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Il Portiere di Calcio

Il Portiere di Calcio

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09/19/2009

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“IL PORTIERE DI CALCIO”
 
La sfrenata passione per il gioco del calcio, ma soprattutto per il ruolo del portiere, ci ha spinto ascrivere un breve testo, che vogliamo introdurre con un pensiero, scritto da Riccardo Napolitano(preparatore di portieri), tratto da un sito internet dedicato a questo magnifico ruolo…
“ Ecco, ci siamo, l'arbitro é appena uscito dallo spogliatoio, la calma rapidamente si trasforma ineccitazione, l'adrenalina arriva fino ai capelli, il cuore batte e la bocca si asciuga.Quante volte ho provato questa sensazione e quante ancora vorrei provarla. Scambioincoraggiamenti con i compagni, cerco di infondere calma e sicurezza, perchè cosi mi hannoinsegnato e perché cosi sì deve fare, ma il mio cuore è in subbuglio e i muscoli in fermento. Neltragitto che dallo spogliatoio porta al campo i pensieri sembrano sparati a duemila all'ora nel miocervello, immagini, suoni, odori, tutto sembra sfocato tutto irreale, vedo i volti di amici ed avversari pronti fra poco a fare di me un eroe o un'incapace, ma sovrapposte a queste immagini cene sono altre, cosi forti da superare quelle reali.Vedo ogni istante di quello che tra poco mi attende, immagino e contemplo ogni possibilità, il primo intervento, la gioia e la delusione, gli elogi o le critiche perché questo è ciò che ho scelto,questo è ciò che mi rende unico, il numero uno. Tocco senza guardare la mia divisa, cosi diversa daquella degli altri e cosi solitariamente mia, sistemo i guanti, controllo che tutto sia in ordine ed inquel momento immancabile come tutte le volte penso, avrò sbagliato qualcosa? E come sempre larisposta è immediata, “ormai ci siamo, quello che è fatto, è fatto”. Essere consapevoli di aver fattobene ma doversi confermare ogni giorno, o sapere che un'altro errore non ti è concesso; ogniattimo della nostra vita ha una storia a se. Il sottopassaggio dello stadio è lungo e l'unica cosa chedomina tutto è il tacchettio delle scarpe chiodate sul pavimento, simile ad una pioggia battente cherimbomba nello stretto passaggio. Ripenso a quando qualcuno, molti anni fa, mi disse di andare in porta per non uscirvi mai più, perché noi portieri non ci siamo mai nascosti, forse i più forti o forsei più scarsi, ma sempre li a prenderci le nostre responsabilità. La semioscurità si trasformalentamente in luce accecante, gli occhi si abituano, gli ultimi gradini ed eccomi sul palcoscenico.Una rapida occhiata per cogliere qualche faccia amica tra gli spettatori che sembra guardino tuttime, tocco la palla, corro verso la porta, c'è l'odore dell'erba, passo il guanto destro sui pali e sullatraversa, mi volto, tutto è pronto, si va in scena, l'arbitro fischia, le mani sul volto per l'ultimagoccia di saliva, gli occhi fissi davanti a me che sembrano dire sono pronto ed ora vediamo comevà a finire”.
L’amore per la porta e per il suo “angelo custode” ha sempre orientato il nostro metodo diallenamento verso una valorizzazione di determinati comportamenti, che il portiere deve assumereper migliorare le proprie prestazioni e, soprattutto, il proprio stile di vita. Questo ruolo, infatti, èdepositario, più degli altri, di una serie di sensazioni, facilmente riscontrabili nella vita di tutti igiorni.Inizieremo a parlare di una parolina magica,
IL RISPETTO
, partendo dal presupposto che ilportiere è, prima di tutto, un atleta e come tale deve seguire delle regole, che coinvolgono sia sestesso, che gli altri.
 
