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Relazione Finale Del Primo Anno Dottorato Ecologia Forestale

Relazione Finale Del Primo Anno Dottorato Ecologia Forestale

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Published by Claudio Fior
Il programma di dottorato per i tre anni verte sull’ecologia al limite superiore del bosco e le relazioni idriche della componente arborea di questo ecosistema in questo particolare ambiente.
La prima parte di quest’anno è stata dedicata alla necessario approfondimento bibliografico sulle tematiche da prese in esame. È seguito un primo lavoro di confronto ed analisi di una raccolta di dati meteorologici e di flussi di linfa in una stazione italiana ed una austriaca proseguiti per due stagioni vegetative volti ad evidenziare la risposta delle piante allo stress idrico.
Durante la stagione estiva sono stati fatti delle misure allometriche su semenzali di larice al limite superiore del bosco e misure di fotosintesi e conduttanza stomatica su esemplari adulti di questa specie al fine di verificare l’ipotesi della sink limitation proposta per spiegare l’origine e i fattori determinati il limite superiore del bosco.
Nel periodo autunnale si sono elaborati i dati raccolti in campagna. Unitamente a queste attività si è partecipato alle attività didattiche, lezioni e seminari, previsti il dottorato oltre a partecipare al convegno ad Innsbruck (A) dal titolo Ecological and Economical benefits of mountain forests.
Il programma di dottorato per i tre anni verte sull’ecologia al limite superiore del bosco e le relazioni idriche della componente arborea di questo ecosistema in questo particolare ambiente.
La prima parte di quest’anno è stata dedicata alla necessario approfondimento bibliografico sulle tematiche da prese in esame. È seguito un primo lavoro di confronto ed analisi di una raccolta di dati meteorologici e di flussi di linfa in una stazione italiana ed una austriaca proseguiti per due stagioni vegetative volti ad evidenziare la risposta delle piante allo stress idrico.
Durante la stagione estiva sono stati fatti delle misure allometriche su semenzali di larice al limite superiore del bosco e misure di fotosintesi e conduttanza stomatica su esemplari adulti di questa specie al fine di verificare l’ipotesi della sink limitation proposta per spiegare l’origine e i fattori determinati il limite superiore del bosco.
Nel periodo autunnale si sono elaborati i dati raccolti in campagna. Unitamente a queste attività si è partecipato alle attività didattiche, lezioni e seminari, previsti il dottorato oltre a partecipare al convegno ad Innsbruck (A) dal titolo Ecological and Economical benefits of mountain forests.

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Università degli Studi di Padova
Dottorato in Ecologia Forestale – XVII Ciclo
Dottorando: Claudio Fior Supervisore: prof. Tommaso Anfodillo
Relazione finale del primo anno di corso (2002)
 
Introduzione
Il programma di dottorato per i tre anni verte sull’ecologia al limite superiore del bosco e le relazioni idrichedella componente arborea di questo ecosistema in questo particolare ambiente.La prima parte di quest’anno è stata dedicata alla necessario approfondimento bibliografico sulle tematicheda prese in esame. È seguito un primo lavoro di confronto ed analisi di una raccolta di dati meteorologici e diflussi di linfa in una stazione italiana ed una austriaca proseguiti per due stagioni vegetative volti adevidenziare la risposta delle piante allo stress idrico.Durante la stagione estiva sono stati fatti delle misure allometriche su semenzali di larice al limite superioredel bosco e misure di fotosintesi e conduttanza stomatica su esemplari adulti di questa specie al fine diverificare l’ipotesi della
 sink limitation
 proposta per spiegare l’origine e i fattori determinati il limitesuperiore del bosco. Nel periodo autunnale si sono elaborati i dati raccolti in campagna. Unitamente a queste attività si è partecipato alle attività didattiche, lezioni e seminari, previsti il dottorato oltre a partecipare al convegno adInnsbruck (A) dal titolo
 Ecological and Economical benefits of mountain forests
.
Ricerca bibliografica
Con la ricerca bibliografica si è approfondita l’ipotesi della
 sink limitation
 proposta per spiegare l’origine edi fattori determinanti il limite superiore del bosco. Le considerazioni partono da un confronto fatto su varilimiti superiori del bosco in varie montagne del pianeta. Da quest’analisi pare che determinante per spiegarnela formazione sia un fattore fisico dell’ambiente. Si veda come l’andamento del limite superiore del boscosegua il limite delle nevi perenni.
70°60° 50°40° 30°20° 10° 0°10°20°30° 40° 50° 60° Nord SudLatitudine
   A   l   t   i   t  u   d   i  n  e   (   k  m   )   0   1   2   3   4   5   6
Limite delle nevi perenniLimite del bosco70°60° 50°40° 30°20° 10° 0°10°20°30° 40° 50° 60° Nord SudLatitudine
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Limite delle nevi perenniLimite del bosco
Fig. 1 Tratto da Hermes 1955
Il fattore determinate tra quelli ambientali su scala mondiale pare essere la temperatura media annua; ciò nontoglie che su scala locale il limite possa dipendere da altri fattori quali stress idrico, stress meccanico, dannida gelo e così via.Secondo questa ipotesi la temperatura agisce limitando la crescita della pianta andando a ridurre ilmetabolismo della pianta. Infatti l’effetto della temperatura sull’efficienza fotosintetica è modesto seconfrontato alla riduzione esercitata sul metabolismo basale delle parti legnose. Queste ultime risentirebberoin modo maggiore del fenomeno rispetto alle parti più esterne della chioma poiché spesso sono aduggiatedalla chioma o vivono nel terreno. Quindi il limitato sviluppo della pianta non dipenderebbe dall’incapacitàdi produrre una maggior quantità di fotosintetati ma delle parti legnose di sfruttare quelli prodotti.Se questa ipotesi è vera si dovrebbero osservare i seguenti fenomeni:
Aumento della concentrazione di fotosintetati e sostanze di riserva maggiore nelle piante in altaquota che in bassa quota, infatti queste sostanze prodotte dalla chioma si accumulano negli aghi enelle parti legnose limitando il processo che li produce.
Aumento della proporzione di biomassa destinata alla chioma rispetto a quella investita in fusto eradici con la quota. Infatti al limite superiore del bosco la riduzione di metabolismo riguarderebbe prevalentemente le parti più aduggiate e della pianta, come radici e fusto, a differenza della chioma.
 
