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Semovente_contraereo_M15-42

Semovente_contraereo_M15-42

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Armored Vehicles
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09/15/2014

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Semovente M 15/42 “Contraereo”
Vincenzo Meleca
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 Le esperienze maturate soprattutto in Africa Settentrionale, con i caccia ed i cacciabombardieri della RAF che attaccavano quasi indisturbati i nostri corazzati, convinsero il Regio Esercito a dotarsi di un mezzo contraereo in grado di accompagnare le unità carri anche sulla linea del fuoco. Le specifiche erano però, come al solito, improntate al massimo risparmio, per cui si decise di non progettare ex-novo il mezzo, ma di basarsi sulla cellula dell’M-15, così come era stato fatto per i semoventi controcarro M-75. Nel 1943 apparve così un’interessante realizzazione, rappresentata dal carro medio “Contraereo”, ottenuto montando sullo scafo dello M15/42
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, una torretta poligonale, con 4 mitragliere da 20 mm Isotta Fraschini (brevetto Scotti).
Il semovente M 15/42 “Contraereo” (da: http://digilander.libero.it)
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 1° Capitano carrista, Vincenzo Meleca ha prestato servizio come comandante plotone esploratori nel XIX Btg. Cor. e come comandante compagnia carri nel 4° Btg. Carri.
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 L’M15/42 fu la naturale evoluzione dell’M 14/41, apportando a quest’ultimo carro modifiche al sistema propulsivo (adottando il più potente motore a benzina FIAT-SPA 15TB M.42 da 170 CV reali), all’armamento principale (con una versione a canna allungata del pezzo da 47 mm, 47/40 Mod.38) ed allo scafo (riprogettazione della parte posteriore dello scafo aggiungendo piastre corazzate più spesse, un portello d'accesso sul lato destro anziché sul sinistro, una cassetta di fumogeni nella parte posteriore, alcune differenze nel disegno della casamatta e cinque supporti per contenitori esterni di benzina da 20 litri. Il Regio Esercito fece in tempo a immettere in servizio 82 carri M15/42, anche se ne furono costruiti da 112 a 248. La produzione continuò anche dopo l'armistizio, e tra 28 e 40 esemplari furono utilizzati dalle forze tedesche come PzKpfw M 15/42 738(i)
 
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Lo scafo era identico a quello del carro originale, a parte la soppressione dell'armamento secondario delle due mitragliatrici binate in casamatta Breda mod. 1938 calibro 8 mm ed altre piccole modifiche.
Disegno del semovente contraereo M 15/42 (da: Nicola Pignato e http://utenti.quipo.it
) Questo mezzo contraereo avrebbe dovuto essere introdotto in ragione di un carro per plotone, allo scopo, appunto, di contrastare i cacciabombardieri anglo-americani sul campo di battaglia e nelle marce di avvicinamento. Il primo (e forse l’unico
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) esemplare prodotto fu presentato al Centro Studi nei primi mesi del 1943 e, nel marzo successivo, venne immatricolato nel Regio Esercito ed assegnato all'VIII Reggimento Autieri della Cecchignola (Roma). Dopo l’armistizio fu confiscato dai tedeschi (che si ispirarono quasi sicuramente a questo progetto nei loro successivi studi, in particolare quelli che portarono alla progettazione e costruzione, nel 1944 del Flakpanzer IV/3 “Wiberlwinds”) ed utilizzato sino all’aprile 1945, dove operò in Austria, nella zona di Teupitz, per la difesa aerea dal V Corpo Corazzato da montagna delle SS (“V-SS Volunteer Gebirgskorps”) contro i sovietici..
Scafo, treno di rotolamento e torretta
Lo scafo, in lamiera di acciaio completamente imbullonata, era simile a quello del
 
L’M15/42, sostanzialmente con l’unica modifica dell’aggiunta di una piastra corazzata aggiuntiva frontale, a coprire il vano dove sul carro armato era sistemato l’impianto binato di mitragliatrici Breda Mod. 38 da 8 mm. Lo spessore della corazzatura variava da 14 a 42 mm, il posto del pilota era sulla fronte dello scafo a sinistra. Le sospensioni consistevano per ciascun lato di quattro carrelli articolati di due ruote montati in due complessi sostenuti da molle semiellittiche, Il motore era nella parte
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 Alcune fonti parlano invece di due prototipi
 
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posteriore dello scafo, accoppiato ad una scatola del cambio ad azionamento manuale con otto marce avanti e due retromarce. Il treno di rotolamento aveva la ruota motrice in posizione anteriore, quella di rinvio indietro, otto rulli portanti gommati e tre rulli guidacingolo per trascinamento di un cingolo da 26 cm di larghezza.
Vista in pianta della disposizione dei sistemi del M14/41, sostanzialmente identici a quelli dell’M15/42 La posizione dei sedili del pilota e del mitragliere all'interno dello scafo sono indicate dalle linee tratteggiate nel disegno sopra riprodotto. (da: www.modellismopiu.it)

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