Welcome to Scribd, the world's digital library. Read, publish, and share books and documents. See more
Download
Standard view
Full view
of .
Save to My Library
Look up keyword
Like this
5Activity
0 of .
Results for:
No results containing your search query
P. 1
2007-06-09

2007-06-09

Ratings: (0)|Views: 317 |Likes:
Published by franz

More info:

Published by: franz on Sep 26, 2009
Copyright:Attribution Non-commercial

Availability:

Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.
download as PDF, TXT or read online from Scribd
See more
See less

01/11/2013

pdf

text

original

 
ANDREACORTELLESSA
C'è, in giro, una gran
 fame di realtà
. Almeno standoallevendite:chesemprepiùpa-iono premiare, piuttostoche la vecchia
fiction
, quella che conneologismo di dubbio gusto s'èconvenutodefinire
 faction
.Èlarivincitadel vero; o meglio, del«piccolo fatto vero (possibil-mente fresco di giornata)»:che, sulla scorta di Stendhal,dasempreironicamenteracco-manda agli scrittori EdoardoSanguineti.La nuova voga del
docudra-ma
- che alimenta l'immagina-rio con corposi pezzi di realtào, capovolgendo il discorso,drammatizzaleproprieinchie-stecoiritrovatidella narrativadi genere se non del
mélo
- nondeve far dimenticare che cine-ma e letteratura conosconoquestiritrovatidaalmenomez-zo secolo. Come in ogni formadi narrazione, anche qui tuttosta nell'adeguatezza dei mezziche si adottano agli effetti checi si prefiggono. Facciamo unesempio in positivo (nonché«fresco di giornata»): Stile Li- bero pubblica i
Racconti d'Ita-lia
(tre dvdper 505 minuti + 91pagine,28euro)diRiccardoIa-cona: che non solo è il nostromigliore giornalista d'inchie-sta, ma è anche un narratoreautentico. Che in quanto taleimpiega, per raccontare le suestorie,tuttaunaseriediartificidrammaturgici perfettamentecommisurati alla «temperatu-ra» emotiva delle situazioni. Sifaccia caso al modo in cui lamusicadiDanielBacalovsotto-linea,oraironicamenteorapa-teticamente, le svolte del rac-conto. Del resto i giornalistisanno bene come una compo-nente narrativa sia semprepresente nel loro lavoro; e diconverso anche il narratoremeno legato alla quotidianitàcostruisce le sue visioni ancheconunaquantitàdi«attiveri».Ma per un Roberto Savianoche in
Gomorra
utilizza effetti(ed effettacci) del
docudrama
afini di sacrosanta denuncia,quanti sono oggi che - con fininonaltrettantocommendevoli-non si peritano di mestare nell'osceno, nel torbido, nell'
abiet-to
? Il nostro è anche il tempodelleintercettazionitelefonicheche,perl'appuntoconl'alibidel-la denuncia, sono state date inpasto al voyeurismo di massa.Tutti le abbiamo lette, tutti cisiamo indignati, tutti ci siamocosì garantiti, a prezzo assaimodico,la nostrabrava dose disuperiorità.Maèverainchiestaquella che non fa altro che con-fermare,soloaggiungendopar-ticolari pruriginosi,
quello che giàtuttisapevamo
?Èambivalenteilsentimentoconcuiper esempiosilegge
 Lacasta
, il libro, peraltro brillan-te,diSergioRizzoeGianAnto-nio Stella (o con cui si seguonocertepuntatedi
 Report 
diMile-naGabanelli:peraltroforsel'ul-timo, e in tutti i sensi estremo,
servizio pubblico
