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2007-03-17

2007-03-17

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ANNIVERSARIO
GianBurrascada100anni
Unmonelloautobiografiadell’Italia
FAETI-BERTOLAP.III
GIORGIOBOATTI
Nel vivace dibattito incorso sulle nuove unioni civili -quei Dico, Diritti e Doveri deiconviventi, che poco più di unmesefailgovernohavaratoconundisegnodileggedasottopor-realleCamere-c'èunafigurari-masta nell'ombra, silenziosa,rassegnata non solo ad ab- bandonare il ruolo di pri-mattoreoccupatoperlun-gotempomaormaipros-sima a lasciare la scenaper sempre. Si sta par-lando, naturalmente,di quella autorità pa-terna che fino a qual-che decennio fa harappresentatodanoi,come in tanti Paesi eculture, il perno del-ledinamichefamilia-ri,lafontedallaqua-le scaturivano per i più giovaniregole e modalità di comporta-mentodaseguireperessereco-optatinelmondodegliadulti.Curiosamente, le cronacherecenti che coinvolgono scuoleefamiglie,ponendolaquestionedell'educazione dei minori - ov- vero: chi stabilisce le norme daseguire nella vita quotidiana? ilpadre, il preside, il sindaco? -evitanoregolarmentelaquestio-necheèall'originedeltutto.Ov- vero la disgregazione di quellafigura paterna su cui va a inve-stigare un bel saggio di MarcoCavina,
 Ilpadrespodestato.L'au-toritàpaternadall'antichitàaog- gi 
(Laterza,pp.359,
20).Si tratta di un libro assai in-teressante, in particolare dovedocumenta come idee e parolenuove irrompano con clamorenella vita collettiva,soprattuttoquando riguardano temi comelavitafamiliare,mentre,alcon-trario,figureeconcettichehan-no giocato a lungo, sulle stesseproblematiche, un ruolo decisi- vo,escanodiscenaconmoltadi-screzione. Quasi con imbaraz-zo.Esemplareaquestoproposi-to è la parabola compiuta daquella patria potestà che dopoaverprestatomoltiemoltiseco-li di attività, non sempre per la verità del tutto onorata, se neescedallaportadiservizio,mes-saalbandoperchéritenuta«po-liticamentescorretta».Convinzionedell'autorede
 Il  padre spodestato
è che il poteredetenuto dai padri sia «venutocapitolandosottoicolpidirifor-mesemprepiùradicali:dallapa-tria potestà alla potestà paren-tale, dall'autorigenitorialeal-la responsabilità genitoriale».
p
OBITUARIES
InecrologidelTimes
Ilsalutoa97vitesuperiori
GAMBAROTTAP.VII
DIARIODILETTURA
Cacciari,Kafkae«L’intrepido»
Ilibrid’infanzia,glistudiclassici,lafilosofia
SINIGAGLIA P.XI
FULMINI
NICOORENGOnico.orengo@lastampa.it
NAUSEATRADURREDEMILLE
TUTTO
libri
ABBIAMOFATTOLAFESTAALPAPA
Il«Papà»delnorvegeseSvenNyhus,unbelraccontoperimmaginitradottodaAliceTonzig,pubblicatodae/o(pp.30,
13):comeibambini«sognano»illorobabbo
Addioautorità
Dall’antichiaoggilaparaboladellapatriapotestà,banditaperchépoliticamentescorretta
LASTAMPA
SABATO 17 MARZO 2007PAGINA I
ContinuaapaginaII 
Pocherighediumanacomprensioneversounlavoroingrato,bensapendoquantialtribenpiùingratilavoriesistanoesidebbanofare.Quello dicuiparloèlatraduzionenelsuoaspettopiùumiliante,quandosidebbonotradurre550paginediassolutanoia,difiaccoumorismo,diparanoiaatomica,dicomplottismoantiarabo,racchiusein«AmericanVendetta»delloscrittore-patriotaNelsonDeMille,editodaMondadori.Unpensierodunqueallafaticaeallanausealetterariachedeveaverprovatonell’impresaRenatoPera.