Aumento del processo fotosintetico una volta rimossa la limitazione del metabolismo basale, adesempio tramite riscaldamento di parte della massa legnosa della pianta.
Il limite superiore del bosco è solo limitatamente influenzato dall’esposizione del versante; ciò chelo determina è la temperatura del suolo sotto la chioma e dell’aria all’ombra e questa non varia più ditanto con l’esposizione.
Presso il limite superiore del bosco la formazione forestale ha una struttura rada, così da contenere lalimitazione di temperatura che si realizza in una formazione chiusa in seguito alla radiazioneassorbita dalle chiome.Questa teoria è proposta su scala globale, in circostanze particolari possono essere altri i fattori in gioco neldeterminare il limite superiore del bosco. Nel caso delle alpi venete si è visto che l’importanza dello stressidrico è limitata. Ciò non toglie che all’interno dell’ecosistema di limite superiore del bosco la distribuzionedelle varie specie ed il rapporti che le legano possano in qualche modo dipendere anche da questo fattore.
Risposta allo stress idrico di piante al limite superiore del bosco
Analizzando dati meteorologici e flussi di linfa raccolti per due stagioni vegetative in due diverse stazioni, inItalia ed in Austria, al limite superiore del bosco si è visto come le stesse specie possano comportarsi in modimolto diversi.I flussi di linfa sono stati misurati tramite delle sonde di Granier poste ad altezza d’uomo nel fusto delle piante. Queste sono composte da due termocoppie inserite nel fusto di cui una è riscaldata tramite unaresistenza; la differenza di temperatura è funzione del calore che viene condotto dallo xilema e questo parametro varia con l’entità del flusso linfatico. Grazie a questo sistema è possibile misurare in continuo per un’intera stagione vegetativa il flusso xilematico di una pianta. I parametri ambientali sono stati rilevatitramite comuni sensori ed i dati sono stati raccolto e mediati da un
datalogger 
; il contenuto idrico del suolo èstato misurato con una sonda che rileva la conducibilità elettrica del mezzo in cui è immersa, questo parametro è correlato al contenuto idrico dello stesso.La diversità tra le due stazioni riguarda non solo parametri climatici e meteorologici, come una maggior continentalità del clima austriaco rispetto a quello italiano, ma anche pedologici e di composizione e strutturadelle due comunità vegetali.La risposta allo stress idrico verificatosi nella parte terminale della stagione vegetativa è determinata prevalentemente dalle caratteristiche ambientali. Per quanto riguarda la variabilità specie specifica si è notatoche quanto più è plastica la risposta della pianta allo stress idrico tanto maggiore è l’estensione del suo arealesulle alpi (ed è il caso dell’abete rosso) e viceversa (come per larice e pino cembro.
Riduzione dei flussi in condizioni di stress
 
0%
 
10%
 
20%
 
30%
 
40%
 
50%
 
60%
 
Italia
 
Austria
 
Larice
 
Pino cembro
 
Abete rosso
 
Aggregazione per alcuni parametri legati allo stress idrico
 
Media pesata per gruppo pesataQuadrato della distanza euclidea
 
   D   i  s   t  a  n  z  a
 
0,00
 
0,05
 
0,10
 
0,15
 
0,20
 
0,25
 
0,30
 
0,35
 
Pino Cembro Austria
 
Abete rosso Austria
 
Larice Austria
 
Abete rosso Italia
 
Pino Cembro Italia
 
Larice Italia
 
Relazioni allometriche nel larice lungo un gradiente altitudinale
Per verificare l’ipotesi che con l’aumentare della quota decresce la proporzione di massa destinata allachioma rispetto a quella destinata a fusto e radici sono stati effettuati dei rilievi allometrici su dei semenzalidi larice. Sono state raccolte delle piante partendo dai 1.300 m. di quota fino ai 2.300 m. sul versante che daCortina d’Ampezzo (BL) sale alla Croda dall’Ago. Sono stati rilevati i principali parametri dei semenzaliraccolti, quali altezza, numero di rami, lunghezza della radice più lunga e così via. Le piante sono stateseparate nelle componenti principali (foglie, rami, fusto e radici) e seccate in stufa fino a peso costante. Si èanche misurata l’età delle piante in base agli anelli di incremento in una rotella alla base del fusto.Come prevedibile all’aumentare della quota piante di una stessa età hanno un diametro inferiore, con unaripresa alle quote più elevate. Vista la buona correlazione tra diametro e varie masse che compongono la

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