televisivo). Ilmerito della denuncia, si ripe-te,èsacrosanto.Maainsospet-tire è la ricezione-valanga: laquale non esclude il compiaci-mento, persino, di una certaclasse politica che di buon gra-do accetta di pagare con la go-gna quella che, alla lunga, puòsuonare come massima e defi-nitiva conferma della propriaseparatezza sociale, del pro-prio essere gente speciale (os-sia proprio ciò che giustamen-tes'intendecombattere).Ma cos'è che, proprio oggi,ci spinge a queste indigestionidirealtà(coirigurgitidelcaso)?Sec'eraunpostulatogeneralis-simo nella cultura in cui mi so-no formato - e che, finché nonmi forniranno una definizionealternativa, continuerò a chia-marepostmoderno-èche«
real-
è unaparolachebisognereb- bescriveresempretravirgolet-te» (così Sua Santità VladimirNabokov).Lenostrepercezionidel
reale
nonsonochesueastra-zioni, semplificazionischemati-che. Per Jacques Lacan il
reale
è, addirittura, l'AssolutamenteAltro: il Trauma, ovvero
ciò di cui non si può parlare
. E poi Ro-land Barthes non ci aveva spie-gatochequellodi
realtà
,inarte,non è altro che un effetto? Co-me ci ricorda Federico Bertoninella sua ottima messa a puntodellaquestione(
 Realismoelette-ratura. Una storia possibile
, Ei-naudi, pp. 402,
20), «il reali-smodelcodicesembraunapro-prietà storicamente e cultural-mentecondizionata,legataalsi-stema di verosimiglianza e dirappresentazione che vige inundeterminatocontesto».Ogniepoca, cioè, ne ha conosciutouno diverso. In quanto quellodelrealismo,tecnicamentepar-lando,è un artificiocome gli al-tri:sennonchédeglialtrispessopiù raffinato nonché, diciamo,eticamente più insidioso. Per-ché il più delle volte
non dichia-rato
, non esibito in quanto tale:sino a effetti d'illusionismo, in-ganno prospettico,
trompe-l'oe-il 
. Proprio partendo dallo stu-dio del
trompe-l'oeil 
, del resto,un altro maestro oggi conside-rato «cattivo» (e tanto più im-prescindibile, dunque), JeanBaudrillard,èarrivatoaspiega-re come
l'illusione della realtà
,nell'ultimoNovecento,piùanco-ra che all'arte abbia dato stru-mentiallapolitica.(EnoiinIta-lia, che di
trompe-l'oeil 
abbiamoesempi mirabili, anche di que-stosappiamoqualcosa.)Eppuregià una decinad'an-ni fa il critico d'arte Hal Fosterpoteva ben parlare di ritorno
CARTEGGIO
Baudelaireelamadre
Unrapportoprofondoeconflittuale
DECINALOMBARDIP.III
FAMEDIREALTÀ
(ODIREALITY?)
LESSICO
Itesoridellalingua
ConBeccariatralepieghedelleparole
GAMBAROTTAP.V
DIARIODILETTURA
GliincastridiBartezzaghi
Com’ègiocosalaletteratura
GENTAP.XI
FULMINI
NICOORENGOnico.orengo@lastampa.it
STREGHENASCOSTEAIPICCOLI
TUTTO
libri
LASTAMPA
SABATO 9 GIUGNO 2007PAGINA I
Continuaapag.III 
Inquell’allegro suk cheè il Premio Strega,dove unvoto,o unpacchetto di voti, puòvoler dire unatraduzione, lacuratela di untesto, lapubblicazionediun mannello di indigeste poesie, cisi batte perentrare nella cinquinadei finalisti, lottaanche piùcruenta di quella finale,per lo piùdecisa conunannodianticipo. Eanche qui, segnalano piccoli editori allaprima esperienza, qualcosa non quadra. Unafondamentale: l’invio delle listedeivotanti, ai qualirivolgersi per ottenere la scheda. Vengon dateinritardo,quando il gioco deigrandi editori ègià fatto.
Tendenze
Inchieste,denunce,testimonianze:nelleclassifichela«factiobattelafictionMaifatti(soprattuttoifattacci)produconospessosolounvoyeurismopassivoeimpotente
p
Sembriamoormai«fattidifatti»:unadipendenzadalla«realtà»comedalladroga.Macosasuccedequandolarealtàdiventa«reality»,cioèilcontrariodel«reale»,unospettacolodaconsumare,dovenullapiùtraumatizza?
SETTIMANALE
LEGGEREGUARDAREASCOLTARE
NUMERO 1567ANNO XXXI
tuttolibri@lastampa.it
W
 