SETTIMANALE
LEGGEREGUARDAREASCOLTARE
NUMERO 1555ANNO XXXI
tuttolibri@lastampa.it
W
 
F
ulvioAbbateRubri-chista, così, con lamaiuscola, ha tra-sferitolasuaquali-tà in un libro, una guida, dopo tanti romanzi esaggi di fortuna non altissi-ma.FulvioAbbateRubrichi-sta è così detto- lo si specifi-ca per chi vive la lettura dei  giornalicol giusto distacco - per le considerazioni a ca-denzasettimanalecheegliri-versa sull' 
Unità
sotto la te-stata «Sagome», e sul 
Fo-glio
 , sotto la testata «Con- formismi». La perfidia del direttore Giuliano Ferrara ha il pregio della chiarezza,mentreilsaggioinquestione
Roma-Guidanonconfor-mistaallacittà
 ,Cooperedi-tore,
 12),conquel«noncon- formista» nel titolo, ricorreal disperato stratagemmadella tardona col wonder-bra: quando lo levi, cascatutto.Peròquile smagliatu-resivedonosubito.Quartadicopertina,perda-re un assaggio del gusto:«ViaTeulada.E'conosciutaanche come via Bruno Ve-spa,contrattistaRai».Ecco-la, l'originalità.E dentro c'èiltrionfo.Tuttoinfilatoaca-saccio, con capitoletti di po-cherighe(iltalentodelrubri-chista) che si chiamano«Piazza Esedra», oppure«FrancescodeGregor,op- pure«ImagazziniMas,piaz- za Vittorio» o ancora «La zanzaratigre».Senzaunor-dine,chenoncorrispondaal-la volatilitàdel pensiero più fancazzista che debole dell' intellettuale moderno. ViadelCorso,dice,èfamosaper i McDonald's, e Lucio Cal- purniovirimandavolentieralcarnevalenellamedesimaviadescrittodaCharlesDic- kens, se volete affrontarequalcosadiserio.Qua dentro,dal rubrichista,aspettatevilosberleffoaSte- fano Ricucci, il ponte Milviodei lucchetti e la moglie di Gianfranco Fini con l'Olim- picosullosfondo.Nonfidate-vidichisidàdasédell'anti-conformista, e prendetevi unaguidaTouring.
LARUPETARPEA
LUCIOCALPURNIOBESTIA
UNAROMAMOLTOTARDONA
LAPOSTADICARLOFRUTTERO
Ancorauna volta si è alle pre-secon parolechemutano,im-ponendoil ribaltamentodi re-altàstratificateneisecoli.All'iniziodeltuttoc'èquel-la concezione della patria po-testàchenellaculturagiuridi-ca dell'antica Roma incombesui figli in modo onnipotente,con una potenza coercitivaterrificante. Chi la esercita si vede riconosciuto sui suoi di-scendenti diritto di vita e dimorte. Ne sono esempi con-creti,nell'anticaRoma,lasele-zione dei nuovi nati e la facol-tà di provvedere a eliminarequelli malformati o gemellari(questiultimi,ritenutiun'ano-malia della natura, sono ucci-si con l'annegamento). Que-staprerogativapaternaèunatenebrachesistendesuifigli-esututtigliaspettidellalorovi-ta matrimoniale, affettiva, pro-fessionale,patrimoniale-conlaterribile connotazione dellaperpetuità, ovvero fino a quan-doilgenitoreèinvita.Trascorrono circa duemilaanni prima che, il 28 agosto1792, l'Assemblea nazionale diFrancia,aboliscalapatriapote-stà sui figli maggiorenni: sonoin molti a ritenereche con que-sto provvedimento tutto unmondo di millenarie gerarchiesia prossimo a crollare sotto icolpi dei rivoluzionari parigini.Del resto ancora nel cuore delSettecento dei «Lumi», al futu-roautoredei
 Delittie dellepene
,Cesare Beccaria, ampiamentemaggiorenne, può capitare,avendo deciso di prendere inmoglieunagiovanechenoncor-risponde agli ideali di censoprevisti dal genitore, di essereinviato da questi in carcere af-finché «possa in piena libertàmaturaresul suo caso».Becca-riahamododiriflettereincellaper ben tre mesi sui suoi pro-gettinuziali.Asuoonorevadet-toche nonrinunziaaipropositiiniziali e, davvero a malpartito,riesce a uscire dalla difficile si-tuazionesolograziealdecisoin-terventodiPietroVerri.Dopo le tempeste rivoluzio-narieelamoderazionecheilco-dicecivilenapoleonicohaintro-dottoin materia di diritto di fa-miglia,lapatriapotestàvivean-cora, per tutto l'Ottocento eperqualchedecenniodelNove-cento, la sua ultima stagione,raccontatacondolorosaperce-zioneintantiromanzi,da
