'attacco;attraverso quali vie l'attacco stesso postacolare l'integrazione della società europea; infine come sispiega che,ad onta delle severe amputazioni cui il modello sociale è stato sottopostonegli ultimi anni, perdi più fortemente accentuate dall'iniziodel 2010, i

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