PAROLEINCORSO
GIANLUIGIBECCARIA
BIGLIETTODI(DA)VISITA
DIALOGHIINVERSI
MAURIZIOCUCCHI
ASPETTAREL’ALBADIPERLA
L
e parole in corso han-no spesso una loro «il-logicità», tant'è cheogni tanto salta suqualcuno che vorreb-be metterle al bando. Come possiamo accettare cacciavi-te, che cosa «caccia»? Spingela vite, certo, nel legno o nel  ferro, l'avvita, ma anche la ti-ravia,lasvita,quindisarebbebenecambiarelaparola.Chia-mare quell'utensile «svitavi-te» non va, di nuovo ne coglieuna sola funzione, però si po-trebbe proporre per esempio«giravite». Di questo passo occorrerebberiformare mezzo vocabolario. Andrebbe messo al bando, po-niamo, «ascensore», perché non soltanto ascende, ma an-che discende: meglio sarebbe«salescende» allora? No, me- gliolasciarelecosecome stan-no, perché è l'uso che fa legge. Leopardi scriveva «bigliettoda visita», Tommaseo e Car-ducci «di visita». Vanno benetutti e due i modi, anche se sa-rebbe più logico il «di», ma il «da» è prevalso. Si può discute-re all'infinito, l'italiano offrespesso delle doppie possibilità,ma finisce col prevalere la con-suetudine, che si fa rapidamen-te norma. E la norma detta leg- gepiùdellalogica. Sipuòcontinuare,citando«cal-ligrafia», che già vuol dire eti-mologicamente «bella grafia»,di conseguenza non dovremmoaccettare «bella calligrafia»,ma preferirgli «bella scrittu-ra». E posso ricordare un verbosenza logica come suicidarsi,che ripete due volte il riflessivo. Deriva dal francese
se suici-der
 ,edèridondanteperchéilri- flessivo è già compreso nel ver-bo, composto dal latino
sui
(sestesso) e dal tema -
cide
 , «ucci-dere»: dunque quel -si di suici-dar(si) sarebbe superfluo, nonci si può uccidere due volte! Inrealtà bisogna sempre collocar-siall'interno della coscienza del  parlante e non astrattamentenella testa di un grammatico.Chi parla (o chi scrive) non per-cepisce più il valore etimologicodi quel riflessivo incorporatonelverbo,esenteilbisognodiri- petere per analogia quel -si (sestesso), come in uccidersi, am-mazzarsi. Sono contraddizioni del tutto ricorrenti, non distur-bano affatto. Sono state accet-tate dalla collettività e quindi diventate uso, norma. A rigore,non potremmo «mettere la frut-ta in un paniere», ma soltantodel pane, e neppure «distender-ci sul lettino durante la sedutadaunopsicanalista». 
gianluigi.beccaria@unito.it
C
hiara Melloni, di  Reggio E., 25 anni,tendequaelàadap- pesantire: «È il fuo-co che non si può in-segnare/[…]/affrontabileso-loconlagraziadiserbare/di-menticando ogni cosa». Piùefficace quando argomentacon passo piuttosto solenne:«Seandandotene, entro il tuomistero /che nel profondo, co-me accade, ti riposa / potrai riporrelascintillaunita».Geremia Melara, messinese,insiste un po' all'antica sulla forma chiusa, con qualche ef- fetto cantilena: «Quello chead ogni ora di più mi man-ca,/in questo desolante man-camento,/è la tua parola pa-cata e franca,/che possa rac-contarmi in un momento».Va meglio quando si abbassaalla prosa e si libera delloschema: «Ogni tanto vedo /con la coda dell'occhio /pic-cole ombre nere muoversi ve-loci, /oppure sento voci bisbi- gliare /e chiamarmi roche daangoliremoti». Anna Canella presenta versi sgocciolanti,manonprividief- fettisuggestivi:«Comeipallid fiori /stanno ai rami /così il  ghiaccio insidioso /alla monta- gna/avvoltanelvento./[…]/laneve che ha: /un sorriso caldo,sfinito /aggrappato alla basedegli alberi, /l'ultimo baciodell'inverno». Anche il venten-ne Roberto Sassi deve control-lareilverso,ilrapportotrapa-rola e bianco della pagina, chesignifica silenzio. Ha una buo-na vivacità estrosa: «Terrei unagogna/nellamiapiazza/eterrei una forchetta /sulla miatavola. /Terrei le donne /le ro-se/elabarba». La sua coetanea Marina Bozzi non disdegna vaghi sapori re-moti [«Si sveglia l'antica glo-ria /dell'ingenuo ragazzo /per il gentil sistro stimato»]. Si normalizzi, come quando si apre e distende liricamente lavocenell'immagine:«Oragiun- gel'albadiperla...».Chiudo con Stefano Aldeni, da
Etniedomestiche:
 Delmondosiparlainquestobagnodicasatralescucitureeisegreti dituttelestanzeinqueivestitisporchi[…]  Intorno,ilcomodocotone,lescarpelindenelripostiglioall'ingressoedordinatimazzidichiavi sulmobilettoereditato:l'indifferenza,l'indifferenzaallenostreeternecosequasifosserotuttoilresto,tutto,senzapudoreopuzza.
