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2007-04-14

2007-04-14

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TOMMcCARTHY
Le origini politiche diTintinsicollocanoadestra,perusareuneufemismo.Il
 PetitVin- gtième
eraungiornaledistrettaosservanzacattolicae,comedi-ceHergéstessoaNumaSadoul(cfr.
Entretiens avec Hergé 
, Ca-sterman1983,
n.d.r.
)aqueltem-po«cattolico»significava«anti- bolscevico». Significava ancheantisemita.Il direttoredel gior-nale,l’abateNorbertWallez,te-nevasullascrivaniaunafotogra-fia autografata di Mussolini.Molti dei giornalisti che scrive- vanoperluiavevanolegamiconil partito belga Rex, più o menofascista.Questo orientamento politi-co non solo trovò espressionenei fumetti, ma fu la loro
raisond’être
. La prima avventura diTintinèprimadituttounpezzodipropaganda,che«svela»ima-li del comunismo. La seconda,in Congo (che fu pubblicata informa di libro in francese nel1931 e, con grande scorno dei li- berali europei, conservaun’enorme popolarità in Afri-ca),ritraegliafricanicomegen-tedi buon cuorema arretrataepigra, bisognosa della domina-zione europea. In
I sigari del fa-raone
e
Il drago blu
, entrambipubblicati a metà degli anniTrenta,icattivisonotipicinemi-cidelladestra,figurechiavenelgrande complotto mondiale delsuo immaginario: massoni, fi-nanzieri e, dietro a tutto, appe-na velato da un nome greco, unRastapopoulos sfacciatamentesemita.
CARTEGGIO
CaroFranzCaroMax
KafkaeBrod:cibo,libri,sogniefidanzate
VENTAVOLI-FORTEP.III
Anteprima
100annifanascevaHergé:unritrattopoliticodelsuoavventurosopersonaggioafumetti
ANNIVERSARIO
Da100anni gliscout
GliesploratoritraChiesaepolitica
BOATTIP.IX
CESAREMARTINETTI
C’è chi giura di averlo visto,erail1˚aprile,alloZenithdi Parigi, tra i settemila fans diNicolas Hulot. Hanno ricono-sciutoMiloueluidovevaesserelì vicino. Con un cappello e una barbafinta,comequandoscap-pavadaicattivissimidella«ghe-péu»nelpaesedeisoviet.Chepeccato!SeHulotsifos-se candidato presidente dellaFrancia, non ci sarebbero dub- bi: il Tintin della televisionefrancese avrebbe preso il votodelveroTintin,stessafacciada«BD»,stessavogliadisalvareilmondo.QuelgiornoalloZenith,Hulot, gliele ha cantate chiareai veri candidati, per primo aquell’altroNicolasSarkozydet-to «Sarkò», ma anche a lei, Sé-golèneRoyal,detta«Ségò».Hulot, il grande avventurie-rodellatv,l’
écolò
nédidestranédi sinistra – dunque sostanzial-mente di destra -, ha chiesto atutti,ecologicamente,disalvareilpianeta.MaperchivoterebbeTintinallepresidenzialisefossefrancese?Sarkò?Calma.Il vec-chioLePen?Buonicolonizzato-riconibravinegrettidelCongosì, ma non esageriamo. Ségolè-ne? Le donne sono delle rompi- balle,tantopiùquellechecredo-no nel «paradiso ross.Bayrou, il centrista? Che noia!Sarkò,dunque?Forse,alsecon-do turno, la Francia nelle manidel piccolo Nicolas sarà un’av- ventura. Ma al primo turno?Ouf,cuic,wouah.Chissà.
DIARIODILETTURA
LaRamondinoversolaCina
DaYiyunLimilleannidibuoniauspici
ZUCCONIP.XI
FULMINI
NICOORENGOnico.orengo@lastampa.it
DELEDDA,FIGHTERSALVENTO
TUTTO
libri
LASTAMPA
SABATO 14 APRILE 2007PAGINA I
Continuaapag.II 
Dilei, GraziaDeledda,si fidanodaventiseianni. Ecosìanche quest’annosul lungomare DeleddaaCervia,dal 21aprile, ci saràil Festivalinternazionaledegliaquiloni.Sono invitati«maestri» americani,neozelandesi,australiani, dalla Tasmania edall’Europa.Ahimè, nonsiscappa: purtroppoancheinquestamanifestazione dileggerezza edeleganza,diurnaenotturna,ci saranno esibizionidiaquiloni dacombattimento, i«rokkaku» giapponesi ei«fighters»indiani.Perl’occasione in nomedell’autricedi«Cannealvento»si sperain pocovento.