 Padri e figli 
di Turgenev ai due ro-manzi antitetici di Balzac sullapaternità,
Eugenia Grandet 
e
 Père Goriot 
, sino alle famiglie«stritola-destini» di ThomasHardy.Cavinacol suo lavorosmen-tisce in gran parte quell'affre-sco di progressivo avvicina-mentoculturaletrapadriefiglicheèstatoalcentrodiunnotis-simolibrodiPhilippeAriès,
 Pa-driefiglinell'Europamedievaleemoderna
di cui ora forse si col-gonolimiti.IllibrodiAriès,edi-toinFrancianel1960,futradot-toda Laterzanel1968.Del1975èinvecelosplendidolibroauto- biograficodiGavinoLedda,
 Pa-dre Padrone
(Feltrinelli), doveun giovane pastore sardo è allepreseconunterribilepadre/pa-triarca che sembra giungeredalcuoredellaRomaantica.
DAL‘68ALPUEROCENTRISMO
IlibridiArièsediLeddasicollo-cano nel bel mezzo degli annidella contestazione giovanileche, sulle piste aperte dalle ri-flessionidellaScuoladiFranco-forte, investe la famiglia tradi-zionale, scorgendovi «l'abissoposto tra la pretesa del singoloallafelicitàelapretesaautorita-riadellafamiglia».Delrestoan-che la rivoluzione leninista nonaveva avuto dubbi sul fatto chelafamiglia,secondoMarx«stru-mentodiespressioneeriprodu-zione della proprietà borghe-se», in una società comunistafosse destinata all'estinzione.Conlastagionestalinistalamu-sica cambia: si rivaluta la fami-gliatradizionale,siapuremime-tizzata come micro-collettivosocialista,mal'autoritàcheige-nitori vi possono esercitare èmolto relativa, dal momentoche il ruolo di cura dei minori èloro«delegato»,secondoledot-trineinauge,dalloStato.Purcambiandoilcontestosiritrovalostessospartitonelco-dicecivilefascistadel1942dove vige ancora, ovviamente, la pa-tria potestà ma si introducel'obbligo, stabilito da un incisodell'art.147, di «educarela pro-le secondo la morale e il senti-mentonazionalefascista».Ilpa-dresiconfiguraanchequicomeundelegatodelloStatonell'edu-cazionedeifigli,messialmondocome«produttori-soldati».Conlacadutadelfascismosi«ripuli-scono»icodici,compresol'inci-sodell'art.147,mabisogneràar-rivareallariformadel1975per-ché la potestà non sia più «pa-tria»,macondivisadaentrambiigenitori.La realevolverapi-damenteversoundecisopuero-centrismo. Al padre, secondoCavina, «non restano altro chedoveri da compiere» e -ulterio-re concetto e parola nuova, in-trodotti in un progetto di leggedel 1996 - la condivisione della«responsabilitàgenitoriale».In questo disgregarsi delleprerogativepiùtradizionalidelgenitore si apre un vuoto diruoli,unalatitanzadiautorità-neldefinireleregoledicompor-tamento per i minori - a cui so-no chiamati a supplire inse-gnanti e psicologi, animatoriscolastici e assistenti sociali,giudici e tutori dell'ordine. Nellungo intervallo sceso sulle fa-miglie,unavocianteassembleapare aver preso il posto del pa-drespodestato. 
 gboatti@venus.it 
GALASSIAULTIMOAPPELLO
 L’unica kermesse letteraria del Mezzogiorno(quasi quattrocento editori, oltre 200 appuntamenti)alla prova del fuoco: «Servono autori che parlino tutte le lingue del Mediterraneo»
SCRIVEREA
CarloFruttero,Tuttolibri-LaStampa,viaMarenco32,10126Torinocf@fruttero.net
p
L’8marzofalsostorico?