dialoghi@lastampa.it
AGENOVA
Festivaldipoesia
=
L’anteprimanazionaledi«L’energiadeglischiavi»diLeonardCohen,conGiorgioAlbertazzieAmiiStewart,inaugureràlunedìil13˚festivalinternazionaledipoesia,aGenova(finoal23giugno).Il12,aBoccadasse,unomaggioaFernandaPivano.
ARIMINI
AnticoPresente
=
Nonaedizione,aRimini,di«Antico/Presente»,festivaldelmondoantico(14-17giugno).Ilpensieroelavitadeigreciedeiromani,maanchediEgiziedeipopolidelvicinooriente:senediscuteràconCacciari,Galimberti,Sanguineti,Canfora,SilviaRoncheyemoltialtri.Fralemostre,«Leopereeigiornidelledonne.Ilmondoalfemminiledalquotidianoalsacro».Unconvegnosaràdedicatoalla«scritturaprecolombiana».
PREMI
Andersenperiragazzi
=
A«Lariparazionedelnonno»diStefanoBenni(OrecchioAcerbo)èstatoassegnatoilpremiospecialedellagiuria«Andersen2007».Miglioralboillustrato«365pinguini»diJean-LucFromental(IlCastoroBambini).Migliorilibriperlevariefasced’età«Duescimmieincucina»diGiovannaZobolieGuidoScarabattolo(Topipittori),«Ilgattovenerdì»diJuttaRichter(Beisler),«Tobia.Unmillimetroemezzodicoraggio»diTimothéedeFombelle(EdizioniSanPaolo)e«Latigreinvetrina»diAlkiZei(Salani).
GUIDA
GliscrittoridiLanga
=
Nelle«Langhechenonsiperdondipavesianamemoria.Inparticolarenella«Langaalbese»(edizioniImago).Unviaggiostoricoenogastronomicoculturalartistico,comeguideGianlucaeUmbertoSoletti(diElisabettaSolettii«Profilidegli “ScrittoridiLanga”).Illibrosaràpresentatoil15giugno,h.18,nelCastello«GrinzaneCavour».
LAPOSTADICARLOFRUTTERO
L’ADELPHIUN’ALTRARECHERCHE
 Duemila i titoli della casa editrice italiana più esclusiva Roberto Calasso: «L’accusa di irrazionalismo?  In 40 anni c’è stato uno spostamento della cultura: dall’asseGramsci-Lukács a un asse Nietzsche a noi più congeniale»
SCRIVEREA
CarloFruttero,Tuttolibri-LaStampa,viaMarenco32,10126Torinocf@fruttero.net
Ilgameboydellapolitica
GentileCarloFruttero,sonoun’antenata,unanonna,evedospessomionipote giocareinterminabilipartitedicalcioconlasuaPlayStation.Diquestocomedialtridivertimentielettroniciiononcapisconiente,masonoabbastanzasaggiapernonconfrontarliconidivertimentidellamiainfanzia,giudicarlipericolosiperlosviluppomentaledeipiccoli.Mac’èunacosachemiaffascina:vedoquelle22figurinemuoversisuegiùperilcampo,efinquinientedidavveronuovo,èunabellasimulazionerealistica.Mamentreicampionigiocanosisentelavocediuncommentatorechesegnalaglierrori,ipassaggi,icolpiditesta,ifallietc,comesefosselìavederecoisuoiocchi.Com’èpossibile?Losochedev’esseretuttoregistratomalesituazionimutanocontinuamente,ancheperlemosseimprevedibilidimionipote.Eallora?MariangelaTutino,Stresa
Gentileantenata,cisonopassatoan-ch’ioperilsuoturbamento,annifa.Hocercatodifarmispiegareehocapitoal-l’incircaquesto.Lecombinazioniinunapartitadicalciononsonopoiinfinite.Senepossonoimmaginarecentooduecen-toeperciascunasitrovaunafrasefattadelgergosportivo,numerandola.Quan-do la situazione 34 si verifica scatta inunmicrosecondoilcollegamentoconlafrasen˚34delcommento,lavoceprere-gistrataparteelacronacasembrapun-tualissima,reale.E’unpo’comesucce-deinpolitica,dovelesituazionisiripeto-nosemprepiùomenougualiannodopoanno, e vengono commentate semprepiùomenoconlestessefrasi.N˚123,in-tercettazionitelefoniche:«Occorreunaleggetrasparenteevincolante»,ovvero«Sonoindegnediunademocrazia».87,generaledimissionario:«Ipartitide- vono fare un passo indietro», ovvero«Deve intervenire il Quirinale». N˚ 54,autoblu:«L’Italiaèl’unicoPaeseinEu-ropaincui….»,ovvero«L’Italiaèl’unicoPaesealmondoincui….».N˚166,tasse:«Oltre il 7% dei contribuenti», ovvero«Appenail7%deicontribuenti».N˚12,sbarchi clandestini: «La nostra econo-miahabisognodiquellebraccia»,ovve-ro «Tutti rispediti indietro meno quellichehannosenonaltrounRolexfalsoalpolso». Ci sono aggiustamenti, piccole varianti,qualchefaccianuova,entranotemicome«tesoretto»o«spallata»,matuttorestacomunqueprevedibile,regi-strabilecon largo anticipo per la persi-stentegioiadinoibimbi. 
CarloFruttero
RobertoCalasso,patrondell’Adelphi(copyrightGiorgioMagister)
I
l celebre «teorema Calas-so»secondoilqualeunaca-sa editrice è «un
opus