EscedaPiemme
Tintineilsegretodellaletteratura
diTomMcCarthy(pp.240,
14,90),unritrattocriticodelpersonaggiocreatodaHergé,dicuiricorreràamaggioilcentenariodellanascita. Anticipiamobranidalcapitolochenedelinealeideepolitiche.
TINTINDICORSAFRADESTRAESINISTRA
p
CHISSÀCHIVOTA
SETTIMANALE
LEGGEREGUARDAREASCOLTARE
NUMERO 1559ANNO XXXI
tuttolibri@lastampa.it
R WTS
 
N
onostante i buoni sentimenti mo-derniabbianotol-to di mezzo i gla-diatori e le bighee ridotto la boxe a una fic-tion a pagamento, LucioCalpurnio non si scomponesulla passionesecolare per il  football. Tranne quando neva di mezzo l'ordine pubbli-co, o s'incastra nelle lotte di  potere regolate con nuovi enonmenomicidialiaspidi.Casualmente egli possiede
Pazza Inter
(Mondadori, pp. 229,
 17,50), titolo pocoepico per una storia appena più epica, quella dell'Inter-nazionale, squadra che ap- partiene a petrolieri ed è so-stenuta dalla seconda gene-razionedelradicalchic. IllibroèdiLeoTurrini,gior-nalistadel 
Carlino
diottimecompetenzemusicaliemoto-ristiche che l'estro e la fama hanno condotto su terrennon suoi. Ma questo è il giu-diziodeldilettante.Ilprofes-sionista è invece andato aspulciare l'indice dei nomi (in ragione degli aspidi di cui sopra) approfittando dei  giornicaldidiTelecom.Ci sarà Guido Rossi? C'è. L'uomo deputato a riporta-re la moralità nel calcio, co-me lo si deputò a riportarlanell'impresa (mah...), com- pare. E precisamente nelle pagine del risarcimento,cioè laddove la centenariastoria dell'Internazionaletrova riscatto a tre lustri di umiliazioni in frettolose au-ledi tribunale.Comese Car-tagine fosse stata attribuitaad Annibale da un giudicedi pace. Turrini fa ricordarea Moratti (Massimo) che Rossi era stato dirigente del club. «Legittimamente»,spiega. E legittimo fu, in se- guito, che dirimesse le que-stionimoggiane.Manontut-to ciò cheè legittimoè mora-le, e non tutto ciò che è ille- gittimo e immorale è danno-so. Ce lo spiegava proprioGuido Rossi in un suo
Rattodelle sabine
scritto per  Adelphi. Ma tutto questo il nerazzurrononlosa.
LARUPETARPEA
LUCIOCALPURNIOBESTIA
ILRATTOCHEL’INTERNONSA
LAPOSTADICARLOFRUTTERO
CAIRO,TRASTELLEESTORIENERE
Con l’ingaggio di Benedetta Centovalli il patron del Torodà una svolta alla sezione libri del suo arcipelago editoriale:in arrivo la martinicana Maillet, bestseller in Francia,e la «verità» Mambro-Fioravanti sulla strage di Bologna
SCRIVEREA
CarloFruttero,Tuttolibri-LaStampa,viaMarenco32,10126Torinocf@fruttero.net
La vena destrorsa nell’opera diHergé raggiunge l’apice quan-do, nella versione originale di
 Lastellamisteriosa
,scrittaperilgiornale al culmine dell’era na-zista, inventa un cattivo ebreo(il banchiere newyorkese Blu-menstein) e mostra un nego-ziante di nome Isaac che si fre-ga le mani soddisfatto quandosembracheilmondostiaperfi-nire. Perché? Perché, comespiega al suo amico Solomon:«Devo 50.000 franchi ai mieifornitori, e così non sarò co-strettoapagarli».Maquasi nelmomentostes-so in cui prende piede, questatendenzadidestravieneaffian-cata da una controtendenza disinistra. In
Tintin in America
,pubblicato in forma di libro nel1932, Hergé fa una satira pun-gentedellaproduzionecapitali-stica di massa e del razzismoamericano (alla polizia accorsadopo una rapina, l’impiegato di banca della cittadina dice: «So-nostatiimpiccatisetteneri,mailcolpevoleèfuggito»).In
 Ildra- go blu
Tintin spezza la cannacon cui un petroliere america-no percuote un conducente dirisciòcinese,esclamando:«Bru-to! La vostra condotta è inde-gna di un uomo!».