GentileFruttero,laseradell'8marzoscorso,FestadellaDonna,eroacenaconamicheeamici,eunodeicommensalicihalasciatidistuccosostenendochelaricorrenzasibasasuunfattomaiavvenuto.Asuodire,suigiornaliamericaninelledocumentazioniufficialidel1908,nonc'ètracciaalcunadeltragicoincendiochemandòafuocounopificioaChicagocausandolamortedi127operaie.L'amicoguastafestefal'assicuratore,nonèunostoriconéungiornalista,maallenostreprotesteharibattutodiaverlettodiversiannifaunarticolo,oforseunlibro,dedicatoappuntoalleoriginidella«rivoluzionefemminista»,chemoltoseriamentesmentivaquell'evento.Unpo'vagoperme.Aleichiedo:èmaipossibilecheunacosadelgeneresiasoltantounaleggendametropolitanaevengaaccettataperbuonaancoroggi?VittorioPalumbo,Genova
Gentile signor Palumbo,privo di en-ciclopedie e inetto alle ricerche infor-matiche sono l'ultimo a poterle rispon-deresullaquestionespecifica.Ho anch'io un vago ricordo di averlettosuunarivistaoinunlibroqualco-sadi«negazionistico»inmeritoaquell'incendio, ma non saprei rimandarla auna fonte sicura. Ho addirittura il so-spettochedellacosa, cioèdelfalsosto-rico,sianobencoscientiicircolifemmi-nisti più spregiudicati,cui poco impor-ta della verità, immagino: se l'incendioe le 127 torce umane «funzionano» perla causa, lasciamole tranquillamente bruciare nella leggenda. Quanto al fat-to che l'inganno si sia prolungato perunsecolononc'èda stupirsene,lagen-te,donnee uomini,crede quel che vuolcrederesenzaandartantoperilsottile.Permoltisitratteràsenzadubbiodiun fervido empito di fede - in una reli-gione,un'ideologia,unpartito-maperipiùritengositrattisemplicementedipigrizia (meglio, stanchezza), ossia ilrifiuto di rimettere faticosamente inquestione un patrimonio di certezzeacquisite.Con tutte le incertezze da cui sonoassillatogiornoenotte,chimelofafaredi mettere in dubbio che una mela algiorno tolga il medico di torno? Non è vero,mafaròfintadiniente,necompre-ròcinquechilialsupermercatoinoffer-taspeciale.
CarloFruttero
LaStazioneMarittimadiNapoli,nuovasededi«GalassiaGutenberg»
 SeguedapaginaI 
A
lla 18ª Galassia Gu-tenberg,sinoalunedìa Napoli. Parte oggida Roma un trenospecialecaricodicri-tici,autori,simpatizzanti.Tuttiadiscutere,sollecitare,propor-re.Forseunabuonacuraperlapiùimportanteeunicakermes-se libraria del nostro Mezzo-giorno,presiedutadaFrancoLi-guori. Che, dopo speranze ini-zialiesuccessivedelusioni,sem- braoraallaprovadelfuoco.Co-s’è Galassia 2007 con i suoi ol-tre200appuntamenti?
PORTODICULTURE
Non solo simbolico visto che lasuanuovasedeènellaStazioneMarittima:scelta,sidice,condi- visa. Quindi «Porto di mare»: viaggiatori,isole,sireneperché«Galassia Gutenberg navigasull’acqua (e nella rete); i librisalpano:dopoil"bookcrossing"nasceil"bookcruising"».Sipar-la di mare e di navigare conBjornLarssoneilsuoultimoli- bro
Bisogno di libertà
(Iperbo-rea);conGiovaniSoldinieGiu-seppe Cederna per le loro av- venturesuglioceani;conErne-stoFrancopergli«isolari»;conMaurizio Bettini e Luigi Spinaper l’einaudiano
Mito delle sire-ne
mentre,dedicatoalla«piùin-quietante» di esse, ovviamenteNapoli,èdedicatounreadingdiautori partenopei o d’acquisto:la Ramondino, la Caputo, laParrella, la Cilento, Franchini,Lanzetta,altri.