, ununicotesto,qualcosachesipuò considerare un’operaletterariainsé...»,funzionatut-tora nell’Adelphi del 2007?Quella«forma»chelegai1800titoli della sigla più esclusivadell’editoria italiana, può resi-stereinunmondodell’appros-simazione, dell’incertezza, diun’autostima generalmentesemprepiùesile?RobertoCalasso,che cono-sce certo questiproblemi me-glio di noi e la cui autostima,come per tutti i veri leader, èil motore più potente per unlavoroditotaleimpegnocomeil suo, incertezze non ne ha:«Unbuonlettore(enonèveroche in Italia siano così pochi),dotato di un certo occhio, en-trando nel nostro catalogo siaccorge che questa “forma”resta, e continua a sviluppar-si.In questo senso nonè cam- biato niente, anche se moltecose negli assetti dell’editoriasitrasformano».Tempo fa il patron del-l’Adelphi aveva dichiarato in- vece che l’editoria non avevasubitograndimutamentinegliultimi decenni. Molto, al con-trario,èsuccessoconl’invasio-nedelweb.
«Dal punto di vista tecnico,certamente. Anche per chi, co-me noi, continua a pubblicaresu carta. Un tempo, su un nuo- vo libro, si avevano opzioni di2-3 mesi. Oggi si deve decideretalvoltainpocheore,lapressio-nedegliagentièmaggiore.Tut-taviaAdelphisceglieepubblicailibricomehasemprefatto».
Il grande intellettuale, chehaapertopiù di ognialtroagliitaliani l’universo mitteleuro-peo,daJoseph RothaCanettiaKrausa Bernhard(«Roth è sta-toilprimo“caso”,oltreunmilio-nee mezzodi copieintotale»)eche nelle sue collane ha portatoi capolavori del ’900 europeo enonsolo,italianiinprimafila,daSciascia a Landolfi, da FlaianoallaOrtese,aManganelliaCero-netti, in testa Arbasino, non èstato immune da attacchi. An-cheviolenti,benchénonsempredialtolivello.Bersaglisoprattut-to le sue scelte«filosofiche».In-somma: da «grande snob dellacultura»a«grandegnostico».«Le più svariate motivazio-ni», si diverte l’accusato. E aproposito dell’«anatema dell’ir-razionalismo» (che aveva giàcolpito Luciano Foà, il suo indi-menticato amico, fondatore neiprimi60dellaAdelphi),Calassonon fa che riprendere l’annosamotivazione:«In40annic’èsta-to uno spostamento nell’assedella cultura. Da Gramsci-Lukács a Nietzsche a noi piùcongeniale».El’editoriaitalianaingenera-le?Calassola ritienein «discre-tasalute,un’editoriadinotevoleinteresse, una delle più impor-tantinelmondo».
Ma con chi si misura l’Adelphi dioggi?
«“Misurarmi”èunterminechenon mi appartiene, voglio solodichiarare stima per i colleghiitaliani. Con certi editori stra-nieriabbiamoavutostrettirap-porti sin dall’inizio: per esem-pio Gallimard è stato nostropartner per l’edizione Colli-Montinari di Nietzsche. La for-za editoriale degli americaninon sarò io a scoprirla (sonopiuttosto gli americani ad averscoperto lui, parecchi anni fa,ndr), in Europa posso confer-marecheèlaSpagnailPaeseinenorme crescita. E lì molto siseguonolelineeitaliane».
«Paesaggio mentale», è la sintesimigliore che Calasso poteva for-mulare per la sua «cattedrale inprogress». Dove però gli scrittoriitaliani«nuovi»sembranomanca-redellegametipicoadelphiano.
«Non è così. Non ne abbiamoun grande numero, ma sonoscelti con gli stessi criteri deglialtri, dal lontano Maurensig al-la Matteucci (che continuere-mo a pubblicare) a Niffoi cheaprirà il 2008 con il suo nuovoromanzo».
Inquesti giornila Adelphi è stataparticolarmente di scena: il «Dia-riorusso»diAnnaPolitkovskajaeil «Robinson Crusoe» di Pericoli,«Gliemigrati»diSebald.Qualiifu-turititolipiù importanti?
«Ilmigliorgiornalistainvestiga-tivo Usa, William Langewie-sche, già nostro autore, ci daràa luglio
Il bazar atomico
, dram-maticaindaginesulleviesegre-te del contrabbando nucleare.Inautunno,
 All’ombradelle Tor-ri 
, Lawrence Wright, Pulitzer2007,ricostruiràpassoperpas-so la storia di Al Qaeda. A fineanno la prima parte del“romanzo della vita” di Rober-to Bolano,
2666 
e un irresistibi-leAlanBennett:
 Lareginalettri-ce
, ovvero Elisabetta II che, dasempre dedita ai cavalli, all’im-provvisoscopreilibri...».
Roberto Calasso invece che cosastascrivendo?
«Scrivoda25anni,un’operainpiù parti. Sono apparsi sinora5 volumi, l’ultimo è
Il rosa Tie- polo
.Mastocontinuando».Una «nuova»
Recherche
? Ridee, naturalmente, nega. Maquanto?
MIRELLAAPPIOTTI
Rubriche 
Tuttolibri
SABATO9GIUGNO2007LASTAMPA
II
PROSSIMAMENTEBLOCNOTES
W
 
