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Org.ne-Summ.

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A summary of a doc about organization, in italian (from a file found on the web and reviewed)
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05/11/2014

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ORGANIZZAZIONE AZIENDALE
PRIMO CAPITOLO
Le organizzazioni
Cosa sono le organizzazioni? Le organizzazioni sono molteplici, es.: sanitarie, politiche, economiche (imprese, ospedali ministeri, ecc…).Da che cosa sono costituite? Innanzitutto da un
gruppo
di persone. Non c’èorganizzazione se non c’è un gruppo di persone (da 2 a un numero elevato).Altri elementi caratterizzanti sono le tecniche, le conoscenze e una certa permanenza. Ogni organizzazione, infatti, tende a mettere radici e a permanere neltempo. Sotto questo profilo vengono definite
istituzioni.
Cos’è che contraddistingue un organizzazione?
Lo scopo
.Quando sono nate le organizzazioni?Secondo molto studiosi le organizzazioni sono vecchie quanto la storiadell’umanità. Per alcuni la prima organizzazione risalirebbe alla preistoria.Infatti nella caccia, quando un animale non poteva essere abbattuto da una sola persona, c’era l’accordo con più persone. Con la coesistenza dell’elemento principale, il gruppo, dell’interesse comune a perseguire uno scopo e di un’ altroelemento fondamentale, ossia la volontà di cooperare
 