Le domande più importanti da porsi sono essenzialmente tre: ho cura del mio corpo e dell’ ambientein cui svolgo l’allenamento? Seguo una giusta alimentazione? Ho cura del materiale, utile, per ilmio allenamento?Fare attenzione al proprio fisico e avere un’ alimentazione corretta facilita l’allenamento, masoprattutto, previene gli infortuni; inoltre, tenere in buono stato gli attrezzi del mestiere rende piùfunzionale l’addestramento e, cosa più importante, denota una valorizzazione di ciò che si ha e chenon tutti hanno la fortuna di avere.Avere l’accortezza per questi particolari permetterà di stimare anche gli altri e, principalmente, illavoro degli altri. Sarà fondamentale rispettare i mister e gli altri componenti della società di calcio,che il portiere stesso rappresenta. Inoltre essere consapevoli di far parte di un gruppo aumenterà laconsiderazione delle persone che ne fanno parte, aiutandoli quando ce ne sarà bisogno, altrimentisarebbe un controsenso nominare la parola
Gruppo.
 Procedendo in questo senso, l’ulteriore elemento da prendere in considerazione è l’analisi di quelleche sono le
responsabilità
più importanti del portiere. Secondo noi, infatti, questo aspettorappresenta l’essenza di questo ruolo.Chi decide di mettersi i guanti possiede, già dentro di se, il senso di responsabilità. Il portiere veroriesce a tirar fuori questo sentimento con la consapevolezza di essere l’ultimo ostacolo dell’attaccoavversario e, in più, ha il compito di infondere, continuamente, sicurezza ai suoi compagni, infatti,un portiere, che si abbatte subito e che non reagisce, non darà mai fiducia alla squadra.Per questa ragione, avrà, più degli altri, l’obbligo di un allenamento costante, anche perché, rientranella sfera delle sue responsabilità il pensiero per un altro portiere, che magari si è allenato tantoanch’egli, ma, non avendo la totale fiducia del mister, sta seduto in panchina, attendendo il suoturno, desideroso di giocare. Questo è il rispetto e il senso di lealtà e responsabilità che deve essercitra portieri di uno stesso gruppo.I momenti di difficoltà, infatti, possono esserci per chiunque decida di fare questo ruolo; proprio perquesto motivo, sarà necessario avere un grande senso autocritico, che è un elemento essenziale delpensiero ed è necessario per imparare.Pertanto, l’
autocritica
permetterà di migliorare il proprio comportamento,grazie ad una rigorosariflessione personale.A differenza, infatti, di quanto si pensa oggi, dove tutto è lecito e tutto è perdonato,( per cui non ènecessario riflettere sui propri errori), pensiamo che una sana autocritica possa aiutare a crescere,ma soprattutto a valutare il mondo che ci circonda.Le nostre intenzioni, però, sono di sviluppare questo tema riferendolo alla figura del portiere;quest’ultimo, criticando se stesso e valutando i suoi sbagli, migliora sensibilmente, cominciando acostruirsi una corazza, che renderà meno dolenti le critiche altrui e le difficoltà che incontrerà.Perché, lo sappiamo bene, questo ruolo è depositario della rabbia dei tifosi e degli altri giocatori inogni circostanza; e dato che perdere fa male a tutti, bisognerà prendersela con qualcuno, trovare unmotivo che spesso nasconde a se stessi la consapevolezza delle reali ragioni di un risultatodeprimente.
 
Pertanto, auto criticarsi, renderà possibile l’accettazione degli errori e con una buona dose di
ottimismo
, si riuscirà a capire che il calcio, come la vita di tutti i giorni, offre sempre un’altrapossibilità per riscattare gli errori commessi.Questo discorso sarà valido, se nell’analisi dei propri sbagli, si valuteranno anche quelle che sono leproprie doti, sia umane, che sportive. Valorizzando le qualità personali si attua,infatti, un processointellettivo, che passa dall’autocritica all’
autostima
; essenziale, anch’essa, per il superamento dellecritiche e per la valorizzazione della propria persona (rispetto di se).Sarà fondamentale, però, non confondere l’esaltazione delle doti personali, con le manie diprotagonismo; secondo noi, infatti, l’attenzione costante nei confronti del portiere, deve portarequest’ultimo a prendersi carico delle sue responsabilità, mettendosi al servizio del gruppo, con tanta
UMILTA
’ e con la cognizione di essere il depositario delle speranze altrui.Pertanto, si può facilmente immaginare che il mondo interiore del portiere sarà completamentediverso da quello degli altri giocatori. In esso si dovrà esaltare la tenacia di non demordere, lacapacita di consolarsi immediatamente da un evento negativo, poiché dovrà abituarsi a reagire aigoal subiti, ma anche a non esaltarsi troppo se compie una bella parata, per mantenere intatta la sua
concentrazione
.La sua
personalità
dovrà essere un mix di vigore, resistenza, solidità emotiva; il suo carattere siforgerà nel tempo, si raffinerà attraverso le esperienze spigolose alle quali sarà sottopostocontinuamente. Sarà il risultato di una serie sconfinata di prove negative che sarà costretto asuperare.Per ridurre al minimo le problematiche di questo ruolo, sarà necessaria tanta
applicazione
epersistenza nell’allenamento, anche se troppo faticoso. La fatica porterà i suoi frutti, ricordandosempre, che per un portiere, apprendere non significa essere capaci di ripetere lo stesso gesto piùvolte, ma fornire con mezzi diversi una risposta adatta alla situazione che si verrà a creare in partita;pertanto, la gara stessa sarà allenante, perché il portiere apprenderà dalle situazioni di gioco e siadatterà ad esse….(è la situazione che insegna).Un’altra condizione costante del portiere di calcio è la sua
solitudine
. E’ un uomo incredibilmentesolo quando sbaglia, ma gode delle sue imprese insieme agli altri.La domenica, però, in questa solitudine può trovare lo stimolo per una grande prestazione; devepensare di essere l’unico elemento della partita senza “padroni”; è un ruolo libero e allo stessotempo autoritario; deve sentirsi un leader (perché in realtà lo è) per superare la sua solitudine. Egli èil cuore pulsante della squadra, non deve mollare i compagni, anzi li incita in continuazione, liconsola, perché non può mai lasciarsi andare.Provate a guardarlo negli occhi durante una partita e vedrete sempre il suo sguardo ardere di vogliae passione.Per questo, si capisce che il portiere è un ruolo di grande spessore umano, che presuppone unapersonalità con spiccata attitudine ad avere:
capacità decisionali; capacità di assumersiresponsabilità; capacità di comando
…ma soprattutto,
CORAGGIO
; infatti, aver scelto di fare ilportiere non è indice di pazzia; ci vogliono le cosiddette “palle” per mettersi i guanti e rischiare lafiguraccia.

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