PAOLADÈCINALOMBARDI
Se l'amore materno è un fe-nomeno così evidente, e così eterna-menteugualeasestessochenoncisipuòingannaresullasuanatura,eseètanto difficile supporre una madresenzaamorematernoquantounalu-cesenzacalore,allora-sichiedeBau-delaire in La corda, uno dei testi piùamari di
Spleen et Idéal 
- non è forselegittimoattribuireall'amore mater-no tutte le azioni e le parole di unamadrerelativealfiglio?Ilmiserabiledisegnoprestatoallamadredell'irre-quieto «monello» suicida, dimostrache è un'illusione. Lo confermano i versi di
Benedizione
in cui una donnamaledice la notte del concepimentodiquel«mostrorattrappito...»disuofiglio,«unalberogramo»sucuiriver-serà tutto il proprio odio perché non«sboccino le sue gemme infette» dipoeta. Per quanto la critica abbia di-mostratocheiriferimentialmartiriodell'infanzia,allamaledizionedelpoe-taeallasuavocazionedivinasianoto-poiletteraritipicamenteromantici,eaddiritturac'è chi ha ritenuto «inde-cente»accostarli alla esperienzavis-suta, forte è la tentazione di alluder- vi,comehafattoGiovanniRaboninelpresentarepiùdidieciannifale
 Lette-reallamadre
diCharlesBaudelaire.Dalla corrispondenza emerge in-fattiilrapportodrammatico,profon-doeconflittuale,appassionatoestra-ziante,tral'autorede
 Ifioridelmale
esua madre,ed è inevitabilesupporreche quella domanda Baudelaire l'ab- biarivoltaasestessoalmenoneimo-menti di maggiore desolazione e neifrangenti di più acuta rottura. Lostessointerrogativoseloponeconti-nuamente il lettore dell'epistolario baudelairianotantoèdecisivoilcirco-lo vizioso vittima-carnefice derivatodal rapporto fusionale, di reciprocadipendenza.AnchenellasceltaodiernaacuradiCinziaBigliosiFranck-quasi300lette-reeditecoltitolo
 Il vulcanomalato
-sulritrattochesidelineaattraversoilven-tagliodellerareamicizie,dellerelazio-ni letterarie spesso di convenienza, agiudicare dalle formule ipocritamenteelogiativeodallelusingheaVictorHu-gocomeaSainte-Beuve,edelfittorap-porto col notaio Ancelle che per vent'anni amministrò con affettuosa parsi-monia i suoi sempre più scarsi averi,prevale il diario intimo costituito dalcorpusdellelettereaquel«perpetuoli- bro»cheèMmeAupick,lasua«mam-ma... sempre la migliore delle donne...cara, buona madre... povera, caramammina...»attraversoil qualeèpos-sibile ricostruire anche la lunga tor-mentatarelazioneconJeanneDuval.Nonmancanocertamentealtrimo-tivi d'interesse - dal tema dell'esilio edellosradicamentoaquellodeldoppio,traglialtri-chelaBigliosiFranckevi-denzia accuratamente con intuizionioriginaliinprefazione.Ma ad avvince-reèillegamesegnatoirrimediabilmen-te da una ferita d'abbandono che tra-sformaunragazzinoaffettuoso,«sem-pre in movimento, sempre irrequieto,sempreallegro»econunospiritodios-servazione non comune, in un adole-scente senza vocazione, che mal sop-portandola vitadi collegiosi immalin-conisce e s'impigrisce covando un se-gretosensodirivoltacheadiciott'annigli vale l'espulsione. Pressato dal do- ver raggiungere traguardi eccelsi per«soddisfare l'ambizione» materna, esentendoseneincapace,siestranea,di- visotrasensidicolpaepropositidiria- bilitazione, sempre più spaventato nelsentire«arrivarelavita».La vetta la raggiungerà per altre vie, a prezzo di un calvario riversatoimpietosamentenelcuoredellamadrecuinonperdonadiaverinterrottobru-scamente l'epoca felice di «amore ap-passionatoetenerezzeinfinite»dell'in-fanzia. «Quando si ha un figlio comeme,noncisirisposa»-accuseràl'adul-tocheinunodeiframmentidi