NELMEDITERRANEO
Ovverolanavigazionenecessa-ria.Dopoilsuccessoitalianoal-laFieradelCairo,propriol’egi-ziano Ala Al-Aswani di
PalazzoYacoubian
ha inauguratoieri larassegna.Dove iniziativedi spic-co,comeilconvegno«Dall’educa-zionealdialogo.Ilruoloprimariodellascuola»organizzatoconara- bi, israeliani e italiani e «Il Caffèarabo» al quale la curatrice Isa- bellaCameraD’Afflittohainvita-toscrittorimediorientali,dallibi-co Ibrahim al-Koni all’egizianaSalwaBakr,dovrebberocostitui-reil nucleodellaGalassiafutura:unpontediconoscenzaediunio-ne delle due rive del Mediterra-neo.
QUANTORESTADAFARE
Molto, secondo le voci ascoltate.Non solo per la realizzazione delprogetto-marealqualeLiguorisiimpegnaormaidal2005(lavoran-doalcontempoadunapromozio-ne della lettura che si accompa-gna,negliultimiseianni,secondoi dati di Peresson, alla crescitapressocesponenzialedeiletto-riingranpartedelleregionimeri-dionalietraifattorideterminan-ti si annovera l’affermarsi deiPresididellibrofortementevolu-ti dai Laterza) ma per dare allaGutenberg quell’identità chesembramancarle.
ILMAREBAGNANAPOLI
E’ rovesciando il celebre titolodella Ortese che Silvio Perrella,italianista,critico,autorenonchédirettoreeditorialedellasicilianaMesogea,spronaGutenbergain-sisteresullaviadelMediterraneo«come collegamento concreto,operativo,con le altre sponde:inprimisfacendoarrivareanoian-che gli editori arabi» benchéNa-polidebba«saperguardarea360gradi, e con attenzioneal Nord».Sostanzialmented’accordoappa-re Florindo Rubbettino (la cuiazienda calabra è al vertice nelsettore) il quale però soffre della«troppa chiusura, della troppaeditorialocale,speciesulle spon-detirreniche,mentreunagrande vivacitàvedearrivaredall’Adria-tico, certofrutto di situazioniso-ciali altamente drammatiche».Realtà che Goffredo Fofi indagada sempre, anche attraverso lasua rivista
Lo straniero
: un vec-chio suo sogno di «melting pot»potrebbeprenderforzaconl’aiu-to di Gutenberg. Per Sante Ava-gliano, editore storico del Sud erecente fondatore del marchioMarlin, «bisogna che la vocazio-ne mediterranea produca sceltecoraggioseecheGalassianonsialabruttacopiadiTorino».
SEGALASSIASBAGLIA
Dura la diagnosi di Pironti: «Glieditori non appoggiano Guten- bergperchéquinonfannoaffari.Gutenberg dovrebbe diventareuna via di mezzo tra Torino eFrancoforte. Ma anche andaresui problemi gravi: l’illegalità, lasituazione politica. Comunque:se anche quest’anno sbaglia, Gu-tenberg sparirà». Ancora piùesplicita,AntonellaCilento:«Ga-lassia soffre di provincialismi, diapprossimazioniediscarsodialo-goconilterritorio.Abbiamobiso-gno di una fiera dell’editoriaagi-le, piena di autori italiani e stra-nieri,conautoricheparlinotuttele lingue del Mediterraneo;di unluogodiraccordoperleiniziativedell’industria culturale del Sud(laboratori,autori,editori).E’for-senecessariocheicoordinamen-tichepensanoGalassiasirinnovi-no, includano logiche meno pub- blicheesiconsorzinoconlesingo-lerealtàlocali.Vogliocontinuarea pensare in termini costruttivi.AnchesemoltiritengonocheGa-lassiasiamortaesitentidiriani-mareuncadavere».