(
Volontà di cooperare
,nelcaso specifico per abbattere l’animale), presero forma le prime organizzazioni.Quindi:
le organizzazioni sono strumenti sociali creati dagli individui peraggiungere obiettivi determinati attraverso la collaboraz. o cooperazione. Esse richiedono:
Un gruppo
Uno scopo
 La volontà di cooperare
Un ordine interno
“Creati” inteso nel senso che le organizzazioni vengono progettate. Per definiremeglio il fenomeno un famoso studioso cita l’esempio del masso: un automobilistain marcia ad un certo punto si ferma, e aspetta, perchè c’è un masso sulla strada.Quando giungono altri automobilisti concorda con loro il modo di spostarlo (quindic’è: gruppo, scopo e volontà di cooperare).Ma si dà il caso che essendo il masso troppo pesante non si riesce rimuoverlo, etrovandosi sul posto un contadino con un trattore, gli automobilisti decidono dichiedergli aiuto (con il mezzo). Il contadino, però, non ha nessun incentivo acollaborare. È qui che ci vuole il denaro per incentivarlo a collaborare. Non c’èancora l’organizzazione, ma è vicina.Prendiamo un’impresa familiare. C’è gruppo, scopo, e volontà di cooperare.Ma quando il gruppo aumenta e i compiti si moltiplicano c’è il bisogno che queste persone lavorino in maniera coordinata, altrimenti, lo scopo non verrebberaggiunto, o lo sarebbe in maniera inefficiente. Diventa importante allora l’ordineinterno cioè la definizione dei compiti tra le persone. Per altri studiosi, allora, c’èorganizzazione quando c’è un ordine interno.
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 L’organizzazione studia i problemi riguardanti l’ordinamento del fattore umanonell’organizzazione attraverso la definizione di compiti, poteri e responsabilità diciascuna persona operante in essa e coordinando il lavoro così frazionato e specializzato in modo da conferire all’organismo personale, ordine e coesione.
Comportamento organizzativo.
Molto importante in una organizzazione è il comportamento delle persone.Prima componente del comportamento organizzativo sono le attività svolte dalle persone: materiali, immateriali, direttive, di controllo ecc...(si è comunque pagati per svolgere delle attività).Le organizzazioni però sono strutture sociali, nelle quali si intrattengono rapporticon altri soggetti (dalle persone che chiedono informazioni ai semplici colleghi) e,soprattutto, si utilizza molto il lavoro di gruppo. Queste interazioni rappresentanoun secondo elemento del comportamento organizzativo. Nelle selezioni pe posizioni destinate al lavoro di gruppo, infatti, i selezionatori valutano l’attitudine alavorare in gruppo. Si può essere bravissimi ma se non si è in grado di relazionarsisi verrà scartati.Un terzo elemento sono i sentimenti. Quando si lavora con altre persone giocoforzasi sviluppano sentimenti tipo l’amicizia, la fiducia, o anche sentimenti negativicome l’odio, il disprezzo, ecc.Quand’è che aumentano i problemi organizzativi? Quando le persone sono diversel’una dall’altra, non solo per sesso e per età, ma anche per professionalità edesperienza.
Quindi più è vario l’elemento umano, più aumentano i problemiorganizzativi.
Quindi l’
Organizzazione
può essere definita come la
disciplina che indaga lemodalità di manifestazione del comportamento umano con finalità interpretative enormative
.Interpretative per indagare sulle ragioni di determinati comportamenti, normative per intervenire e modificarli. Perciò entra in campo la psicologia.Un’altra definizione di organizzazione aziendale è:
la disciplina o insegnamento(insieme coerenti di concetti, principi, modelli, metodi) che si occupa di problemiorganizzativi delle imprese di produzione economica, cioè imprese produttrici dibeni e di servizi.
Modelli organizzativi
:
Modello di Frederich Taylor
Ci sono tre modelli fondamentalii.Il primo conosciuto da tutti è quello di Taylor. Gli studi organizzativi partono proprio dalle sue opere.Problemi di direzione e di organizzazione delle imprese nascono dopo larivoluzione industriale, perchè si crea il sistema fabbrica.Perché nasce la fabbrica? Perché erano state inventate delle macchine capaci disostituire l’uomo, che però per funzionare dovevano essere collegate a macchineerogatrici di energia. Esse dovevano stare in una posizione molto ravvicinata tra
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loro. Sorgono allora i luoghi dove sono concentrate queste macchine, e dove c’è bisogno di persone per azionare queste macchine.Si crea il sistema di fabbrica.Con le fabbriche sorgono i problemi di tipo organizzativo, perchè bisogna fareandare d’accordo le persone, coordinarle e controllarle.Fra i primi ad occuparsene fu proprio Taylor. Di fatto, agli inizi del secolo scorso, leimprese statunitensi si andavano ingrandendo sempre più e, allo stesso tempo, sia per l’aumento del reddito che per altri fattori, non accennava a smettere di crescerela domanda di prodotti. Per fronteggiare la domanda le imprese assumevanocontinuamente lavoratori, anche privi di conoscenze particolari e tecniche. Taylor con le sue osservazioni riuscì a trovare una soluzione a tutti questi problemi, fra iquali spiccavano la svogliatezza e la lentezza nello svolgimento del lavoro.In sostanza il problema di fondo era che ogni lavoratore svolgeva il lavoro conmetodi diversi e utilizzando utensili diversi: Per uno stesso lavoro, allora, ladirezione non poteva sapere cosa attendersi dalle persone.Per spingere le persone a produrre di più, la imprese avevano adottato il sistemadegli incentivi, che però non era soddisfacente.Considerando i diversi processi che si dovevano realizzare per ottenere determinati prodotti, poiché ogni operaio svolgeva l’intero processo, o intere fasi di esso, senzache si sapesse se con il massimo impegno, oppure no, Taylor si risolse nelsuddividerli in fasi, e via via, in operazioni non ulteriormente scomponibili fino alla parcellizzazione estrema. Per ogni fase e per ogni sua attività poi, esaminando ilavoratori più bravi, ricercò i metodi di lavoro migliori possibili in quel momento ecronometrò i tempi necessari per determinate operazioni, per es. scaricare un pacco.Il risultato fu che si eliminarono tutti i vari metodi di lavoro preesistenti escomparse l’artigiano che effettuava l’intero processo lavorativo.Le persone, ora, erano addette ad una sola e determinata attività, con conseguenzenegative come la monotonia, la noia e così via, ma anche effetti positivi, per esempio il fatto che un lavoratore si specializzava diventando più produttivo e più bravo. Ma, effetto ancora più importante, ora si potevano impiegare anche persone prive di formazione tecnica, perché bastavano poche ore di insegnamento per realizzare processi anche molto complessi, dovendo magari i singoli imparare soloun passaggio di un processo, per esempio portare i pacchi di farina dal punto A aquello B.Inoltre risulta più semplice rilevare gli scostamenti dai tempi di svolgimentocronometrati e necessari ed intervenire sulle persone lente e improduttive, diventaquindi più facile controllare.Tutto il lavoro viene standardizzato ed adeguatamente coordinato, senza che fossenecessario per i lavoratori entrare in contatto fra di loro: pieno coordinamento delle persone e pieno controllo del loro comportamento, perchè tutto era definito e nienteveniva lasciato al caso.Quindi spariva l' operaio di un tempo, che svolgeva l’intero ciclo, e che possedevauna certa discrezionalità (visto che decideva per es.: sul tipo di strumenti utilizzare,
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