L’orecchiospezzato
, anch’esso della metàdegli Anni Trenta, contiene se-quenze che, stigmatizzandol’aviditàdellemultinazionalieilcinismo dei trafficanti d’armi,sonopresedipesodalperiodicodi sinistra
Le Crapouillot 
, chenelnumerodelmarzo1932trac-cia il profilo del mercante d’ar-mi sir Basil Zaharroff (o, comeloribattezzaHergé,Bazaroff)ein quellodel febbraio1934 sma-schera il ruolo delle grandi im-presenelconflittoBolivia-Para-guay per lo sfruttamento deicampipetroliferidiGranChaco(o, come li ribattezza Hergé,«GranChapo»).Sedestraesini-straconvivonoperunpo’,coniltempolasecondasembraaverela meglio sulla prima, al puntocheametàdegliAnniSettanta,in
Tintin e i Picaros
, l’eroe esibi-sce sul casco da motociclista ilsimbolo della campagna per ildisarmonucleare.Come vieneottenuto questospostamento? Attraverso uncomplesso insieme di cancella-tureerifacimentichehannosal- vatoHergéelasuaoperadalSi-mùn personale e mondiale chesegnò la sua epoca: la secondaguerramondiale.[...]Negli Anni Settanta Hergési era ormai reinventato comeliberale di sinistra. Dice a Sa-doul: «L’economia governa ilmondo; i poteri industriali e fi-nanziari condizionano il nostromodo di vivere. Naturalmentequeste persone non portano ilcappuccio nelle loro riunioni al vertice,ma il risultatoè lo stes-so! Produrre è il loro primoobiettivo. Produrre sempre dipiù.Produrre,ancheseperfar-lo devono inquinare i fiumi, ilmare, il cielo; anche se devonodistruggerelepiante,leforeste,glianimali.Produrreecondizio-narci per farci “consumare”sempredipiù,semprepiùauto,deodoranti,spettacoli,sesso,tu-rismo...».«AncheTintinècontrarioal-lasocietàdeiconsumi?»glichie-deSadoul.«Assolutamentecon-trario, naturalmente!» rispon-de Hergé. «Tintin ha semprepreso le parti degli oppressi.»Non c’è motivo di dubitare chequesta nuova presa di posizio-nesiasincera,anchesebisognaammettere che nell’ambientedei media e delle arti degli anniSettanta questa era la colloca-zione più conveniente, così co-me la collaborazione era la viapiù conveniente da seguire du-rantelaguerra.Siacomesia,re-sta l’interessante paradossoche, malgrado il suo riallinea-mentopolitico,Hergénoncam- bia i suoi cattivi: uomini incap-pucciati,icongiuratisegretidi
 I sigari del faraone
, sono perfettiuominidipagliaperlasuavisio-nedisinistradelmondocosìco-m’erano stati per quella di de-stra.Fracancellazionie riscrit-ture, si ripetono gli stessi sche-mi. Hergé non ha mai negato ilsuospostamentodadestraasi-nistra, ma quando ne parlavatendeva a «correggerlo », pre-sentandolo piuttosto come unafugadallapoliticaversoun’ideo-logiadell’amicizia.[...]Hergé si «corresse» da de-stra a sinistra, e «corresse» ilcontrastostessofradestrae si-nistrainuncontrastofrapoliti-ca e amicizia. Ma se allarghia-mo un po’ il quadro, vedremoche queste sono solo correzioniparziali nell’ambito della strut-tura generale di un contrastopiù ampio: quello fra sacro eprofano.[...] Il sacro e il politicosono legati insieme fin dall’ini-zio.Intuttal’operadiHergéife-nomenipoliticisonointrisidiat-tributisacri.[...]Lo scetticismo che dilaga in
Tintin nel paese dei Soviet 
ne èunbuonesempio.[...]«Isovieti-ci prendono in giro quei pove-retti che credono ancora nel“Paradiso Rosso”» dice Tintin,usando concetti sacri come lafede e il paradiso, «svuotando-li» al tempo stesso di significa-to: il «paradiso» è falso, la fedemalriposta. Anche in
Tintin in America
[...]ilsacroè presenta-to come una truffa: «Mi lasciconvertirla alla religione neo-ebreo-buddoislamo-americana,i cui dividendi sono i più alti
inthe world 
» dice un attivista aTintin,agitandounvolantinodipropaganda. [...] Dal fascismosacro all’amicizia sacra, fino aunaversionevuotaeprofanadientrambi: questa è la via trac-ciatadaHergéattraversoilven-tesimo secolo che si rispecchianelleavventurediTintin.