Abbiamofattolafestaalpa
MIRELLAAPPIOTTI
Agenda 
Tuttolibri
SABATO17MARZO2007LASTAMPA
II
PROSSIMAMENTE
W
 
ANTONIOFAETI
Penso a Giannino Stoppani,mentrecompiecentoanni,erivedotan-tefigure,ritrovomoltissimeimmagini,sfoglio albi, riviste, libri fotografici.Non dovrei meravigliarmi di questamemoria soprattutto visiva: quandol’ho letto la prima volta, sessanta annifa,il suo diario,il suo amatissimo
Gior-nalino
,iolopensavoproprioscrittoeil-lustrato da un mio coetaneo, perché,anche se non «tenevo un giornalino»,tuttavia ritraevo continuamente fami-liari, vicini, compagni di scuola, inse-gnanti. Io, però, godevo della assoluta,roboante approvazionedel mio babbo,squadrista non pentito nell’Italia deldopoguerra, che rideva come un orcoperlemievignette,incuivedevaripro-dotto quel paese di cui non approvavanulla, popolato di viventi caricaturemoltosimiliallemie.
LABELLASIGNORASULLAPANCHINA
Malaprimaimmaginecheoraguardo,neinostriannièdiventatamoltofamo-sa,perchéparecchigraficil’hannoado-peratapercollocarlasucopertinedili- bri,enonsoloperlaloroabitualeerisa-puta pigrizia. E’ il ritratto di EmmaCorcos, eseguito dal marito, il pittore VittorioCorcos,collaboratoredel
Gior-nalinodellaDomenica
diVamba.E’una bella signora, serenamente seduta suuna panchina, che ci guarda dritto ne-gli occhi, con un lieve sorriso, non cosìlieve, però, da non contenere ancheuna traccia appena appena insolente,unatracciachecollocasubitoancheleinellepaginedellarivistadiLuigiBertel-li,dettoVamba,comel’insinuantebuf-fonedell’
 Ivanhoe
diWalterScott.Quellodel
Giornalino
era un mondoa parte, era un pianetino come quellodel Piccolo Principe, era un Altrove,era uno spazio dove si utilizzavanoda-teedenominazioninonpresentineipiùnotivocabolarieneicalendariveri.Unterritorio separato dove i bambini sichiamanoGrillielebambineMezze-Si-gnorine,doveesisteunafestanaziona-lecheèlafiorentinaFestadelGrillo,inmaggio, con una attenzione ribaditaper i nostri fratelli «irredenti» di Trie-ste e una graffiante ossessione, tuttapedagogica, per l’«inautentico», ovve-ro per le tracce, ovunque presenti, diunafinzionepoliticaesocialecheriem-pie ogni occasione di menzogne, di bu-gie,dicompromessi,difinzioni.
 “PÌSTOLE”,MANGANELLOECOCOTTE
Anche Emma Corcos, come Vamba,godediunsoprannome:unsuocelebreeassiduointerlocutoreepistolare,Gio- vanniPascoli,lachiamasempreGenti-leIgnotanelletanteletterecheleinvia,epoibattezzaIgnotiniigraziosissimifi-gli e signor Ignoto, Corcos, il pittore.Stimato,maanchepienodidifetti,ilro-magnolo Zvanì, tutto preso dai «man-giarini»dellasorellaMariù,dallepreoc-cupazioni per la salute del cane Zulì,dai fiaschi di vino «bargeo» che a Bar-ga produce direttamente e consumacon valido impegno, Giovannino non èl’uomo ideale del
Giornalino
. Il piccoloOmero Redi, che firma le «pìstole» diOmero, lettere pubblicate in ogni nu-mero e indirizzate a Vamba, un finto bambino dietro cui si nascondeil coltodantistael’acutolatinista,ilpadresco-lopio Ermenegildo Pistelli, si chiederàin una irresistibile «pìstola» se quellochehaincontratoincampagna,nelcor-so di unagitaa Barga,sia il Pascolio ilcontadino del Pascoli. Al poeta di
Italy
e della
Digitale purpurea
giungerà dalmondodel
Giornalino