 Moncoe-ur mis à nu
, confessa: «Sentimento disolitudinefindall'infanzia.Nonostantelafamiglia,-efraicompagnidiscuola,soprattutto,- sentimento di destinoeternamente solitario. Eppure, gustomoltovivodellavitaedelpiacere».Finalmentelibero,vi si abbandona,ma per evitargli le cattive compagnieparigine, ovvero tipi come Balzac eNerval,giovanipoeti
bohémiens
equal-che prostituta, il generale Aupick,l'usurpatore verso il quale ha tuttavianutritoun affettuosorispetto filiale, locostringe a imbarcarsi per le Indie,conl'obiettivodiun'improbabilequan-to controproducente rieducazione.Cresce il disagio di vivere che con lamaggioreetàeladisponibilitàdell'ere-dità paterna esplode in trasgressionied eccessi,unvertiginosodispendiodisé e della metà del suo patrimonio insoli tre anni. Nonostante le suppliche,la madre non impedisce l'interdizioneelatutelagiudiziaria.Leletteresidira-dano, al tu subentra il voi, all'affetto ealle richiested'aiutosi mescolala rab- bia,ilrancore,laminacciadiscompari-rementreinun«ripugnantecontrastotra onorabilità spirituale e vita preca-ria» comincia «l'orrore del domicilio»sballottato tra pensioni familiari e al- berghetti,inseguitodaicreditori,tortu-rato dall'ansia di realizzazione di pro-gettidicuièprodigalasua immagina-zione.Intanto,conl'operachehapresocorpo,eccolaredenzioneelaconsape- volezzadellagloriafutura.Piùdidieciannidopo,nel1857,mor-toilgeneraleepubblicati
 Ifioridelmale
tra«odieunbizzarrosuccesso»,alleri-mostranze di lei che rifiuta di vederloperché si sente disonorata dallo scan-dalo e dal processo provocato da quei versi, risponde: «Credo, veramente,mia cara madre, che voi non abbiatemai conosciuto la mia insopportabilesensibilità. Attualmente siamo debolientrambi... Se cercassimo una buona voltadiesserefelicil'unoperl'altra?».Ilsognodiritrovarel'anticafelicitàaccanto alla madre, non si realizza.Procrastinal'arrivoaHonfleur,subor-dinandoloarealizzazionichefinalmen-te risarciscano il suo idolo. Progettaopereincui riversare«un odioselvag-gioversotuttigliuomini...Nonmistan-cherò mai di insultare la Francia», 11ott.1860;vuole vendicarsiallagrande,«comeunuomochenonamapiùnien-te, ma che odia il suo paese», 6 giugno1862; e poiché la morale borghese gli«fa orrore», vuole esprimere tutte leragionidel(suo)disgustoperilgenereumano,13nov1864.DaBruxellesdovehacercatoperl'ennesimavoltadirisol-levarsileconfessa:«Posseggolascien-zadellavita,manonholaforzadimet-terlainpratica»elasupplicadidistrar-si nonostante «il cuore gonfio di dolo-re».Potevaesserealtrimenti?E'ilfeb- braio1865.Avvilimento,debolezza,pal-pitazioni, coliche, idea fissa della mor-te:ilfigliocheseguitaainvocarelasua benevolenza,come«il bambinovergo-gnosodisempre»,nonlerisparmianul-la del progressivodisfacimentoculmi-natol'annodoponell'ictus,laparalisiel'afasia. Madame Aupick, più vittimadella morale borghese che di un senoavaro, andò a riprenderlo, non ci funessun'altra epoca felice e Baudelairemorìil31agosto1867,a46anni.Illibroterribilecontroilmondore-stò allo stadio deiframmentima il suo vero
 Moncoeurmisànu
loavevagiàaf-fidatoall'epistolario.
del reale (finalmente tradottol'anno scorso da PostmediaBooks:
Il ritorno del reale. L'avanguardiaalla fine del No-vecento
, pp. 247,