Gay,ancoraaquelpunto?
CarosignorFruttero,ilsuicidiodiquelragazzodell'istitutoSommeillermihanonsoloaddolorato,mamihaanchesconvoltanellemieidee.Iocredevocheladifficoltàdiesseregayfosseormaipraticamentesuperata.Invecec'èstatoquelsuicidioepoiilvostrogiornalehapubblicatoquellequattrotestimonianzedivittimedelpregiudizioantigay.Possibilechedopotantoparlaresiamoancoraaquelpuntolì?IreneMartinengo,Ovada
Gentilesignora,condividoilsuoorro-reperquelsuicidioetuttaviasullemoti- vazionihoqualchedubbio.E'moltopro- babilecheicompagni-efferatecarogne-loabbianotormentatoconsibilantiac-cuse di omosessualità. Ma un ricordopersonale, molto lontano e ahimè sem-premoltovivido,micostringeaconfes-sare che anch'io sono stato un'efferatacarogna.Avevododicianni,abitavosul-larivadestradelPo,ognimattinascen-devoversoilponte,attraversavopiazza Vittorio, e entravo senza entusiasmonelginnasio-liceoVincenzoGioberti.Al-tri due ragazziniabitavano nello stessoquartiereecapitavaspessochefacessi-molastradainsieme,anchealritorno.Uno di loro, che chiameremo Guido,camminava un giorno molto davanti ame. Il terzo mi raggiunse a metà dellapiazza. Cosa successe? Cosa ci prese?Nonloso,nonricordo,fuforselasugge-stionedeiromanzipolizieschichelegge- vamo,forseilcapricciodiunmomento,forse una sorta di gioco sperimentale.Guido andava tranquillo davanti a noi,avremmo potuto raggiungerlo, dargliunavoce.Invece,ioel'altracarognaral-lentammo.Avevamodecisodi«pedinar-lo».Eraunbambinocometanti,uncom-pagnodiscuola,nonavevamonullacon-tro di lui, non era il primo della classe,noneradipellenera,laparolagaynem-menoesisteva.Eppuredaquelgiornololasciammo andar solo, con noi due die-tro i pilastri dei portici a tenerlo d'oc-chio.Perfinoquandopassavaperla ra-pidavisitainchiesa,l'Annunziata,lose-guivamonascondendocidietroiconfes-sionali.Ilgiocoduròunmese,forsedue,poismettemmopernoia.Guidosiaccor-secertamentedeinostristupidimaneg-gi, certamente ne soffrì, dovette chie-dersi perché lo trattavamo in quel mo-do. Non ne parlammo mai tra di noi equesta è anzi la prima volta in assolutocheraccontolastoria.Sembrapocaco-sa,comebullismo.Maioneprovoanco-ra una bruciante, irrimediabile vergo-gna. Se dopo settant'anni mi fa ancoraquest'effettovorràpurdirequalcosa.
L’editoreUrbanoCairo
 Seguedapag.I 
F
orse Urbano Caironon la finiprestoconisuoiproblemical-cistici, potrà inveceraccogliere frutti dal-la svolta data alla sezione libridel suo arcipelago editoriale.Alla Cairo editore, nata un an-no fa, è arrivata la nuova «di-rettora» Benedetta Centovalli,giovane con curriculum di tut-torispetto:daresponsabileedi-toriale prima degli economiciBompianieSonzognopoidellanarrativa italiana Rizzoli sinoalla direzione della piccola esquisita Alet. Su di lei puntamolto naturalmente GiuseppeFerrauto, direttore generaledella «Cairo libri e periodici»che conta di sfornare una cin-quantinadititolil’annotranar-rativa, saggistica, varia e ma-nuali.Fortedeisuccessiinizialiidentificabilineiromanzistori-ci di Christian Jacq e di TimWillocks; nei memoir di Fran-cescoOngaroe,soprattutto,diDelfina Ratazzi con
Say Good-bay
; nella narrativa dell’israe-lianaRinaFrank(eorasiatten-donoigiudizisuMarcoCassar-do, torinese appena sbarcatoinlibreriacon
Vaafinirechene-vica
);nelviaggio
 Nellamentede- gli animali 
di Danilo Mainardipiùvolteristampato,nelmonu-mentale
Libro nero della donna
a cura della giornalistafrance-seChristineOckrent.