unprogrammati-co regalo: un ottimo,nuovissimofucileche mai userà ma che collocherà bendentrounasuapoesia.La gita fatta per salutare il Pascolimirammentaun’altragitafattaall’albaincampagna:èservitaper occultarelenozzesegretedell’avvocatoMaralli,so-cialistamenzognero,chesposainchie-sa una delle belle sorelle di Giannino,masostienedinonaverlomaifattoperottenereivotideisuoicompagnidipar-tito,doverosamenteateiemangiapreti.Questa campagna, delle menzogneedei poetitroppomal vestiti,miripor-taa unapreziosacopertinaper un’edi-zioneVallecchidi
 LemmonioBoreoovve-ro l’allegro giustiziere
di Ardengo Soffi-ci. E’ una campagna deserta e riarsa,conunsolosmilzocipressoammonito-re, di quelli che usavano conversarecon Carducciquando passava in trenoda quelle parti. Ci sono tre viandanti,che non hanno un’aria rassicurante,unodiloroèvestitodineroecamminatenendo in mano un robusto bastone.Sentiremoprestoparlarediquelbasto-ne, si chiamerà «santo manganello» e verràusato,condosiabbondantidioliodi ricino, proprio come ora lo adoperaLemmonio Boreo (senza far uso diolio...)ovveropercolpireostiimbroglio-ni,azzeccagarbugliprepotenti,mafiosidi paese e Gatti e Volpi che, collocatidal Collodi, non si sono più mossi daquellecontrade.Ilmondosporco,avvilito,lercio,sot-tomesso, disperato in cui camminaLemmonioBoreo sembrail contempo-raneocontraltarediquellodel
Giornali-nodellaDomenica
,peròassomigliainve-ceaquelloincuiviveGianninoStoppa-ni. Il ragazzino che umilia e percuotegliorridiproprietaridelcollegio«Pier-paolo Pierpaoli» è un Lemmonio piùgiovane che lascia incompiuto il suodiario,cheseneva,scompare,entrainclandestinità come un carbonaro delRisorgimento,comel’ultimocospirato-re che non tollera più l’ipocrisia e lamenzogna.Qui colloco una copertina di LivioApolloni per un libro dedicato a GuidoGozzano,eritrovoilbambinochesiin-namoròdiuna«cocotte»,ovvero,comeglispiegòprontamentelasuamamma,nondiunaMezza-Signorina,madiuna«cattiva signorina».
La vita e i pallidi amori di Guido Gozzano
è il titolo del li- bro,maildisegnatoremostraun
dandy
elegantemente soffuso di una impren-dibile alterità. Mescolando arbitraria-mente queste icone così vicine, però,traloro,amo sempredipiù,econ nuo- veragioni,ilmio
Giornalino
.
LAMETAFORADIGIANELLINO
Testimonepedagogicodiun’Italiapie-na di sopite inquietudini, così intenseda manifestarsiancora tra noi, il
Gior-nalino della Domenica
e quello di Gian-nino Stoppani ci parlano di dubbi, sof-ferenze,occasioniperdute.Esono,ov- viamente,ancora fra noi. Un altro fer- vido creatore dell’officina Bemporad,da cui scaturiva il
Giornalino
, EmilioSalgari,sitoglieràlavita;unnuovoac-quisto,GiuseppeFanciulli,cheinquel-le pagine si firmava Maestro Sapone,scriverà
L’Omino Turchino
, una satirafiabescaemordenteesurrealedimon-doanalogoaquellodiArdengoSoffici.GiulioGianelli,dettoGianellino,creeràla metafora più ammiccante e doloro-saconilsuo
 Pipinonatovecchioemortobambino
, mentre Zvanì, da Barga,riempiràlepaginedel
 Fanciullino
disu- blimi richiami, volti tutti all’ascolto diqueste voci piccole, indirizzate alla vi-sione di indizi trascurabili solo all’ap-parenza.L’edizioneinvolumedelle
 Pistoledi Omero
di Ermenegildo Pistelli (se neavrà mai un ritorno nelle librerie?) sichiude con un ricordo di Zvanì, mortoda tempo, e del Pimpi, caduto sul Car-so. Era un Ignotino e il libro mostra ilsuo ritratto eseguito dal padre, Vitto-rio Corcos. Un tempo la letteraturaperl’infanziaavevamoltisegretidaco-municare:dovremmoimparareadeci-frarequellidioggi.