21), soste-nendocomecaratteristicadelnostro tempo sia «un'insoddi-sfazione legata al modello te-stualedellaculturaeallavisio-neconvenzionaledellarealtà»(fenomeni questi, appunto,squisitamente postmoderni):solo che il
reale
, prima «re-presso», è tornato «in chiavetraumatica». In altri termini:
 proprioperché 
semprepiùcon-sapevoli della costitutiva ir-raggiungibilitàdelreale,epro-prio perché del reale, social-mente, siamo stati resi vedo- vi,
tanto più
quel reale deside-riamo avvicinare, toccare,consumare. E lo facciamo inmanierasemprepiùviolenta:si-no,appunto,aingurgitarlospa-smodicamente.Per la verità, secondo AlainBadioututtoil Modernoè statodominatodalla«passionedelre-ale».MaseilRealeèilTrauma,il tempo dominato dalla sua«passione» non può che essereil «secolo della guerra» (
 Il seco-lo
, Feltrinelli 2006, pp. 201,
18).Nonèuncasochesiapro-prio da un quindicennio a que-sta parte, da quando appuntol'emozioneculturaledellaguer-ra è stata fruita da un pubblicodi massa sugli schermi televisi- vi-eanziessanelpalinsestos'èintrodottacome
spettacolo
atut-ti glieffetti-, che la nostra
 famedi realtà
ha raggiunto livelli diguardia. Ed è stato sui fatti dicronaca più sanguinosamenteefferaticheilvoyeurismotelevi-sivo s'è incrudelito, sino a for-me di vero e proprio vampiri-smo.Tutti,volentionolenti,sia-mocostrettiasaperechisiaAn-namaria Franzoni (anche senon è dato sapere
chi davverosia
; proprio da questo, anzi, c'èda supporre dipenda il suo di-scutibile fascino), dunque nonpuò stupire che decida di pub- blicareunlibro.Che sempre più si dipendadai fatti, e anzi dai
fattacci 
, nonèaffattounbuonsegno.Supera-to un certo livello di saturazio-ne,l'indignazionelasciailpassoalla fruizione spettacolare, cioèpassiva. Quella della realtà di- venta
addiction
, una dipenden-za come dalla droga: ormai sia-motutti
 fattidifatt
.Cosìlareal-tà diventa
reality
: che è poi la versione odierna, tecnologica-mente ed eticamenteaggiorna-ta, del
trompe-l'oeil 
. Giusto ilcontrario del reale, cioè: dovepiù nulla traumatizza - e tutto,mapropriotutto,siconsuma.
LAMADRECOMEUNFIOREDELMALE
Baudelaire
Unrapportodrammatico,profondoeconflittuale,appassionatoestraziantedocumentatodallelettere
Famedirealodireality?
 Seguedapag.I 
CHARLESBAUDELAIRE
IlvulcanomalatoLettere1832-1866
acuradiCinziaBigliosiFrankFAZI,pp.560,
24,50
Dall’adolescenzaapocheoredall’ictuschenesegnòlamorte:unasceltadella«Correspondance»editanellaPléiadediGallimard,induetomi,acuradiClaudePichois
ILLIBRO
«Baudelairechelegge»,particolaredell’«Atelierdupeintre»diCourbet,1855
 Nel«Vulcanomalato»ilcircoloviziosovittima-carneficederivatodalrapportodireciprocadipendenza Ildoverraggiungereeccelsi traguardiper«soddisfarel'ambizionematernlodividetrasensidicolpaepropositidiriabilitazione
p
Ipersonaggi 
Tuttolibri
SABATO9GIUGNO2007LASTAMPA
III
Per duecento anni nel Nilo si ècelato un segreto sconvolgente.Elio Sparziano è pronto a rischiarela vita per farlo riemergere.
Nella Roma imperiale nasceun nuovo investigatore
B
EN
PASTOR 
ROMANZO
IL ladro d’acqua 
IL ladro d’acqua 
B
EN
PASTOR 
W

Activity (5)

You've already reviewed this. Edit your review.
1 hundred reads
1 thousand reads
antricca liked this
bentospinoza liked this
efer18 liked this

You're Reading a Free Preview

Download
/*********** DO NOT ALTER ANYTHING BELOW THIS LINE ! ************/ var s_code=s.t();if(s_code)document.write(s_code)//-->