CENTOVALLI,CHEFARÀ?
Subito la cura delle prossimeuscitegiàprogrammate.Ovve-ro: il secondo romanzo dellaFrank; il giallo dell’ingleseMattBeynonRees
 Ilmaestrodi  Betlemme
, «caso» in Israele;
 Sottounastellanera
dellamarti-nicanaMichelleMailletchevie-ne dai bestsellers francesi. At-tenzione particolare alla «veri-tà»diFrancescaMambroeVale-rioFioravantisullastragediBo-lognacheidueexterroristihan-no raccontato in
Storia nera
algiornalista di
Liberazione
An-dreaColombo.Ma già primadel2008Centovallicidaràlesueve-re «prove», legate soprattutto,per un’italianistaquale lei è, allaricerca e scoperta di talenti no-strani. Dovendo vincere nellanon facile impresa di trovareun’identità precisa, per ora nonperfettamente a fuoco, alla«sua»nuovaeditrice.
LEGGERELIBRI...OHNO
Ma parlarne, sì. Il «paradosso»diPierreBayardchestafacendola fortuna di Gallimard,è di cer-to il più gettonato di questa pri-mavera.Quanto meno lo è il suotitolo, per evidente coerenza: in
Commes parler des livres que l’onn’a pas lus? 
Bayard ce ne spiegala tecnica, anzi le svariate tecni-che utilissimeanche se non faci-li,corredandolesue160ultracol-tepaginedituttiirisvoltidellasi-tuazione. Pagine che hanno su-scitato un ameno e altrettantodottoarticolo«allarovescia»sul-l’ultimo supplemento letterariodel
Monde
, ovvero «Commentparle des livres que l’on a lus?»doveoltre a ipotizzareunfuturonon solo «bayardiano» anche«borgesiano»,comeprevedibile,sipresumecheoltreanonlegge-re più «completamente»,nessu-noleggeràpiù«direttamente».
AGLIITALIANIPIACERÀ...
Tutto questo sembra, forse piùche altrove, calzare a pennellodentro la «filosofia» italica, gra-zieallaqualee nondaieri,appli-cando una sottospecie dell’arted’arrangiarsi,talvolta anche let-tori cosiddetti «forti» dicono di«leggere in modo personale especiale» («una pagina ogni cin-que» confessò a suo tempo unraffinatouomopolitico).Confer-ma che potremo avere tra poco,quando
Come parlare di un librosenza averlo mai letto
arriverànella nostra lingua, 5˚ titolo del-l’Excelsior1881,l’editricemilane-secheappenanatahafattoilbot-to, partendo con due inediti, diMarinetti e di Flaubert, prose-guendo con i taccuini di Bul-gakov,sempreoggettodivistoseanteprimegiornalistiche,adessocon il pamphlet di AlainFinkielkraut
L’ingratitudine.
Eche,dopoil«cult»diBayard,pro-porrà narrativa contemporaneacon i racconti di Giorgio Conte(«il fratello» forse non meno fa-moso); storie di artisti: Kiki deMontparnasse, Van Gogh, RenéClair,Zubin Metha;sino a un al-tro«ritrovato»:
 IlCriticone
,volu-me II, di Baltasar Gracian. Gui-datadaFedericoGaravagliaconBignottieNegri,leduefedelissi-me di Vanni Scheiwiller, consu-lente un Piero Gelli in gran for-ma, la Excelsior dimostra comesipossadisegnare,inpochitrat-ti, un percorso editoriale esem-plare.Cheduri...
RIZZOLI-PARRELLA
Scrive Stefano Magagnoli, re-sponsabile narrativa di viaMecenate:«SuTtldel24marzoleggo che Rizzoli avrebbe offer-to 300.000 euro a Valeria Par-rella per il suo prossimo libro.Io ammiro la Parrella ma300.000 euro è una cifra chenonhanullaachefareconlare-altà». Legittimo chiarimentoche d’altronde questa rubricaavevagiàipotizzato.