STEFANIABERTOLA
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Giamburrasca,unlibroconlacopertinaverde,cheauncertopuntoèdiventatounastoriaapuntateintivùconRitaPavone,BiceValoriinginocchioeunacanzonefamosasullapappacolpomodoro.Raccontava,illibro,ipensierieleazionidiunragazzinocaparbiamenteribelle,allegramenteavversoallasuafamiglia,alleregole,allascuola,agliadultiingenerale.Anoveanni,GianninoStoppaniavevalapossibilitàdiribellarsiacosesemplicieconcrete,comegliorari,icompiti,icibi.Oggi,unragazzinodellasuaetàprotagonistadiunromanzononpotrebbepiùcavarselaconattidicircoscrittacattiveriacomedipingeredirossouncaneostrapparel'unicodenterimastoaunozio.Glitoccavederselaconilsesso,laviolenza,magariladroga,coseinteressantimadecisamentemassicce.ChefaticaessereunragazzinodiIrvineWelsh,ounapostLolita.AncoranegliAnni50,potevaprenderelaformamalinconicamaleggeradiHoldenCaulfield,negliAnni80eragiàcostrettoadeflorarelasorella,comenelmemorabile«Fattoincasa»diIanMcEwan.Eoggi?Oggiaipiccoliprotagonistiletteraritoccanocompitiimprobicomeaibambinidi«Nonhopaura»diAmmaniti,prigionieriosecondini,oall'iperrealistaOskardi«Moltoforte,incredibilmentevicino»diJonathanSafranFoer,unaccoratoindividualistadinoveanni.Perriuscireasbarazzarsideisensidicolpadeiloroautori,perdistruggereridendoleconvenzionisenzarivolgereunsingolopensieroall'11settembre,allamafia,alleguerre,alsessoeallesostanzecostosamentestupefacenti,ibambinidellaletteraturacontemporaneahannounasolastrada:diventarecartonigiapponesiomaghettiinglesi.Lorosìchesidivertono. 
Anniversario
Compieunsecoloil“Giornalino”diVamba,fotografiadiun’Italia,dalRisorgimentoalfascismo,pienadiinquietudini,sofferenze,dubbi,occasioniperdutetutt’altroche“infantili”epiùchemaiattuali
GIANBURRASCAINPOSATRAPASCOLIEGOZZANO
Eoggi?Dovrebbefareilmaghetto
AlcentenariodiGianBurrascadedicaundibattitoeunamostrailFestivaldellibroperbambinieragazzi«QuanteStorie»organizzatoaMilanoeaSestoSanGiovanni,dalunedì19adomenica25marzo,dall’AssociazioneculturaleNautilus.Aldibattito(mercoledì21,h.16,30,PalazzoGreppi,viaS.Antonio12))interverrannoGiovannaRosa,VittorioSpinazzola,RobertoDenti,LucaClerici,GoffredoFofi,ManuelaTrinci);lamostra«Monelli!Ibambiniribellinellaletteraturaperl’infanzia»sisvolgeràaPalazzoLitta(dal19al2,h.9,30-18,30).IlFestivalprevedepoiunomaggioaBrunoMunari(sempreapalazzoLitta)enumerosiincontriconautorieillustratoririvoltiallescuole,intornoa4percorsitematici(«Rileggereiclassici»,«Legrandidomande»,«Bambinicomenoi»,sullamulticulturalità,e«Raccontare»).Perinfo:0229532181;ilsito:www.quantestorie.org
IMONELLIILLIBRO
VAMBA
IlgiornalinodiGianBurrasca
GIUNTIJUNIOR,pp.212,
8,90ILCASTORO,pp.300,
9,90
LaGiuntiriproponel’edizioneanastaticadella124ªristampa,formatoquaderno,conlacopertinaoriginale,moltedelleillustrazioniinneroneltestoe(alcune)delletavoleacoloridiVinicioBerti.QuelladelCastoroèun’edizioneodierna,cartonata,formatodiarioe(poche)illustrazioniinbiancoenero
GianBurrascaelasuafamigliainunatavoladiVinicioBerti(dall’edizioneanastaticaperilcentenariopubblicatadaGiunti)
HarryPotteralcinema
Ilpersonaggio 
Tuttolibri
SABATO17MARZO2007LASTAMPA
III
W

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