Tintindicorsafradestraesinistra
p
MIRELLAAPPIOTTI
Agenda 
Tuttolibri
SABATO14APRILE2007LASTAMPA
II
PROSSIMAMENTE
WTS R
 
“FRANZ,SMETTILADIESSEREFELICENELL’INFELICITÀ”
BRUNOVENTAVOLI
Perché siano rimasti così legatiper ventidue anni resta un mistero. Madaquandosiconobberonel1902,parlan-do di Schopenhauer, Franz Kafka e MaxBrod non si abbandonarono più. Si so-stennero vicendevolmente, si aprirono ilcuore,esoprattuttosiscrisseroforsenna-ti. Quella mole immensa di lettere esceora raccolta in volume, traduzione diMarcoRispolie LucaZenobi,perl'edito-re Neri Pozza. Oltre 400 pagine di mes-saggi vergati ovunque, cartoline illustra-te,pezzidicarta,fogliintestatidelleAssi-curazioniGenerali(doveKafkalavorava)o delle Poste (dove invece lavoravaBrod).Iconoscitoridelgrandescrittorepra-ghese ritroveranno testi e atmosfere giànoti,ma perla primavoltapotrannoleg-gere insieme le lettere di Brod (a partiredal '17) così come sono uscite nell'edizio-necriticatedescadel1989.Kafka, figlio di due agiati commer-cianti, aveva le orecchie a sventola, losguardo profondo, i polmoni pronti adcorrompersi, il mondo lo spaventava edell'ebraismoamavasololestoriechassi-diche.Brod era nato in una casa borghe-sedimusicofilimoltocolti.Dapiccoloerastatoanchelui tormentatodaimalanni edai disturbi mentali della mamma, maavevareagitoconforza.Nonvolevacorri-spondere a quell'immagine dell'ebreomalaticcio,cavallodibattagliadeglianti-semiti, e s'era fatto un pugnace alfieredelsionismo.Coni suoiocchialettitondi,losguardoforte,affrontavalavitaenergi-co,scriveva,mietevasuccessiinpolitica,amava le donne. Insomma non c'eranodue persone all'apparenza più distantitraloro(«Tuhaisuccesso...iohofallitointutto» scriveva Franz) eppure, visceral-mentevicine.Nella loro lunga amicizia si scrivonodi tutto, quasi mai, stranamente, deigrandieventifunestidella storia intornoaloro.Parlano dicibo,di libri,persinodi so-gninotturni.Kafkatieneconferenzesuiri-schi assicurativi, cerca di liberarsi dal pa-dreingombrantecheglirimproverailfalli-mento esistenziale, confessa incubi racca-pricciantiecomici(«Giacciodistesosulpa- vimentoevengofattoafettecomeunarro-sto,espingoconlamanounadiquestefet-te a un cane»). Parla della malattia che locorrodenelcorsodeglianni,lecure,isana-tori, i tubercolotici che sputano pezzi dipolmone,i chiliche acquistao perde,sem-pre lucido sulla sua disperatafragilità, ep-puresempre,infondo,ironicoelieve.Moltoèdedicatoall'amore.Kafkaèter-rorizzato dalle donne, l'idea che qualcunasiavviciniperdargliilprimobacioloriem-pied'orrore.Ognitantoancheluicedeagliormoni, con una cameriera molto libera ocon prostitute (e in poche righe scolpiscepoi l'immenso squallore), mai trova la feli-citàconlepazientifidanzate.Brod,invece,è spavaldoconl'altroses-so, si sposa, ma non smette di cercare av- venture erotiche.Si butta tra le braccia diintellettualie serve, persino di una biondatedesca visceralmente antisemita, nonchéprontaa donarsi all'ebreoche le prometteaiutoperlacarrieradiattrice(lasindromedi Vallettopoli serpeggiava anche nellaGermaniaprotonazista).La letteratura è sempre il centro dellelorovite.Kafkaprova a scrivere,dinasco-sto,dinotte,chiedegiudiziinunmistoditi-midezzaediestremonarcisismo.E'consa-pevole di essere uno scrittore, ma è restio verso il pubblico. In una lettera del 1914protesta addirittura con «quel» Musil chegli chiede storie per la rivista che redige:«Che vuole?Che può volere lui e qualcunoin genere, da me? E che può avere dame?».Quandononriesceascrivere,quan-do le parole e le frasi si sbriciolano nellasua mente, annaspa nella malinconia.Brod, invece passa da un successo all'al-tro. E cerca di strappareKafkaal silenzio,trasmettendogliunpo'dellasuaforzavita-le, dicendo che le sue pagine sono belle,hanno riscosso ammirazione, finché nonperdelestaffeelorimproveradicrogiolar-si,di«esserefelicenell'infelicità».Il 3 giugno 1924 Kafka muore di tuber-colosi. L'ultima cartolina che manda è del20maggio,dalsanatoriodiKierling,vicinoa Vienna,per scusarsidiavermiseramen-te rovinato la visita tormentato dalla feb- bre. Fino all'estremo respiro, tra un'inie-zione di piramidone e l'altra, corregge le bozzedelsuolibretto,dimostrandodiesse-re,nonostantele apparenze,un attentoedesigenteautore.All'amicoraccomandape-ròdibruciareognirigo,cosìcomehachie-stodifarcremareilpropriocorpo.Broddi-subbidisce,non solo consegna alle stampe
 Il processo
,
 Il castello
e nel1937scrivelace-lebre biografia di Kafka, ma non si separadalle amate carte nemmeno nel momentopiù tragico della sua esistenza. Nel 1939,quando è costretto a fuggire da Praga perl'arrivo dei nazisti, stipa tutti i fogli in una valigiaeseliportainPalestina.Kafka, il timido frustrato solitario, cheoccultavalesueparole,èdiventatounodeigrandi autori della letteratura mondiale,grazieaunatrasgressione.Brod,l'uomodisuccesso, sarebbe oggi dimenticato se ilsuo nome non fosse rimasto impigliato almito dell'amico da lui stesso devotamenteedificato.Sembra un paradossoma, forse,èilsensopiùprofondodiquellegameinde-cifrabile. E Kafka, che di processi assurdise ne intendeva, nell'al di là se la ride bef-fardo tra i colpi di tosse che continuano ascuoterlo.
Lettere
IlcarteggiofraKafkaeMaxBrod,coamici,codiversi:parlanodicibo,dilibri,disogni,diamore
FIDANZATEIMPOSSIBILIPERITREK.
LUIGIFORTE
Il filosofo Nietzscheconsigliavadinondimentica-re la frusta quando si va dauna donna. Non era un per- vertito, piuttosto una vitti-ma. Sognò il «superuomo»,ma si lasciò inutilmente ab- bindolaredauna
 femmefatale
comeLouSalomé,cheloten-ne, come recita il titolo di un bel libro di Marco Vozza,
Adebita distanza
. A Rilke eraandata meglio durante il suo viaggioinRussiaconl’affasci-nanteLou.Poesiaeletteratu-ra a quei tempi facevano breccia anche nei cuori piùemancipati. Certo molto di-pendeva dai soggetti. BertBrecht, per esempio, col suotratto cinico e spudorato, fuunseduttorepertuttalavita.Ebbe mogli e amanti, in Ger-mania e in esilio, nel capitali-smo come nel socialismo.Donne che collaboravano,raccoglievanomateriali,scri- vevano per lui. Un vero
team
dove vita e arte erano in pe-renneamplessoe noninirre-solubiletensionecomeneica-sianalizzatidaVozza,ilcuili- bro ha un esplicito sottotito-lo: «Kierkegaard, Kafka,Kleistelelorofidanzate».Chipensaaunsaggioditi-po storico-biografico è fuoristrada. Qui tutto è rielabora-to in chiave filosofica,filtratoattraverso le opere, alla lucedi esistenze in cui pensiero escrittura sono imperativi as-soluti, ontologici. C’è un filosottile che lega, in modo di- verso,i tre autori:l’esiliodal-la vita come condizione dellacreatività. Non è un caso cheKafka riconosca nel filosofodanese un consanguineo e visi rispecchi, o senta una pro-fonda affinità con Kleist e nesostenga la scelta radicaledel suicidio in compagnia diHenrietteVogel,dopoaverla-sciato la giovanissima fidan-zataWilhelmine.Anche Kierkegaard, tem-peramento malinconico, ico-na del moderno soggetto se-gregato e frammentato, teo-rizza il carattere intransitivoe nichilistico dell'eros. Dopopoco più di un anno rompe ilfidanzamentoconlagiovanis-sima Regine Olsen: il veroamore non deve conoscerel’appropriazione.Lasuacom-pagna adolescente la pensadiversamente e infatti qual-che anno dopo convola felice-mente a nozze. Sören, afflittodal senso di colpa, traduce ipropridilemmi in verità filoso-fiche. Il pensiero aggredisce la vita e sulla scena del filosofocompare la figura di Don Gio- vanni:un alter-egola cuisedu-zione passa attraverso la sferaestetica. A quel tempo la di-mensione etica gli appare pro-saicaestemperatainritualiso-ciali. L’amore è cosa diversadal matrimonio, che Kafka nei
 Diari 
vede come una forma dimartirio. Frequenta strade se-condarie - ricorda una citazio-ne da
Aut-aut 
- «dove ci si ad-dentra nel profondo della bo-scaglia». L’amore è il campodel possibile, il tempo del con-giuntivo,suggerisceilfilosofo.Ma in Kafka ogni rapportoè vissuto patologicamente.I fi-danzamenti con Felice Bauer,la latente seduzione di GreteBlochoJulieWohryzek,lapas-sioneverso la giornalistaMile-na Jesenska, il legame finalecon la figura caldae protettivadi Dora Diamant sono tappe verso una solitudine annichi-lente in cui sola può scaturirelaparolaletteraria.«Qualsiasivincolochenonècreato da me stesso - scriveKafka a Felice nel 1916 -,foss’anchecontropartidelmioio,è senzavalore,m’impediscediavanzare,loodioesonomol-to vicino a detestarlo». Dun-que distanza da ogni turba-mento della vita prosciugatadalla scrittura,ossessionever-so fisicità e sessualità, zoneoscure e degradate dell’io. Te-mi su cui la critica si è abbon-dantementesoffermata.Nono-stanteciò,ilsaggiodiVozzare-gala, in una scrittura densa edempatica, ghiotte suggestioni:anche grazie alla sua forma dipastiche filosofico-letterariocon divagazioni su eros, perdi-ta dell’esperienza, avventuratraOttoeNovecento.Ciscapitaunpo’Kleist,rele-gato in appendice, ma troneg-gia Kafka, com’era inevitabile.Sul quale l’editrice ElèutherapubblicaunbrevesaggiodiMi-chael Löwy, noto già in Italiaper alcuni libri sulla culturaebraica:
Kafka sognatore ribel-le
.Vileggiamocoseinparteno-te da tempo, ma resta interes-sante la prospettiva di fondo:la dimensione sovversiva e li- bertariadelloscrittorepraghe-se.Propriolui,diventato,comedisse George Steiner, «un ag-gettivo»chesiapplicaalle«co-stantididisumanitàediassur-ditàdeinostritempi».Una sorta di luogo comunecontrole aberrazionidellamo-dernità, che, rivisitato a dove-re,inducearifletteresenzaesi-tazione su dominio e violenzaonnipresentineirapportisocia-li. Un uomo che si è estraniatodallavitapersognarlainmododiverso: come un’utopia liber-tariachenoninvecchiamai.
Kierkegaard, Kafka, Kleist
L’esiliodallavita,condizionedellacreativi
pp
MarcoVozza
p
ADEBITADISTANZA
DIABASIS,pp.181,
16
p
MichaelLöwy
p
KAFKASOGNATOREERIBELLE
p
ELÈUTHERA,pp.134,
13
ILLIBRO
MAXBROD-FRANZKAFKA
UnaltroscrivereLettere1904-1924
TraduzioneeintroduzionediMarcoRispolieLucaZenobiNERIPOZZA,pp.447,
40
EccounaletteradiKafkaaBrod,scrittaaPraganelsettembre1908:«MiocaroMax-sonole12e30dinotte,dunqueun'orainsolitaperscriverelettereanchequandolanotteècosìcaldacomeoggi.Nemmenolefalenesiavvicinanoallaluce.Dopogli8giornifelicinellaselvaboema-lefarfallelìvolanoaltecomelerondinidanoi-orasonoda4giorniaPragaecosìinerme.Nessunomipuòsoffrireeiononpossosoffrirenessuno,malasecondacosaèsololaconseguenzadellaprima;soltantoiltuolibro,cheorafinalmentestoleggendodifilato,mifabene.Cosìprofondamenteinfelice,senzaunamotivazione,nonloerodatempo.Finchéloleggomiciaggrappo,anchesenonvuoleaffattoessered'aiutoagliinfelici;altrimentidevocercarequalcunochemitocchianchesoltantocondolcezza,edèunanecessitàcosìpressantecheierisonostatoinhotelconunaprostituta.E’troppovecchiaperessereancoramelanconica,sololedispiace,seppurenonlameraviglia,chenonsisiacosìgentiliconleprostitutecomelosièinunarelazione.Nonl'hoconsolata,poichénemmenoleihaconsolatome».
FranzKafkainunritrattodiPaoloGarretto,1969
 Siconobberonel1902,parlandodiSchopenhauer,nonsi abbandonarono più: si scrivonoditutto,quasi maideigrandi eventifunestidellastoriaUnsaggiodiVozzadovetuttoèrielaboratoinchiavefilosofica, pensieroescritturaquali imperativi assoluti 
Ilclassico 
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SABATO14APRILE2007LASTAMPA
III
R WTS

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